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una poesia piena di ricordi.
stranamente non trovo altre parole. Ti abbraccio e ti aspetto ancora insieme ad Anto e famiglia al completo, con granite di limone e terrazza pronta per reading.
“a sòru”, n.c.
percorrendo strade … si “rischia” di attraversare quella in cui Meretrix abitualmente passeggia ;)
gentile signora, alla prima occasione mi vedrà comparire da kelle parti, per kello fine
effeffe, mi sono commossa. grazie…
Gentile signore, il suo parlar mi lusinga ed oltre modo conf-onde, l’aspetto dunque per appro-fondire …
Il senso del mare
per Maria (inventare la tua libertà)
per effeffe ( flâneur dei mari e delle strade, tornato nella sua terra per trovare felicità)
per Andrea Raos e Andrea Inglesi poesti cosmopoliti, in altro tempo a Parigi.
Per Natalià ( il sua mare antico, Sicila divina)
Agli esiliati o prigionieri in terra natale
Il mare mi guarda
Sulla terra mia non posso essere madre
La mia città natale è immersa
vedo il tremare delle mura
i sole ha mangiato i nuomi delle vie
i giardini annegano
vedo il cielo nuvole di sale
La mia lingua riccaciata dentro
in una rissaca assente
Il mare è un capogiro
La mia citta nuota
veloce
la mia città di guerra interiore
irrespirabile
Il mare sarto mi indossa
nudità straniera
annunziata.
L’ago dell’acqua
cuce la traccia
con filo di lingua e sesso
a consolidare
La città nuova
è dritta
come palma siciliano.
Spero che effeffe mi perdonerà il mio commento ( ispirato dalle immagine e del suo bellissimo testo)
@M. Orfeo…. ‘sta terrazza spiett’a tte!
Una voce fuori campo a cantare versi, ma anche no. E’ già videopoesia!
mi piacciono i tuoi encadrements (visti su myspace seguendo il link)
diciamo poetiche cugine
effeffe