Augh! (danger) Poesia

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Pasquale Panella al Circolo dei lettori: indiano a Torino seduto

Poesia (estratto)
di
Pasquale Panella

“C’era una volta” torna
in una mia torsione
eccetera… anche i capelli tornano
(quei gesti) scomposti dal pensiero…

il mondo esiste
per le coincidenze
tra gli avvenimenti
e i nostri segreti

nella violenza di una repressione
nelle urla, in una maglia strappata,
(e il corpo apparso pare avere fretta),
nello strazio e nell’uscita stranita
di una voce… avverto i tentativi
di riprodurre il nostro godimento
le mani addosso, le cariche, attentati
lo sfondamento, quella mescolanza
di forze dentro forze,
di ordine e disordine,
di bocche e di vestiti
e teste spinte sotto
dalla mano sopra
(come quando la polizia
fa entrare in macchina
i fermati)

(così io a te, tu a me…
noi, nostri sospettati)
da poema bianco (IriEd, Roma)

11 Commenti

  1. Scusa Cappuccetto, detto con tutta la bonomia possibile, ce la fai a pensare a qualcosa di diverso ?

    Ci sono pur sempre le castagne, ci sono pur sempre le arance…

  2. Sono d’accordo con Capuccetto rosso: è un bell’uomo: occhi belli e vispi, figura nobila, capelli nel movimento, espressione maliziosa e intelligente.
    La poesia scritta assomiglia a un grido, un dolore, un desiderio di vivere con il canto.
    NI è una riserva degli uomini belli.

  3. Francesco, mi dispiace dirlo, ma anche questa mi pare insulsa. Non discuto la capacità versificatoria: ma tutto questo girellare di parole mi pare alquanto artificioso. Un esercizio, un andare sul filo. Ma dalla poesia io pretendo ben altro.

    A Chapucer al secolo (si fa per dire) Cappuccetto Rosso: se ti dico che hai rotto ti offendi? Ma è possibile che devi continuamente impregnare le colonne dei commenti delle tue battutine da sedicenne in tempesta ormonale?

  4. franz tu lo sai, non solo ti voglio bene ma in più spesso le nostre penne si incrociano- fuor di metafora Cappuccetto, mi raccomando- per esperimenti poetici che ci gratificano. Di quanto dici sono anch’io uno sfegatato partigiano, nella richiesta alla poesia di essere “sincera”, Il coup de foudre per Panella lungi dall’essere un coup de theatre tiene tutta alla sincerità delle visioni. Nel libro che spero leggerai e di cui ho messo su solo due estratti, scippandoli all’unico volume del testo, colpisce proprio la visione, quella concretezza del respiro, del fiato, C’è una crudelta- e quindi anche una nudità della parola poetica che non fa il verso, non mima, tanto per capirci.Si versa. Talvolta macchia, qualche altra volta- ma non dipende dalla cosa in sé quanto dal bevitore- resta nel bicchiere.
    effeffe
    effeffe

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francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux. Ultimo romanzo pubblicato: L'amico spagnolo
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