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Le scimmie… (21)

di Dario Voltolini

rotolando sulle ruote
da molti anni siete lontani
dalla finestra
poco male
erano tempi squallidi
senza vie d’uscita
ora però non sapete chi vi sta di fianco
un albero carico di limoni fa ombra sulla sedia lasciata nel cortile
una sfera d’aria è impigliata nelle foglie
sta finendo aprile
sarà domani maggio
non sapete
così distanti
né dove andate né quando finirà
questo formidabile ponte George Washington
e nelle città più piccole
dove si aprono cortili lungo le strade
acciottolate
che scendono verso il lago
ci si ferma solo durante viaggi poco importanti
in piazza
sotto la loggia comunale allestiscono all’alba
il mercato della frutta
dalle isole del lago giungono preti oscuri
sacerdoti per riti malsani
stagionati in sordide umide ombre
strisciano vermi sotto le pietre del giardino
hai rotto il bicchiere
sotto la tenda celebraste il matrimonio
citaste il pane
fuori pioveva
il sobborgo residenziale covava placidi timori
senza vie d’uscita il sobborgo pativa la pioggia
e lentamente scivolava giù scivolava giù
scivolava giù per il pendio della bassa collina
e il piazzale del parcheggio gremito di
automobili ferme si inclinava
e cominciava a creparsi
l’asfalto rotto come un pane
aperto geme e trema e presto
divergono le superfici spaccate
hai spezzato quel bicchiere
resta la polvere di vetro delle briciole più minute
frantumi sul pavimento
è passato molto tempo da quando stavate interi pomeriggi affacciati
alla finestra
i tram stridevano e scintillavano
le vetrine dei negozi illuminavano il marciapiede
per strada l’odore acido della tintoria
stordiva i passanti
curvi
incappottati
con le mani spinte in tasca
gli uomini soli passavano
camminando veloci senza

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