Baciamo le mani/Dario Borso

7 marzo 2006
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baisers_voles.jpgimmagine da http://www.affichescinema.com

db Says:

March 1st, 2006 at 18:56 edit
I latini avevano tre parole per definire i baci: “Osculum”, “Savia” e “Basium”. Il primo è il bacio del rispetto, il secondo della libidine e dell’amore, mentre l’ultimo è quello dell’affetto. In pratica, spiegava Isidoro da Siviglia, l’osculum si dà ai figli, il basium alle mogli, il savium alle prostitute.

db Says:

March 1st, 2006 at 19:02 edit

Osservando gli animali si è arrivati a dedurre che il bacio è una prerogativa umana, le cui origini risalgono alla preistoria. Il bacio molto probabilmente deriva dall’uso della madre di passare piccoli bocconi ai figli in fase di svezzamento, già nei primi ominidi. Gli antropologi tuttavia sostengono che il bacio come gesto erotico era sconosciuto a molti popoli dell’antichità. Attualmente, solo il 50% dell’umanità si bacia: in alcuni paesi dell’Africa si teme di perdere l’anima, che fugge con il respiro quando ci si bacia; i Cinesi temono di contaminarsi e considerano il bacio pubblico un gesto osceno, mentre i romanticissimi Polinesiani avvicinano il viso all’amato per “respirarlo”. Il “bacio straordinario” originario delle isole Trobriand prevede un lungo strofinamento di nasi e bocche senza baciarsi, ma mordicchiandosi prima delicatamente e via via in modo più energico, fino a che il labbro inferiore comincia a sanguinare. Gli Inuit si annusano teneramente per stordirsi con l’odore del partner, mentre a Bali è abitudine diffusa accostare i volti, guardarsi intensamente e annusarsi per assaporare il calore e il profumo della pelle dell’altro. Il bacio indonesiano è il più strano: si chiama “mitakuku” e gli amanti si mordicchiano a vicenda le ciglia.

db Says:

March 1st, 2006 at 19:04 edit
Il Kama Sutra classifica i baci secondo la loro intensità: il più elementare è il bacio inaugurale (le due bocche si toccano), segue il bacio fremente (la donna fa palpitare il labbro inferiore nella bocca dell’amante), e poi il bacio leccato (la donna tocca il labbro dell’amante con la lingua, rigorosamente a occhi chiusi). Ne L’Arte del Bacio lo studioso del comportamento M. Christian descrive ben 25 varianti del bacio. Quello “alla francese”, il più intimo e sensuale, si pratica con la bocca aperta, labbra contro labbra. Il “blow – kiss” è un bacio fatto di sguardi intensi e di leggeri soffi sulle labbra. Vi è poi il “bacio elettrico”: dopo aver spento le luci, uno dei due partner strofina i piedi su un tappetino per caricarsi di elettricità, quindi si avvicina all’altro per baciarlo, senza però toccarlo in nessun’altra parte del corpo per non neutralizzare il campo elettrico; in prossimità dalla bocca scoccherà una scintilla, un piccolo fuoco d’artificio dagli straordinari effetti antidepressivi.

db Says:

March 1st, 2006 at 19:06 edit
Un bacio piacevole stimola una serie di reazioni come il rilascio di endorfine, la secrezione di mucosa, l’accelerazione del battito cardiaco fino a 150 battiti al minuto e l’attivazione di ben 29 muscoli, 12 per le labbra e 17 per la lingua. si calcola che in un mn. vengano bruciate circa 6 calorie. Un bacio lungo e appassionato abbassa non solo la pressione sanguigna, ma anche i valori di colesterolo nel sangue, riducendo in tal modo il rischio d’infarto. Baciare inoltre rafforza il sistema immunitario: in ogni bacio viene liberata una gran quantità di batteri presenti nella saliva, che vengono trasmessi da un partner all’altro. Tali batteri a loro volta favoriscono la produzione di anticorpi, tenendo in esercizio il sistema immunitario. (à suivre)

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134 Responses to Baciamo le mani/Dario Borso

  1. db il 7 marzo 2006 alle 09:43

    Complimenti effeeffe, bello scherzo da dandy (= contrario del prete)! Diffido chiunque dal ritenere per mie le considerazioni sparse qui sopra: ho copiaincollato TUTTO (ho scoperto da poco il copiaincolla, e il mio giudizio in merito è: possiamo diventare tutti artisti d’avanguardia del pensiero). Segnalo che sotto il post di qualche giorno fa dedicato alla Chiantelassa c’è altro materiale collettivo. E per ora aggiungo
    1- l’uomo è l’unico animale che bacia
    2- l’uomo è l’unico animale che ride
    3- l’uomo-dio Gesù non rise mai e fu baciato una volta

  2. gianni biondillo il 7 marzo 2006 alle 11:24

    Dario è fatto così: è un uomo da baciare.

  3. db il 7 marzo 2006 alle 12:51

    db: *Da secoli si è inquadrato il consesso umano in termini spaziali di distanza: ad es. Rousseau, per il quale la differenza tra primitivo e civilizzato sta nel relativo isolamento del primo e nell’intruppamento metropolitano del secondo. L’idea del gregge viene da Orazio: la puzza è il dato-base – ci si schiaccia così tanto che si suda-puzza.
    Noi seguiamo ancora il sogno di una società in cui si sia vicini senza puzzare: da qui l’importanza del bacio come modo particolare, forse emblematico, del contatto*.

    Chiantelassa: *In quel periodo sviluppai la parte più divertente della malattia. Il versante emotivo dell’anoressia consisteva nel fatto che non mettevo una briciola in bocca senza prima aver visto entrare qualcosa nella bocca di un altro. Quando ricominciai a vivere da sola, per assicurarmi il nutrimento, elaborai la sequenza del “bacio”. La sequenza mi autorizzava all’assunzione di tre bocconi: il primo corrispondeva al contatto delle labbra, il secondo al contatto delle lingue, il terzo al contatto delle bocche”.*

    ff:* Stavo preparando la tesi di laurea (filosofia)e passai un certo tempo a casa dei miei. Una sera, davanti al televisore come al solito con mio padre in poltrona, facevano vedere alla tv due che si baciavano. Mio padre non mi aveva mai chiesto nulla fino ad allora perchè ero io a domandargli tutto. Si voltò verso di me e mi disse: ma perchè ci si bacia? Non sapevo rispondergli. L’unica cosa che avrei col tempo saputo è che le persone che si amano dopo un pò faticano a baciarsi, pur amandosi ancora*.

    Catullo: *Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci, e le chiacchiere dei vecchi bacchettoni valutiamole un soldo appena! I giorni possono spegnersi e tornare: ma noi, una volta spenta la breve luce della vita, dovremo dormire una sola notte perpetua. Dammi mille baci [basia], poi cento, poi altri mille, poi di nuovo cento, poi ancora mille, poi cento. E poi, quando ne avremo contati a migliaia, confonderemo i conti per non saperlo, o perché nessun malvagio possa invidiarci sapendo quanti sono.*

    ff: *questa poesia mi “strega” dalla prima lettura fatta al liceo. Che cosa mi accattiva: i mille divenuti cento e poi ancora mille? Come se ci fosse un’economia del desiderio (machines desirantes) senza accumulo capitalista ma di amore e disamore. Perchè ci si bacia, chiedeva mio padre, ed io perchè non ci si bacia più. Si può amare senza baciare?*

    Ale: *il bacio è mosso dalla fame mentre “quando ci si ama ANCORA” c’è ancora amore e non c’è più fame?*

    db: *il bacio rientra nella zona-genere del contatto: fin che cioè rimane contatto di bocca, non si distingue in sé dai contatti di e tra altre parti del corpo, mentre a fare da differenza qualitativa è l’immissione della lingua nella cavità orale dell’altro.Ora, l’italiano è l’unica lingua in cui BACIO e BOCCA hanno le stesse identiche lettere, con l’unica differenza della C aspra o dolce (la C aspra infatti è di per sé doppia, e la C dolce incorpora già la I al momento di pronunciarsi). Dal punto di vista fonetico, la comunanza tra Bocca e Bacio è nel labiale B – hanno in comune insomma le labbra. Poi Bocca s’irrigidisce nella C gutturale, che costringe la bocca a restare aperta, mentre Bacio nella C palatale fa congiungere lingua e palato lasciando la bocca semiaperta. Infine Bocca si spalanca totalmente in A (la vocale più aperta), mentre Bacio si stringe a cerchio in O, raggiungendo statuto di orifizio/sfintere. Ora, la postura di Bocca nell’esito finale di pronuncia è quella dell’ingurgitare, mentre la postura di Bacio è quella del succhiare*.

    ff: *in francese c’è slittamento di significato tra embrasser et baiser: baiser cioè, che richiama il nostro baciare, significa scopare, mentre embrasser ,che fa pensare al nostro abbracciare/imbracciare, significa baciare. Il nostro “baci” in fin di lettera diventa il loro baisers o bisoux – ossia il bacio si riappropria della bocca solo come sostantivo mentre l’atto del baciare è qualcosa di più totale (fare l’amore ecc.)*

  4. beatiisecondi.com il 7 marzo 2006 alle 13:01

    E’ la mia prima volta. Spero di fare una buona figura. Ho letto i vostri nomi e devo dire che siete proprio un bel gruppo. Ho in mente di allestire un vocabolario delle ” parole colorate ” ( al momento si parte con gli aggettivi ) vale a dire di un parola di solito esiste il suo contrario e allora si stende un filo come ad appendervi qualcosa e si cercano quelle parole che aumentano o diminuisocno l’intensita’ della parola stessa.
    ( BACIO )
    Francesco!, Da un particolare siamo passati a un generale, vale a dire la parola in pratica e’ stata globalizzata. Adesso BACIO e’ un termine generico, quasi anonimo, un prodotto in scatola, un sugo pronto.

    Ritorno alla mia idea … ho in mente un vocabolario che riduca le parole a un 1000piedi. Sono qui se ti va di continuare il confronto.

    Ti dico anche che questo metodo mi serve per capire la resistenza di un
    pensiero, di un racconto, di un romanzo, di un saggio. La si comprende dai ” colori ” che vengono ” posti ” sul foglio.
    In pratica vorrei equiparare- adottando un metodo- la scrittura alla pittura ( Simonide ). Vincenzo Naclerio

  5. francesco forlani il 7 marzo 2006 alle 13:49

    ciao! beatiisecondi
    effeffe

  6. db il 7 marzo 2006 alle 14:32

    Nancy: *Os, oris = bocca dell’oralità, è il viso stesso preso metonimicamente per questa bocca ch’esso circonda. Ma “bucca” sono le gote gonfie, è il movimento, la contrazione e/o distensione del soffiare, del mangiare, dello sputare o del parlare.*

    Labrum = orlo, margine, bordo, labbro – da lambo= lambisco, lecco (da lambano = prendo, sorprendo, comprendo, prendo con me, accolgo). [lingua = organo e linguaggio, da lambano?]
    Bucca = gota (di cui guancia è la superficie), movimento pure del suonare, fischiare, ridere.
    [Oculus = gemma, stella, occhio, ha come diminutivo ocellus – ma è diminutivo esso pure, come anulus da anus e loculus da locus? L’occhio del riso, dello stupore, del bacio (chiuso?)]
    Os = volto, labbra nel movimento del parlare, bocca, idioma/lingua/pronuncia – da cui oro = parlo (dall’orazione all’orante/preghiera).
    Orificium = apertura, orifizio.
    Osculum, diminutivo di os = boccuccia, bacio.

  7. mag il 7 marzo 2006 alle 14:39

    giuro che non ti leggo perchè mi fai venire il mal di testa, pero’ voglio dire la mia:
    il bacio è la cosa piu’ perversamente meravigliosa che un essere umano puo’ compiere, piu’ perverso del coito che invece è naturale.
    bacio azione di cultura
    coito azione di natura.

  8. db il 7 marzo 2006 alle 15:23

    mag dice: *giuro*. Ben detto! Difatti i bambini giurano baciando due dita incrociate. In ciò il giuramento è analogo al bacio a distanza (ma in vista dell’altro), al baciadita (le proprie) + invio. Difatti il piccolo giurante spedisce il suo giuramento/parola data/donata in pegno all’altro, che in questo modo lo “tiene in mano”. Il bacio vincola come il giuramento? Parrebbe di sì, perché nessun primo bacio può pensarsi anche come ultimo.
    “Spero, promitto e iuro reggono l’infinito futuro”, lo reggono non solo sintatticamente, ma intimamente: senza di essi infatti non esisterebbe futuro, ossia quell’arco di tempo che si stabilisce (e prima non esisteva), tra la meta stabilita e il presente. In questo senso si potrebbe dire che il bacio contiene in sé spero/promitto/iuro. Ma in latino? Ho visto che l’anonimo postato ha fatto un lapsus: *”Osculum”, “Savia” e “Basium”*, cioè ha messo Savium al plurale invece che al singolare. Come dire che i baci lascivi sono tanti, come le ciliegie, ma non impegnativi? osculor/basio/spero/promitto/iuro reggono l’imperativo futuro e savior no? Ciò andrebbe nel senso dellla distinzione netta tra natura e cultura, per cui il coire (cum-ire) è del regno animale e il basiare dell’umano. Ma…

    @ effeffeffe: come chiamano i francesi il “bacio alla francese”/french kiss? Intanto

    Nancy: *La valenza gergale di baiser/fottere ha coperto quella classica di dare un bacio/donner un baiser. Si potrebbe dire che “baiser” non coincide con nessun baiser esistente, dato e ricevuto, ma “baiser” è il dono del bacio. Viceversa, l’enunciato di Lacan “Non esiste rapporto sessuale” sottintende che io sono fottuto ogni volta che bacio. E quest’altra valenza gergale del fottere potrebbe testimoniare del fatto che il sapere comune vede nel rapporto sessuale una sorta di evanescenza. Quando dunque je baise, je suis baisé, ma come intenderlo? Chi baise chi, e cosa significa baiser e/o l’essere (baisé)?

  9. maline il 7 marzo 2006 alle 15:30

    E quando poi si viene baciati/e dalle Muse?

  10. maline il 7 marzo 2006 alle 15:36

    … besame, besame mucho, como si fuere esta noche la ultima vez…

    como si fuere: ach, quel “fosse” che sottende un “è” ed un “sarà”…

  11. Raffi il 7 marzo 2006 alle 15:43

    Ok maline, però è fuera, non fuere :-P
    Perdonami, sono fissata con le lingue.
    Che bella rassegna di baci, Dario. Che soavi pensieri che evoca questo “catalogo” dell’amore!
    Un bacio: come un defibrillatore! quella scarica che ti attraversa quando due labbra si sfiorano per la prima volta…

  12. Buttafava il 7 marzo 2006 alle 15:48

    Io vi segnalo la figura ormai in estinzione del tamarro che si bacia da solo in discoteca, fingendo cioè di aver conquistato qualcuno. Il tamarro che si bacia da solo dà le spalle al pubblico, e si cinge i fianchi (o le spalle) con le braccia. Se è un virtuoso si accarezza anche i capelli con le dita, o come si dice “giochicchia” con i suoi stessi capelli. Il tutto come se a farlo fosse una donna da lui rimorchiata. Dopo questa performance il tamarro che si bacia da solo sparisce dalla pista per riapparire poco dopo. Poiché è stato attento a farsi vedere solo di spalle, spera che, una volta svelatosi, si cominci a dire di lui che è un playboy etc. Il tamarro che si bacia da solo è un attore, un creatore di eventi e senza dubbio un tamarro.

  13. tashtego il 7 marzo 2006 alle 15:51

    “Gli Inuit si annusano teneramente per stordirsi con l’odore del partner”.
    snort.

  14. Staccalanana il 7 marzo 2006 alle 15:55

    Epperò il tamarro che si bacia da solo non si bacia affatto!

  15. maline il 7 marzo 2006 alle 16:06

    @ raffi

    vero. grazie.

  16. temperanza il 7 marzo 2006 alle 16:43

    Ohh, finalmente!
    Però il punto 1) non è esatto.
    Anche i cani baciano, blow kiss + slinguazzata, solitamente.

  17. Staccalanana il 7 marzo 2006 alle 16:58

    I cani non baciano, Temperanza, bensì leccano. Esiste il bacio con slinguazzata ma bisogna essere comunque in due a farlo. Tu hai mai visto due cani che slinguazzano? Io no.

  18. mauro il 7 marzo 2006 alle 17:20

    MAG…FACCIAMO QUALCOSA DI CULTURALMENTE NATURALE…ALLORA !!

  19. tashtego il 7 marzo 2006 alle 17:22

    io non so come facciano le donne a baciare gli uomini.

  20. db il 7 marzo 2006 alle 17:44

    Baciami, baciami tanto, come se questa notte fosse l’ultima volta. Baciami, baciami tanto, che ho paura di perderti, perderti un’altra volta [dopo].
    Voglio tenerti vicinissimo, specchiarmi nei tuoi occhi, vederti accanto a me, pensa che forse domani sarò già lontana, molto lontana da te.

    Bésame, bésame mucho, como si fuera esta noche la última vez. Besame, besame mucho, que tengo miedo perderte, perderte otra vez [después].
    Quiero tenerte muy cerca, mirarme en tus ojos, verte junto a mí, piensa que tal vez mañana yo ya estaré lejos, muy lejos de ti.

    II strofa. SPAZIO. cerca-junto/lejo = VICINO/LONTANO
    I strofa. TEMPO. Esta noche/ultima-otra vez, después (manana di strofa II) = PRESENTE/FUTURO
    Movente: quiero = DESIDERIO
    Situazione: talvez-miedo/pensa-como = INCERTEZZA SIMULATA/GIOCO
    Progressione: tenerte-verte junto/mirarme en tus ojos/beso = FUSIONE (Narciso?)
    Regola: bésame

  21. gianni biondillo il 7 marzo 2006 alle 17:44

    con la lingua?

  22. maline il 7 marzo 2006 alle 17:54

    @ db

    bravo.

  23. temperanza il 7 marzo 2006 alle 18:06

    L’unica pecca è quel misero consumo di 6 calorie al minuto, per compensare un piatto di pastasciutta poco condita ci vorrebbe un’ora di apnea pura, dove però che anche l’amante più amato indurrebbe dopo il trentesimo minuto alla noia o al crampo.

    Il colesterolo però bene, e anche la trasmissione di batteri, che detta così fa schifo, ma ha benefici effetti, se poi si impiega il bacio elettrico potrebbe esserci anche un effetto tonificante secondario che alla mia età è gradito.

    Insomma, pareva una cosa vieux jeu…

  24. luciano freud il 7 marzo 2006 alle 18:08

    il bascio ha sofferto una crisi profonda per colpa di perugina. è diventato un momento inerte della communicazione tra le parti. attorno agli anni 60. dopo c’è stato un ripristino del bascio come memento erotiko, infatti mag dice giusto il bascio è perverso proprio, a vederci bene dentro (il bascio).

  25. mag il 7 marzo 2006 alle 18:17

    Propongo una variante per me conturbante: il bacio aereo.

  26. mag il 7 marzo 2006 alle 18:29

    db, paragono ogni patologia un po’ alla zona da cui ogni essere umano emette rifiuti organici.
    In effetti ognuno vede il culo degli altri ma non vede il proprio.
    esattamente come le malattie mentali.
    Ecco io capisco che tu hai qualcosa che “non và”, ma ancora non l’ho inquadrato, sarà perchè mi mostri sempre l’altra faccia :-)

  27. mauro il 7 marzo 2006 alle 18:32

    …Mag..ti svelo un segreto..il NICK e’ Mauro..ma il nome vero Barone Rosso…come la parte del tuo cuore..quella che batte a sinistra..!….Per paracadute..non dimenticare le calze a rete…!

  28. mag il 7 marzo 2006 alle 18:37

    a me i baroni non piacciono specie quelli gattopardiani e accademici.
    pero’ sei sei rosso….mah…vediamo.
    ma che ce stai a prova’?

  29. mauro il 7 marzo 2006 alle 18:41

    ..e Tu pensi sia Accademico..solo perche’ faccio parte dei Lincei?..detto questo..debbo dire sei stata un poco irriverente nei confronti di DB…non devi ergerti a “GIUDICE”…potresti non aver considerato che “Passano gli anni, i mesi,
    e se li conti anche i minuti,
    è triste trovarsi adulti
    senza essere cresciuti;
    la maldicenza insiste,
    batte la lingua sul tamburo
    fino a dire che un nano
    è una carogna di sicuro
    perché ha il cuore troppo
    troppo vicino al buco del culo. ….Non tutti sebbene il colore sia rosso..l’hanno nella stessa posizione…!!!..il dubbio sempre il dubbio deve farti compagnia..anche quello che Io ci voglia provare…! :-)

  30. mag il 7 marzo 2006 alle 18:52

    hai ragione, è che l’argomento bacio mi rende molto irrequieta.
    Faccio pubblica ammenda confessandovi che sono una peccatrice perversissima perchè temo d’aver sperimentato tutti i tipi di baci descritti da db.
    Dovevo fare l’antropologo.
    Oppure Andreotti.

    Il mio dramma è che vorrei solo baciare senza dare al bacio nessun seguito.
    Su questo ho riscontrato disaccordo e calo di consenso.

  31. db il 7 marzo 2006 alle 19:13

    Novalis: *Mai confessarsi che ci si ama. Tenere segreta questa confessione è il principio vivificatore del solo vero ed eterno amore. In quest’ottica, il primo bacio è il principio della filosofia.*
    *L’atto filosofico autentico è il suicidio: è lì l’inizio reale di ogni filosofia.*

  32. mauro il 7 marzo 2006 alle 19:37

    …se a una prima lettura..”di getto”..l’osculum basium e savium..mi erano sembrati GLI ODORI necessari per la preparazione di un buon Bollito..Novalis…credevo fosse una nuova ,multinazionale farmaceutica..nata nottetempo..che solievo sapere si tratta di una nuova ricetta Si..ma d’amore….MAG…come te la cavi ai fornelli? ^_____*

  33. db il 7 marzo 2006 alle 19:40

    Derrida: *E’ già difficile pensare cosa avviene, e anche solo pensare (ma forse il “pensiero” inizia lì), quando una bocca viene a contatto di un’altra bocca e le labbra, talvolta la lingua e i denti, si mischiano. Quando degli occhi s’incrociano intensamente, infinitamente, quando niente al mondo può frapporsi, nemmeno la luce, quando vedo lo sguardo amato che mi guarda al di là di ogni riflessività, perché lo amo solamente in quanto mi viene dall’altro – è giorno o notte? C’è o no contatto? Se non c’è giorno e notte possibili che a partire dalla possibilità dello sguardo e dunque dello sguardo scambiato nell’astinenza e nello spergiuro del tatto, degli occhi incrociati, come si dice, poiché non si può vedere niente al mondo senza la possibilità almeno di una superficie riflettente che faccia vedere altri occhi – allora nell’istante di questo bacio d’occhi ci si può chiedere se c’è già il giorno o la notte. E allora entra in scena il toccare. Ave, Psiche!*

  34. temperanza il 7 marzo 2006 alle 19:56

    Semplicemente Temp: Mag, sostieni cose non vere, ogni contorsionista è in grado di vedere anche il proprio. Certo qui la dimensione del corpo è un optional… ci sono cose nel mondo, che a noi semplici umani restano nascoste, ma a un umano allenato fin dai quattro anni sono date.

  35. mauro il 7 marzo 2006 alle 20:05

    …”E ALLORA ENTRA IN SCENA IL TOCCARE”…ma al musicista preme la musica non il pianoforte.. :-)

  36. missy il 7 marzo 2006 alle 20:35

    Bellisismo post (…io credo di essere polinesiana)

  37. temperanza il 7 marzo 2006 alle 20:36

    Preferisco Nancy, va più al sodo.

  38. temperanza il 7 marzo 2006 alle 20:37

    Per occhi incrociati intende strabici o intrecciati a quelli dell’altro?

  39. maline il 7 marzo 2006 alle 21:14

    Come cantava il Mick Jagger della via Glück? ;-)

    Il tuo bacio è come un rock
    che ti morde col suo swing.
    E’ assai facile al knock-out
    che ti fulmina sul ring.
    Fa l’effetto di uno choc
    e perciò canto così:
    “Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh
    il tuo bacio è come un rock!”

    e ancora:

  40. mag il 7 marzo 2006 alle 21:19

    la musica, la musica, non il piano.
    lo strumento richiederebbe manutenzione, la musica è solo puro piacere, sublime.
    Il bacio è governo del sublime.
    Una sorta di trans tra la veglia e il sonno dove il delirio piu’ nobile d’amore trova asilo per istanti eterni.

  41. mauro il 7 marzo 2006 alle 21:25

    ….CHIEDO ASILO…! :-)

  42. mag il 7 marzo 2006 alle 21:28

    anch’io chiedero’ asilo politico in Burundi che è un paese piu’ libero dell’italia, senz’altro di piu’ della puttana sordomuta spia padania dove vivo.

  43. temperanza il 7 marzo 2006 alle 21:48

    Mag, non lasciarci!!!

  44. mag il 7 marzo 2006 alle 21:54

    cmq mi sono informata:
    a Tonga c’è un internetpoint.
    se poi, uno che scappa a Tonga, si connettese in rete per commentare su NI, autorizzo db a venirmi a prendere con le camicie di forza e obbligarmi a leggere e ripetere mimando tutti i suoi interventi.

  45. db il 7 marzo 2006 alle 22:07

    Temp.estiva, la temperanza tempestiva che porta il dibattito a una temperatura estiva. Difatti le cose stanno così. All’inizio dei ’90 Nancy fu sottoposto a un trapianto di cuore (ha lasciato su ciò un libretto più acuto di questo sul sesso: quando si dice l’esperienza…), e il librone di Derrida da cui è tratto il brano (l’unico sul bacio), intitolato Le toucher, è un commentare/sfruculiare/limonare continuo con/sui testi dell’amico convalescente. Il busillis è: Derrida ha sognato di baciare Nancy in bocca, ed è incuriosito/preoccupato. Il risultato è questo: una sublimazione platonizzante. Ma acuta, perché tutte le strade portano alla bocca. La differenza tra l’occhio e gli altri organi me la figuro così: l’occhio è attitudine, il resto è in atto. L’occhio cioè è potenza/potenzialità/pro-messa/in-tenzione (ad es. l’occhio che ti fulmina), gli altri organi sono in sonno finché non funzionano. L’occhio del pre-bacio mi sembra più simile a quello dello stupore che non al riso o altro. Ad accomunarli è la sorpresa, solo che l’occhio-sorpresa è curiositas (voglia&paura), l’occhio-bacio è sul punto di abbandonarsi (voglia&paura&fiducia).
    [Lo strizzare d’occhio è un gesto d’intesa: è un baciarsi delle palpebre a mimare un bacio reale?]
    La soglia del bacio in bocca: è la soglia di una vita nova? Il mondo che si schiude attraverso il bacio è l’intimità? superlativo di interior, da intus come intus-ire/intuire, o intimare = far entrare. E’ un mondo incantato, o il mondo vero, sotto la crosta del reale? In ciò assolverebbe alla funzione della meraviglia per Platone /Aristotele, come inizio del filosofare, dell’amore per la verità (una verità intima = interiorissima). E si arriva lì, alla lingua.

  46. mauro il 7 marzo 2006 alle 22:49

    …LA VOSTRA lINGUA, VI FA DIRE LE PAROLE A CUI L’AVETE ABITUATA….! :-))

  47. mauro il 7 marzo 2006 alle 23:05

    ..cmq.MAG..mi sono informato a Tonga l’internetpoint di cui TU parli e’ gestito da un PadanodiLegnano..un certo Brambilla..opterei per Le Caiman..li tengo un conto…in codice e criptato..il conto BACIO!

  48. emma B il 7 marzo 2006 alle 23:15

    l’occhio-bacio è l’occhio che si chiude. il bacio si nega alla vista e la sua intimità é una forma di liberazione. Ciò che avviene nel bacio non sarà mai pubblico.

  49. anna K il 7 marzo 2006 alle 23:29

    dove sono andati tutti? Li aspettavo in tanti qui…voglio parlare di baci e baciare

  50. temperanza il 7 marzo 2006 alle 23:38

    L’ho letto quello sul cuore, quello sul bacio però no.

  51. db il 8 marzo 2006 alle 00:00

    bacio, riso e stupore: non hanno tutti a che fare con una caduta di barriere e l’emergere dell’intimo/censurato/inatteso? Questa caduta permette una coincidenza, da co-incido = cado dentro (discensionale, mentre co-eo = convenire, orizzontale-ascensionale).
    Il bacio è pro-messa nel senso di una pre-messa al sesso pieno, o esiste un bacio perfetto/compiuto in sé?
    Vale più il primo bacio o il bacio più lungo?
    Cosa passa per la testa/corpo durante il bacio?
    E’ una regressione alla poppata?
    Un campo di battaglia?
    Il salto della quaglia?

  52. mauro il 8 marzo 2006 alle 00:52

    …L’altro giorno,
    ma che scorno:
    Vengo a casa e trovo a te
    spettinata,
    abbracciata
    ‘nziem’a n’ommo…Bèh…ched è?!

    Mme rispunniste: “Chisto vene a te ‘mpará
    comme se vasa quanno tu mm’hê ‘a spusá…”

    Si mme vulisse bene overamente,
    nun mme facisse ‘ncujetá da ‘a gente…
    Nun mme menasse ‘e streppe ‘e rafanielle,
    nun mme mettisse ‘a quaglia ‘int”o cappiello,
    nun mme facisse stá, pe’ n’ora sana,
    cu ‘a pippa ‘mmocca e cu ‘a cannela ‘mmano!

  53. db il 8 marzo 2006 alle 07:58

    Dotto Finnico: *Tutto comincia dalla bocca. La sua funzione è quella di nutrirci, sia in senso biologico (assunzione del cibo), sia psicologico (assunzione del sentimento). La bocca serve al neonato per conoscere il mondo, e la sua curiosità passa per una bocca che tende a ingoiare qualsiasi cosa le passi a tiro. Labbra e capezzolo formeranno un tutt’uno per molti mesi, e di questa nutrifica funzione non ci scorderemo mai, o ad essa continueremo ad anelare.
    Ma il bacio è anche segno dell’anima, tanto che Werther, al solo udire pronunciare dall’amata il nome di Klopstock, si commuove fino a baciarle la mano (per Romeo la bocca di Giulietta era “la porta dello spirito”). Dicono gli etologi che è proprio l’unirsi delle labbra a distinguere l’uomo dall’animale, a fare del sesso riproduttorio un incontro tra due anime. Ma è anche vero che il bacio è un istinto naturale, tanto che Tarzan sa baciare la sua Jane senza che nessuno glielo abbia insegnato.*

  54. tashtego il 8 marzo 2006 alle 08:31

    questa cosa dell’uomo che “si distingue dall’animale” mi fa ridere un po’.
    mi piace questa permanenza pre-darwiniana dei due concetti contrapposti di “uomo” e di “animale”, dell’animalità come categoria generale applicabile a tutti gli organismi non umani, senza distinzione.
    dire “la specie umana” andrebbe meglio.
    indicare da quale specie animale si distinguerebbe sarebbe perfetto: per esempio, il cavallo o la vongola?
    ma la generica animalità è troppo umanistico-liceal-antropocentrica, per risultare accettabile, anche in un discorso leggero.
    anzi, sono proprio i discorsi leggeri quelli che rivelano il vero stato culturale della gente.

  55. francesco forlani il 8 marzo 2006 alle 08:47

    x x x x
    x (/ x
    x / ) x
    x x x x

    Baci Da Torino
    —————————————
    A TUTTE LE DONNE DI NI
    —————————————
    EFFEFFE
    —————————————

    —————————————

  56. mag il 8 marzo 2006 alle 09:23

    effe salutami mio cuggino Ivan manzoni vche sta facendo la coreografia alla cerimonia d’apertura.
    (quello che ha inscenato la colomba bianca all’inzio)

  57. mag il 8 marzo 2006 alle 09:58

    a proposito di cultura di confine e di stomaco:

    http://www.lafura.com

    vorrei che qualcuno commentasse questo gruppo teatrale sempre molto innovativo e sconvolgente.

    E’ in Italia con “metamorfosi” tratto da kafka.

    Sono Catalani,
    sarà la terra di Dali che produce surrealità?

  58. db il 8 marzo 2006 alle 10:18

    Sono totalmente d’accordo con la legge di tashtego: “sono proprio i discorsi leggeri quelli che rivelano il vero stato culturale della gente”, e la applico tosto a due casi specifici:
    1- è proprio il discorso leggero di Luigi G. de Anna* quello che rivela il vero stato culturale di Luigi G. de Anna.
    2- è proprio il discorso leggero di tashtego quello che rivela il vero stato culturale di tashtego.

    Dario Borso

    * autore della recensione, da me copiaincollata e posta tra 2 asterischi, di H. Salmi, Suudelma [Bacio], Faros, Turku 2005

  59. mag il 8 marzo 2006 alle 10:21

    Dario ti prego fammi un regalino ino ino, di qualcosa di cuore e non di testa, almeno oggi,
    Se l’ha fatto tash che è inamovibile lo puoi anche tu.

  60. temperanza il 8 marzo 2006 alle 10:50

    db says:

    Il bacio è pro-messa nel senso di una pre-messa al sesso pieno, o esiste un bacio perfetto/compiuto in sé? ESISTE IN SE’
    Vale più il primo bacio o il bacio più lungo? IL PIU’ LUNGO
    Cosa passa per la testa/corpo durante il bacio? IL CORPO
    E’ una regressione alla poppata? PER CARITA’ (quell’odor di latte e borotalco)
    Un campo di battaglia? UN LETTO DI BATTAGLIA
    Il salto della quaglia? IL PIATTO CON LA QUAGLIA

  61. elogodelleccedenza il 8 marzo 2006 alle 10:57

    Se volete vi insegno qualcosa di ‘veramente’ tantrico, fuori da cataloghi, glosse (di nero inchiostro etimologico), dizionari, accademie, esotismo di fortuna, eccetera.

    PS: ha ragione Temperanza: i cani si baciano. Lo assicuro nella mia qualifica pluriannuale di allevatore di cani corso tigrati (che solitamente addestro alla presa reiterata sull’orecchio del toro)

  62. francesco forlani il 8 marzo 2006 alle 11:12

    poethiquette25amigos.jpg

    piccolo omaggio poetico
    Poethiquette de l’amitiè (dei due baci)
    effeffe

  63. db il 8 marzo 2006 alle 12:56

    D’accordo con Temp sulle prime due: sulla terza sì e no, anzi no. Per la testa non passa il corpo e neanche il pensiero: passa un niente di contenuto largo come il po alla foce, qualcosa che per comodità o mancanza di meglio associerei all’intenzionalità di Husserl, solo che questa punta su, quella si allarga a. Penso abbia ragione Derrida, che il bacio è un inizio di pensiero (solo che poi Derrida si squaglia = scorda la quaglia). Sulla quarta no: il capezzolo come prima lingua (il primo bacio è dunque fuori concorso, perché nessuno se lo ricorda) – parola di vampiro (a 15 giorni ho distrutto per veemenza la mia prima macchinina, il seno destro di mia madre: bevevo latte e sangue, il mio primo cocktail, ora invece negroni per via del colore analogo, altro che madeleines! al sedicesimo, mi hanno messo in castigo con le polverine).
    a mag: io dico sempre tutto e solo di testacuore (non testacoda): se mi dimostri che mi vuoi un po’ di bene, dopo potrei raccontarti il mio bacio più lungo. E in ogni caso
    auguri di cuore a tutte voi donne (abbiamo bisogno di voi, questa è la prima verità)

    d

  64. francesco forlani il 8 marzo 2006 alle 13:08

    ci sono poi dei baci dimenticati ovvero mai avvenuti (o forse sì) come quando si è baciati dalla foruna (che ha gli occhi chiusi)
    ci sono baci profondissimi come quando lei mi sollevò la bocca da tra le sue gambe e avvicinando di nuovo le labbra alle mie mi disse che amava baciare se stessa.
    effeffe

  65. temperanza il 8 marzo 2006 alle 13:09

    Sei un maschio, @db, non c’è scampo, io sono stata anche dall’altra parte e TI ASSICURO, il punto quattro vale solo per la vostra metà del cielo;–)

    Quanto al punto tre, E’CORPO. Non mi vorrai dire che attraverso la testa/ corpo passa qualcosa che non sia testa/corpo. Fatico a crederlo io sto nel mio confine.

  66. db il 8 marzo 2006 alle 13:22

    Temp: *non mi vorrai dire che attraverso la testa/ corpo passa qualcosa che non sia testa/corpo* Per me non passa niente di testa/corpo: per me passa niente (sento passare niente attraverso la testa/corpo, come il non-rumore di un fiume alla foce)
    *Sei un maschio, @db, non c’è scampo* + *Sei una femmina, @temp, non c’è scampo* = *Siete maschio+femmina, @db+temp, c’è scampo*

    a mag: per dimostrarmi che mi vuoi un po’ bene, devi dimostrarmi che hai letto i miei commenti sotto il post “Amore”, dal punto in cui hai scritto che sono “Fuori come un balcone” alla fine. ;-)

    d

  67. temperanza il 8 marzo 2006 alle 13:27

    Però è carina “sei fuori come un balcone”, ho subito visto due tettone puntate verso il mare.

    Va bene, c’è scampo.

  68. matteo il 8 marzo 2006 alle 14:13

    ff: *L’unica cosa che avrei col tempo saputo è che le persone che si amano dopo un pò faticano a baciarsi, pur amandosi ancora*

    E quando invece si fatica ad amarsi, pur baciandosi ancora, e molto?

  69. mag il 8 marzo 2006 alle 14:15

    io ti voglio bene, ma tu prova a fare una cosa:
    scrivi quello che ti pare, poi la stessa cosa che hai scitto prova ad adattarla per una lettura sul web utilizzando delle parole che riassumano delle proposizioni.
    in questo modo condensi la scrittura, e la rendi “tascabile”.

    io temo di avere fatto sentire molte persone come tu hai fatto sentire me leggendoti…..nevrastenica.

    Mi succedeva anche quando leggevo Alfredo Marini, che dice tantissimo, salta dalla teoria alla prassi, e ti obbliga a percorsi contortissimi su argomenti diversi.

    tu invece mi sembra abbia un rapporto con la parola come il vetraio di murano con la sua opera: un concetto lo soffi, lo allarghi, lo esasperi, lo sposti nel tempo, diacronico e sincronico, ma è come se fosse in un tunnel dal quale fa fatica ad uscire. io soffro un po’ di claustrofobia dopo un po’….

    mi sei piaciuto quando hai citato Novalis e il rapporto con il bacio filosofico e il suicidio filosofico. sintetico efficace.

    il bacio è immagine-corpo di simbiosi totale.

  70. ilPostino il 8 marzo 2006 alle 15:04

    Scusi Sig. db..ma se lei andasse a rompere i sassi al suo neurologo e tornasse a scrivere le previsioi meteo..evitando di far venire le nevrastenie alla Sig.rina Mag, non crede saremmo tutti felici o quantomeno piu’ sereni? un bacio ..decida Lei che tipo!

  71. lucianone freud il 8 marzo 2006 alle 15:05

    viva le donne viva le belle donne che sono le colonne dell’amor…

  72. francesco forlani il 8 marzo 2006 alle 15:29

    @Matteo
    Devo pensarci…
    effeffe

  73. temperanza il 8 marzo 2006 alle 15:32

    A me il signor db non rompe i sassi, mi collega le sinapsi, quindi se andasse a far altro non sarei né più felice né più serena.

    I postini dovrebbero consegnare la posta degli altri.

  74. francesco forlani il 8 marzo 2006 alle 15:40

    @Temperanza
    un bacio telegramma
    effeffe

  75. maline il 8 marzo 2006 alle 16:12

    @ temperanza

    i postini suonano sempre due volte

  76. db il 8 marzo 2006 alle 16:38

    Stamattina presto pensavo cosa poter regalare l’8 marzo alle donne di NI: mimose no, baci scritti nemmeno. Ma la vita soccorre – solo, dove non te l’aspetti: e così regalerò loro un lapsus di due ore fa. Il laboratorio sul sacrificio va a gonfie vele anche se stiamo fermi (l’idea comune è di una nave di pazzi, stipatissima, con qualcuno che ogni tanto si butta a mare): oggi ad es. 2 ore su un nome, anzi uno pseudonimo (Johannes de Silentio)… Avevo portato per loro un saggetto fotocopiato su Antigone, e alla fine, proprio al momento di distribuirlo, m’è venuta la brillante idea di regalarlo alle allieve femmine, così: “Care ragazze, vi voglio fare un regalo di cuore: pochi fogli che parlano di quella che io considero la donna per eccellenza – Agamennone!” Sbalordimento generale, poi sorriso: mi hanno infatti perdonato perché, girando intorno al Silentio, era venuta fuori Ifigenia col suo carnefice. La cosa che mi ha fatto più felice è che anche loro la pensano così.
    Il giudizio di mag lo rispetto (io non rispetto solo chi vuole tappare la… bocca, appunto), potrebbe anche essere giusto, di certo non è benevolo, ergo…
    Sul bacio/poppata/alimento la Chiantelassa, che ho riportato in un commento iniziale, la pensa come me: la sua è un’esperienza di anoressia, e quindi bisognerebbe intendersi se la sua testimonianza fuoriesce dalla regola o invece evidenzia la regola.
    In giro sono famoso per la mia teoria del doppio inizio (molti conoscenti persi, gli amici veri no, che mi sopportano): sembra che ce ne sia uno, ma sono sempre due. Ad es. la moto: 1-accensione 2- avvio. o il Don Giovanni: 1- ouverture 2- atto I. La madre del doppio inizio è comunque la madre: 1- concepimento 2- nascita. In amore 1-sguardo 2- bacio (il primo sguardo e il primo bacio, dove tra i due possono passare mesi e anni).

  77. ilPostino il 8 marzo 2006 alle 16:41

    ho della vita che bussa alle misere sinapsi
    figurate sulle tue tempie
    soffermarmi se ho tempo?

  78. francesco forlani il 8 marzo 2006 alle 16:56

    effeffe

  79. ilPostino il 8 marzo 2006 alle 17:02

    ops..ho l’emorragia della vita che bussa alle tempie..figurati cosa possano interessarmi le tue sinapsi..questo il commento

  80. temperanza il 8 marzo 2006 alle 17:15

    Sei simpatico postino, non c’è che dire.

  81. temperanza il 8 marzo 2006 alle 17:16

    @maline

    magari, ce ne sono che suonano a ripetizione

  82. mag il 8 marzo 2006 alle 18:15

    matteo
    L’unica cosa che avrei col tempo saputo è che le persone che si amano dopo un pò faticano a baciarsi, pur amandosi ancora*
    E quando invece si fatica ad amarsi, pur baciandosi ancora, e molto?

    Secondo me il bacio apre dei processi di consapevolezza reciporca irreversibili perchè rompono uno dei principali motori d’amore: il mistero.
    quando hai conosciuto il corpo dell’altro, non c’è piu’ fascino nel baciarsi perchè si conosce cio’ che sarà, perchè è già stato.
    una volta conosciuti sembrerebbe inutile baciarsi, si dà per scontato l’amarsi, sino che, divenedo rapporto fraterno, assume le sembianze dell’incesto e lo si evita totalmente.

    il bacio copre uno spettro d’emozione amorosa talmente vasto che và da Eros ad Agapea Philia come giustamente dice DB esemplificando 3 tipi che per altro si moltiplicano a loro volta in successive sottospecie, tutte legittime manifestazioni di innumerevoli varietà percettivo-emotionali.
    E tutte sprimentabili nella stessa relazione tra le stesse due persone.

    capita a volte di focalizzare l’attenzione su cio’ che passa dai sensi senza capire cio’ che passa dall’anima, per questo ci si bacia pur non amandosi, apparentemente.

    @DB,
    perdona le mie intemperanze, è probabile che sia solo l’impatto iniziale che diluito meglio apparirà diverso.
    grazie
    ciao

  83. mag il 8 marzo 2006 alle 18:19

    NI sembrerebbe nonluogo aperto alle contraddizioni, ai percorsi dialettici.
    E’ giusto che trovi ospitalità un controaltare di “Temperanza”.

  84. temperanza il 8 marzo 2006 alle 18:26

    @mag
    sì, resta con me mag, come faremmo l’una senza l’altra ( ma sei intemperante, tu? non più di me)

    a parte questo OT magdamantecchiano, siete ben strani, ragazzi, la cosa funziona così: lunedì ci si ama senza baciarsi, martedì ci si bacia senza amarsi, mercoledì si cerca di baciare un/un’ altro/a, giovedì non ci si bacia e non ci si ama, venerdì si medita ognuno nel proprio angolo, sabato ci si guarda, domenica ci si annusa e lunedì si ricomincia. Se invece per tutta la settimana non ci si bacia e non ci si ama, ci si lascia e anche in questo caso si ricomincia.

  85. db il 8 marzo 2006 alle 18:40

    BACI RUBATI

    In tutta Milano, biblioteche comprese, non si trova K. Nyrop, Storia del bacio, Donzelli 1996: qualcuno/a ce l’ha e dà un’occhiata? (in Sormani ad es. c’è la scheda ma il libro è sparito, e per curiosità allora ho guardato un articoletto di Nyrop, filologo di inizio ‘900, ma sulla parola “tuer”!).
    In compenso ho sottomano Verso una cosmologia di Minkowski, appena uscito da Einaudi. Indice: L’attenzione, Risuonare (l’uditivo), Spargersi (l’olfattivo), Ci vediamo con gli occhi?, Toccare (il tattile), Gustare (il gustativo), Animare (il soffio), L’ispirazione e…. FINE! e il bacio???

  86. emma B il 8 marzo 2006 alle 19:45

    il bacio é dunque un soffio o un respiro?
    il bacio é un un respiro trattenuto per questo dice matteo che amore e bacio non stanno insieme

  87. anna K il 8 marzo 2006 alle 21:14

    quando balliamo bachata?

  88. db il 8 marzo 2006 alle 23:16

    *Quali colombe dal disio chiamate / con l’ali alzate e ferme al dolce nido / vegnon per l’aere dal voler portate* disio/voler = istinto verso il luogo naturale (la spinta di Paolo e Francesca è animale/umana, istintiva/volitiva – da volere o da volare?)

    *mentre che ’l vento, come fa, ci tace* silenzio/sospensione
    *su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui* pace/quiete (il “mio” Po! – l’ho scoperto adesso)

    *Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende, / prese costui de la bella persona* sguardo

    *Amor, ch’a nullo amato amar perdona, / mi prese del costui piacer sì forte* sguardo ricambiato

    *quanti dolci pensier, quanto disio* il disio colombesco/animale + i pensieri dolci/umani

    *Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri, / a che e come concedette amore / che conosceste i dubbiosi disiri?* il sospirare. desiri = desio naturale. dubbio/conoscenza umani. la colomba non sa/conosce il suo desio, l’uomo può/deve/vuole conoscere. c’è un desio di conoscenza?

    *Ma s’a conoscer la prima radice / del nostro amor tu hai cotanto affetto* anche Dante è mosso da affetto/desio di conoscere. prima radice/primo inizio? causa prima?

    *Noi leggiavamo un giorno per diletto / di Lancialotto come amor lo strinse* la riflessività umana nello specchio del libro d’amore

    *soli eravamo e sanza alcun sospetto* vuoti, di cose intorno e di cose dentro. in questo vuoto attecchisce/spunta la prima radice

    *Per più fïate li occhi ci sospinse / quella lettura, e scolorocci il viso* a distogliere gli sguardi dal libro e a spingerli a incrociarsi è il meraviglioso/avventuroso, è lo stupore di entrambi davanti al… mondo. dopo il sospirare, lo sbiancare (il vuoto è bianco, assenza di colore che li contiene tutti, ma in nuce/radice)

    *ma solo un punto fu quel che ci vinse. / Quando leggemmo il disïato riso / esser basciato da cotanto amante* punto di convergenza. disiato/desio. riso (sta per labbra)

    *la bocca mi basciò tutto tremante* bocca. dopo il sospirare e lo sbiancare, il tremare

    *Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse: / quel giorno più non vi leggemmo avante* Galeotto è sì intermediario e prima radice, ma soprattutto occasione/coincidenza che scarica la potenza dell’amore in atto/bacio

    *di pietade / io venni men così com’io morisse* pietade = empatia. come già prima sul conoscere. il venir meno è dopo lo sbiancare

  89. db il 9 marzo 2006 alle 09:34

    [METADUBBIO/QUIZ: perché nei blog si ricorre spesso all’argumentum ad personam quando spesso le personae non si conoscono di persona?]

    Chiantelassa: *sempre dopo il primo bacio perdo completamente la testa e cado in uno stato d’ansia insostenibile*, Quando io vedevo suoni, p. 16.
    Siccome penso che i dati personali nei blog valgano eminentemente in quanto/fin dove agevolano un discorso generale, provo a dedurre dal passo citato:
    1. il primo bacio non si scorda mai perché per ogni persona si ripete uguale ad ogni inizio di rapporto amoroso.
    2. il primo bacio in un rapporto amoroso è una soglia in senso forte, in quanto a cambiare non è solo il rapporto, ma la “visione” del mondo dei due partners (che diventano letteralmente “partner” grazie a primo bacio).
    3. a sorreggere la nuova “visione” del mondo è uno stato emotivo di curiosità/stupore: essendo questi un misto di voglia/paura, a seconda che prevalga l’una o l’altra…
    4. il bacio più lungo non si scorda mai perché è il primum inter pares tra i primi baci di ciascuno.
    5. il bacio più lungo non può non essere in bocca.
    6. il bacio più lungo perfetto è quello paritario (= più lungo per ambo i partners) e non sfociante nella stessa “seduta” in un rapporto sessuale completo (= lettata)

    PS bisognerebbe sfruculiare al proposito la Vita Nova di Dante.
    (non so se il giudizio di mag sui miei commenti sia giusto, ma so che è benevolo da quando ha ricordato un argomento negletto di Peirce: se non faccio seguire subito la descrizione promessa del mio bacio più lungo, è per timore che così possa rompere le balle altrui e mie)

  90. emma B il 9 marzo 2006 alle 10:36

    [METADUBBIO/QUIZ: perché nei blog si ricorre spesso all’argumentum ad personam quando spesso le personae non si conoscono di persona?]

    perché senza relazione non c’é dialogo e la relazione é strumento e oggetto del dialogo. Il transfert all’epoca del blog

  91. mag il 9 marzo 2006 alle 11:09

    db io non ho usato argomenti ad personam. osservavo il flusso del tuo pensiero attraverso la forma del tuo dire.
    ognuno ha le proprie perversioni, io ho questa.
    Diciamo una lettura sintomale di contenuti rivolta alla individuazione dell’elemento umano.
    L’accademismo è teoreticamente ancorante, rassicurante, ma mutuando una prospettiva hegeliana, lo vedrei come soglia da superare per poter creare concetti, astraendo dall’accademismo il potere innovativo che spesso lo sottende e che spesso per secoli rimane muto.
    I filosofi piu’ ligi non fanno altro che rielaborare stando sempre dentro le stesse concezioni, finendo per essere dei fini ripetitori.
    temo che la creazione del concetto debba superare l’accademismo, il filosofo in quest’ottica, è colui che della filosofia si libera. o meglio della storia della filosofia si libera.
    Possederla, per lasciarla.
    Io rompo sempre, non preoccuparti, ma non è azione deliberata, è inconscia:-)

  92. mag il 9 marzo 2006 alle 11:41

    chi si esprime in modo iperbolico, soffre di fronte a scritturure ellittiche e muore in quelle circolari.
    aspirerei, semmai riuscissi, alle espressioni figuranti spirali ascendenti, dove il punto del cerchio successivo non si sovrappone al cerchio precedente perchè è in sua prossimità ma stà sempre piu’ in alto.

  93. Marco Candida il 9 marzo 2006 alle 14:03

    Clickando in google su db, sono finito al blog Ocasubito, dove ho trovato il 06/11/05 una risposta di DB al nick Uovomisterioso che aveva appena chiesto cosa vuol dire: leccare la fica?

    *Tanto gentile e tanto onesto pari, ovetto mio, quando mi porgi la questione… E s’io fossi coglione? e solamente a salve questi spari?

    … e come passeggiando e svoltando all’ansa di un bel rivo, ecco che intravediamo una sgargiante insegna: è l’osteria, sempre aperta anche a ora tarda, ALLA LECCARDA…
    LECCARE LA FICA, dicevi, e ora diciamolo piano insieme, e ripetiamo osservando sorella lingua: sulle due L preme, batte, s’impunta sul palato – con CC e C, mentre tutt’intorno nel cavo (senti L ingua, senti C avo) si fa silenzio e vuoto e il respiro è sospeso e il cavo chiuso – con F si prende slancio, energia pura trattenuta, per un istante solo ancora…
    Nulla trovo di più consono che: cavo = stadio muto di fronte alla terza e ultima prova di un saltatore in alto all’olimpiade, il quale già abbia vinto perché gli altri concorrenti son saltati (saltando appunto, ma sbagliato), ed ora tenti di superare il record mondiale, che è suo, e quindi tenti di superar se stesso/ostacolo, tenti di saltar se stesso, di saltarsi in groppa (il G come il C, ovetto mio, il G roppo alla G ola, e il pubblico pronto a far la ola), come il barone iperrampante di Muenchausen… e la lingua? E’ lì, parrebbe morta (le lingue morte, quanto belle, proprio perché morte!), invece è al colmo del rilassamento zen, e infatti tremola leggermente come le mani scrollate del saltatore…
    E allora saltiamo, su, il salto della lingua (genitivo soggettivo, mi raccomando)!
    L primo appoggio del piede destro
    C passo lungo sospeso
    L secondo appoggio sul sinistro
    F slancio verticale
    C sospensione finale a sfiorare…
    l’asticella, dirai tu – e io invece: no, die Fiche selbst, la fica!
    … infine, sperabilmente soddisfatti e giunti ormai sotto l’insegna mi dirai: c’entra qualcosa la leccarda? – Qualcosa? Tutto, ché essendo una leccarda lombarda (e lambro il rivo), essa è la crasi pura di leccarelabernarda.
    Qualcosa abbiamo detto, molto resta da fare: linxi, et slavavi bivulvam suam

    DB

    se non sei troppo stanco, ovetto mio, va’ un po’ a vedere il boccabolario alla voce leccarda: c’è da rifarsi la bocca! (gustare le parole, non è come leccarle? – altri dicono mangiarle…)*

    Ecco, nel blog il giorno dopo Uovomisterioso si rivela essere la poetessa Lamberti-Bocconi (in effetti un senario come Leccare-la-fica), mentre per DB, scartato Dario Borso, ho pensato all’amico Davide Bregola.

    PS spero che il copiaincollato non sia OT (labbra e lingue ci stanno tutte)

  94. emma B il 9 marzo 2006 alle 16:37

    All’ultimo intervento: bisognerebbe restare aderenti al tema del bacio, anche perchè essendo un tema non da poco mal sopporta le divagazioni.

    Una domanda per db: il culto del primo bacio non rischia di declassare gli altri? Quando si parla di baci non è meglio cercare ciò che é comune a tutti i baci?

  95. db il 9 marzo 2006 alle 18:48

    bisogna prendere quello che passa il convento (l’unica cosa che mi secca è che questo Candida abbia messo il link di Ubicue). Scartare il cunnilinguus ci permette di scartare tutti i baci che non siano bocca con bocca. Non sono d’accordo con la squisita emma: è l’eccezione che illumina la regola, poiché presenta il fenomeno allo stato puro: il secondo bacio e anche l’ultimo potrà essere intenso come il primo, meno una cosa: il varco/passaggio da un mondo prima a un mondo dopo. Il primo bacio di un rapporto amoroso, non il primo bacio della vita (questa mi sembra retorica). Ecco che il primo bacio più lungo della propria vita illumina ancora di più tutti i suoi fratellini baci. Credo io, ovviamente.
    Sto seguendo la storia della Chiantelassa, che s’innamora e bacia per la prima volta… Nick (nome proprio o comune? un omaggio ai blog?!). Il contesto è: dopo la maturità, aria pura/libera di Londra quasi swinging (razze, giovani ecc.), contraria alla chiusura della famiglia torinese.
    *Destino volle che prima di partire, una sera, al bar mi presentarono un ragazzo neozelandese, Nick, che viveva proprio a Londra: fu un colpo di fulmine* *Quasi subito telefonai a Nick. Ci incontrammo per la prima volta in un bar del centro. Fu una gara a che era più carino e dolce con l’altro, ma non ci fu assolutamente contatto fisico. Per fortuna il giorno dopo lui mi telefonò, altrimenti sarei morta. Nacque una storia*
    *Vissi in simbiosi con Nick. Nick aveva la dote di trovare sempre qualcosa di particolare da osservare, “vedeva Dio nelle pietre”. E’ l’uomo più misterioso che abbia mai incontrato. Parlava sempre seriamente, ma non era mai noioso. Era estremamente altruista, mi riempiva di attenzioni e di pensieri. Con lui provai quasi tutte le droghe, ma in quel periodo non ebbi mai dipendenza, né fisica né psicologica. A poco a poco fu Nick ad avere un effetto ipnotico sul mio cervello. Era attivissimo e affascinato da tutte le nuove correnti artistiche. Quando iniziò la nostra storia stava leggendo lo Zarathustra di Nietzsche. Scherzava sull’autodistruttività umana. Pranzavamo come due piccioncini nei locali alternativi. Il nostro amore era una ricerca continua di perfezione. Il nostro dialogo si sviluppava sull’approfondimento delle parole stesse, sull’essenza dei comportamenti. I suoi “pensieri” erano opere d’arte. Credeva nell’assenza di confini tra bene e male, e che tutto era cultura. Secondo lui si poteva fare qualsiasi cosa, se non si ledeva la sfera altrui. Credo che il suo stile di vita si definisca “anarchia”. Le droghe, secondo Nick, erano state create per conoscere se stessi. Ciò che vissi con lui era talmente singolare che cominciai un nuovo diario. La storia si concretizzò fisicamente solo dopo due mesi. Il sesso per noi fu una conseguenza, un modo per amarci di più. Fu lui a sverginarmi, la seconda volta che facemmo l’amore*

  96. bart il 9 marzo 2006 alle 18:55

    *Un mandarino era innamorato di una cortigiana. “le darò un bacio” disse lei “solo quando voi avrete passato cento notti ad aspettarmi seduto su uno sgabello, nel mio giardino, sotto la mia finestra.” Ma alla novantanovesima notte, il mandarino si alzò, prese il suo sgabello sotto il braccio e se ne andò*

    La citazione è (volutamente) distorta. Infatti si dice che per cinesi e giapponesi non vi è distinzione tra savium e basium. Il bacio è riservato all’alcova e all’amplesso. Che è forse il motivo per cui nell’ “impero dei segni” dell’amore non vi è neppure una voce “bacio”

  97. db il 9 marzo 2006 alle 20:31

    C – Je me sens le visage tout en feu… Ah! c’est bien le rouge de la honte. Hé bien! je la souffrirai; ce sera la première punition de ma faute.
    Hier, M. s’est servi d’une clef pour venir dans ma chambre, comme j’étais endormie; je m’y attendais si peu, qu’il m’a fait bien peur en me réveillant; mais comme il m’a parlé tout de suite, je l’ai reconnu, et je n’ai pas crié. Un petit moment après, il a voulu m’embrasser; et pendant que je me défendais, comme c’est naturel, il a si bien fait, que je n’aurais pas voulu pour toute chose au monde… mais, lui voulait un baiser auparavant. Il a bien fallu, car il a bien su me dire que, s’il venait quelqu’un, il saurait bien rejeter toute la faute sur moi. Ensuite il ne s’est pas retiré davantage. Il en a voulu un second; et celui-là, je ne savais pas ce qui en était, mais il m’a toute troublée; et après, c’était encore pis qu’auparavant….
    Ce que je me reproche le plus, c’est que j’ai peur de ne pas m’être défendue autant que je le pouvais. Je ne sais pas comment cela se faisait: sûrement, je n’aime pas M., bien au contraire; et il y avait des moments où j’étais comme si je l’aimais… ça ne m’empêchait pas de lui dire toujours que non: mais je sentais bien que je ne faisais pas comme je disais; et ça, c’était comme malgré moi; et puis aussi, j’étais bien troublée! S’il est toujours aussi difficile que ça de se défendre, il faut y être bien accoutumée! Il est vrai que M. a des façons de dire, qu’on ne sait pas comment faire pour lui répondre…
    Enfin, je n’ai pas pu dormir une minute. Et ce matin en me levant, quand je me suis regardée au miroir, je faisais peur, tant j’étais changée.

  98. db il 9 marzo 2006 alle 22:31

    M. – J’avais remarqué que la petite C. était en effet fort jolie; sa bouche si fraîche, son air enfantin, sa gaucherie même; je résolus d’agir en conséquence. Tandis que, maniant avec adresse les armes de leur sexe, elles triomphent par la finesse; moi, rendant à l’homme ses droits imprescriptibles, je subjuguais par l’autorité. Sûr de saisir ma proie si je pouvais la joindre, je n’avais besoin de ruse que pour m’en approcher, et même celle dont je me suis servi ne mérite presque pas ce nom.
    La jeune personne habite une chambre dont une porte donne sur le corridor; mais comme de raison, la mère en avait pris la clef. Il ne s’agissait que de s’en rendre maître. Dès que j’ai eu la précieuse clef, me suis-je hâté d’en faire usage.
    Elle était dans son premier sommeil, de façon que je suis arrivé jusqu’à son lit, sans qu’elle se soit réveillée. J’ai d’abord été tenté d’aller plus avant, et d’essayer de passer pour un songe; mais craignant l’effet de la surprise et le bruit qu’elle entraîne, j’ai préféré d’éveiller avec précaution la jolie dormeuse, et suis en effet parvenu à prévenir le cri que je redoutais. Après avoir calmé ses premières craintes, comme je n’étais pas venu là pour causer, j’ai risqué quelques libertés. Portant toute son attention, toutes ses forces à se défendre d’un baiser, qui n’était qu’une fausse attaque, tout le reste était laissé sans défense; le moyen de n’en pas profiter! J’ai donc changé ma marche, et sur le champ j’ai pris poste. Ici nous avons pensé être perdus tous deux: la petite fille, tout effarouchée, a voulu crier de bonne foi; heureusement sa voix s’est éteinte dans les pleurs. J’ai tout promis pour un baiser. Il est vrai que, le baiser pris, je n’ai pas tenu ma promesse: mais j’avais de bonnes raisons. Etions-nous convenus qu’il serait pris ou donné? A force de marchander, nous sommes tombés d’accord pour un second, et celui-là, il était dit qu’il serait reçu. Alors ayant guidé ses bras timides autour de mon corps, et la pressant de l’un des miens plus amoureusement, le doux baiser a été reçu en effet; mais bien, mais parfaitement reçu: tellement enfin que l’Amour n’aurait pas pu mieux faire. J’ai pris goût aux lenteurs; une fois sûr d’arriver, pourquoi tant presser le voyage? Sérieusement, j’étais bien aise d’observer une fois la puissance de l’occasion, et je la trouvais ici dénuée de tout secours étranger. Elle avait pourtant à combattre l’amour, et l’amour soutenu par la pudeur ou la honte, et fortifié surtout par l’humeur que j’avais donnée, et dont on avait beaucoup pris. L’occasion était seule; mais elle était là, toujours offerte, toujours présente, et l’Amour était absent. Hé bien! sans autre soin, la tendre amoureuse, oubliant ses serments, a cédé d’abord et fini par consentir: non pas qu’après ce premier moment les reproches et les larmes ne soient revenus de concert; j’ignore s’ils étaient vrais ou feints: mais, comme il arrive toujours, ils ont cessé, dès que je me suis occupé à y donner lieu de nouveau. Enfin, de faiblesse en reproche, et de reproche en faiblesse, nous ne nous sommes séparés que satisfaits l’un de l’autre, et également d’accord pour le rendez-vous de ce soir.

  99. francesco forlani il 10 marzo 2006 alle 11:01

    «Dans le monde moderne on pouvait être échangiste, bi, trans, zoophile, SM, mais il était interdit d’être vieux.»

    Michel Houellebecq

    Mi ha sempre affascinato il modo “infantile” con cui i vecchi si baciano tra loro
    effeffe

  100. db il 10 marzo 2006 alle 16:42

    *Uomo: animale capace di promettere* F. Nietzsche
    *Uomo: animale promettente* P. Orco

    *Aimer, c’est donner ce qu’on a pas – à quelqu’un qui n’en veut pas*
*En amour, soyez sûr que les sentiments sont toujours réciproques*
    J. Lacan

    *Nos atouts sont perpétuels, comme l’orage et comme le baiser, comme les fontaines et les blessures qu’on y lave* R. Char
    *La donna su’l pallido amante chinossi recandolo al seno, tre volte la bocca tremante co’l bacio d’amore baciò. E il sole dal cielo sereno calando ridente ne l’onda, l’effusa di lei chioma bionda su’l morto poeta irraggiò* G. Carducci

    *Il bacio può trasformarsi in una perversione, quando
diviene così intenso da causare direttamente lo sfogo genitale e l’orgasmo. Per alcuni poi il palpare e il contemplare l’oggetto sono condizioni indispensabili del godimento sessuale, altri al culmine dell’eccitamento sessuale pizzicano o mordono… Non ha senso collocare tra i pervertiti chi presenta singoli tratti di questo genere; al contrario si riconosce sempre più chiaramente che l’essenza delle
perversioni non consiste nella trasgressione della meta sessuale, ma solo nell’esclusività per cui viene spinta in disparte la sessualità normale, la quale proviene da qualcosa che esisteva già prima e si è affermata scartando come inservibili certe caratteristiche di questo materiale e riunendone insieme altre per subordinarle a un nuovo fine, quello riproduttivo* S.Freud
    *La psicoanalisi è una meditazione sensuale, condivisa. Sono le peripezie di un incontro intimo. E’ un bacio virtuale sulla bocca* E. Rodrigué

    *In Asia esiste solo il bacio col naso, derivante dal reciproco odorarsi (comune nel comportamento animale). Il bacio vero e proprio deriva probabilmente dal mordersi durante I’accoppiamento. Freud ritiene che il contatto col seno materno (calore, nutrimento, abbraccio, appagamento) sia altamente sessuale: «primo organo che si presenta come zona erogena e avanza alla psiche una richiesta libidica è, fin dalla nascita, la bocca». In effetti la corrispondenza tra labbra (zona-limite pelle/mucosa) e orifizio vaginale è evidente: il contatto tra lingue, ricche di innervazioni, è un contatto tra organi interni analogo al coito* M.me Collage

    *Bacio e morso, non sono due gesti simili? E quando l’amore sconvolge tutti i sensi, il bacio non si confonde col morso?» H. von Kleist

    *Ne Le nuvole di Aristofane, kataglossos (katà = giù a fondo) significa “bacio con la lingua”. Savium in latino è anche Suavium (suavis/soave). Sardée in savòr (veneziano)/ savore – arcaico per: sapore. Sapor = sapore +odore. Sapio = sapere di+essere savio. Nel Medioevo si considerava il bacio con la lingua peccaminoso anche nei rapporti coniugali. Bacio dei serafini o fiorentino in Germania, in Francia maraichinage (da “maraichin», abitante del Pays de Mont – Vandea)*
    M.lle Copincolle

  101. alessandra il 10 marzo 2006 alle 20:56

    interessante, il bacio elettrico

  102. lucianone freud il 10 marzo 2006 alle 23:37

    e se invece de parlare si farebbe co l’annessi e connessi?

  103. Zeno il 11 marzo 2006 alle 05:39

    Un’amica mi ha assicurato che le tartarughe si baciano.

  104. mag il 11 marzo 2006 alle 10:30

    le tartarughe?
    l’hanno scorso al parco zoologico con la famiglia, mi sentii improvvisamente distratta da un rumore sordo, proveniente da lontano, ipnotico, ripetuto e di bassissima frequenza.
    “uhhhhhhh, uhhhhhh, uhhhhhh,”
    sembrava un sibilo rotondo, un richiamo ancestrale, un tamburo inspessito.
    Magneticamente attratta mi indirizzai verso il suono.
    Scoprii che nel parco delle tartarughe giganti, il tartarugo stava amoreggiando intensamente suppongo con la tartaruga, e quel suo suono cosi strano lo aiutava ad essere piu’ determinato.
    Scese dal luogo della seduta, e rauco e sfinito, si accese una sigaretta.

  105. db il 11 marzo 2006 alle 12:06

    Agli estremi del bacio umano, giapponesi e vecchi. Gli italiani che stanno insieme senza baciarsi più, sono vecchi giapponesi ;-).
    Quel marpione di Valmont (baci = liaisons dangereuses?) ha posto la coppia Bacio dato /Bacio ricevuto, mentre la povera Cecile quella volontà/istinto.
    La tabaruga (tartaruga tabagista) ha suggerito il tema dell’oralità (succhiare – la sigara?).
    Perché gli umani si baciano cogli occhi? Perché si baciano bocca a bocca e ad es. non a 69?
    Il bacio più lungo senza sesso pieno è il caso estremo?
    Cos’è l’elettrico del bacio?
    ecc. ecc. bcc. Bcc.

    *Il bacio è come un rock* rock = pietra: miliare? Di scandalo? Di paragone? To rock = cullare. Bacio come 1 rock, ma non è rock, è lento!
    *morde* ah, san Kleist!
    *col suo swing* lento + veloce = swing da oscillare, scorrevole, sciolto, sostenuto con molte variazioni
    *knock-out* knock = colpire, picchiare, sorprendere, stupire, to knock out = svuotare (la pipa), stendere al tappeto. Knockout = colpo decisivo, cannonata. agonismo (pugilato/guerra)
    *fulmina* fulmine = scarica elettrica, simbolo di rapidità, impeto, violenza. colpo di fulmine = innamoramento improvviso. colpo di fulmine a ciel sereno? Alta tensione/pericolo di morte (i fulmini = le ire). fulminare = avventarsi con violenza inesorabile, abbattere col fulmine, colpire a fondo, scagliare, folgorare , fulminarsi, della lampadina (luce della ragione?)
    *choc* ah, san Baudelaire!
    *Oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh* ? ? ? ? ? ? ?
    *Baci/semplici baci* che differenza c’è?
    *1 solo ne vale almeno 3* perché sempre il 3?
    *Ba-ba-baciami* appunto, 3 ba. Bah…

    1959 è anche l’anno di Kind of blue
    i sinonimi sono della Devoto Oli,
    chi trova Nyrop, Soria del bacio, Donzelli 1996?

  106. mag il 11 marzo 2006 alle 15:38

    gli occindentali si baciano in bocca perchè hanno una cultura orale.

    a me picerebbe il bacio respirato, possibilmente senza aver prima cenato a base di bagna cauda, spaghetti aglio e oglio, peperonata, o cavoli a merenda.

  107. emma B il 11 marzo 2006 alle 17:11

    propongo un`interpretazione che esclude ogni rapporto tra bacio e perversione: il bacio e` gia` `nella` sessualita` genitale (ma non ho fonti a sostenere cio`)

    Il bacio e’ in rapporto anche con la conoscenza, e` il canale privilegiato della conoscenza che non passa dal vedere ma dal toccare, nella sua forma piu` sensibile

    db: aspetto tua risposta., in italiano, se possible

  108. db il 11 marzo 2006 alle 19:35

    ho letto la Chiantelassa, su sguardio/bacio. però dovrei fare l’amanuense penedettino per trascrivere (emma, in francese Laclos lo copioincollo, in italiano no). ma poi, questo Nyrop, possibiile che nessuno?
    trascriverò domani sera qualche passo della Chiante
    buona domenica!

  109. db il 11 marzo 2006 alle 19:39

    (e poi mi sono stremato sotto il post “Anore” di Nozzi)

  110. mag il 11 marzo 2006 alle 20:32

    adesso non massacratemi, ma io intendevo perversione tutto cio’ che non è strettamente collegato alle attività riproduttive.
    cio’ che è prodotto culturale, e in questo senso, il bacio lo è, visto che è declinato diversamente secondo latitudini diverse.

  111. db il 12 marzo 2006 alle 17:09

    L’anarco-nicciano Nick (nomen omen?), *che si era già fatto, ebbe la brillante idea di scattarmi una foto. Io non lo trovai per niente spiritoso e da quel momento in me, nella mia fiducia in lui, cambiò qualcosa. Mi spaventai veramente da impazzire* Consolata si stava facendo la prima pera (ero), e nell’autobiografia questo è il primo punto in cui compare la “pazzia”. Lo sguardo ex-caldo/simbiotico di Nick diventa quello freddo/sado/fotografico, e l’oggetto/sconsolato/maso va in paranoia (*Decisi che mi voleva ricattare* – i 2 verbi sono comici – *Continuavo ad andare a guardarmi allo specchio* – altra superficie fredda, per controllare gli effetti dello sballo – anche il suo sguardo ora è freddo/indagatore. Poi, da vittima, s’infilerà abusivamente in casa di Nick, aprirà la macchina fotografica, ma non troverà il rullino – il padrone è absconditus, dio malignonnipotente). .
    *Nick e io continuammo a vederci (NB l’infinito), ma almeno da parte mia l’innamoramento totalizzante e il bisogno simbiotico erano passati*
    L’ultimo incontro con Nick: *Gli dissi con aria indifferente che non lo amavo più. Il magnetismo del suo ultimo sguardo mi perseguita (NB il verbo) ancora: fu come parlare con un muro, sembrava che la mia decisione non lo sfiorasse nemmeno. Io ebbi la certezza che avrebbe continuato ad amarmi* Perché? E c’entra tutto ciò col bacio an sich? Alla prossima puntata (che ci sarà, in quanto ho un debito con la Chiantelassa, e voglio/devo onorarlo. Quanto al nostro dibattito, si vede lontano un miglio che…)

  112. bart il 12 marzo 2006 alle 18:37

    pensieri sparsi e bloggosi (golosi?)

    quando i turchi vogliono affermare il massimo possibile rispetto, mandare saluti irreprensibili e manifestare insomma le loro migliori intenzioni (il contrario del mal-occhio) dicono “gözlerimden öperim” cioè ti bacio dagli occhi….
    un bacio scopico capace dunque di esorcizzare la perversione. Un ossimoro? dato che la pulsione scopica è evidentemente parziale e può darsi anche come fissazione feticista…per es. nel voyeurismo (che ha qualche assonanza virtual-blogghesca)

    Ma può esistere un feticismo del bacio? O magari quel bacio con gli occhi vorrebbe mostrare che il parziale aspira a essere redento dalla coppia di opposti parziale/totale – cfr Lacan sulla donna come ‘pas toute’ che forse libera il parziale dall’idea di essere l’opposto/complementare della totalità) …

    Ci si può anche chiedere se quel “bacio con gli occhi” si perda nell’essere ridotto a formula di buona educazione, come ogni parola (o bacio) inautentico (e gli occhi rimangono magari freddi e calcolatori)

    ancora sull’esclusione della perversione (Emma) …chi era quel critico letterario che descriveva il paradiso come un utopico “giacere insieme” di Sade e Jane Austen… ?

    Detto altrimenti è pensabile che la pulsione possa armonizzarsi con l’aspirazione..? (un bacio a un tempo unico, parziale e trans-oggettuale)…

    perché i mafiosi baciano le mani e non i piedi? Un bacio tradito è un bacio che tradisce?

    “salute one another with a holy Kiss” (king james)

  113. sl il 12 marzo 2006 alle 19:54

    As men virtuous men pass mildly away,
    And whisper to their soules, to goe,
    Whilst some of their sad friends doe say,
    The breath goes now, and some say, no:

    So let us melt, and make no noise,
    No teare-floods, nor sign-tempests move,
    T’were prophanation of our joyes
    To tell the layetie our love.

    Moving of th’earth brings harmes land feares,
    Men reckon what it did and meant,
    But trepidation of the spheares,
    Though greater farre, is innocent.

    Dull sublunary lovers love
    (Whose soule is sense) cannot admit
    Absence, because it doth remove
    Those things which elemented it.

    But we by a love, so much refin’d,
    that our selves know not what it is,
    Inter-assured of the mind,
    Care lesse, eyes, lips,and hands to misse.

    Our two soules therefore, which are one,
    Though I must goe, endure not yet
    A breach, but an expansion,
    Like gold to ayery thinnesse beate.

  114. sl il 12 marzo 2006 alle 23:27

    il bacio è l’atto meno atto a esplicitare il il misfatto, dove per misfatto è da intendere l’atto specificamente sessuatto. Insomma, ci si bacia tra uomini, tra donne, tra uomini e donne ecc.
    dato/ricevuto: problemone
    il bacio non può “significare” il coito: può significare solo in gioco lingua-capezzolo nell’allattamento.
    poniamo il bacio-bacio in condizioni sperimentali, ossia collegato all’assunzione di droghe pesanti:
    bacio con coca = massimo di differenziazione di genere (machismo, dell’uomo come della donna)
    bacio con ero = massimo dell’indifferenziazione (fusione Tristan/Isolde, Boldi /De Sica)
    bacio con lsd = ubarchia, differenziazione di genere, ma continuamente in change = giostra delle catenelle dell’amore, Io Tarzan tu Jane io Jane tu Tarzan, io Janen tu Tarze, io Terze tu Jena ecc.ecc.)

  115. db il 13 marzo 2006 alle 12:56

    Bart aveva accennato all’assenza del bacio nell'”Impero dei segni”. Non dipende dall’oggetto (i giapponesi), ma dal soggetto (Barthes). Nei *Frammenti di un discorso amoroso” c’è davvero di tutto, dai fremiti alle oscenità, ma non il bacio. L’unica voolta che lo sfiora, l’effetto è comico.
    Werther scrive: *Ho coperto di baci la sua bocca che sussurrava parole d’amore; lo sguardo mi si perdeva nell’ebbrezza del suo! Mio Dio! sono colpevole se sento ancora adesso la beatitudine, se rivivo pieno d’ardore quelle gioie cocenti?* E Barthes a ruota. *Per l’Innamorato, per il Lunare, la Festa è un’esultanza, non uno sfogo: godo la cena, la conversazione, la tenerezza, la sicura promessa del piacere: “un’arte di vivere al di sopra dell’abisso”.* Tutto qua? ah, les francais! bart, help!

    Stamane una dottoranda in teologia a Trento mi ha chiamato preoccupata perché il filtro pubblico blocca da ieri mattina l’accesso (gratuito) al pc della biblioteca. Il filtro capta “parole sporche”: dai conti fatti, ha passato il filtro la pedofilia e non il bacio (vorrei vedere domani il pompino di ff!). peccato, perché la dottoranda sta finendo la tesi su sante e prostitute nel saint-simonismo francese di metà ‘8OO, e aveva qualcosa da dire.
    (sono moderatamente contento della censura-filtro: preferisco un risultato negativo a un risultato nullo, poiché almeno il primo un risultato lo è, il secondo no – mi riferisco al qui presente/assente dibattito)

  116. bart il 13 marzo 2006 alle 15:19

    Pochi Lumi

    Sì cercavo proprio di collegare l’assenza del bacio nei “frammenti di un discorso amoroso” all’innamoramento barthiano per la circolazione dei segni in Giapponi, di cui probabilmente B. invidiava la vuota levità…

    Lacan nel seminario sul transfert: “Nous n’avons affaire, au niveau de la chaine inconsciente qu’à des signes. C’est une chaîne de signes. La consequence est qu’il n’y a aucun arrêt dans le renvoi de chacun de ces signe à celui qui lui succède. Car le propre de la communication par signes est, de cet autre même à qui je m’addresse pour l’inciter à viser de la même façon que moi l’objet auquel se rapporte le signe, d’en faire un signe.” e poi allude alla difficoltà causata da questo “parassitismo del significante nel soggetto” che i sintomi tentano in vario modo di compensare…

    “mi risponderete che il mondo del reale non è il mondo dei miei desideri. Ma la dialettica freudiana che vi insegno comporta anche che io non proceda che grazie alla via degli ostacoli che si frappongono al mio desiderio. L’oggetto è ‘ob’. L’oggetto si trova attraverso le obiezioni.”
    Per il Lacan di questo seminario è cruciale la relazione tra l’oggetto del desiderio e la sua strutturazione come oggetto parziale

    Quindi (se non ridotto a finzione segnica e discorsiva autoriferita) in questa nuova discorsività desiderante (“il desiderio ha la stessa struttura del sogno”) il bacio costituirebbe una sospensione a un tempo immaginaria, simbolica e reale, una tregua? oppure un “tratto comune” ideale che consolida per un tempo il reciproco bisogno narcisisistico – un ‘come se’ ci si baciasse…’

    oppure un momento di sincronia desiderante in cui nella resa qualcosa “cessa di non darsi” per un istante di assenza/presenza o anche un sovrappiù/sovrammeno (declinato contemporaneamente su più registri) rispetto al mero cortocircuito fallico dei significanti…

    Alla fine del seminario Lacan ritorna con la parabola del Samaritano (o se si vuole del bacio di S. Francesco al lebbroso) sul tema dell’Etica (Seminario VII) e cioé sulla relazione tra desiderio e distruttività…

  117. db il 13 marzo 2006 alle 18:34

    bart, né il Samaritano (lc 10, 30) né Francesco (fioretto 25) baciano. C’è invece progressione dal semplice ferito di Luca al lebbroso/indemoniato, su cui Francesco pone/impone le mani. anima/corpo -peccato/infezione. Etica = aiutare il sofferente di male naturale sfidando l’infezione/mondare l’anima peccatrice rischiando il contatto. Bacio/infezione del cattolicesimo spinto: il bacio trasmette virus/peccato. Insomma, agape vs malattia-schifo/eros-oscenità.
    Sono convinto che la strada tracciata da bart (bacio come epoché momentanea della circolazione dei segni) sia feconda. Intanto noto che i francesi smaliziati si fermano alla soglia del bacio. Derrida è turbato dal bacio omosessuale in sogno. e Barthes? Dichiarò che il 2 suoi libri cui era più affezionato erano proprio l’Impero dei segni 1970 e il Michelet par lui-meme 1954. Ora, Michelet scrisse L’amour, e nel malloppo neanche lui una parola sul bacio. Nato nel 1914, a 30 anni Barthes si beccò la tbc, e stette in sanatorio 4 anni. Mitologia dei tbcolotici arrapati. quindi eros + inibizione da contatto (tbc tabù, da evitare, come la lebbra: ma la tbc si trasmette con la saliva).
    Socrate per Hegel è il fondatore dell’etica. per Kierkegaard no, è l’ironista che ha rovesciato il rapporto pedofilo classico amante anziano/giovane amato. Socrate diventa lui l’amato, e il giovane l’amante. Ciò perché Socrate non consuma il rapporto, non bacia ma “lo fa annusare”. Con Socrate cominciano le schermaglie (fulmina sul ring) dell’amore. C’è meno naturalità, ma non nel senso cristiano di negazione. La naturalità viene giocata nell’annuso, nel far vedere e trascinare, in una mobilità che è libertà (l’eros ha spinta/brama naturale, ma l’oggetto è anche scelto/negato/rimandato). Il Settecento sarà il trionfo della schermaglia, ossia della strategia (v. Laclos) – illuminismo dell’eros, soprattuttto in Diderot.
    Nietsche su Socrate segue Hegel rovesciando semplicemente il giudizio. Ma alla fine se lo sognava di notte, il laidone Socrate, e finì per baciare un cavallo (scaricò la tensione, ma sulla bocca sbagliata – a caval donato non si bacia in bocca).

  118. db il 13 marzo 2006 alle 20:33

    Chiantelassa a 23 anni anoressia (da orégo = stendo le braccia/tendo/bramo/desidero, solo secondariamente appetito/fame): *Non ebbi mai il rifiuto o disprezzo del cibo: semplicemente, non mangiavo se non vedevo prima qualcun altro portarsi cibo alla bocca”. Narciso allo specchio prima non si muove, poi tende le braccia e muore. Consolata è diventata lo specchio dell’altro, imita specularmente l’altro, non rischia/ha più iniziativa (i bambini autistici ripetono solo le parole dell’altro). *Così pedinavo la gente in modo morboso* gli sguardi non si incrociano più, da dietro (*cercavo la preda della giornata*, *sceglievo il mio specchio* – comico, la fotografata-fotografa). *ERO UN AUTOMA IN CERCA DI IMMAGINI E DI CIBO*
    *Quando ricominciai a vivere da sola, per assicurarmi il nutrimento, elaborai la sequenza del “bacio”. La sequenza mi autorizzava all’assunzione di tre bocconi: il primo corrispondeva al contatto delle labbra, il secondo al contatto delle lingue, il terzo al contatto delle bocche* I 3 movimenti avvengono al risveglio, da sola senza prede. Poi fuori: “scelta” della cavia-preda da imitare (è esclusiva, come nell’innamoramento). Se questa scompare, addio cibo fino al bacio del mattino dopo.
    *D’improvviso sviluppai 2 rifiuti: uno per il telefono, l’altro per la scrittura* parola orale e scritta. 1. *Pensavo che chiunque mi telefonasse lo facesse per darmi affetto, e così subito dovevo ricambiare telefonando a qualcun altro* – non ricambia col telefonante, ma passa l’affetto a un altro. 2.*Non riuscivo a scrivere una parola se prima non avevo trovato la stessa parola scritta da qualche parte* boccone = parola.
    *Mi inventai lo stratagemma della TV per catturare le immagini* (aspettare che uno mangi in TV- una forma di “compagnia”- la TV tiene compagnia) *La nicotina faceva parte dell’alimentazione, e anche per fare un tiro di sigaretta dovevo “guardare”* *Il mio sistema digestivo era così “meccanizzato”, che sbalorditivamente ogni boccone coincideva con una pallina nel water* *Se al primo boccone le mie labbra non facevano in tempo a chiudersi perfettamente, perché l’immagine era durata troppo poco, dovevo sputare ciò che avevo in bocca e aspettarne un’altra per continuare a mangiare, odiandomi selvaggiamente per aver trasgredito*

  119. bart il 14 marzo 2006 alle 09:38

    “Poi, come vero amante della umiltà perfetta, il Santo si reca tra i lebbrosi e vive con essi, per servirli in ogni necessità per amor di Dio. Lava i loro corpi in decomposizione e ne cura le piaghe virulente, come egli stesso dice nel suo Testamento: ‘Quando era ancora nei peccati, mi pareva troppo amaro vedere i lebbrosi, e il Signore mi condusse tra loro e con essi usai misericordia’. La vista dei lebbrosi infatti, come egli attesta, gli era prima così insopportabile, che non appena scorgeva a due miglia di distanza i loro ricoveri, si turava il naso con le mani. Ma ecco quanto avvenne: nel tempo in cui aveva già cominciato, per grazia e virtù dell’Altissimo, ad avere pensieri santi e salutari, mentre viveva ancora nel mondo, un giorno gli si parò innanzi un lebbroso: fece violenza a se stesso, gli si avvicinò e lo baciò. Da quel momento decise di disprezzarsi sempre più, finché per la misericordia del Redentore ottenne piena vittoria.” Tommaso da Celano
    La parabola del Samaritano ne sarebbe il prototipo. L’alterità è “insopportabile” per i banditi che bastonano “sadianamente” il viandante e poi lo abbandonano. Il samaritano “preso alle viscere” rovescia il movimento pulsionale sino a distruggere l’orrore che prova di fronte alle piaghe dell’altro. “Non chiede nulla in cambio” – difatti dà qualche denaro al locandiere perché lo accudisca “e se ne va”. Qui bacio=gratuità, estinzione della logica sacrificale/negoziale, della contabilità dare/avere – quindi dell’investimentopulsionale dell’avaro che è la grande metafora del capitalismo (Zizek)

    L’anoressico sembrerebbe percepire un’intima e insopportabile alterità nell’immagine-cibo-parola che lo fissa nel rispecchiamento da cui tenta disperatamente di uscire.

    Senza saperlo ribalta l’immagine del perfetto rispecchiamento e si presenta come perturbante doppio… scheletro vivente,

  120. db il 14 marzo 2006 alle 10:19

    caro bart, telegraficamente per ora. su Francesco hai ragione marcia, storiograficamente (Tommaso viene un secolo prima dei fioretti) e teoricamente.
    *L’amore copre la moltitudine dei peccati* recita il Vangelo, e dunque dei mali-malattie. Un cristiano conseguente bacia tbc/peste ecc, non solo tocca.
    Acutissima la notazione tua sugli avari etica/avarizia/stipsi
    Il mio “programmino: andare a vedere
    1- la Bella addormentata nel bosco
    2- Bartleby quando il padrone/morale si china su B morente/anoressico
    3- la Vita Nova

    adagio classico: “lamore rende ciechi”
    adagio cristiano: “l’amore rende ciechi a questa vita terrena”
    adagio nostro: “l’amore rende ciechi a questa vita di merda”?

    buona giornata a tutti/e

    Dario

    scheletro vivente. anoressia = anossimoressia?

  121. db il 14 marzo 2006 alle 13:05

    il bacio, essendo causato da passione&volontà i.e. essendo istintivo/elettivo, è una Wahlverwandschaft: dove cavolo si baciano i disperati nelle Affinità elettive di Goethe? help! (pare comunque che il baciologo vero di germania sia Heine).
    Socrate rompe il legame naturale amante-amato e pone il legame/non-legame elettivo: alla faccia dell’etica, viene accusato di corrompere i giovani! (e difatti corrompe il legame ethico = costume = seconda natura pedofila). Abramo idem: taglia più che la gola il legame familiare. Gesù idem: mollate padre e madre = gli accidenti concreti della vita terrena (ricchezze, distinzioni empiriche ecc.).
    Il bacio è qualcosa del genere? di sicuro non è naturale al modo del coito (se addirittura è distintivo della specie umana).

    Dante & Chiantelassa: il destino fece sì che ci baciammo. Ma
    BACIATO/A/I/E dalla SORTE/FORTUNA. E’ il destino che bacia, sotto forma di co-incidenza (andar giù insieme: giù dove?)
    bacio/camicia (nato con la)?
    Come movimento, il bacio è coincidenza di labbra proprie prima, a distanza e/o contatto superficiale (bocca chiusa), poi reciproche (bocca ancora chiusa), infine “scompaiono” (fuse?) al contatto profondo dove la fa da padrona la lingua.
    Io dedurrei da Tommaso da Celano che S. Francesco baciò in bocca il lebbroso (non la guancia, nè il collo, la spalla ecc.)
    bcc. bcc.

    DB

    Ho un problema di comprensione del testo-Chiantelassa. Mi sono scervellato invano = solo lei potrebbe rispondere. Propongo un baratto/ricatto = un barricato. ff conosce la recensrice della Chiantelassa. Arrivi fino all’autrice e la inviti qui. In cambio gli darò quanto da lui chiesto = il link di Zappa/Sting dal vivo (a prop., se la prendono con un predicatore evangelista che li aveva definiti creature del diavolo – ma il giorno prima del concerto era stato beccato con 3 prostitute in casa, di cui 2 minorenni). In rete ho visto che la settimana scorsa ha predicato: Se mi si para davanti un gay, gli sparo. alleluia!)

  122. db il 15 marzo 2006 alle 02:05

    TESI/BUIO/TEMPO MITICO
    a) Essere/Eden
    innocenza
    gote/arance
    cantina buia
    respiro piano
    eco dei no
    paura
    b) Nulla/Peccato
    donna?
    quante braccia?
    colore degli occh?
    mare nero/chiaro-trasparente

    ANTITESI/OMBRA/TEMPO PERDUTO
    biciclette abbandonate
    distesi all’ombra
    fiore in bocca
    silenzio
    sguardo strano
    cade il fiore
    la mano?!
    sorriso sicuro
    paura purtroppo
    fiamma spenta/accesa

    SINTESI/LUCE/TEMPO RITROVATO
    sole/luce
    alberi/cespugli
    ancora in fiore
    occhi di donna
    ancora amore

  123. I. Padan il 15 marzo 2006 alle 08:40

    Ciumbia, questo è cattivo più di Laclos e Nietzsche messi insieme!

    *Senza interruzione per tutta la sera si sentiva un rumore come di uno che andasse in giro con uno scacciamosche: erano i baci degli innamorati.*

  124. riff il 15 marzo 2006 alle 10:25

    F. – E lingua inattesa, schiumosa di fonte, si appressa dal filo di un tenue orizzonte. Raggiunge la spiaggia, l’assedia, circonda, poi fugge brandendo di sabbia una sponda. Tra il mare e la vita l’affinità abbonda, nel cuore è certezza: tu lingua, io sponda.
    M. – Dei baci e del baciarsi l’annegante piacere, la frecciante volontà
di sovrapporsi, mescolarsi, intridersi l’uno dell’altra, scivolando teneramente colpendosi, assurdi, regrediti a questa adolescenza immedicabile…
F. – Sai che non ho capito! Perdona… sono sveglia da poco :-P
    M. – Non parla forse la poesia di baci? E non dicono i tuoi vv. di lingua? Si tratta in effetti di un richiamo un po’ volgare, ma triviale no, spero; e in ogni caso, in poesia tutto è concesso (quasi, circa)
    F. Ohhh ora capisco il fraintendimento! Lo so, scrivo difficile :-P No, non parlo di baci, per questo non seguivo. Parlo di acqua, di quelle lingue d’acqua che accarezzano le rive e portano via un po’ di sabbia ogni volta e la paragono ad un lui che come le onde viene e va e ogni volta si porta via un pezzetto di ME.
    M. – Sì, giusto, non avevo pensato a questa interpretazione autentica. Dopo di che, mi pare che i baci vadan bene lo stesso: o no? Ti ho letta discorrere di baci, altrove da qui, con un certo elegante divertimento in un thread che elegante e divertente non era affatto.
    F. – Uhm sì, i baci vanno bene sempre e comunque. Dov’è che ne parlavo? Ne parlo talmente spesso… :-P
    M. – Ne parlavi su NI. Non ti ho letto che ne parlavi altrove e me ne dispiaccio, se lecito (mi sa che lecito non è, ma oramai è scappato di penna)
    F. – Aaaaaaaah, sì. Chiaro. Ecco dove ci siamo incontrati noi due ;-)
    M. – Sì, può esser stato lì, parecchio tempo fa, credo (qui, tra anni lustri decenni secoli, mi si confondono le date. Sul serio, eh)

    continua…

  125. mali il 15 marzo 2006 alle 21:10

    G. de Nerval: *J’échappe à ces amours volages pour raconter mes premières peines. Jamais un mot blessant, un soupir impur, n’avaient rouillé l’hommage que je rendais à mes cousines. Héloïse, la première, me fit connaître la douleur. Elle avait pour gouvernante une bonne vieille Italienne qui fut instruite de mon amour. Celle-ci s’entendit avec la servante de mon père pour nous procurer une entrevue. On me fit descendre en secret dans une chambre où la figure d’Héloise était représentée par un vaste tableau. Une épingle d’argent perçait le nœud touffu de ses cheveux d’ébène, et son buste étincelait comme celui d’une reine, pailleté de tresses d’or sur un fond de soie et de velours. Éperdu, fou d’ivresse, je m’étais jeté à genoux devant l’image; une porte s’ouvrit, Héloïse vint à ma rencontre et me regarda d’un œil souriant.
    – Pardon, reine, m’écriai-je, je me croyais le Tasse aux pieds d’Éléonore, ou le tendre Ovide aux pieds de Julie !…
    Elle ne put rien me répondre, et nous restâmes tous deux muets dans une demi-obscurité. Je n’osai lui baiser la main car mon cœur se serait brisé. – O douleurs et regrets de mes jeunes amours perdues ! que vos souvenirs sont cruels ! « Fièvres éteintes de l’âme humaine, pourquoi revenez-vous encore échauffer un cœur qui ne bat plus ? » Héloïse est mariée aujourd’hui; Fanchette, Sylvie et Adrienne sont à jamais perdues pour moi : – le monde est désert. Peuplé de fantômes aux voix plaintives, il murmure des chants d’amour sur les débris de mon néant ! Revenez pourtant, douces images; j’ai tant aimé ! j’ai tant souffert ! « Un oiseau qui vole dans l’air a dit son secret au bocage, qui l’a redit au vent qui passe, – et les eaux plaintives ont répété le mot suprême: – Amour ! amour ! »*

    (Intanto Fragonard col Baiser derobé…)

  126. missy il 17 marzo 2006 alle 00:02

    Dario B, cugggino di Mario B., ora ora arrivai…pat pat. Che mi persi? Una marea di BBaci…?

  127. db il 17 marzo 2006 alle 14:56

    baci dati/ricevuti (con fattura?): * Mademoielle ne vous fachez pas, si ce baiser vous gene, rendez-le-moi!*

    @bart *Ein Kuss ohne Bart ist ein Ei ohne Salz* un bacio senza barba è un uovo senza sale

    K. NYROP: *Dal punto di vista fonetico, un bacio può essere definito un suono bilabiale inspiratorio, che gli specialisti chiamano lipclick, dal rumore che si fa schioccando le labbra. Questo movimento dei muscoli viene usato dai cocchieri quando vogliono far partire il loro cavallo*

    L. BYRON: *Tremito il cuore assale ai primi baci, e lor durata è prova di quanto ardor sotto quei baci cova*, Don Juan

    *Kys med gevalt er aeg uden sail* un bacio rubato a forza è un uovo senza sale

  128. bart il 17 marzo 2006 alle 18:32

    *Ein Kuss ohne Bart ist ein Ei ohne Salz* un bacio senza barba è un uovo senza sale

    Merci mon ami, Ah mais l’Amerique!

    Nell’Illinois c’è una legge che proibisce agli uomini coi baffi di baciare una donna in pubblico

    E nell’Indiana è illegale far crescere i baffi se il portatore ha la consuetudine di baciare altri esseri umani

    Nello Iowa il bacio in pubblico non può durare più di cinque minuti

    In Arkansas flirtare in pubblico (quindi – immagino – baciarsi) può risultare in una condanna a trenta giorni

    Nel Connecticut è illegale baciare la propria moglie di domenica

    Nell’Oregon è illegale sussurarre parolacce durante il rapporto

    Nel Winsconsin è proibito baciarsi in treno

    In Texas è illegale il flirt o rispondere al flirt “usando gli occhi e/o le mani”

    Infine in Florida – dove è legale solo la posizione del missionario – è illegale far sesso con un porcospino e anche baciare il seno di tua moglie

    *****

    Nag Hammadi – Vangelo (gnostico) di Filippo:

    “E Maria Maddalena lo amava più degli altri discepoli e lo baciava spesso sulla bocca. Gli altri discepoli gli chiesero “perché la ami più di tutti noi?” Il Salvatore rispose: “[chiedetevi piuttosto] perchè non amo voi quanto lei?”

    Trailer: un uomo e una donna scuri di pelle e vestiti all’araba si baciano appassionatamente e vengono sbattuti in galera da uno sceriffo: triumph law and order e che imparino un po’ sti talebani!

  129. missy il 17 marzo 2006 alle 22:20

    Chiariamo una cosa.
    “BACIAMO LE MANI”, qui dentro, lo posso dire solo io, ahh! :-)

  130. db il 17 marzo 2006 alle 23:02

    F. – Io dormo, ma il mio cuore veglia. Un rumore! E’ il mio diletto che bussa: “Aprimi sorella mia, mia amica…” “Mi sono tolta la veste, come indossarla ancora?” Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio e un fremito mi ha sconvolta. Mi sono alzata per aprire, e fluiva mirra dalle mie dita sulla maniglia del chiavistello. Ho aperto allora…… Oh se tu fossi un mio fratello! Ti potrei baciare e nessuno potrebbe disprezzarmi; ti condurrei nella casa di mia madre; m’insegneresti l’arte dell’amore. Ti farei bere vino aromatico, del succo del mio melograno. 
M – Quanto sono soavi le tue carezze, quanto più deliziose del vino! L’odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi; le tue labbra stillano miele vergine, c’è miele e latte sotto la tua lingua; il tuo palato è come vino squisito, che fluisce sulle labbra e sui denti! Giardino chiuso sei, fontana sigillata che irrora i giardini…
    F. – Mettimi come sigillo sul tuo cuore, perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi la passione: le sue vampe son vampe di fuoco! Mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è leggiadro; baciami coi baci della tua bocca!

    [In apparenza parole d’amore, in realtà sono espressioni dal significato molto simbolico, presentate in forma allegorica. Chiunque approfondisca il testo capirà che l’autore non ha scritto per parlare dell’affetto tra due persone, bensì per rappresentare qualcosa di molto più grande.]

  131. missy il 18 marzo 2006 alle 01:01

    intenso dialogo interno, interiore, percettivo, intrufolato oltre ogni dentro possibile, conficcato nell’anima, però in espansione, soave, verso un futuro… è grande perchè è più grande del visibile.

  132. bartimeo il 18 marzo 2006 alle 14:11

    Sì il cantico dei cantici è la ballata dell’aspirazione amorosa – chè nella sola contingenza – sotto l’ala oscura dell’angelo – l’aspirazione si manifesta come impossibilità a far quadrare il cerchio….
    come dice Rilke: “Eppure dopo lo sgomento dei primi sguardi e lo struggersi alla finestra, e la prima passeggiata fianco a fianco, una volta per il giradino amanti, siete amanti ancora?
    Quando vi sollevate per porvi alla bocca l’un l’altro – bevanda a bevanda: o come stranamente bevendo sfuggite a quel bere”.

  133. db il 19 marzo 2006 alle 15:02

    A prop. dello schiocco del cocchiere, Cantico dei Cantici:

    *Alla cavalla del cocchio del faraone ti paragono, amica mia!*

    (La cabala stessa è cocchio http://www.cabala.org/articoli/cantico_cap1.htm )

    il bacio-cavallo, quello che sa di cacio-cavallo (vulgata calabra del *latte sotto la lingua*)

  134. db il 19 marzo 2006 alle 19:57

    PRIMA VISTA: lo spirito de la vita, lo quale dimora ne la secretissima camera de lo cuore, cominciò a tremare si grave; fortemente che apparia ne li menimi polsi orribilmente; e tremando, disse queste parole: “Ecce deus fortior me, qui veniens dominabitur mihi”. Lo spirito animale, lo quale dimora ne l’alta camera ne la quale tutti li spiriti sensitivi portano le loro percezioni, si cominciò a maravigliare molto, e parlando spezialmente a li spiriti del viso, sì disse queste parole: “Apparuit iam beatitudo vestra”. Lo spirito naturale, lo quale dimora in quella parte ove si ministra lo nutrimento nostro, cominciò a piangere, e piangendo, disse queste parole: “Heu miser, quia frequenter impeditus ero deinceps!”. D’allora innanzi dico che Amore segnoreggiò la mia anima.
    PRIMO CENNO: passando per una via, volse li occhi verso quella parte ov’io era molto pauroso, e per sua ineffabile cortesia mi salutò molto virtuosamente, tanto che me parve allora vedere tutti li termini de la beatitudine. E però che le sue parole si mossero per venire a li miei orecchi, presi tanta dolcezza, che come inebriato mi partio da le genti, e ricorsi a lo solingo luogo d’una mia camera, e puosimi a pensare di questa cortesissima. E pensando di lei mi sopragiunse uno soave sonno.
    PRIMI DISAGI: l’anima era tutta data nel pensare di questa gentilissima; onde io divenni in picciolo tempo poi di sì fraile e debole condizione, che a molti amici pesava de la mia vista; e molti pieni d’invidia già si procacciavano di sapere di me quello che io volea del tutto celare ad altrui. Ed io, accorgendomi del malvagio domandare che mi faceano, per la volontade d’Amore, lo quale mi comandava secondo lo consiglio de la ragione, rispondea loro che Amore era quelli che così m’avea governato. Dicea d’Amore, però che io portava nel viso tante de le sue insegne, che questo non si potea ricovrire. E quando mi domandavano: “Per cui t’ha così distrutto questo Amore?”, ed io sorridendo li guardava, e nulla dicea loro. # Quando ella apparia da parte alcuna, per la speranza de la mirabile salute nullo nemico mi rimanea, anzi mi giugnea una fiamma di caritade, la quale mi facea perdonare a chiunque m’avesse offeso; e chi allora m’avesse domandato di cosa alcuna, la mia risponsione sarebbe stata solamente ‘Amore’, con viso vestito d’umilitade. E quando ella fosse alquanto propinqua al salutare, uno spirito d’amore, distruggendo tutti li altri spiriti sensitivi, pingea fuori li deboletti spiriti del viso, e dicea loro: “Andate a onorare la donna vostra”; ed elli si rimanea nel luogo loro. E chi avesse voluto conoscere Amore, fare lo potea, mirando lo tremare de li occhi miei. E quando questa gentilissima salute salutava, non che Amore fosse tal mezzo che potesse obumbrare a me la intollerabile beatitudine, ma elli quasi per soverchio di dolcezza divenia tale, che lo mio corpo, lo quale era tutto allora sotto lo suo reggimento, molte volte si movea come cosa grave inanimata.
    ERRANZA: Tutti li miei pensier parlan d’Amore; e hanno in loro sì gran varietate, ch’altro mi fa voler sua potestate, altro folle ragiona il suo valore, altro sperando m’aporta dolzore, altro pianger mi fa spesse fiate; e sol s’accordano in cherer pietate, tremando di paura, che è nel core.
VOCAZIONE: Con ciò sia cosa che per la vista mia molte persone avessero compreso lo secreto del mio cuore, certe donne, le quali adunate s’erano, dilettandosi l’una ne la compagnia de l’altra, sapeano bene lo mio cuore, però che ciascuna di loro era stata a molte mie sconfitte; e quand’io fui giunto dinanzi da loro, e vidi bene che la mia gentilissima donna non era con esse, rassicurandomi le salutai, e domandai che piacesse loro. Una, volgendo li suoi occhi verso me e chiamandomi per nome, disse queste parole: “A che fine ami tu questa tua donna, poi che tu non puoi sostenere la sua presenza? Dilloci, chè certo lo fine di cotale amore conviene che sia novissimo”. Allora dissi queste parole: “Lo fine del mio amore fue già lo saluto di questa donna, ed in quello dimorava la beatitudine, chè era fine di tutti li miei desiderii. Ma poi che le piacque di negarlo a me, lo mio segnore Amore, la sua merzede, ha posto tutta la mia beatitudine in quello che non mi puote venire meno”. Allora queste donne cominciaro a parlare tra loro; e sì come talora vedemo cadere l’acqua mischiata di bella neve, così mi parea udire le loro parole uscire mischiate di sospiri. E poi che alquanto ebbero parlato tra loro, anche mi disse questa donna che m’avea prima parlato, queste parole: “Noi ti preghiamo che tu ne dichi ove sia questa tua beatitudine”. Ed io, rispondendo lei, dissi cotanto: “In quelle parole che lodano la donna mia”.



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