Il dovere di tacere

di Andrea Inglese

Dalla lettura delle pagine 2, 3 e 4 di Repubblica del 15 gennaio 2008 sulla vicenda della visita papale alla Sapienza, non sono i proclami di Gasparri o di Radio Vaticana a farmi uscire dai gangheri, ma la sottigliezza irreprensibile di Adriano Sofri o il “politicamente corretto” di Dario Fo. Certo, Sofri lascia cadere qualche mite allusione all’oltranzismo della chiesa e Fo esprime dei dubbi sull’applicazione equanime del diritto alla parola. Ma poi Fo non riesce a impedirsi di affermare: “Io sono pronto a farmi uccidere per garantire il diritto di parola a chi la pensa diversamente da me.” Io più modestamente avrei detto: “Se fossi abbastanza coraggioso, sarei pronto a farmi uccidere, pur che certi personaggi che hanno il monopolio della parola pubblica (giornalisti come Vespa o Ferrara, monarchi assoluti come Ratzinger, ecc.) tacessero almeno per qualche ora.” Qui, davvero, ancor più che il laicismo, è in gioco un’altra cosa, ancor più importante. L’uso schifoso che si fa del diritto di parola, come se ogni giorno non assistessimo ad una confisca totale della libera e critica espressione, e ad un’ininterrotta celebrazione dello zelo nei confronti di tutto quanto è potente, istituzionale, ricco, di successo.

Il diritto di parola è sacro, soprattutto quello del monarca dello stato pontificio. Il diritto di parola di un comune cittadino italiano, è assai meno sacro. Del cittadino italiano che contesta Ferrara al Teatro dal Verme, si parla come di “qualche contestatore portato via di peso”. Capite quanto sono vigliacchi i difensori del diritto alla parola di Ratzinger? Tutti sappiamo benissimo che il diritto alla parola del papa e quello di un cittadino italiano qualsiasi si realizzano in maniera radicalmente disuguale. La parola del papa, monarca assoluto del vaticano e della chiesa cattolica, è ad ogni istante nell’arena pubblica, raggiunge tutti, attraverso i più diversi mezzi, privati e statali, confessionali e non, per radio, televisione e stampa. Ma questo vale anche per opinionisti come Giuliano Ferrara, che dirigono un giornale, intervengono in TV. Ma dove starebbe, dunque, la libertà del cittadino qualsiasi, che non dirige un giornale e non è monarca assoluto? Può egli, in un’occasione pubblica come la serata al Teatro Dal Verme, di fronte a Ferrara che lancia la moratoria sull’aborto, prendere la parola? Farsi sentire dagli altri? “… qualche contestatore è portato via di peso”. Oppure “Mentre un’altra [donna] circondata dal servizio d’ordine, inscena una danza silenziosa, portando le due mani unite nel simbolo femminista sopra la testa”. Così il cronista di Repubblica, a pagina 4.

(Poco importa qui la fedeltà dei cronisti, l’impianto è ben riconoscibile: tutti hanno il diritto di mugugnare in privato, ma pochi hanno il diritto di parlare in pubblico e molti il dovere di tacere quando quei pochi parlano.) Quando il papa contesta le leggi di uno stato che non è il suo, fa il suo dovere. La gente può esprimere un’opinione contraria, ma deve stare ad ascoltarlo, a meno di gettare in fondo al mare la propria TV, canone rai compreso, e pure tutti i grandi quotidiani nazionali che ha ancora la debolezza di leggere. Quando dei docenti universitari e degli studenti universitari contestano la venuta del papa all’inaugurazione dell’anno accademico, costoro sono contro la libertà di parola, ossia sono dei dittatori, degli anti-democratici, insomma, la feccia. Non li si deve ascoltare. Se poi qualcuno che non è neppure docente universitario, ma davvero una persona qualsiasi, magari una “donna” o una “femminista” o un “contestatore”, vuole pretendere di replicare in pubblico a una persona “importante” (un Giuliano Ferrara), di quelle che parlano sempre davanti a platee, allora lo si “porta via di peso”. (O se sta zitto e balla, lo si “circonda”, in modo che non sia neppure visto.)

Ma di quale libertà di parola vanno cianciando? Prima dimmi quanto guadagni, quanti contratti hai firmato, quante cariche pubbliche o private cumuli, quanti titoli hai, quanto successo hai (ossia, quanti soldi fai fare agli altri), dopodiché vedremo per quanto tempo ti lascerò parlare e cosa ti permetterò di dire.
Dio strafulmini chi inventò la libertà di parola, perché poi tali sciacalli se ne servissero per imporre il dovere di tacere. (Anzi dio strafulmini se stesso, per aver permesso ciò.) Il giorno lunedì 14 gennaio, la stessa Repubblica intitolava “Riforme, diktat di Berlusconi. «Via la legge sulle tv o niente dialogo»”. Vogliamo parlare di libertà di parola? Di qualche problemino di monopolio dell’informazione che da qualche decennio impensierisce l’Italia? O facciamo un’equilibrata predica a questi fanatici docenti universitari, che hanno redatto una semplice lettera-appello?

(A coloro che parlano di censura nei confronti del papa, bisognerebbe far vedere, con il metodo Ludovico, L’udienza di Marco Ferreri del 1971, con un grande Jannacci, in veste di cittadino qualsiasi, che tenta disperatamente di incontrare di persona il papa.)

254 commenti

  1. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 07:54 | Permalink

    Condivido molte delle cose dette in questo testo da Andrea Inglese, c’è molto del vero, però la soluzione non è non fare parlare Ratzinger che per me è sopravvalutato persino come intellettuale. Il suo ultimo libro ignora per esempio, completamente tutta la moderna ricerca teologica.
    La soluzione a molte questioni come il rapporto tra pubblico e privato non sono così semplici da risolvere. Il diritto di parola in pubblico se non fosse mediato in senso assoluto comporterebbe il caos. Non ci sarre più parola, alcun discorso intellegibile. Mi sembra poi che la parola abbia avuto il suo peso, visto che il Papa non andrà più. Penso sia stato un errore e grave, aumenta le contrapposizioni. La Sapienza poi lo sappiamo come funziona. Se non sei di sinistra e pure estrema neanche trovi facilmente un relatore per fare la tesi di laurea. Dove lavoravo io mi sono dovuto assuppare per anni convegni di sessantottini senza che coloro che aderivano a certi slogan potessero avere diritto alla parola.
    Cattolici e laici sono fatti della stessa pasta, non è che i geni dell’integralismo siano presenti solo in Vaticano.

  2. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 07:56 | Permalink

    pardon, che non aderivano a certi slogan

  3. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 08:47 | Permalink

    perfetto, sottoscrivo inglès parola per parola.
    sommessamente aggiungo:

    poteva andarci, poteva affrontare quel clima, quegli studenti e quei docenti, come alcuni prima di lui hanno fatto con più coraggio di lui, spesso tutti i giorni.

    voleva che anche lì lo si accogliesse come a piazza san pietro, voleva che le sue parole pregresse non contassero, che lo si acclmasse comunque “in quanto papa”.

    pretendeva che ciò che è venuto affermando in questi anni dall’alto della sua arrogante rocciona di travertino non gli fosse rinfacciato.

    si è dovuto accorgere che esistono ancora brandelli intransigenti di cultura non religiosa, coi quali avrebbe dovuto, forse, fare i conti.
    non se l’è sentita.

  4. harzman
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 09:06 | Permalink

    ho trovato molto cattolica, nel senso moralmente più deteriore del termine, la mossa del pastore tedesco, poiché ha mirato a provocare - riuscendoci - una sorta di senso di colpa istituzionale. è forse soprattutto in questo tipo di reazione che va compreso lo scandalo mediatico che ne è sortito, più ancora delle sparate in nome della “libertà di parola”.

  5. Luigi
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 09:18 | Permalink

    Ezio Mauro su Repubblica:
    http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/benedettoxvi-19/idea-malata/idea-malata.html

  6. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:07 | Permalink

    hai ragione, non è il papa che stupisce, lui è solo coerente;
    è il cerchiobottismo degli intellettuali di sinistra che lascia perplessi: che cosa stanno difendendo o cercando di conquistare? di che cosa hanno paura? fior di giornalisti che stimavo/stimo danno risposte in equilibrio sul nulla; ridotto ai minimi termini qual è il problema? che se si schierano troppo perdono il posto sul quotidiano nazionale?

  7. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:10 | Permalink

    “Tutti sappiamo benissimo che il diritto alla parola del papa e quello di un cittadino italiano qualsiasi si realizzano in maniera radicalmente disuguale.”

    Su questo e molte altre cose che ne discendono e che Inglese dice nel suo pezzo, sono d’accordissimo.

    Sul fatto che non si volesse la presenza del papa alla Sapienza sono invece contraria, mi è parsa una mossa infantilmente laicista, il fatto che il diritto di parola del cittadino italiano (e di ogni semplice cittadino di fronte al potere politico e giornalistico in ogni paese, anche il più democratico) si realizzi in maniera diversa da quello di un papa, o di un presidente della repubblica o di un giornalista potente, non giustifica a mio avviso che l’università italiana chieda di non far entrare il capo della chiesa cattolica, far entrare e poi contestare, questo io farei, sempre.

    Che tra i firmatari ci sia, se non ho letto male, Asor Rosa, un barone che non mi pare abbia usato sempre in modo democraticissimo del suo potere di manovra accademico, poi, mi fa sorridere, e ho anche visto alla TV il promotore della lettera, un bel vecchio signore un po’ sconcertato da quello che era seguito alla sua iniziativa, e ho avuto l’impressione che tutto sia svolto in un ambiente lievemente rarefatto e alieno dalla realtà, il papa è il papa, vuol dire qualcosa nel mondo, è un’autorità riconosciuta, e va contestato scrivendo, non impedendogli l’accesso ad alcunché.
    Questo almeno è quello che penso io.

  8. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:20 | Permalink

    @harzman, questo Papa secondo me è senza coraggio. Dovrebbe andare lo stesso! invece il Vaticano ha emesso un comunicato che dichiara che non è opportuno. Certo, la mossa fa sentire in colpa parte del mondo laico. Secondo me sarebbe stato per l’università un onore avere come ospite il papa. Non c’è migliore ospitalità che per il nemico, se si è veramente laici.

  9. sparz
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:36 | Permalink

    Andrea, grazie, condivido tutta la sostanza di quel che dici e anche il commento di Tash. L’editoriale di Mauro su Repubblica citato qui sopra fa appunto parte di quel benpensantismo ignobile che si rifiuta di pensare quando c’è da far le mosche cocchiere.
    Aggiungo semplicemente che l’inaugurazione di un anno accademico non è abitualmente un’occasione nella quale si invitano intellettuali di qualsiasi tipo o tendenza a parlare dei loro punti di vista, neppure se sono capi di stati esteri, come per l’appunto Joseph Ratzinger, cui personalmente non riconosco alcuna speciale autorità, né scientifica né morale. Di lui come di altri talvolta condivido le opinioni talaltra - e in questo caso più frequentemente - no, ma appunto non vedo ragioni per invitare specificamente lui. Devo dire invece che apprezzo che abbia scelto autonomamente di non andare, rivelandosi in questo, a parte ogni altra possibile dietrologia, uomo di pace.

  10. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:38 | Permalink

    si trattava dell’inaugurazione dell’anno accademico, alcor, non di un incontro organizzato ad hoc: oltre il principio di democrazia che, come dice inglès, vale solo in certe condizioni mentre per tutto il resto del tempo facciamo finta che sia in vigore ma non è così, esiste il principio di opportunità, che di solito recita così: quando non ci sono le condizioni oggettive per fare una cosa in astratto fattibile e persino giusta, meglio che non la fai, a meno che non si vogliano affrontarne a viso aperto le conseguenze.
    il papa voleva andare (la mia impressione è che lui, che secondo me si sente prima professore e poi papa, abbia sollecitato l’incontro), ma un papa ovunque vada è sempre papa, non è che ti consentono di dirgli in faccia quello che pensi, come accadde al povero luciano lama molti anni fa.
    ora io sono convinto che nessuno, ma proprio nessuno, oggi in italia può in coscienza strapparsi le vesti per lesa democrazia: l’università non è quel regno di astratte opinioni che liberamente si confrontano nessuna esclusa, come fa finta di pensare ezio mauro, è luogo di passioni e di confronti anche duri, è il luogo dove al papa che vuole venire a farti lezione il giorno in cui si aprono i battenti tu, del tutto legittimamente, ricordi galileo.
    vuoi venire?
    sarebbe meglio non venissi, perché questo è un luogo di ricerca e non di fede, ma se vuoi venire lo stesso, sappi che ti rinfacceremo anche galileo.
    oggi in italia la scienza e la ricerca hanno paura.
    non si sotto-valuti la paura.
    io sono contento che il papa non vada, che gli si sia detto no.
    no.
    no.

  11. harzman
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:42 | Permalink

    Forse è come dici tu, Lumina. E d’accordo sull’ospitare il “nemico”.
    In ogni caso tutto quanto è accaduto (e accadente) ha qualcosa di penoso.

  12. harzman
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:43 | Permalink

    Il fatto è che in questo preciso momento (sub)storico il Papa per l’Italia e le sue istituzioni non è precisamente un “nemico”.

  13. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:50 | Permalink

    Tash, non sono d’accordo. Chiunque e ovunque, a mio avviso.
    Avrei dei dubbi solo nel caso che si trattasse di criminali di guerra.
    E’ anche vero che il papa è il papa e non ci si può facilmente alzare e dirgli quello che si pensa, ma lo si può fare in altre sedi, come del resto è stato fatto.

    Io mi faccio un dovere di convivere con quelli che la pensano in modo opposto al mio, soprattutto nelle cose fondamentali, mi innervosisco terribilmente e mi devo magari mangiare la lingua, ma sono stata troppo zittita, in passato, per tollerare che qualcuno zittisca qualcun altro, anche se è un potente, perchè un potente ha valore simbolico e finché zittisci il tuo prossimo minore, la cosa non deflagra, ma se pratichi l’intolleranza a livello del potere, acquista un livello simbolico, e deflagra.

    Trovo che la mancata visita del papa alla sapienza sia un segno della divisione del paese, e fin qui, è vero, ma anche il via libera a tutta una serie di veti incrociati di cui non sento affatto il bisogno.

  14. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 10:55 | Permalink

    Questo papa non e’ diverso da molti imam che abbiamo in Europa Occidentale, portatori aggressivi di un modello sociale teocratico e oscurantista che poco concede ai valori razionali e libertari. In un momento in cui la politica non para gli affondi di tali soggetti, che lo facciano i primi rappresentanti dell’ideale illuministico non mi pare uno scandalo. Spero peraltro che i coraggiosi di Roma mostrino la stessa tempra verso altri estremismi confessionali o ideologici.

  15. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 11:01 | Permalink

    Una scelta strategica, scelta ben valutata dal Vaticano. Sono degli strateghi non sprovveduti. La sanno lunga.
    In fin dei conti non è stato rifiutato, il papa ha rinunciato perchè non gli sembrava opportuno che in televisione e nei mezzi di informazione passasse l’idea che un papa fosse contestato. Non dimentichiamoci che si ritiene infallibile, penso sia anche una questione psicologica, prettamente legata alla figura del papa, Bonifacio VIII dopo il ceffone subito non campò per molti giorni…

    Di certo da questo episodio le battaglie per la laicità dello Stato si faranno più ardue. Il fatto di non aver sentito una voce politica al di fuori del coro dei baciapile, mi fa tremare…

    Bisogna rassegnarsi: l’Italia non sarà mai uno stato laico…

  16. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 11:05 | Permalink

    I “coraggiosi di roma”?
    Beh, il coraggio è un’altra cosa, cosa perdono, cosa possono temere? Una polemica?

    (Io ce l’ho con l’università italiana quasi come con la chiesa romana, lo ammetto.)

    A meno che non fosse ironico, forse sì, visto che li inviti a mostrare la stessa tempra verso altri estremisti.
    E’ vero che gli altri finora non sono stati invitati all’inaugurazione dell’anno accademico.

  17. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 11:19 | Permalink

    Alcor, diciamo sarcastico. Accanto ad alcuni professori come ne troveresti in qualunque seria cittadella internazionale della scienza, si muovono baronazzi ben collocati anche dal punto di vista politico. Per cui, un atto apparentemente tranquillo e di principio mosso dai primi (”Caro Papa, qui da noi si ragiona in un modo che i suoi recenti Atti chiaramente ritengono ostile, quindi non gradiamo la Sua presenza nella massima occasione formale della nostra istituzione”), finisce nell’agone della bassalega che spesso vede protagonisti i secondi. Anche l’invito era chiaramente partito da meri interessi di bassalega ed ecco che un’occasione di riflessione seria sullo stato della liberta’ di pensiero e di ricerca si trasforma nella bagatella quotidiana di cui si cibano uffici stampa di partito e di giornali.

  18. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 11:30 | Permalink

    a alcor
    si possono avere due nemici, senza avere preferenze per l’uno e per l’altro (vaticano, università);ecco un appunto, tra quelli presi ieri leggendo la “Repubblica”.

    Certo che, in tempi di “laici in ginocchio”, come titolava un saggio di Carlo Augusto Viano del 2006, è meritorio questo sprezzo della sacra libertà di parola del monarca pontificio. È meno meritorio, che le armate brancaleonesche di precari universitari non abbiano mai contestato i contestatori, ossia il corpo docente universitario. Ma della nostra epoca si dirà: “chi non ha subìto, scagli la prima pietra”.

    a sparz, un altro appunto:

    Gli intellettuali “umanisti” sono forse troppo impegnati a rimpiangere Pasolini per dedicarsi a contestazioni pubbliche su questioni precise, come quelle dell’ingerenza del potere ecclesiastico sulle istituzioni statali. Meno male che ci sono almeno i fisici.

  19. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 11:59 | Permalink

    interessante l’intervista a Tranfaglia

  20. Ugolino Conte
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:03 | Permalink

    Sottoscrivo l’articolo di Andrea Inglese e i (suoi) successivi commenti parola per parola, anche la punteggiatura, l’impaginazione, i caratteri di stampa e il tipo di carta utilizzata, se è il caso.

    “Gli intellettuali “umanisti” sono forse troppo impegnati a rimpiangere Pasolini per dedicarsi a contestazioni pubbliche su questioni precise, come quelle dell’ingerenza del potere ecclesiastico sulle istituzioni statali.”

    Migliore sintesi non poteva esserci.

    U.C.

  21. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:07 | Permalink

    Condivido e sottoscrivo quello che dici, Andrea. E sono molto contento per quello che è accaduto alla sapienza, ovvero che qualcuno dicesse no al papa invece di genuflettersi come tornato di moda. I problemi politici di Prodi, di opportunità e di mediazione, non sono i nostri per fortuna. Quello che mi ha colpito è che mentre il coro delle istituzioni e dei partiti esprime senza distinguo solidarietà al papa, tutti quelli con i quali ho parlato in questi giorni erano radicalmente contrari alla venuta del papa. Gente che ha votato prodi, o rifondazione magari, che improvvisamente scopre di non avere più un rappresentante istituzionale, al governo come all’opposizione. Che i suoi governanti presenti e futuri discutono di aborto con il clero e i loro rappresentanti, che la ministra della salute va alle veglie dell’antiabortista Ferrara per il diritto di parola del Papa. Mi dispiace per Dario Fo, che era quello che ha fatto Mistero Buffo, alla fine. Ma si sa, nessuno migliora, invecchiando.

  22. Irene Gironi
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:07 | Permalink

    sono pienamente daccordo con Andrea Inglese. la cosa che trovo più rivoltante e insopportabile è l’unanimità del servilismo dell’intera classe politica e della maggior parte dell’informazione. per carità, non che la cosa mi stupisca, assolutamente, ma ci sono dei momenti in cui ancora tento di illudermi di vivere in un paese democratico, invece devo continuamente ricredermi e darmi da sola della stupida idealista demodè. non posso non pensare che il nostro governo e le nostre istituzioni hanno rifiutato, poche settimane fa, di ricevere il Dalai Lama che è un capo religioso certamente meno invasivo del nostro papa, con la sola squallida motivazione di non voler compromettere i rapporti con la Cina, la quale brilla a livello planetario per le sistematiche violazioni dei diritti umani, per avere ancora ben salda la pena di morte e per immettere sui mercati di tutto il mondo prodotti altamente nocivi per la salute. un ultimo pensierino: spero che Ratzinger rifletta sul fatto che se, hainoi, la chiesa avesse arrestato il progresso della scienza, lui e i suoi illustri predecessori non avrebbero potuto e non potrebbero fare ricorso alle moderne terapie mediche, visto che, nonostante la corsia preferenziale con Dio, anche i papi si ammalano! Irene

  23. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:10 | Permalink

    @inglese

    infatti, è meno meritorio, però anche più rischioso:-)

    in fondo contestare un’autorità così esplicita e potente come il papa fa correre prevalentemente rischi polemici, contestare il proprio barone fa correre prevalentemente il rischio di essere messi ai margini, se non buttati fuori.

    L’università, che ha al suo interno menti di valore, ha sempre accettato la logica della baronia, ne è intrisa, ed è molto più facile attaccare la politica e la sua corruzione facendo nomi, che attaccare la gestione universitaria e la sua corruzione facendo nomi, a meno di non aver taciuto per parecchio tempo, almeno fino ad aver vinto una cattedra che metta al riparo da ritorsioni dirette.
    E temo che una volta che si sia taciuto per tanto tempo, si sia così coinvolti da preferire il silenzio.
    Se non altro per imbarazzo.

    Aspetto con ansia una vera, puntuale, coraggiosa presa di posizione pubblica in questo senso, anche se è vero che essendo fuori mi viene piuttosto facile e non corro alcun rischio, o meglio, li ho già corsi e subiti.

  24. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:12 | Permalink

    Sul dalai lama d’accordo con Irene Gironi.

  25. angelo
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:19 | Permalink

    Dal Papa ci si poteva aspettare che porgesse l’altra guancia. E invece lui che fa? Si offende e desiste. Un gesto, come dire, infantile e anche un po’ cretino. Personalmente ho forti dubbi sulla qualità dell’uomo Ratzinger. Proprio non mi riesce di considerarlo rappresentante di Dio in Terra.

  26. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:40 | Permalink

    Nel post ci sono ccose vere e un’implicita falsità che però è così macroscopica da togliere valore al resto.
    E’ vero che i politici di destra e di sinistra fanno la corte alle gerarchie ecclesiastiche, dandogli spazio e voce anche quando non è il caso, ed è vero che personaggi sciagurati per la chiesa come Ruini ammiccano e rispondono (senza accorgersi che per la chiesa quello è il bacio della morte).
    Non è vero che quella di ieri è una vittoria della cultura laica. Il contrario di laico è confessionale: monopolio esclusivo di un’autorità morale sulle altre.
    Il laico non esclude e non seleziona ma integra e conferisce pari dignità a voci diverse: il papa, il dalai lama o chi altro. Chi respinge è il laicista, alfiere di un settarismo non dichiarato.
    Gli unici a gioire di quanto è accaduto sono seminaristi dell’ateismo come Odifreddi o i fratelli con grembiulino e tre puntini, una setta che ai laici de noantri sembra non dispiacere mai.

  27. arminio
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:42 | Permalink

    caro andrea,
    condivivo lo spirito e lo stile.
    io sono uno dei pochi che da morto non si farà portare in chiesa.

  28. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:46 | Permalink

    Il Papa certo non segue l’esempio di Cristo, che per quel poco che se ne sa storicamente, non era certo mite e arrendevole. L’università ha perso una grande occasione per replicare al Papa. Come ha scritto Cacciari sul Corriere della sera nulla vieta al Rettore di specificare la differenza tra un magistero religioso e l’attività scientifica. Trovo in questa storia come il più colpevole, proprio il Rettore, perché avrebbe dovuto rassicurare coloro che hanno protestato, che avrebbe preso una posizione in quanto Rettore di un’istituzione laica, in favore dell’autonomia del metodo scientifico e della razionalità rispetto a presunti assoluti di verità. Si è persa una grande occasione per il mondo laico. E’ incredbile come si voglia fare passare questo Papa per un grande intellettuale, quando il suo famoso libro è di una povertà scientifica desolante.

  29. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 12:53 | Permalink

    Odifreddi, conoscendolo, non è certo uno che si sarebbe sostratto al confronto. Del resto il suo libro contro la Bibbia, il vecchio testamento sopratutto, è difficile non condividerlo, bisogna proprio essere accecati e privi di razionalità per non concordare. Tutt’altro tenore è invece, e sul quale Odifreddi avrebbe molte difficoltà, il saggio uscito di recente di uno studioso serio e riservato come Marco Vannini, con il suo La Religione della Ragione, testo che affronta il tema dello Spirito con una visione razionale fondata e rettamente religiosa. Su quest’ultimo terreno, ecco che molti laici diventano subito insofferentemente non più relativisti, ma dogmatici, esattamente come questo Papa.

  30. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:05 | Permalink

    l’ italia come l’ iran: in mano ai mullah (cattolici, nel nostro caso).
    Io mi son reso conto che non ha alcun senso votare in italia, se non sei cattolico

  31. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:06 | Permalink

    “C’è un proverbio che dice: la libertà di stampa spetta a coloro i quali hanno già la possibilità di stampare.
    Nelle epoche passate probabilmente era proprio così, ma ora i rapidi metodi di dattiloscrittura, stampa in offset e sviluppi analoghi hanno ridotto considerevolmente i costi di stampa. Tutti sono liberi di stampare i propri lavori. Anche nella società più repressiva immaginabile, potete concepire una qualche forma di stampa privata. (…) La tolleranza repressiva è un fenomeno reale. Per parlare di vera libertà di stampa, dobbiamo parlare della disponibilità dei canali di comunicazione atti a raggiungere l’intera popolazione o, almeno, il segmento di popolazione che potrebbe partecipare ad un tale dialogo. La libertà di stampa appartiene a coloro i quali posseggono un canale di ditribuzione. (…) Affermare che il diritto di stampare il vostro libro equivale alla libertà di stampa, significa fraintendere completamente la natura di una società di massa.”

    Abbie Hoffman, Ruba questo libro - Stampa Alternativa

  32. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:09 | Permalink

    Questa della libertà di parola che non si nega a nessuno – tralasciando i politici è la posizione ufficiale di molti, come Tranfaglia, Ezio Mauro, Mieli, eccetera, i quali magari in privato godono della rinuncia di Ratzinger, anche se gli si è dato di che fare la vittima: vedi oggi la mobilitazione di Ruini in Piazza San Pietro domenica prossima – è una balla, formalista e ipocrita, perché in realtà come dice Inglès la libertà di parola la si nega alla stragrande maggioranza di noi, che per averla dobbiamo prima procurarci l’accesso all’agorà e non si da accesso senza regolare pedaggio, eccetera.
    Ma se anche non fosse tale, libertà di parola è una cosa, libertà di lezione è un’altra: Ratzinger voleva andare all’università il giorno dell’apertura dell’anno accademico in qualità di “magister” e tenere la sua lectio.
    Altri magister a lui pari gli hanno preventivamente ricordato la sua posizione sul processo subìto da Galileo – non certamente “democratica” - e hanno rimproverato il rettore per l’occasione scelta per l’incontro, non propriamente opportuna, tanto è vero che un gruppo di studenti, molto sparuto a quanto pare, si è mobilitato per l’incontro.
    È evidente che il papa sarebbe andato all’università scortato dalla polizia in equipaggiamento da sommossa ed è questo che lo ha fatto recedere.
    Cara Alcor, non bisogna dimenticare che l’università risente per prima del clima politico, etico culturale del paese (se così non fosse sarebbe del tutto morta e ci dovremmo preoccupare molto), dei conflitti in atto tra i vari poteri, eccetera, che non è, come si vorrebbe far credere (Mauro, Mieli, Tranfaglia, eccetera), una sorta di quieto olimpo dei saperi dove ci si mette in toga e si discetta liberamente e democraticamente di tutto: è ancora un luogo vivo dove le passioni scorrono a fiumi.
    Immagina se un gruppo di docenti si fosse schierato contro una lectio magistralis di Bush: ci si sarebbe tanto meravigliati?
    Sono contento anch’io che questo papa abbia trovato poche persone ferme a dirgli: se vieni non ti aspettare la stessa aquiescenza che trovi in altre sedi, perché noi ci ricordiamo di ciò che hai detto, di ciò che stai dicendo e facendo, perchè conosciamo la pressione che stai esercitando su tutti noi e la respingiamo.
    Quei quattro professori sanno, al contrario di molti dei politici che si dicono “laisci e de sinistra”, qual è la vera partita che si sta giocando attorno al concetto di libera ricerca e di libera scienza e quanto sia importante da noi, che il quartier generale dei cattolici ce l’abbiamo in casa da secoli.
    L’università di Roma non è Harvard, è un luogo che nel corso della sua storia ha già subito gravi ferite.
    Ora sta a loro, cioè a Ruini, la prossima mossa.
    Almeno si potrà cominciare a contarsi davvero, anche se la vedo dura.
    (per quanto mi riguarda posso dire apertamente che l’obbiettivo per me è politico: abolire il Concordato, riprendersi quella porzione di territorio italiano che la chiesa occupa illecitamente come “nazione nella nazione”).

  33. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:09 | Permalink

    ad Arminio,

    statti pero’ attento, prepara indicazioni rigorose, del tipo “appena deceduto svuotate su di me la tanica di benzina che tengo nell’armadio della camera da letto e datemi fuoco immediatamente”; sai che quelli, ti piombano adosso che sei ancora caldo per seppellirti a modo loro…

  34. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:16 | Permalink

    Che progresso com Tashtego

  35. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:18 | Permalink

    Tashtego dice: “Immagina se un gruppo di docenti si fosse schierato contro una lectio magistralis di Bush: ci si sarebbe tanto meravigliati?”

    Ma se a me non interessa posso anche disertarla, ma se la sala si riempe evidentemente qualcuno vuole quanto meno ascoltare.

    Qui sta la libertà laica.

  36. Flash
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:21 | Permalink

    Finalmente un articolo che riporta, in modo abbastanza fedele, quanto ho pensato anch’io. Resta da domandarsi perché simili pezzi non compaiono mai su Repubblica o le altre testate nazionali…

  37. Ugolino Conte
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:22 | Permalink

    Perché proprio il giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico? Non poteva scegliere un’altra occasione, ad esempio il conferimento di una delle tante ridicole lauree honoris causa?

    No. La vera ragione è che deve mettere il suo imprimatur sulla cultura e la libera ricerca di uno dei massimi pilastri di uno stato laico, e subito dopo aver pesantemente bacchettato le istituzioni ai loro più alti livelli, come è successo con la ridicola combriccola di genuflessi raccolti in preghiera della giunta capitolina e del suo capo (che è anche un monito ben preciso a quella barzelletta di partito che quest’ultimo rappresenta).

    Si dirà: è stato invitato dal rettore. E questa è veramente bella, in tutto degna di una società civile che ha supinamente abdicato a qualsiasi esercizio della funzione critica e di vigilanza democratica.

    Come può, infatti, un rettore non sapere che non è mai avvenuto che una autorità di qualsiasi tipo, fuori dall’ambito di quella istituzione, si sostituisse a chi ha il diritto-dovere (e quella occasione è istituzionalmente lì proprio per questo) di tracciare le linee, programmatiche e operative, dell’attività di ricerca (e non solo) dell’intero ateneo?

    Era già tutto previsto e concordato nelle segrete stanze. Compreso il “ritiro” (sic!) della visita: e il tutto volto a stanare la (ormai ex da molto) sinistra partitica, per vedere chi si iscrive, e chi resta fuori (ma dove sono?), al/dal progetto teocratico che sta sommergendo il paese. E di cui questa studiatissima messinscena vaticana non è che una tappa.

    Le reazioni mortificate e avvilite di quei grandissimi pagliacci, quando non servi, che abbiamo mandato al governo, senza nemmeno poterci scegliere i candidati da votare, sono sotto gli occhi di tutti.

    U.C.

  38. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:25 | Permalink

    Quello che dà fastidio è che qualcuno potrebbe riempire la sala e ascoltare il Papa. Ma se a me non interessa non vado! Questo atteggiamento è reazionario, antidemocratico e non-laico, ma dogmatico.
    Alla fine tutta la polemica si basa sul fatto taciuto che parlare serve solo a persuadere, a influenzare e a nient’altro. E’ una lotta per la comunicazione come potere. Problema sia dei cattolici che dei laici.

  39. mauro baldrati
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:27 | Permalink

    Bello e condivisibile questo post. Interessanti le osservazioni sul diritto di parola, sull’uso distorto e prepotente che se ne fa.

  40. massey
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:29 | Permalink

    il diritto di parola è quello che si accorda o che si riesce a prendere. Non esiste il “perchè lui sì e io no”.
    Al papa è stato accordato da chi poteva accordarglielo: chiediamoci perchè gli è stato accordato.
    Qualcun altro ha creduto bene di impedirgli di esercitarlo: chiediamoci perchè.
    Il papa ha rinunciato: chiediamoci perchè
    Ecco, mi piacerebbe che la discussione si sviluppasse su questi tre perchè invece che sul giusto o sbagliato, sul rivoltante, sull’altra guancia, sulla povertà scientifica ( dimmi cosa cazzo c’entra) eccetera

  41. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:37 | Permalink

    luminamenti scrive: Odifreddi, conoscendolo, non è certo uno che si sarebbe sostratto al confronto.

    ora non vorrei infierire sul povero odifreddi, ma dopo averlo ascoltato in tv con fisichella non avrei certo le tue certezze ;-)

  42. montekristo
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:42 | Permalink

    In Vaticano sono furbi, stanno lì a governare destini umani da 1700 anni, non a caso. Il papa ne esce come la vittima verso la quale è stata commessa un’ingiustizia: ciò che resta di questa storia, al di là dei dati di fatto, dei distinguo, dei sofismi e di qualsiasi commento più o meno condivisibile, compresi i miei, natürlich. Per inciso, la motivazione del documento di contestazione non è il massimo della perspicacia, si poteva fare di meglio, nella forma e nella sostanza, se proprio si doveva e si voleva fare qualcosa. Stamattina alla radio ho sentito parlare il rettore e il primo firmatario del documento, sembravano due ometti balbettanti fuori dal tempo e dalle cose. Quanto agli studenti contestanti, contesteranno anche Mussi e Veltroni, e faranno salvo il loro onore inossidabile, fino a sopravvenute necessità di vita che li artiglieranno quando metteranno il naso fuori dal perimetro della città universitaria.

  43. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:44 | Permalink

    Ma, acciddenti, ancora con queste menate>’ ma quanto è difficile dire ‘mi sono sbagliato’? Che ‘Nazione indiana’ vada contro il diritto alla libertà d’opinione è il sintomo di come questa sinistra sia in difficoltà… estrema!!!

  44. sergio garufi
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:52 | Permalink

    eguaglianza vs. libertà (di parola)? “il diritto alla parola del papa e quello di un cittadino italiano qualsiasi si realizzano in maniera radicalmente disuguale” perché interessano e pesano in maniera radicalmente disuguale. questo in misura diversa succede ovunque. quando esce un tuo articolo su “il manifesto” l’anonimo lettore che non sia d’accordo con le tue opinioni può solo sperare che la sua mail venga pubblicata nell’esiguo spazio della posta dei lettori, e il criterio di scelta (pubblicare quella lettera anziché le tante altre) sarà insindacabilmente arbitrario. perfino nei blog come questo, dove la parola del lettore non viene filtrata (o solo in rarissimi casi), esiste una gerarchia (un conto è scrivere in home page e un altro è farlo nello spazio commenti, che sono diversi perfino nella dimensione del carattere tipografico). quindi non mi stupisce che la libertà di parola di mario rossi e quella di giuliano ferrara vengano tutelate in maniera diversa, soprattutto in casa di quest’ultimo (ossia in un teatro allestito appositamente per accogliere ferrara, e con un pubblico e giornalisti accorsi lì per ascoltare lui e non altri). detto questo, penso che l’invito del rettore al papa sia stato l’ennesimo esempio della sudditanza delle nostre istituzioni verso il potere religioso. il rifiuto del papa di andare alla sapienza, così motivato, ne accresce il prestigio e il potere, perché lo fa apparire come una vittima, un perseguitato, mentre è vero il contrario. l’unica volta che mi fu simpatico bush è quando incontrò il papa e lo chiamò “sir”. riguardo agli atei devoti come ferrara, penso che siano i diretti discendenti del senatore pagano vettio agorio pretestato, vissuto alla fine del IV sec., che andò dal pontefice e gli disse “fammi vescovo e mi farò cristiano”.

  45. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 13:53 | Permalink

    Per Blogmasterpg

    Non credo che Nazione Indiana sia contro il diritto di parola… tutt’altro. Il diritto di parola è negato quotidianamente a chi non ha potere televisivo. Come dice Hoffman nel pezzo che ho citato prima “La tolleranza repressiva è un fenomeno reale”. Il diritto di parola è un concetto molto delicato. Il Papa, Maurizio Costanzo, Vespa, Prodi, Berlusconi, etc. lo esercitano quotidianamente… noi mai. Quando qualcuno si permette di dire ad uno di questi monarchi assoluti che forse è il caso che stiano zitti si urla allo scandalo… eppure nessuno si scandalizza del fatto che il resto della popolazione venga ignorata e zittita quotidianamente… è qui il problema.

  46. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:16 | Permalink

    ad ogni modo chiamare il capo di una religione a fare una lectio magistralis all’inaugurazione di una università statale non ha nulla a che vedere con la libertà di parola, anzi.
    Nessun potere religioso deve inaugurare le unversità laiche, è una manifesta violazione della libertà di ricerca. detto questo tutta la cosa è stata gestita malissimo e galileo lo potevano anche lasciare in pace. Se il papa non avesse detto nulla sul processo a galileo sarebbe forse cambiato qualcosa?
    geo

  47. jacopo galimberti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:26 | Permalink

    @ arminio
    @ andrea

    Per la cronaca, anche a Nietzche é stato fatto un funerale religioso.

    Che un papa, anche se strumentalmente, possa venir presentato come un uomo di pace é una cosa che fa rabbrividire.

  48. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:27 | Permalink

    un papa che inaugura l’anno accademico…
    la laurea ad honoris causam a Mike Bondì..

  49. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:28 | Permalink

    Blogmasterpg riassume il mio pezzo cosi:
    “Che ‘Nazione indiana’ vada contro il diritto alla libertà d’opinione è il sintomo di come questa sinistra sia in difficoltà… estrema!!!”
    Ottima lezione di giornalismo contemporaneo e di deontologia dell’informazione.

  50. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:31 | Permalink

    “fammi vescovo e mi farò cristiano”.

    molto attuale, e anche molto praticato.

  51. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:32 | Permalink

    Comunque, pare che il Vaticano sia in trattative per far dir messa in S. Pietro a Napolitano…

  52. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:41 | Permalink

    la mescolanza di troppi temi non mi distoglie dalla sostanza dei fatti, ribadita da ugolino conte.
    ammetto però di non essere democraticamente neutrale, ma decisamente di parte: un fondamentalista ateo come me odia i papi e non può osservare un fatto come questo col distacco esibito da alcuni di noi.

    @lumina: non mi sembra che qualcuno abbia vietato - ma posso sbagliare - al papa di andarci, se voleva.
    è stato il papa che a questo punto non se l’è sentita di andarci.

  53. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:52 | Permalink

    Sottoscrivo questo articolo. E aggiungo: com’è che non ci si rende conto che una cosa è invitare il papa (insieme a rappresentanti di altre religioni) a una tavola rotonda sul tema religione-scienza, un’altra chiedergli di inaugurare l’anno accademico (con o senza lectio magistralis)? Ma veramente non si capisce una cosa così semplice?

  54. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:53 | Permalink

    Flash dice: “Finalmente un articolo che riporta, in modo abbastanza fedele, quanto ho pensato anch’io. Resta da domandarsi perché simili pezzi non compaiono mai su Repubblica o le altre testate nazionali…”

    Ma la risposta è molto semplice, perché i laici che gestiscono molti giornali concepiscono la libertà di espressione come “cosa nostra”.

    In realtà molti laici sono intolleranti.

    Mi è piaciuto invece e ha mostrato equilibrio l’editoriale di Galli Della Loggia sul Corriere della Sera di martedì 15 gennaio, che ha chiarito molto bene quanto è inquietante questa rivolta laica.

    Che mi tocca fare, difendere questo Papa.

    Certo che il Dalai Lama non si sarebbe sotratto allo scontro. Ma si tratta di un Uomo di ben altro spessore.

    Però i laici sulla visita in Italia del Dalai Lama e sul ricatto della Cina, non è che si sono affannati più di tanto!

  55. montekristo
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:55 | Permalink

    “non mi sembra che qualcuno abbia vietato - ma posso sbagliare - al papa di andarci, se voleva. è stato il papa che a questo punto non se l’è sentita di andarci.”
    Mi sembra che un’affermazione del genere faccia il gioco del signore con le prada rosse, mi sembra non sia questo il nocciolo della questione. Mi sembra un sofisma facile e poco utile.

  56. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:57 | Permalink

    Poi mi fanno morire quei politici che danno eco alle parole del papa solo quando conviene loro. Per esempio il papa che dice che «il capitalismo produce ingiustizie (…) anche se il profitto è naturalmente legittimo c’è questo sistema economico dietro la fame e i problemi economici», ecco, questo papa non interessa a nessuno.

  57. Sergio
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 14:59 | Permalink

    Il Papa è il capo di stato di una monarchia assoluta che si pretende di origine divina dove la libertà di parola semplicemente non è riconosciuta. Lo stato vaticano non ha nessun fondamento democratico né fa finta di pretenderlo. E ci scandalizziamo perché è stata annullata la presenza di questo monarca in un posto dove c’era un ambiente a lui ostile?

    Comunque non illudiamoci, la libertà di parola non esiste. Prevale sempre la prevaricazione e il sopruso dei potenti.

  58. Edoardo Acotto
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:01 | Permalink

    Non c’è quasi nulla da discutere: ritrovarsi a dover argomentare contro i violenti tentativi cattolici di colonizzare l’opinione pubblica italiana - come se non fosse già abbastanza colonizzata - sembra proprio un film di fantascienza. E’ superfluo e ridicolo dover fare esempi, eppure: come si permette il cardinale al telegiornale di dire che “tutta Roma si stringe intorno al Papa”? Credono di poter fare finta che si sia nell’Ottocento? Devono pensare che gli italiani abbiano ancor più pigne in testa del vero, per immaginarsi di dire simili false stupidaggini e passarla liscia.
    Questa volta i professori e gli studenti universitari hanno completamente compiuto il loro dovere morale: un urrà per Cini, Frova, Parisi e tutti coloro che hanno firmato e sostenuto l’appello anti-Ratzinger.

  59. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:05 | Permalink

    Mi sono fatto un giro sui giornali italiani, partendo dall’intervista segnalata da georgia. Come temevo nei commenti un paio di ore fa, la questione e’ diventata tutt’altro da cio’ da cui era partita (la lettera dei professori di fisica a difesa della liberta’ di pensiero e di ricerca scientifica contro le recenti posizioni oscurantiste del papa tedesco). Ho trovato disgustose le posizioni cerchiobottiste delle prefiche del giornalismo bene-salottiero, Repubblica e Corriere su tutti: si tratta di gente che in massima parte ha fatto vita di scrivania a discettare di massimi e minimi sistemi sulla base di una preparazione cultural/professionale da hard-discount, da segreteria di partito o aziendina/universita’ di servizi finanziati dalla stessa macchina pubblica che ora si trova a raccontarci. Mah.

  60. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:06 | Permalink

    @Garufi
    Capisco quello che dici. Però ti invito a considerare una cosa: questa sorta di principio di autorevolezza che dovrebbe garantire ad alcuni un migliore accesso alle postazioni di pubblica comunicazione è stato intaccato dal fatto che nella società odierna sempre più frequentemente chi resta fuori non riconosce a chi sta dentro una maggiore autorevolezza, un valore e un senso. In una comunità tribale, con tutte le sue certezze, nessuno mette in discussione certi diritti, certe prerogative, ecc. Fino a pochi anni fa, per tornare a epoche simili alle nostre, si avvertiva uno iato tra chi stava dentro e chi stava fuori. Oggi le cose non stanno così. Ferrara non merita un palco migliore di quello di un mio condomino per i suoi “meriti” intellettuali, ma per aver conquistato certe postazioni con delle doti considerate mediocri da molti e attraverso un processo percepito come profondamente ingiusto.

  61. mendacio
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:07 | Permalink

    tutto giusto andrea, non centra nulla il diritto di parola e voltaire..
    detto questo però si apre, o almeno si rinnova un quesito inquietante…
    ma tutti noi da chi cazzo siamo rappresentati in parlamento, in televisione - che è il parlamento- sui giornali- ma per fortuna ci rimane il manifesto caro o.c.-?
    bho.
    dove abitiamo? dove stiamo? dove facciamo?

    restano comunque deludenti le risposte degli studenti incalzati dai giornalisti ma tuttavia il no è un atto di resistenza pura!

  62. lucio
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:10 | Permalink

    Non è mia abitudine, ma ieri sera ho seguito un servizio del tg2 intorno alle 20:45. Beh, più o meno si voleva dimostrare “lo stato di disfacimento culturale e delle istituzioni accademiche in Italia” confrontando il declinato invito Papale dell’Università di Roma, con quello accolto nel settembre 2006 a Ratisbona.
    (Tra virgolette le parole del servizio di Tommaso Ricci; sopra e di seguito)
    Impedendo l’intervento di Benedictus SS XVI “un eminente intellettuale […] la qualità intellettuale della cultura laica tocca qui un livello davvero miserando. E ancor di più se paragonato a quanto successo invece nel settembre 2006 a Regensburg [...] li almeno, la parte più retriva e violenta, che tutti auspichiamo minoritaria del mondo islamico, prima ascoltò le parole del Papa e poi scatenò l’inferno in mezzo mondo con morti e feriti, ma chi voleva ragionarci su, ha poi potuto farlo. Tanto che oggi esce pure un libro di XXXXXX….” .
    E dell’inferno in mezzo mondo con morti e feriti, a noi che ce ne frega?
    Questo, Ricci non l’ha detto, ma io giuro di averlo sentito.
    Comunque il Papa avrà, come sempre, infinite ed enormi possibilità di darci la sua lezione.
    Da sempre questo Papa ci dice che siamo come le pecore, e come le pecore ci smarriamo se non seguiamo le orme del pastore.
    Io sto con i 67 della lettera al rettore, e sono contento di questo risveglio delle coscenze, di alunni e professori.
    Poi, scusate, con l’occasione ricordo che Asor Rosa non è un fisico, e testimonio (da ex allievo) il suo “democraticissimo” insegnamento.
    lucio

  63. gbr
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:17 | Permalink

    per la questione sollevata da Inglese della “confisca totale della libera e critica espressione” sono daccordo su quasi tutta la linea con Garufi.
    aggiungerei solo che la notizia della protesta, della frocessione, ecc è stata pompata dai giornali (repubblica in primis) fin dal fine settimana, se non sbaglio. accesso pieno e totale all’agorà, insomma. ci stanno tante altre cose che non riescono ad accedervi.
    oggi il cronista di repubblica riconosce che i contestatori “sono capaci e creativi, sanno manipolare i media, dicono ai giornalisti le cose che i giornalisti vogliono sentirsi dire”.
    insomma, “se tu la credevi vendetta il fosforo di guardia segnalava la tua urgenza di potere”.

    @ luminamenti
    “Del resto il suo libro contro la Bibbia, il vecchio testamento sopratutto, è difficile non condividerlo, bisogna proprio essere accecati e privi di razionalità per non concordare”.
    Il libro di Odifreddi sulla Bibbia raccoglie il risultato di studi (anche di preti) che qualunque biblista (prete o laico) potrebbe illustrarti e su cui qualunque biblista (prete o laico), scientificamente e dal punto di vista filologico, si troverebbe daccordo. Incongruenze, ammazzamenti, aberrazioni, sono tutte cose su cui chiunque abbia un minimo contatto con la Bibbia si trova da subito ad avere a che fare. Per Odifreddi, però, sono la prova che i cristiani sono tutti cretini (come da etimologia) perché l’uomo non è degno di una religione così ridicola. Mi sembra una battaglia di super-retroguardia.
    nell’impostazione, ma con segno opposto, mi ricorda la scritta sulla maglietta del tipo che ha fatto una strage in una scuola finlandese, mi pare. diceva “humanity is overrated”.
    ciao

  64. copula
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:36 | Permalink

    come dice un mio amico
    poteva almeno frequentare i corsi…

  65. angelo petrelli
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:41 | Permalink

    il rischio che si corre nel mettere assieme la sapienza e il papa è quello di avere un Dio di troppo! …e figuriamoci poi se vogliono anche dialogare?! un’insopportabile unisono.

    ha ragione andrea: il dovere di tacere!

  66. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:44 | Permalink

    mi sciuolgo:jannacci è per i miei denti :)

    appendice video all’articolo.fatto.

  67. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:45 | Permalink

    Emerge per me da questa discussione un punto importante. Il falso scandalo della censura al papa è conseguenza di una concezione del diritto di parola (libertà di espressione) di stampo liberale, che per quasi un secolo la sinistra d’ispirazione marxista ha criticato; ora il marxismo è sparito dalla sinistra istituzionale e da tutti gli organi di stampa o televisivi che si orientano su questa sinistra, dunque bisogna far fede all’astrettezza di quel diritto, a costo di cadere nel paradosso (immaginare il povero papa perseguitato e imbavagliato). Le osservazioni di un Garufi rientrano ovviamente in questa concezione liberale. Solo che per molti di noi, aventi o no marx sul comodino, non suonano accettabili. Possia

  68. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:49 | Permalink

    Possiamo aver anche venduto marx al libraccio (o mai letto), ma il suo fantasma bussa ancora alla sua porta puntuale, con l’analisi dei mezzi di produzione (e qui cio’ che è prodtto non è merce materiale, ma merce immateriale: le idee, le opinioni.)
    Comunque basta leggere la breve citazione che Cristo’ fa di Abbie Hoffman (radicale statunitense), per capire dove stia il nocciolo della questione.

    La rincollo qui: ripetere giova:
    “C’è un proverbio che dice: la libertà di stampa spetta a coloro i quali hanno già la possibilità di stampare.
    Nelle epoche passate probabilmente era proprio così, ma ora i rapidi metodi di dattiloscrittura, stampa in offset e sviluppi analoghi hanno ridotto considerevolmente i costi di stampa. Tutti sono liberi di stampare i propri lavori. Anche nella società più repressiva immaginabile, potete concepire una qualche forma di stampa privata. (…) La tolleranza repressiva è un fenomeno reale. Per parlare di vera libertà di stampa, dobbiamo parlare della disponibilità dei canali di comunicazione atti a raggiungere l’intera popolazione o, almeno, il segmento di popolazione che potrebbe partecipare ad un tale dialogo. La libertà di stampa appartiene a coloro i quali posseggono un canale di ditribuzione. (…) Affermare che il diritto di stampare il vostro libro equivale alla libertà di stampa, significa fraintendere completamente la natura di una società di massa.”

    Abbie Hoffman, Ruba questo libro - Stampa Alternativa

  69. angelo petrelli
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 15:54 | Permalink

    all is of no avail - comincio a pensare che il problema sia tutto nella discussione.. nella spiegazione.

  70. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 16:05 | Permalink

    siccome ieri sera prima della nanna mi sono dovuto sorbire la faccia e gli sproloqui blesi del “filosofo” Rocco Buttiglione (che sbagliava pure a pronunciare il nome di Feyerabend), oggi per evitare altri incubi ho deciso di digiunare; così, a parte questo post di Andrea Inglese (che condivido pienamente) mi sforzerò di ignorare articoli, commenti, tg, speciali, ecc.
    E poi tanto adesso c’è la faccenda della moglie di Mastella, no?

  71. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 16:13 | Permalink

    @Lucio

    (e scusa Inglese se è un po’ OT, ma mi piacerebbe prima o poi vedere un post anche su questo)

    Visto che l’unica a citare Asor Rosa sono stata io, preciso: non ho detto che è un fisico, ovviamente, e ho anche detto che non ero certa che avesse firmato, ho sentito dire che ha preso comunque posizione a favore della lettera.
    Un insegnamento “democraticissimo” che non so cosa voglia dire, resta il fatto che non mi pare siano mai venute da Asor Rosa, ma ovviamente non solo da lui, quelle critiche sostanziali al sistema universitario, dei concorsi, delle spartizioni accademiche che sarebbe stato lecito aspettarsi da un’autorità culturale.
    Anche Asor Rosa è interno al potere e che si tratti di potere accademico e non politico, non toglie che dovrebbe essere sottoposto a critica, o ti pare tanto eccentrico che quando si critica il potere, come in questa occasione, si evochi chi lo gestisce?

    Il giorno in cui dall’interno dell’Università, e per la precisione dai suoi rappresentanti più eminenti e autorevoli, uscirà una radicale autocritica, io la smetterò di fare le pulci e di ricordare che in Italia è praticamente impossibile presentarsi liberamente a un concorso di ricercatore, di associato o di ordinario senza il consenso della gerarchia e senza correre il rischio, se lo si fa, di vedersi sbarrare poi la strada per anni, se non per sempre.
    Ha mai parlato Asor Rosa, e altri come lui, di questo?
    Se sbaglio e lo avesse fatto:–)) ritiro quello che ho detto.

  72. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 16:14 | Permalink

    @Inglese
    Le osservazioni di un Garufi rientrano ovviamente in questa concezione liberale. Solo che per molti di noi, aventi o no marx sul comodino, non suonano accettabili.

    Ma dai! Siamo pronti per la dittatura del proletariato e nessuno mi ha detto niente? Oddio, e adesso cosa mi metto?
    Inglese, qua dentro sarai pure un maitre a penser, ma leggi i giornali di oggi e ti accorgerai che sei un mammuth.

  73. angelo petrelli
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 16:18 | Permalink

    A (s)proposito:
    due ore fa anche quel genio di Socci, su rai 2, pronunciava malamente Feyerabend. Deve essere una deformazione professionale!

  74. massey
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 16:19 | Permalink

    nella società di massa vale sempre il proverbio: il potere si prende quando lo si ha

  75. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 16:51 | Permalink

    @gbr sì dici bene su Odifreddi, concordo, ma il problema non è dei filologi, dei biblisti, ma di una quantità enorme di persone che vanno in Chiesa ignorando tutto quanto tu dici. Figurati se la maggioranza dei cristiani che vanno in Chiesa sa cos’è la demitizzazione avviata da Bultmann. Se per questo neanche tanti acerrimi nemici di ogni forma di religiosità lo sanno. Quindi, pur non avendo grandi simpatie per Odifreddi, trovo utile che ne abbia scritto. E ancora più profondo Maurizio Ferraris con il suo Babbo Natale, Gesù Adulto. In cosa crede chi crede?, Milano, Bompiani, pp. 151

    D’altra parte la Chiesa, basta entrare in una qualsiasi Chiesa e ascoltare un omelia, usa a quattro mani la mitologia biblica per persuadere i “suoi” fedeli! Mica dice che è piena di menzogne, di lotte politiche eccetera.

    In quanto ad “Affermare che il diritto di stampare il vostro libro equivale alla libertà di stampa, significa fraintendere completamente la natura di una società di massa.”

    Ma perché, i marxisti quando sono stati al governo in Unione Sovietica, non controllavano i mezzi di produzione immateriali? Che idee antiquate!

    Sto aspettando con ansia un governo marxista che non controlli l’informazione! In base a quale virtù marxista si distinguerebbe da un governo liberale? inseguendo le ideologie ci si dimentica della natura umana. E’ su questa che si deve lavorare. La Storia è piena di buone intenzioni. Marx ha scritto un libro di alta scienza, troppa alta per uomini mediocri. La sua critica al capitalismo rimane decisiva, ma la soluzione è deboluccia, ingenua.

    E che c’entra con il Papa? mezza Italia, come ha detto Galli Della Loggia, non pensa che il Papa s’intrometta nella vita privata e pubblica del Paese.

    E se non fosse così, allora come mai i marxisti non governano?

    Evidentemente ci sono milioni di italiani che non si preoccupano più di tanto che il Papa parli, indipendentemente se sono suoi fedeli o meno.

    E quindi se ci sono tanti italiani che non la pensano come i marxisti, la loro libertà di espressione non vale?

    Invece secondo Andrea Inglese mezza italia è abitata da cretini che seguono il Papa e lui sono ha capito Marx e il liberalismo.

    Secondo me la questione della libertà di espressione, che è realmente un problema, non è solo questione di controllo dei mezzi di espressione, controllo che esiste, implica altri fattori non facili ad essere risolti e in parte c’è e in parte non c’è questa libertà. A seconda delle situazioni si creano situazioni che la consentano e altre che non la consentano.
    In questo caso, mi pare che i falsi laici si siano fatti sentire e in più siano pure riusciti a censurare il Papa.

    Mi sembra che nella cattolicissima Italia ci sia un legge sul divorzio e una sull’aborto. Se le cose fossero esattamente come dice Andrea Inglese, non ci sarebbe né il divorzio, né l’aborto.

    E’ giusto e legittimo criticare la scelta del Rettore, altra cosa è rifiutargli la parola.

  76. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 16:56 | Permalink

    Andrea grazie, non ho ancora letto tutti i 74 commenti, volevo solo dirti che sono d’accordo con te, condivido in pieno il tuo punto di vista. Soprattutto sul fatto che sembra ormai normale doversi vergognare di esprimere un proprio dissenso, come se il comportamento corretto ed “elegante” e moderato fosse sempre e solo quello di accettare tutto con un sorriso magnanimo e “superiore”, insomma, quello di tacere. Alla faccia del diritto di parola! Bisognerebbe conquistare il diritto di ascolto, che purtroppo è in mano ai soliti pochi.

    (io ho buttato a mare la tv già da anni)

    fem

  77. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:00 | Permalink

    @valter
    se inglès è un mammouth allora io sono un orso delle caverne, dunque siamo già in due.

    @alcor
    sei troppo OT: se un professore universitario critica metti Kim Jong dittatore della corea del nord tu salti su a dirgli che si guardasse i concorsi del suo dipartimento?
    (adesso che rileggo la frasetta che ho scritto qui sopra mi rendo conto che il potere è il potere è il potere, che è solo una questione scalare, ma la sostanza non cambia e dunque forse non sei tanto OT, alcors)

  78. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:08 | Permalink

    Mi piace: quando si nomina Marx la gente comincia a ruggire o a sibilare o a schernire. Significa che è un spettro ancora gelido.

  79. cristiano prakash
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:11 | Permalink

    concordo pienamente con il commento di garufi.
    e la sensazione che mi rimane è che anche questa volta siano riusciti a fare di una “banalità”, un’opera d’arte mediatica.
    mi pare inoltre che l’unica e ultima libertà espressiva possibile sia oggi offerta dalla rete. e mi sembra che stia crescendo in quanto a capacità, in progress, con i mezzi dei “padroni”.
    il pensiero da me qui espresso mi piace pensarlo come ottimista piuttosto che ingenuo.

  80. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:12 | Permalink

    un bocchino d’aria fresca: ATEO? ALTROCHE’! di Arno Schmidt, tradotto dai mitici db e dp per la casina editrice Ipermedium (e poi dicono che non c’è libertà di stampa!)

  81. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:19 | Permalink

    @andrea inglese A me piace Marx. Mica ruggivo contro di lui. Non lo rappresenti.

  82. angelo petrelli
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:22 | Permalink

    in genere sono le vecchiette col fazzoletto in testa che sbraitano contro il socialismo.

  83. giorgio mascitelli
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:33 | Permalink

    Condivido anch’io l’equilibrato testo di Andrea Inglese. Penso, come ha già detto un commentatore del pezzo, che la rinuncia del papa a tenere il discorso sia un calcolo d’immagine e in particolare una mossa obbligata da parte dei responsabili immagine vaticani. L’evidente sproporzione tra le prese di posizione a favore della libertà d’espressione di quasi tuttio il mondo mediatico e politico, come se si fosse chiuso un giornale con la forza, e il fatto in sè che è la rinuncia da parte di un uomo pubblico, che ha la possibilità di esprimere il proprio pensiero su decine di mass media, ad andare a tenere un discorso perchè teme che le contestazioni di alcuni possano danneggiare la sua immagine mediatica, rende bene il livello morale a cui è discesa la nostra vita pubblica.

    Giorgio Mascitelli
    Giorgio Mascitelli

  84. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:36 | Permalink

    La tivù ha mostrato immagini di uno sbraco totale degli studenti conservatori e se questo è il vero mi pare una contestazione assai dubbia.
    E’ un buon modo, quello dello sbraco totale, per non stare a sentire. A me per esempio avrebbe fatto piacere sentire e comunque mi fa piacere leggere ciò che scrive, perché trovo una dialettica che non si ferma ai piani alti o ai piani bassi ma che invece raggiunge ogni persona che voglia ascoltare.

  85. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:41 | Permalink

    tash, guarda che in questo specifico frangente, non so come potremmo essere più d’accordo di quanto già siamo; da mammuth ad orso cavernicolo, stringiamoci lo zampone; sono ben altri quelli che appena scrivi marx leggono gulag, e scrivi analisi dei mezzi di produzione leggono dittatura del proletariato, scrivi manipolazione della libertà d’espressione leggono abolizione della libertà d’espressione. Fosfeni, molti e grossi come pigne….

  86. angelo petrelli
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:49 | Permalink

    @poppo,

    scusa la domanda: ma sei italiano (di lingua italiana)?

    ps.
    mi si perdoni la deriva.

  87. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 17:50 | Permalink

    @tash, infatti, è una questione scalare, e forse sono OT, però volevo dirlo.

    E poi non ho mai detto che un professore o un qualsiasi essere umano non deve criticare il dittatore della Corea del nord o Ratzinger, vorrei solo che non si prendesse la postura dell’autorità morale quando non si è in grado di reggerla in modo cristallino.

  88. Mikate Ladogratis
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 18:02 | Permalink

    io sul comodino ho il ‘de amissa virginitate’ di loup de ferrier

  89. alanina
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 18:23 | Permalink

    trovo inaccettabili i riferimenti alla libertà di espressione del papa o del vaticano.

    non quando ore e ore di programmazione della televisione di stato sono dedicate a quel che il papa dice, indica, auspica e detta.
    non quando la televisione di stato continua a mandare in onda la messa della domenica, la benedizione dell’angelus, per non parlare di beatificazioni e funerali solenni.
    non quando la stampa cattolica prospera con denaro governativo.
    non quando radio maria succhia banda illegalmente persino alle frequenze riservate alle emergenze.
    non quando i vigli urbani pagati con le MIE tasse comunali deviano il traffico e multano e transennano per garantire l’ordine sulla LORO piazza in modo che il povero imbavagliato possa arringare la folla dal suo balcone in tutta tranquillità (intanto la televisione riprende).
    per non parlare del sottopassaggio, sempre pagato coi soldi del comune, intitolato a giovannipaolo.
    nè del rivoltante tentativo del compagno valter di dedicare stazione termini al giovannipaolo medesimo.

    la stampa, i politici, e in testa a tutti il furbastro rettore fanno finta di non vedere che una lezione magistrale in apertura di anno accademico all’università di roma ha una carica simbolica definita e forte: ne’ più ne’ meno che uno schiaffo in faccia allo sforzo di generazioni intere per costruire uno stato non religioso. e non tiriamo in ballo il sangue versato che so’ discorsi che non vanno più di moda.

    il primo gesto del governo italiano dopo porta pia, tanto per dire, fu quello di requisire il collegio romano, antica roccaforte dell’educazione gesuita, e farne il primo liceo pubblico di roma.

    ora napolitano si deve scusare perchè non garantiamo la libertà di espressione al papa?

    si scusasse il rettore della cappellata che ha fatto.

    io penso.

  90. B. Netti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 18:33 | Permalink

    anch’io avrei una domanda per poppo, mi piacerebbe sapere chi gli scrive i testi

  91. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 18:59 | Permalink

    Andrea Inglese: un parigino tra gli ottentotti?

    P.S. A me Marx piace ancora: sono le sue vedove che non mi piacciono.

  92. angelo petrelli
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 19:32 | Permalink

    nessuno ottiene risposte da un Dio-assente.

  93. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 19:36 | Permalink

    come definiresti una vedova di marx, valter?
    uno che ne rispetta il pensiero?
    uno che ne vede l’efficacia e la capacità di penetrazione anche, soprattutto, dell’oggi?
    se chi la vede così per te è una vedova di marx allora io sono una vedova di marx.

  94. sergio garufi
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 19:40 | Permalink

    @inglese

    per evitarti altre accuse sull’essere attardato, ti consiglierei di aggiornare almeno il testo del post (vedi l’incipit: “Dalla lettura delle pagine 2, 3 e 4 di Repubblica del 15 gennaio 2006″).

  95. Luigi
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 19:47 | Permalink

    naturalmente la vedova scaltra di Goldoni.

  96. luminamenti
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 19:58 | Permalink

    Francamente il quadro complessivo degli interventi lo trovo desolante e ricalca perfettamente la logica comunicativa dominante secondo la quale i mezzi di informazione (e internet è uno di questi) più che avviare dibattiti, spostere opinioni, servono solo a rinforzare un consenso, ad alimentare l’affermazione di potere di un opinionista.

    E’ il caso di Andrea Inglese che ovviamente viene a pubblicare questi interventi dentro le piazze dove sa già che non potrà che trovare terreno fertile. E’ un atteggiamento, molto diffuso e comune, che nulla ha a che fare con la vera essenza di una dimensione autenticamente marxista.

    Non mi sembra di avere mai visto Andrea Inglese fare un intervento tra i commenti o chiesto la pubblicazione del suo pensiero, che ha dignità come quello di chiunque altro di essere conosciuto, dentro piazze con orientamento completamento diverso, prendiamo ad esempio La Poesia e Lo Spirito. Ad Andrea Inglese non interessa confrontarsi lì dove sa che troverebbe pensieri molto distanti dal suo. Gli interessa solo sentirsi dire che ha ragione. Nulla di ciò è illuministico né marxista.
    Penso che la libertà di espressione si estrinseca al massimo ed è sinceramente autentica, lì dove si confronta, anche duramente ma correttamente, con ciò che ci è alieno, straniero.

    Noto solo rancore, venti funesti, se questo è il clima del futuro non ci sarà apocalisse da quale ci si potrà salvare!

  97. Lina Orso
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 20:00 | Permalink

    @ Sig. Petrelli e Netti

    Cari fratelli, il signor Poppo è stato l’allievo prediletto di Rotowash, aka Italia Roto Party, un mitico commentatore di Nazione Indiana che si è ritirato in convento e ha preso i voti circa due anni fa.

    Presumo siate molto giovani, figlioli, e forse non lo ricordate o non lo avete mai sentito nominare, ma vi assicuro che i suoi commenti hanno lasciato il segno in un’intera generazione di bloggers fedeli.
    Un uomo probo, devotissimo soprattutto a Santa Grammatica.

  98. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 20:06 | Permalink

    Garufi grazie dell’indicazione, ma purtroppo le pagine che ho letto e di cui parlo sono proprio quelle di “Repubblica” di martedi 15 gennaio 2008. Non so che farci.

  99. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 20:17 | Permalink

    sì ma nel testo hai scritto 2006 (errata corrige!!) :-))

  100. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 20:17 | Permalink

    @tashtego
    Una vedova di Marx è uno che si atteggia a rivoluzionario all’interno di una società borghese di cui gode i frutti, usando a piacimento del gergo democratico dei diritti individuali e di quello “avanguardista” dell’egemonia a seconda che si parli di aborto o di cultura.
    Non parlo di te: per te l’uomo, l’opossum e il moscerino della frutta hanno pari dignità, ti riconosco coerenza cannibalica.
    Tu Marx te lo sei mangiato e digerito, punto e basta.

  101. lucio
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 20:18 | Permalink

    Alcor, Asor Rosa è d’accordo con il messaggio della lettera senza essere tra i 67 firmatari, anche perchè in pensione dal 2003.
    Non mi “pare tanto eccentrico che quando si critica il potere, si evochi chi lo gestisce” ma non sono a conoscenza di “manovre accademiche” fatte da Asor Rosa senza usare “in modo democraticissimo del suo potere”, e ti confesso che mi dispiacerebbe conoscerle. Semplicemente perchè ho un ottimo ricordo dell’insegnante e dell’uomo, e continuo ad apprezzarne iniziative ed interventi. Anche in questo caso specifico mi sembra che sia stato tra i più diretti e pratici intellettuali sentiti dai media, criticando fortemente la dirigenza universitaria per l’invito (inizialmente per una lezione magistrale) e augurando che il Papa rinunciasse ad intervenire.
    lucio

  102. emanuele
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 20:21 | Permalink

    Inglese, 2006 hai scritto nel pezzo, non 2008.

  103. andrea inglese
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 20:23 | Permalink

    Riringrazio Garufi e ringrazio Emanuele. Noi mammuth abbiamo la vista bassa. Ho coretto ora.

  104. francesco f.
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 20:56 | Permalink

    Ho apprezzato il post bello. Qui, infatti, non è in discussione la libertà d’espressione. E’ un falso problema soprattutto per chi come il papa invade sistematicamente tutti i mezzi di comunicazione. Qui è in gioco, come anche per l’interruzione di gravidanza, chi decide. Se il papa, sovrano assoluto di un stato straniero o i liberi cittadini di una democrazia. Purtroppo il papa in questi anni sta occupando con la sua autorità indiretta, morale, tipica delle caste sacerdotali, il vuoto lasciato dai politici, privi di qualsiasi autorità diretta (nesso di obbedienza e protezione) e indiretta (morale). Per questo le leggittime proteste di una parte della pubblica opinione alla visita del papa sono state prese per una lesa maestà. Purtroppo dobbiamo ancora rimpiangere Cavour, questo è il destino del nostro stato concordatario. Solo con una dimensione del Politico forte si tengono a bada le truppe papali. Ci sarà mai un politico in Italia che avrà il coraggio di dire: SILETE THEOLOGI IN MUNERE ALIENO!

  105. beccalossi
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 21:01 | Permalink

    avrei preferito che professori e studenti della sapienza avessero massacrato il papa di domande in aula magna, anzichè non invitarlo a priori. magari sarebbero stati portati via di peso, ma avrebbero dimostrato coraggio (molto più di quanto dimostrato in questi giorni).

    ricordo che nella laica (almeno per costituzione) e liberal america - quell’america che piace tanto ai liberal italiani - si concede ai despoti di stati esteri, dotati di vago estremismo religioso, di intervenire liberamente all’università. vi siete già dimenticati di ahmadinejad alla columbia university?

    quel giorno gli studenti e i professori della columbia dimostrarono il loro laicismo (che qui in tanti sbandierano senza sapere cosa sia) massacrando Ahmadinejad di domande, alle quali peraltro egli non si sottrasse. Ma, come ha detto qualcuno, su saio e toghe nostrane i tre puntini sono preferiti al punto interrogativo.

  106. beccalossi
    Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 21:03 | Permalink

    PS. ma valter la vedova di marx è l’amante di kennedy?

  107. Pubblicato 16 Gennaio 2008 alle 21:39 | Permalink

    @beccalossi
    vi siete già dimenticati di ahmadinejad alla columbia university?
    (paolo mieli docet)
    vi sono delle differenze tra le due situazioni:
    ahmadinejad non è a capo di uno stato teocratico, ma in realtà retto da monarchia assoluta, incistato nel democratico territorio americano che continuamente pretende di dettare regole etico-politiche ai cittadini usa, sia pure indirettamente, ma in modo martellante.
    quest