Note con testo / Biagio Cepollaro

23 settembre 2006
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NOTA DIECI

in www.cepollaro.it/poesiaitaliana/CRITICA/NotCriTe.pdf

Ricondurre il testo alla sua potenzialità morale, psicologica, politica, tenderebbe a radicare l’atto della lettura nelle fondamenta antropologiche della poesia, riconoscendole pienamente.
Il testo si presta alla lettura come una voce che parla ai molti anche se in pochi o pochissimi ascoltano. Ciò vuol dire che il significato sociale della poesia è costitutivo, non contingente. Ed è puramente una questione quantitativa la cerchia dei lettori potenziali o reali, dal momento che sul piano della qualità, e quindi anche della qualità dell’umana esperienza, i lettori per un testo sono sempre e, sin dall’inizio, una possibilità indefinita nello spazio e nel tempo.
A fronte della reintegrazione simbolica dei piani molteplici dell’esperienza umana, massima promessa che l’arte condivide con ogni ritualità dell’immaginazione e del pensiero, le persistenze egotiche di matrice romantica, relative alla confusione tra individualismo proprietario borghese ed epopea dell’Io, possono anche passare in secondo piano.
Così come le lamentazioni sempre pronte a richiedere risarcimenti in termini di fama, se non di danaro, sembrano fraintendere il carattere sociale costitutivo della poesia e dell’arte. Perdendo il senso e il gusto della festa, resta, in non pochi casi, solo l’accumulo dell’amarezza: ciò è davvero un peccato.

6 Responses to Note con testo / Biagio Cepollaro

  1. wovoka il 24 settembre 2006 alle 09:32

    Ineccepibile, direi.

  2. Cato il 24 settembre 2006 alle 15:34

    Da leggere, rileggere e meditare, insieme alle altre “note” che compongono uno dei contributi teorici più interessanti, e importanti, degli ultimi anni.

  3. Paolo Sortino il 24 settembre 2006 alle 21:12

    NO, non è un peccato, è la fine di tutto.

  4. Teorema Gaetani il 25 settembre 2006 alle 12:30

    Questo testo di Cepollaro racconta la verità.
    Anche Melissa P. racconta la verità.
    Quindi Cepollaro e Melissa P. sono speculari.

  5. ChiCiCapisceUnaCeppaleppa il 25 settembre 2006 alle 13:25

    “relative alla confusione tra individualismo proprietario borghese ed epopea dell’Io”…

  6. tashtego il 25 settembre 2006 alle 16:09

    qualcuno sempre ci dev’essere, che ti dice come e qualmente dovrà porsi d’ora in poi questa o quella disciplina, enunciando asserti magari condivisibili, ma astenendosi sempre dar fare esempi, perché si possa capire un po’ meglio di cosa si stia parlando, perché messa così potremmo persino essere tutti o quasi d’accordo.
    in particolare, com’è “una voce che parla ai molti”?
    cosa dice?
    come risuona?



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