Continuiamo – parte 3

12 luglio 2005
Pubblicato da

di Andrea Inglese

3. La rottura
“Non ha più senso andare avanti assieme: i dissensi frenavano la radicalità del progetto.”
“Non ha senso separarci: i dissensi imponevano al progetto di articolarsi ulteriormente, senza perdere di radicalità.”

Una chiave di lettura di questa contrapposizione, fornita dai noi che rimaniamo mi sembra offerta da queste parole di Giorgio Vasta:

“Per quanto mi riguarda venerdì (1 luglio) si è generato e consumato un paradosso, qualcosa che ha in sé elementi tragici ed elementi comici. Quello che mi è sembrato di constatare in pressoché tutti gli interventi è un’unanimità che non riguarda specificamente gli intenti, le azioni particolari, le strategie e prima ancora la formazione e l’orientamento intellettuale (ambito nel quale credo continui a esserci una forte eterogeneità – e non penso che questo sia un male, per niente) ma che è un’unanimità di sentimento, di percezione, mi verrebbe da dire di intensità.

Che l’esito di questa unanimità sia la scissione mi sembra per certi versi una forma di autolesionismo, dall’altro il risultato dell’intrecciarsi di tante e troppe variabili che a un certo punto sono diventate incontrollabili e hanno fatto venire meno quella fiducia istintiva e inverificabile che mi sembra sia sempre stata il denominatore comune del rapporto tra i diversi indiani.

Come ho detto durante la riunione io non ho avvertito le obiezioni poste in occasione del convegno (sull’editoria) come una forma di negazione del progetto nazione indiana e come una corruzione del medesimo, ma al contrario come una sua ulteriore articolazione. Pensare di ripercorrere a ritroso la strada che ha portato all’equivoco e alla forzatura non è servito e non servirebbe neanche adesso. C’è un momento nel quale un processo diventa irreversibile e, pur con tutta la sofferenza che questo comporta, continuare a opporsi non ha senso.”

(continua)

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One Response to Continuiamo – parte 3

  1. Lorenzo Galbiati il 15 luglio 2005 alle 01:55

    Mi sembra evidente che se c’è qualcuno che se ne vuole andare, chi vuole restare ha una sola possibilità di trattenerlo: rivedere le sue posizioni, quelle che sono state criticate. Se non lo fa poichè ritiene legittime e condivise le sue posizioni, quando farà un’analisi di ciò che è accaduto non potrà che dire che non capisce i motivi della scissione.
    Lorenzo Galbiati



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