Dell’amicizia: Sartre / Camus

12 marzo 2008
Pubblicato da

E così quando tutti si concentravano sulla cazzimma degli scrittori e/o artisti fra loro, cominciai qualche tempo fa a raccogliere prove del contrario. Camus muore quando l’amicizia con Sartre si era già interrotta da un pezzo. Tre giorni dopo, il 7 gennaio 1960, Jean Paul Sartre pubblicherà su France-Observateur il suo omaggio all’amico perduto.
Questa prima uscita la dedico a Ivan Roquentin, perché ne parlammo a lungo e fu proprio lui a procurarmi le tre paginette che seguono e che avevo solo nell’edizione originale.
camus-biographie-g.GIF
immagine presa qui

sartre1.JPG

sartre2.jpg

sartre3.jpg

Tag: , , ,

28 Responses to Dell’amicizia: Sartre / Camus

  1. nadia agustoni il 12 marzo 2008 alle 15:38

    ” ma si dovrà imparare a considerare la sua opera mutilata come un’opera compiuta”.

    Articolo interessante questo che ci fai leggere.
    Camus l’ho ripreso in mano recentemente ed è un autore di un’onestà e integrità come poche volte ho trovato.

  2. giorgio fontana il 12 marzo 2008 alle 15:49

    letto volentieri. grazie.

  3. véronique vergé il 12 marzo 2008 alle 17:51

    Bell’articolo su un autore che amo nella sua scrittura che trovo poetica, solaria. Invece trovo la lettura di Sartre molto difficile e depressiva.

    Grazie a effeffe e a Ivan Roquentin: è un privilegio leggere le tre paginette.

  4. véronique vergé il 12 marzo 2008 alle 17:54

    Signalo il libro magnifico di Danièle Sallenave a proposito di Simone de Beauvoir: Castor de guerre, e anche il libro di Annie Ernaux Les années.

  5. sparz il 12 marzo 2008 alle 21:46

    bellissimo effeffe, complimenti, ottimo lay out, grande. a.

  6. Lorenzo Galbiati il 12 marzo 2008 alle 23:12

    Gran bel testo questo di Sartre.

    La Caduta però mi sembra nettamente inferiore allo Straniero.
    E il Primo uomo, postumo, com’è?

  7. francesco forlani il 13 marzo 2008 alle 00:12

    Sartre avrebbe potuto benissimo scrivere un libro come Lo straniero ma non la caduta. In questo senso va colta secondo me l’affermazione della lettera. Poi magari mi sbaglio. De lo straniero ti consiglio comunque l’audio libro http://www.lalibrairiesonore.com/catalogue/philosophie/camus-etranger.html
    La voce di Camus è assolutamente impressionante. Se in quella di Sartre si sente l’inflessione parisienne, e quindi anche la maniere, in Camus le parole sono pietre, la voce incede, si accompagna al respiro. E’ la voce di un maratoneta
    . E comunque, seppure Sartre non gli accordasse dignità filosofica, L’uomo in rivolta e il mito di Sisifo sono letture assolutamente indispensabili. Per certi versi sono resistite al tempo più di quanto non sia accaduto al philosophe per eccellenza, dei tre, Merleau Ponty.
    inoltre ti segnalo un libro che raccoglie dei suoi articoli, micro saggi, Carnets, in cui descrive in due righe l’impotenza dell’unesco attardandosi nella descrizione del funzionamento degli ascensori. Unesco da cui Camus dimissionerà a seguito dell’ingresso della Spagna franchista.
    Le premier homme, non mi ha entusiasmato particolarmente.

    effeffe

  8. nadia agustoni il 13 marzo 2008 alle 03:44

    Eleuthera pubblicò ani fa “La rivolta libertaria” , una serie di scritti molto belli. Il primo uomo a me è sembrato una gran libro.

  9. véronique vergé il 13 marzo 2008 alle 08:08

    Grazie effeffe, per il ritratto di Camus: la voce illustra l’animà, il corpo nella scrittura/ il corpo con la terra natale.
    Amo Noces/ L’été: riconosco una voce mediterranea che esalta il splendore del mondo nel raggio della scritura. Il testo l’esilio d’Hélène mi dà l’impressione di vedere la bellezza di fronte.

  10. georgia il 13 marzo 2008 alle 12:30

    complimenti per la performance ;-)

    ….scusate, mi sento un po’ scema a fare ‘sta domanda banale, ma … Dove si legge il testo?
    vedo che tutti dicono Bella lettura, Ho letto con piacere, Bel testo ecc. e mi vengono le vertigini …. ma … dove si legge il testo? le tre foto delle pagine non lo permettono o sono io che ho le traveggole? Certo esistono artisti, fin dagli anni settanta, che hanno fatto letture pubbliche di pagine tagliate a metà, a metà della metà, fino a leggere le striscioline sillabiche …. sì interessante e divertente, ma… il contenuto del testo … non è che fosse la cosa più interessante.
    Insomma ditemi dove si legge il testo :-)))))!
    geo

  11. effeffe il 13 marzo 2008 alle 13:14

    in ouverture c’è il link al libro
    effeffe

  12. sparz il 13 marzo 2008 alle 13:32

    georgia, il testo è le tre pagine, che io, che sono orbo, riesco a leggere perfettamente, sarà un problema di browser? Ciao

  13. tashtego il 13 marzo 2008 alle 14:07

    prosa faticosa, concettismo di lettura volutamente incerta, atteggiamento di malcelato, algido risentimento: molto Sartre, molto Parigi, molto Francia.

  14. georgia il 13 marzo 2008 alle 14:11

    vuoi dire che tu vedi tutta la pagina e non con la parte destra tagliata?
    vuoi dire che ad esempio la terza pagina non ti appare nelle prime righe ad esempio così:

    “vita ne risulti mutato. Ma
    gnava che i nostri uomini
    Poche volte i caratteri di u”?

    Kavolo!
    geo

    P.S
    Francesco fornisci per favore i link alle singole pagine, grazie

  15. georgia il 13 marzo 2008 alle 14:12

    e io che mi pensavo fosse una geniale performance ;-)
    geo

  16. tashtego il 13 marzo 2008 alle 14:45

    @georgia
    potrebbe trattarsi delle pagine di questo libro?:
    Titolo
    Che cos’è la letteratura?
    Autore
    Sartre Jean-Paul
    Prezzo € 14,50
    Editore Net

  17. georgia il 13 marzo 2008 alle 15:02

    tashtego ora non esagerare :-)
    non possiedo il libro e non sono neppure intenzionata a comprarlo, al momento, non è che sartre sia fra i miei interessi di ora.
    Del resto francesco se ha postato le pagine ha anche i link delle foto, se li mette in un commento, possono leggere anche quelli che hanno problemi di browser (se è così), altrimenti amen, vuol dire che mi godo la performance delle pagine tagliate ;-)
    geo

  18. Francesco c il 13 marzo 2008 alle 15:27

    georgia

    tasto destro del mouse, “Salva immagine con nome…” e… buona lettura

    Ciao Francesco

  19. effeffe il 13 marzo 2008 alle 15:31

    francesco F
    come dico nel post le pagine me le ha scanzionate e ridotte in JPG Ivan.
    avevo controllato che si leggessero sia su pc che su Mac e tutto mi sembrava a posto. se vuoi te le mando via mail
    effeffe

  20. georgia il 13 marzo 2008 alle 16:24

    grazie francesco ma il consgliodi francesco c è perfetto, avrei dovuto pensarci da sola, ma non pensavo proprio bastasse salvare l’immagine, mi sembrava troppo semplice e la semplicità accavalla spesso le idee e il mouse
    Ora è tutto a posto grazie mille
    geo

  21. jan reister il 13 marzo 2008 alle 17:38

    Dato che sono di medio formato, ho creato un link dalle immagini: facendovi clic le si può vedere al naturale leggermente ingrandite rispetto all’impaginazione attuale.

  22. francesco forlani il 13 marzo 2008 alle 23:51

    grazie jan
    mitico jan
    effeffe

  23. gianni biondillo il 14 marzo 2008 alle 00:10

    In effetti se io apro da un computer (quello di casa) o da un altro (quello di studio) certe foto improvvisamente mi diventano ENORMI (occupano l’intera schermata) e tagliate! Credo sia un problema di browser, non so.

  24. francesco forlani il 14 marzo 2008 alle 00:24

    gianni forse perché quando torni a casa e hai bevuto tutto ti appare enorme!!!
    non è il browser è il grappino ;-)
    effeffe

  25. véronique vergé il 14 marzo 2008 alle 08:14

    Confirmo. Al cyber cafè non ho problema per leggere: le pagine hanno una forma un po’ tonda. Ma alla scuola, il testo è tagliato è enorme!
    E’ alla scuola, il vino (per infortuna, c’è un vino cattivo, cattivo).
    Ma forse faccio colazione con caffè e vodka. Scherzo….

  26. véronique vergé il 14 marzo 2008 alle 08:17

    Tashtego,

    Hum… Che vuoi dire per troppo Francia? Spirito troppo freddo con battaglia intellettuale?

  27. tashtego il 14 marzo 2008 alle 08:20

    ho scritto “molto Francia”, non “troppo Francia”.
    la Francia non è mai troppa.

  28. véronique vergé il 14 marzo 2008 alle 11:21

    Ci sono Indiani che vengono al salone dei libri a Parigi?



indiani