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Le scimmie … (3)

di Dario Voltolini

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e chi ci passava dentro
non vedeva nient’altro attorno
era il gesto di appendere il cappotto
che faceva uscire dal tessuto
quell’odore di nebbia
che in sé non è sgradevole
anzi
al ristorante
una ragazza mette la mano sulla coscia di un’altra ragazza
su
vicino all’inguine
come risposta questa
allarga le gambe
e si sorridono come per dire
visto?
che ci vuole?
è senza dubbio un’intesa
che chiama in causa un maschio
forse presente
ma non è importante
come il fatto che ancora una volta
c’è un conto che non torna
nascosto in qualche piega di tovaglia
lui era arrivato in macchina dove comincia la collina
e lei lo stava aspettando nella casa antica padronale
in cui era ospite
per qualche giorno
sola
in fondo alla casa la camera da letto ampia
bianca
li stava aspettando
in pieno pomeriggio
loro se ne sono stati a parlare un po’ seduti al sole
in un giardinetto davanti all’ingresso
silenzioso
poi lei gli ha fatto strada nella casa
passando in stanze in ombra
piene di frescura sul cotto dei pavimenti
e poi ha messo un disco
e un pianoforte ha cominciato a spandersi nell’aria
e gli ha fatto ancora strada
verso la camera da letto
per qualche dislivello dei pavimenti
un paio di gradini
un corridoio
la porta di legno
nudi e soli nella vasta casa padronale
un pomeriggio davanti
una sera anche
forse la notte
e lenzuola candide spostate via
e non era nemmeno la prima volta
e tutte le altre volte la loro intesa era stata piena
anche senza casa padronale

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