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Le scimmie… (27)

di Dario Voltolini

tanti anni
è piovuto ancora sul pavimento
tanta polvere
ma lei è ancora lì aguzza oggi come faccia non si sa
sullo sfondo una città
certo spopolata
certo rovinata
certo adagiata contro il fianco di una collina
franata
morta evacuata morta consumata
sorta per una causa dimenticata
resti di un’epoca strana resti di un’attività umana
resti di una fatica puttana più viva di una
banca il fine settimana
luna
palladiana
di settembre
in fase calante
oscurata dai fumi
di città trasparenti
inizia l’autunno chiazzato di catrame
vogliamo rivederti lustrata come nuova alzarti
su colline di chimici solventi
c’era questa sera una cosa nuova
probabilmente sembrava solo nuova e invece
era già stata vista più e più volte
ma insomma appariva come nuova e era
niente di più che una verve particolare
che gli amici mettevano nel parlare
non che dicessero cose nuove
ma le dicevano appunto come se non fossero per nulla vuote
sempre capita che chi parla dubiti di cosa vuole
ma questa sera no sotto le tende acquose
della veranda piovosa al fiume
con le aiuole semisecche del mattino
finalmente sotto l’acqua che piove
ci ricordavamo del giardino in tempo di pace
fitto fitto e senza quasi luce tra le foglie
con i fiori che lasciavano petali a terra
i petali disfatti della rosa canina
già perduti quasi ancora in boccio
era estate
anche la donna attenta a come si muove
dimenticava qualche gesto nel calore
passando frusciante accanto all’albero
mentre io bevevo come adesso bevo
il fiume passa e io mi altero
chimicamente alcolicamente
mi piacerebbe pagare un tallero
questo giro a questa mescita
monete che non valsero
se non nella fantasia aperta sui libri
fino ai chiarori delle interminabili albe
fatte di aria che non si muove
che resta ferma in colonne incomprensibilmente alte

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