Neuropa a Milano

Milano, Giovedì 2 Marzo, ore 18.00
Alla LIBRERIA ODRADEK
Via Principe Eugenio 28
(traversa di v. Mac Mahon, vicino a v. Cenisio e al Cimitero Monumentale)
PRESENTAZIONE DEL LIBRO

NEUROPA
[poema epicomico in prosa] di
Gianluca Gigliozzi

Parleranno del libro, insieme all’autore:

Giovanni Palmieri, critico-creativo
Giorgio Mascitelli, narratore-enologo

L’autore offrirà ai più puntuali svariate libagioni…

Se non siete a Milano, fatelo sapere ai vostri amici milanesi!

Andrea Raos

andrea raos ha pubblicato discendere il fiume calmo, nel quinto quaderno italiano (milano, crocetti, 1996, a c. di franco buffoni), aspettami, dice. poesie 1992-2002 (roma, pieraldo, 2003), luna velata (marsiglia, cipM – les comptoirs de la nouvelle b.s., 2003), le api migratori (salerno, oèdipus – collana liquid, 2007), AAVV, prosa in prosa (firenze, le lettere, 2009), AAVV, la fisica delle cose. dieci riscritture da lucrezio (roma, giulio perrone editore, 2010) e i cani dello chott el-jerid (milano, arcipelago, 2010). è presente nel volume àkusma. forme della poesia contemporanea (metauro, 2000). ha curato l’antologia chijô no utagoe – il coro temporaneo (tokyo, shichôsha, 2001). con andrea inglese ha curato le antologie azioni poetiche. nouveaux poètes italiens, in «action poétique», (sett. 2004) e le macchine liriche. sei poeti francesi della contemporaneità, in «nuovi argomenti» (ott.-dic. 2005). sue poesie sono apparse in traduzione francese sulle riviste «le cahier du réfuge» (2002), «if» (2003), «action poétique» (2005) e «exit» (2005); altre, in traduzioni inglese, sono apparse in "The New Review of Literature" (vol. 5 no. 2 / Spring 2008), "Aufgabe" (no. 7, 2008), poetry international e free verse. 

  24 comments for “Neuropa a Milano

  1. fm
    26 febbraio 2006 at 19:50

    @ Raos (e per conoscenza a Gigliozzi)

    Il libro l’ho letto. :-)
    E, puntualità o meno, esigo una doppia porzione di “svariate libagioni” (l’ho già consigliato ad un’altra persona, quindi regolatevi con le portate).

  2. stefano
    26 febbraio 2006 at 20:47

    E a chi di copie ulteriori ne ha regalate ADDIRITTURA DUE, offrite anche la salvietta al sandalo per nettarsi le mani prima e dopo?

  3. 27 febbraio 2006 at 10:28

    Ma che sfortuna… giusto sotto casa mia ;-P

  4. andrea inglese
    27 febbraio 2006 at 10:29

    Se volete che l’autore dia il meglio di sé: sventolate sporte di trippe, rognoni, lingue di bue ffumicate, e diffondete un po’ di musica rap: doctor dre o mos def

  5. Andrea Raos
    27 febbraio 2006 at 10:55

    Chambagne… per brindare a un ingondro…

  6. 28 febbraio 2006 at 13:24

    berghè, berghè eri di un aldro…
    Rigordi, g’era stado un invido, venide duddi quandi a gasa mia…

  7. 28 febbraio 2006 at 14:41

    chambaaaagne… ma la golpa era mia…

  8. fm
    28 febbraio 2006 at 16:33

    Devo correggerti, Andrea, mi dispiace, ma l’ultima vulgata testualmente recita: “chambaaaagne… ma la golba era mia…”

  9. 28 febbraio 2006 at 17:44

    Franz, fm, anche voi raffinati cinefili, a quanto vedo… Mi compiaccio… (anzi: mi gombiaccio).

    (a fm: scusa il ritardo nella spedizione dei testi. Non è facile trovare un dischetto funzionante di questi tempi. Lo faccio appena posso).

  10. fm
    28 febbraio 2006 at 18:26

    Scusa tu, ma devo correggerti ancora: “raffinati cinofili”.

    p.s.

    Non ti breoccubare, mon ami: quando puoi.

  11. Peppino
    1 marzo 2006 at 04:55

    Sciambagn ber brindare a un incondro
    gon de ghe già eri di un aldro
    rigordi g’era stato un invido
    sdasera si va tutti a gasa mia.

    Gosì gominciava la fesda
    e già di girava la tesda
    ber me non gontavano gli aldri
    seguivo gon lo sguardo solo te.

    Se vuoi ti aggombagno se vuoi
    la sgusa biù banale per rimanere soli io e te
    e boi geddare via i perché amardi gome sei
    la brima volda l’uldima.

    Sciambagne ber un dolce segredo
    per noi un amore proibido
    ormai resta solo un bigghiere
    ed un rigordo da geddare via.

    Lo so mi guardate lo so
    mi sembra una bazzia
    brindare solo senza gompagnia
    ma io, io devo fesdeggiare
    la fine di un amore
    gameriere sciambagne….

    prosit

  12. fm
    1 marzo 2006 at 09:04

    Quel “e un rigordo da geddare via” mi fa ledderamende imbazzire: guesda è vera boesia, aldro che gazzi.
    Gorro a brugiare duddi i miei manoscriddi.

  13. 1 marzo 2006 at 11:24

    In effeddi, quando la boesia barla davvero noi boveri imbraddagarde si buò solo dagere. E allora gongludendo, duddi in goro adesso:

    gameriere sciambaaaaagnnn…

  14. gianni biondillo
    1 marzo 2006 at 19:15

    tutti raffreddati?
    anzi: raffreddadi?

  15. Andrea Raos
    2 marzo 2006 at 12:17

    Suvvia Gianni, non dirmi che non conosci la leggendaria cover di Peppino di Capri fatta da Maurizio Micheli (chissà che fine ha fatto!)…

  16. Peppino di capra
    2 marzo 2006 at 14:44

    Raos, se sei un vero cinofilo dimmi che parte interpretava il Micheli in quel film.

  17. 2 marzo 2006 at 17:41

    No, gui mi arrendo… A Peppi’, dammi lumi!

  18. Peppino di capra
    2 marzo 2006 at 18:46

    ti chiedevo perchè suppongo fosse Vito Ragusa, cronista di nonso qual giornale, inviato, affetto da zoppia. Ma non ricordo il titolo del film e non so se è quello. che sappia kraus o fm?

  19. gianni biondillo
    2 marzo 2006 at 23:46

    Andrea: la cover la conoscevo, Micheli è un grande e tu non capisci le battute. Tonto! ;-)

    A proposito (di tonti?): come è andata la serata? Chi c’era?

  20. 3 marzo 2006 at 00:55

    Bellissima presentazione con Mascitelli che ha fatto un’introduzione da costringerti a leggere il libro. Ascoltarlo mi ha incuriosita parecchio su questo poema epico che attraversa l’illuminismo in un’Europa neurotica con punte di comicità. Alcuni Indiani presenti mi hanno riscaldato il cuore. :-)

  21. gianni biondillo
    3 marzo 2006 at 10:09

    con la fiamma ossidrica? ;-)

  22. Andrea Raos
    3 marzo 2006 at 12:05

    Abbi pazienza Gianni, lo sai che se non metti gli emoticon non capisco una minchia (anzi, una nirchia). :-)))))))
    *
    A chi c’era: ma avete almeno chiesto al Giglio di farvi la sua leggendaria imitazione di Carmelo Bene?

  23. 3 marzo 2006 at 13:48

    Ottima presentazione, autore molto comunicativo e simpatico.
    Ma le abbondanti libagioni?…

  24. 3 marzo 2006 at 18:33

    quando questa estate l’autore è stato a lecce da noi per presentare neuropa lo abbiamo trovato in stazione con una quantità discreta di bottiglie di vinello bianco abruzzese. e ci abbiamo dato dentro per due tre giorni. mi sembra strano che siano mancate le libagioni, come promesso…
    gillioz!!!

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