Un concorso! (e una segnalazione)

castaldi.jpgE’ nato un altro blog, o diario in rete. A proposito, lancio un concorso: la vogliamo inventare una parola italiana degna della nostra lingua, invece di questo orribile monosillabo dal suono troglodita e glottorachitico, BLOG? “Diario in rete” è bello ma è fatto di tre parole. Ne voglio una, una sola! Che cosa si vince? Ma l’immortalità, no? L’ingresso nei dizionari, da qui all’eternità… Lessicografi, scribacchioni, chiacchierini, fonofagi, verbivori, forza! Io vado via qualche giorno, ma quando torno esigo di trovare una parolina semplice e meravigliosa, tutta nuova, neonata profumata che strilla bellissimi vagiti.

Il nuovo blog è tenuto da Marosia Castaldi (foto) nel sito della Feltrinelli.
Qui sotto ricopio il comunicato che ho appena ricevuto da Marosia. (T.S.)

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UN NUOVO BLOG SUL SITO www.feltrinelli.it

MAROSIA CASTALDI

A VIVERE SI IMPARA

Questo Blog contiene piccole tracce di incontri, di frasi,di sogni, di rapporti. Ci sono figli, Leopardi,barboni, animali, padri, film, Proust, mercatini, colazioni. Tutto serve. Perché a vivere si impara.
Questo blog è come un sito a cui tutti potete partecipare lasciando un vostro commento

ENTRATE ANCHE VOI E PARTECIPATE A QUESTA AVVENTURA

COME FARE?

Basta entrare via internet in www. Feltrinelli.it. Alla Home (prima pagina) trovate in alto la voce “Blog”, vi comparirà la schermata dei diversi Blog.
Cliccate su quello che vi interessa e lasciate un vostro commento

Marosia Castaldi, napoletana, vive a Milano. Ha studiato filosofia a Napoli e arte a Brera; ha tenuto mostre a Napoli, Milano, Basilea e, da anni si dedica alla scrittura. E’ autrice di romanzi, racconti e saggi.
E’ in uscita (febbraio 2004): Dava fine alla tremenda notte ( Feltrinelli 2004).

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  45 comments for “Un concorso! (e una segnalazione)

  1. 2 febbraio 2004 at 22:07

    cal /acronimo, sta per “cazzo, ancora lei”;
    oppure, memoweb, occhio nero, “tileggo,mileggi”, “fogliorete”, “pensicond” (pensieri condivisi), “grafoteca”, “cassettino”, “rismarete” (per i piu’ logorroici),”spensierare”, “grammadiario”, “oliomente”,”tempario”,”novenario”,”frullatutto”,”panecaldo”,”diariopiu'” “tramatutto”, “scritto adesso”,”vuoto a pensare”, “casoteca”, “sponta-conta”,”filo a rete” “lucidiario” “parolateca” “spuntogramma” “pensatoio” “narramento” “dado” (acronimo: dovunque andrai dovrai osservarmi)…(basta, pieta’…)

  2. Daniele
    3 febbraio 2004 at 01:03

    Io lo chiamerei ediario. Cioè diario elettronico. Come e-mail, ma senza trattino: così sembra un neologismo tutto italiano.

    Ciao

  3. flavio marcolini
    3 febbraio 2004 at 08:57

    C’è qualcuno che mi può dire se (e come) per un lettore scrivente docente corrispondente, perduto nelle nebbie della provincia bresciana, è possibile inviare inediti interventi suoi (ma anche di altri, un nome per tutti Aldo Busi) a nazione indiana?
    Se sì, mi potete scrivere a fmar@inwind.it.
    Grazie al manipolo di redattori di questo foglio per l’impagabile lavoro che fanno. Un buon lavoro.

  4. Elio Paoloni
    3 febbraio 2004 at 10:37

    Retario

  5. gabriella fuschini
    3 febbraio 2004 at 12:02

    Sono stata anticipata, anch’io ho pensato a Retario.

  6. carla
    3 febbraio 2004 at 12:26

    Retario mi fa pensare ad un film di fantascienza post nucleare. Il problema è che tendiamo ad associare alla rete solo parole inglesi (e-mail, web, net) forse solo per far vedere che siamo “cosmopoliti”…. mah

  7. Elio Paoloni
    3 febbraio 2004 at 12:28

    Eh già, mi son precipitato come un concorrente del Musichiere (ma quanti anni ho?) perchè era abbastanza ovvio.

  8. carla
    3 febbraio 2004 at 12:34

    come si chiama metonimia, o sineddoche?
    comunque perchè non utilizzare un aggettivo per il sostantivo? qualcosa del tipo, la collettiva, o il con-tenuto, o ancora, la collazione (ma questo non è un aggettivo, argh!).

  9. franz
    3 febbraio 2004 at 13:31

    Elettrodiario?
    Reteagenda?
    Multidiario?
    Bibbionica? (Bibbia elettronica)

  10. daniel
    3 febbraio 2004 at 14:58

    se va bene bibbionica allora ce sta anche
    scoglionico (cioè “scassa coglioni elettronico!”)

  11. franz krauspenhaar
    3 febbraio 2004 at 16:03

    mi sembra un’ottima idea. Perchè non lo fai anche fuori di qui, lo scoglionico?

  12. 3 febbraio 2004 at 16:30

    Io propongo (A-L): …
    blodiario – blogo – bloterone – blotto – bludo – cantasfero – cobloldo – commentario – diarete (femminile) – fuffo – gadanaio – gatonzo – ginepradario – ginetto – giornaretto – giornario – informario – interdiario – libellario… Personalmente preferisco “ginetto”. Inoltre occorre considerare i derivati. Es: blog – bloggare / ginetto – ginettare.

  13. daniel
    3 febbraio 2004 at 16:42

    grazie franz ma me viene meglio qui. sono in buona compagnia…

  14. franz krauspenhaar
    3 febbraio 2004 at 16:45

    Daniel, parole sante…

  15. 4 febbraio 2004 at 11:39

    tiziano, è difficile! mi vengono in mente solo nomi poco fruibili, in realtà. tipo: zibaldone, miscuglio, poltiglia… o, magari, bombo. :-)

  16. 4 febbraio 2004 at 15:05

    Fuffo non è male, anche bombo però è bello!
    io direi solo Spazio.
    ho aperto uno spazio.
    è bello questo spazio, tornerò!

  17. 4 febbraio 2004 at 15:06

    oppure Spiazzo.
    che funziona come sostantivo e come verbo.

  18. carla
    4 febbraio 2004 at 15:23

    mi piace spiazzo, posso votarlo?

    carla

  19. franz krauspenhaar
    4 febbraio 2004 at 15:32

    Bloggo. Bloggo è perfetto, perfetto…

  20. carla
    4 febbraio 2004 at 15:43

    allora meglio BLEGGO: no?

    Carla

  21. 4 febbraio 2004 at 15:47

    bombo, bombo. come suona bene: bombo. :-) o zibibbo. che potrebbe essere vista come una crasi geniale tra zibaldone e un’altra parola che finisce con -ibbo che ora non mi viene e che forse non esiste. :-P

  22. frances
    4 febbraio 2004 at 16:17

    Gabibbo, Manu? Lo Zibaldone del Gabibbo? Leopardi e Ricci che sussumono la storia d’Italia? Mmm, non male…

  23. 4 febbraio 2004 at 16:28

    e Grumo? vi piace?
    e Nodo?
    e Blocco?
    Blocco non è male, dà l’idea della carta per scrivere, è versatile perchè un blocco lo si può usare per tante cose, ed è compatto e coerente con sè stesso. in più, sempre buttandola sul lato verbale, ferma le impressioni e le considerazioni in una forma fruibile agli altri…
    Blocco! Blocco Blocco Blocco!

  24. Elio Paoloni
    4 febbraio 2004 at 17:11

    Spiazzo era meglio. Un piccolo posto esterno, aia, terrazzino o piazzetta, in cui si (s)piazza (si depone o si “mette in piazza” la propria roba).

  25. Vincenzo
    4 febbraio 2004 at 17:17

    Avevo anch’io pensato a blocco. Spazio per scrivere, abbastanza usa&getta. Però ha un suono duro.
    Retaglio/ritaglio?

  26. 4 febbraio 2004 at 18:00

    e ancora: groviglio. ché io con il suono gl sono un po’ fissata, sarà che non lo so pronunciare. e ancora ancora: glia. ché ha sempre gl ma in versione dolce, quella di glicine per intenderci. glia in greco significa colla ed è l’insieme delle cellule del tessuto nervoso attorno ai neuroni. le cellule che, tra l’altro, nutrono i neuroni. non è una parola bellissima? :-)

  27. 4 febbraio 2004 at 18:18

    Ciao a tutti. Io ho pensato a: Blug – Deleuze (dal nome dell'”inventore”, del “pensatore”) – Ur-System – Noosfera.

  28. alice santovetti
    4 febbraio 2004 at 21:27

    E zibaldonet che ne dite?

    Alice

  29. ivano
    4 febbraio 2004 at 21:54

    “Gnome” (che c’è già, ma con un altro significato).

  30. 4 febbraio 2004 at 23:47

    capisco che blog faccia imbarazzo in società (Che fai? Faccio un blog. Fai un che?? Ehmmm niente, sto preparando un romanzo, due sceneggiature e poi, ehmmm, aiuto un amico a fare un sito di letteratura. Ahhh, ok…), blog fa ridicolo e uno si vergogna a metterci dentro le proprie elevate riflessioni, dentro un blog. Fa infantile, pacchiano, improbabile, dilettantesco. Fa nerd coi brufoli. Per questo blog è perfetto. Per bilanciare il nostro egocentrismo, e dare valore alle cose scritte e non a noi. Blog è la pernacchia incorporata che ci ricorda che singolare e plurale non si possono scindere, e che l’elevazione qui non conta, conta il passaggio di prima. Ed è un nome sufficientemente neutro e vuoto per tenere dentro tutte le diecimila varianti (che mica son tutti diari, o tutte notizie, o tutta fuffa, o tutte poesie…). Tra l’altro, trovo i francesi che chiamano ordinateur il pc siano di una tale tristezza… Se proprio vi fa schifo chiamatelo weblog, no? ;-)

  31. 5 febbraio 2004 at 00:32

    B. Georg ha ragione: questo non è un giochetto innocente e un po’ fuffesco (non su questo sito, ehm, su questo blog). Però ce lo possiamo giocare lo stesso,ecchediavolo, anche se i nomi nati apposta sono più dei soprannomi, delle caricature, non sempre ironiche. E allora vai.Propongo “tablò”: sa di oblò in navigazione, ricalca tableau (vivant?), risuona di parole e di chiacchiere (hablar), è breve (come “Ugo!”). In più si può coniugare: “ho tablato un post”, “bello qui, ti tablo” etc. etc.

  32. franz krauspenhaar
    5 febbraio 2004 at 11:56

    Hai ragione, b.georg! Blog è perfetto; come fa veramente schifo ordinateur, proprio una francesata del cazzo.
    Blog è un nome giusto, è il nome di un grande gioco (che come ogni gioco magari non dira poco ma è importantissimo), assomiglia a Lego.
    ha ragione anche Erica: questi tentativi sono un appropriato gioco nel gioco, nomi-caricature.
    Ciauxxxxxx

  33. gianluca barbera
    5 febbraio 2004 at 13:58

    un nuovo nome per dire blog?
    io propongo “isola”

  34. Vincenzo
    5 febbraio 2004 at 17:48

    Bleggimi (suggerimento, ordine o implorazione).

  35. dario
    5 febbraio 2004 at 22:07

    TECA: la TElebacheCA

  36. Pipino
    5 febbraio 2004 at 23:26

    posto,
    un posto

  37. franz
    5 febbraio 2004 at 23:29

    elettrostimolatoreneuronico…

  38. beatrice
    6 febbraio 2004 at 10:19

    …Serve per le masturbazioni mentali, Franz?

  39. franz krauspenhaar
    6 febbraio 2004 at 11:50

    Chi sei, la Beatrice di Dante?…

  40. beatrice
    6 febbraio 2004 at 12:06

    Sì, ma lui non c’è…

  41. franz
    6 febbraio 2004 at 15:19

    E’ scappato con Laura?…

  42. uvizeta
    8 febbraio 2004 at 11:29

    Blog = scarto (o scartato).
    Nel senso di senza carta (questo si capisce) e senza involucro (dunque “immediato”).
    Ma anche nel senso di defilato, laterale, non diretto.
    “Scarto” come conseguenza di “volatile” (si consuma velocemente, e dunque si butta), come ragione che giustifica la destinazione al macero o al massimo al riciclaggio (il riferimento potrebbe essere – anche – all’operato dei “padroni” del giocattolo, vedi Clarence, Splinder…)

  43. 8 febbraio 2004 at 18:02

    Grazie a tutti! Così, a occhio, il mio preferito (naturalmente è solo una preferenza personalissima) è “teca”, perché è una parola già esistente che si annetterebbe un significato nuovo, proprio come è successo a “sito”, “rete”, “chiocciola”. Riflettendo su “teca”, mi è venuto in mente che forse il blog assomiglia un po’ a una “bacheca”. Avete presente quei posti negli atri delle università o in altri luogthi pubblici, dove ci sono locandine e manifestini appesi, e attorno/sopra/sotto tutta una caterva di foglietti e fogliettini e frasi sul muro e vendo stampante in ottime condizioni e madrelingua inglese per consulenza tesi e cerco stanza singola…? Comunque, mi sa che è un po’ tardi, o no? Ormai blog si è spaparanzato sulla nostra solita, comatosa pigrizia linguistica, come “mail”, “computer” e moltissimi altri termini. Un caro saluto a tutti, e grazie ancora.

  44. pizzos
    19 febbraio 2004 at 18:30

    Arrivo in grave ritardo, su questo blog e su questo specifico post. La mia proposta è quella di rivangare, per il blog, parole obsolete come almanacco o, meglio ancora ma meno orecchiabile, effemeride… Saluti, pizzos

  45. Emanuele Mari
    20 febbraio 2004 at 20:02

    ma che v’ha fatto blog? non è poi così brutto, e di certo molto meglio dellagran parte delle invenzioni geneticamente modificate testè proposte! tra le tutte anch’io preferisco Teca, se proprio bisogna scegliere…
    bloggo no? a me fa ridere :))

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