di Dario Voltolini
Voglio ora riportare direttamente alcuni brani di Joxe. Si trovano alle pagine 103-106 del suo libro (terzo capitolo, intitolato Violenza e globalismo).
Considerando, a prescindere da qualunque teoria, l’epoca attuale come uno spettacolo, si percepirebbe immediatamente una gerarchia: si vedrebbero i regni e le repubbliche, più o meno minacciati da una blanda balcanizzazione, aggrappati ai piedi dell’impero del caos americano che li globalizza. I reucci, i nobili eroici o vili, i popoli sbalorditi, inquieti, talvolta indignati, osservano grazie alla televisione gli abominevoli massacri che colmano le coscienze del mondo intero di un sentimento di impotenza sempre crescente. Non che i massacri siano più numerosi di un tempo, ma la maggior parte di essi (non tutti) viene conosciuta ed esibita, come se si trattasse di minacce valide per tutti i popoli, o come una droga, simile ai giochi circensi condannati dai padri della chiesa alla fine dell’Impero romano.

IO: Ho visto Il siero della vanità, il film di Alex Infascelli.
Stilos è un settimanale di informazione libraria e letteraria. E’ curato da Gianni Bonina ed esce, da qualche anno, come supplemento del martedì del quotidiano
Greco&Greco ha recentemente pubblicato
Fare un giro in bicicletta…. E’ un modo serio di festeggiare i nostri martiri, questo? Mah. E’ come se durante una messa si cominciasse a giocare a nascondino davanti all’altare!
Prima di guardare a cosa può significare il concetto di Europa nell’attuale momento di crisi, vorrei puntualizzare ancora una volta la questione di cosa sia per
Nel suo 
Considerate il caso che se una notte d’inverno un viaggiatore invece di raccontarvi una cosa ne raccontasse altre. In una notte d’inverno, o in più notti, questo viaggiatore dovrebbe raccontarvi di storie geopoliticamente confinanti, in una zona definita, tra Emilia Lombardia e Veneto. Ma questo viaggiatore s’accorge che parlare di nutrie, polveri d’inquinamento causate dalle centrali elettriche Edipower, percentuali di disoccupazione da profondo sud, sinistre in Municipio, cibarie e manodopoera extracomunitaria, sedi di Fasci italiani del lavoro (un partito che si candiderà alle elezioni di Sermide), uomini che vanno a caccia e poi scuoiano la selvaggina cacciata con a fianco il nipotino, serre in nylon per la coltivazione del melone in ogni dannato periodo dell’anno, soldati indigeni in guerra in Iraq, acquabomber, notizie dai media più influenti, esotismo e fibre ottiche, zolle e cercatori d’oro in Po…Ecco, s’accorge che non è il momento giusto per raccontarlo, per cui il nostro viaggiatore, d’inverno, decide di non farlo.
Di proprio pugno
Scopro solo ora questo gioiello che Gianni Biondillo ha lasciato cadere con nonchalance in una finestra dei commenti (i commenti alla recensione di Francesco Longo al film di Peter Fly, L’eredità, in Archivi per mese di aprile). Lo ripubblico qui d’autorità, senza chiedergli il permesso: se Biondillo si arrabbia, vorrà dire che andrò a chiedergli scusa alla presentazione del suo Per cosa si uccide, oggi giovedì 22 alla Libreria del Giallo, a Milano, in via Peschiera, 1, ore 19.00, con Raul Montanari. (T. S.)
Vienna, quasi cent’anni fa. Secondo un modo di dire piuttosto in voga, in ogni strada abita un genio. E non è uno sproposito: nell’arco di una generazione, prima di sprofondare nella guerra e nel disastro, è qui, nella capitale dell’ultimo impero, che tutte le arti e tutte le scienze vengono rivoluzionate. A quanto pare, il fenomeno si spiega con una serie di coincidenze: una lunga espansione economica, un impero multietnico, un imperatore-simbolo che non muore mai, imbalsama le contraddizioni e maschera fino all’ultimo l’agonia di una civiltà.
Qualche giorno fa ho chiamato un cinema della mia città dove in questi giorni danno La passione di Cristo. Mi ha risposto una garbata signorina. Le ho chiesto se il film era vietato.

IO: Senti, ![F[1].Vitale8.jpg](https://www.nazioneindiana.com/archives/F[1].Vitale8.jpg)