Tag: amicizia

Educazione sentimentale 1: Erich M. Remarque, Tre camerati

di Antonio Sparzani

Per quel che riesco a ricostruire oggi, la mia educazione sentimentale è cominciata, nella tarda adolescenza, con i libri di Erich Maria Remarque (1898–1970). Autore tedesco di Osnabrück, bassa Sassonia, notissimo per aver scritto quello che davvero fu un best-seller mondiale, e che gli permise di vivere tutta la vita di ricche royalties, Im Westen nichts Neues, tradotto spesso col titolo sovrabbondante di Niente di nuovo sul fronte occidentale e talvolta più sobriamente con All’ovest niente di nuovo.… Leggi il resto »

Da “Settesette. Una rivoluzione. La vita”

di Pino Tripodi

Dal capitolo Freak Army. La violenza sulle cose contro la violenza delle cose

Non sono i soggetti che impazziscono. È la realtà che impazzisce. Non mi chiedere perché. Non lo so perché. Dopo il settantasette è la realtà che è impazzita. È certo. E in una realtà impazzita non si può evitare di vivere la follia. Sopravvivere è impazzire. Continuare a fare il savio come pretendi tu è la follia vera. Solo uno già pazzo come te può pensare di rimanere savio. Io ero un freak. Ma un freak comunista. Non lo scordare. Un freak comunista non è un freak e basta. Né un comunista e basta. È un freak comunista.

Sillabario indiano: A come amicizia

di Giacomo Sartori (fotografie di Giorgia Fiorio)

Andrea mi chiede della Corsica
sta cercando
un posto bello e alla mano
per quest’estate
nella veste di padre
si prende per tempo
e anche il piglio è più maschio
io sciorino il poco che so
nel nuovissimo cordless
sforzandomi di presagire
dove potrebbero essere felici
lui e la meticcia dai fianchi larghi
e la sfingettina dell’ospedale
(a guardare bene
qualche grinza restava)

Mentre parla Andrea fa strane pause
anche in mezzo alle frasi
anche molto brevi
pozzi nei quali collasso… Leggi il resto »

UNA LINEA SOTTILE

di Claudio Piersanti


Un pomeriggio d’estate, ormai di tanti anni fa, andai a trovare Romano. Ci andavo spesso in quel periodo, forse avevo anche qualche appuntamento di lavoro a Firenze. Quel che conta è che andai, annunciandomi con una telefonata anche se Romano non usciva mai, verso le quattro come tante altre volte.… Leggi il resto »

Autismi 14 – Il mio migliore amico (2a parte)

di Giacomo Sartori

Poi i nostri incontri hanno cominciato a rarefarsi. Io lavoravo all’estero, e lui frequentava persone che manco conoscevo: molti dei suoi nuovi amici erano bevitori professionisti come lui. Remava di lena verso il traguardo delle trecentoundicimila lattine di birra e delle centoquarantasettemila e cinquecento sigarette.… Leggi il resto »

Autismi 14 – Il mio migliore amico (1a parte)

di Giacomo Sartori

Il mio migliore amico nel corso della sua esistenza ha fumato trecentoundicimila sigarette e s’è bevuto centoquarantasettemila e cinquecento lattine di birra. Naturalmente non ha bevuto solo birra in lattine, perché s’è scolato anche un’infinità di birre in bottiglia, e soprattutto alla spina, e poi vino bianco e rosso, whisky, grappa, bourbon, slivowitza, vodka, sakè, martini, vermut, e vari altri alcolici puri o mescolati tra loro.… Leggi il resto »

Per Gianni Celati

di Massimo Rizzante

L’amicizia come forma del narrare

«Oggi abbiamo imparato a sottomettere l’amicizia a ciò che chiamiamo le nostre convinzioni. E lo facciamo addirittura andando fieri della nostra rettitudine morale. Ci vuole in effetti una grande maturità per comprendere che l’opinione che difendiamo non è che un’ipotesi privilegiata, necessariamente imperfetta, probabilmente transitoria, che soltanto i veri ottusi possono far passare per certezza o verità.… Leggi il resto »

Per non lasciare le penne

Passaggio all’atto
di
Isabella Borghese

La tua telefonata. Sei tu, vero? Era lui l’ Editore, sì, il caro Mio Editore. Doveva dirmi che avevano in mano la copertina. Invece, No. Lui c’era ma a dirmi che saltava la pubblicazione, chiudeva la collana.… Leggi il resto »

Dell’amicizia: Sartre / Camus

E così quando tutti si concentravano sulla cazzimma degli scrittori e/o artisti fra loro, cominciai qualche tempo fa a raccogliere prove del contrario. Camus muore quando l’amicizia con Sartre si era già interrotta da un pezzo. Tre giorni dopo, il 7 gennaio 1960, Jean Paul Sartre pubblicherà su France-Observateur il suo omaggio all’amico perduto.… Leggi il resto »