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La linea automatica produce trecento piani cucina

di Francesco Terzago

La linea automatica produce trecento piani cucina
al giorno, ogni giorno, senza sosta. Ventiquattro ore
su ventiquattro. Trecentosessantacinque giorni
all’anno (o trecentosessantasei, se necessario) – le lastre
di pietra da tre-quattrocento chilogrammi sono mosse
dai bracci meccanici con la stessa semplicità
con la quale io posso sollevare un giornale
o una corteccia di betulla e usarla come
un ventaglio; il foro dove sarà ospitato il lavello
è ricavato con un getto largo come uno spillo,
un getto d’acqua ad alta pressione
e graniglia: sabbia né troppo sottile, né troppo spessa,

Pubblico e poeti: una svolta civile?. Parte seconda.

Inserto teorico, partendo dall’interno.

Per testo poetico di solito ne intendo uno che ha avuto una lunga gestazione e un lungo periodo di rimaneggiamento, necessari, ovviamente, per dire qualcosa di significativo, almeno nel contesto storico-sociale in qui viviamo. Allo stesso tempo sono convinto che l’atto poetico sia sostanzialmente una funzione del segno o di un insieme di segni: nello specifico quello che fa ragionare sul suo stesso significato – e questo è qualcosa che avviene all’interno dell’interpretante, sia esso il poeta stesso o un lettore qualsiasi.… Leggi il resto »

Pubblico e poeti: una svolta civile?

di Matteo Fantuzzi, Lorenzo Mari, Francesco Terzago, Guido Mattia Gallerani

Nel saggio collettivo, Matteo Fantuzzi s’interroga sul rapporto tra l’ascolto del pubblico e il lavoro dei poeti, portando ad esempio l’attualità della corrente di “Nuova poesia civile” nel nostro panorama. A prova delle capacità d’apertura verso il pubblico di questo modo poetico, Fantuzzi indica Fabio Franzin come autore rappresentativo, in quanto in grado di creare una poesia che parli “non a pochi”.… Leggi il resto »