Giro di Vite

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Movimento per la vita
(e lo chiamano)
di
Francesco De Girolamo

Noi siamo qui per ammonire
di non fermare una vita innocente
di chi ancora non c’è, ma già sente,
anche a costo di far impazzire,
o far cadere in un abisso,
chi invece già sa di soffrire,
senza scorgerlo in sé, il crocifisso,
cui intonare, sanguinante, gli osanna
nel diritto degli altri, l’inviolabile
dovere del più debole, la condanna,
sacra a qualunque costo,
di ogni atroce sentenza, anche ignota,
di ogni sventura o violenza,
stupro morale, demenza,
inconsapevole di dover essere
sempre grata a qualcuno
della propria insensata sofferenza,
benedetta da Dio,
ben accetta dal padre,
accolta dalla madre,
attesa dallo zio, compassionevole,
dal prete di frontiera che farà
che i bambini vengano a lui,
e che lui venga in essi.

Ma sia salva “la vita”,
sempre e comunque,
anche quando fa invidia l’inferno,
che non può essere peggio
di questo infame fardello,
di questo fraterno obbligo
di venire alla luce
nel buio dell’odio, della paura,
dell’innocua, farisaica pietà;
in santa alleanza
con l’unica verità
strenuamente difesa
a oltranza:
quella dell’ignoranza.

12 Commenti

  1. Poesia davvero bella… tosta… come dev’essere su argomenti del genere. Pane al pane e vino al vino, tanto per rimanere nella metafora eucaristica.

    Un’altra maria fu incinta e vergine
    e povera, riscaldata a stufa elettrica,
    appartamento di un quartiere popolare.
    Gesù nacque di nuovo
    nel cesso di una stazione
    e lì fu lasciato a dissanguare
    – la vergine scappava in pianto
    per aver senza peccato
    partorito la vergogna –
    non ebbe modo di redimere
    chè lo trovarono morto e mai risorto.
    Non è tempo di salvatori
    ognuno preghi se stesso per sé
    e faccia ciò che vuole.
    La vita non è sacra
    è sacra la nostra libertà.

  2. Che ironia. Ma neanche una virgola sui fasci che dall’Italia all’Olanda attentano alla libertà di parola?

  3. mah… scusate se dissento ma la poesia – anzi, entrambe, anche quella nei commenti, non mi sembrano dare un grande contributo alla discussione.

    Sembra una gara a chi alza più la voce, da una parte omicidio, dall’altra “stupro e demenza”. La violenza (e la volgarità) con cui se ne parla e con cui si sparano giudizi a casaccio tentando di sovrastare le enormità altrui però è la stessa.

    Le donne che sono in mezzo, mi ci metto anch’io, alzano gli occhi al cielo e cercano di non prendere sul personale la pletora di stupidaggini berciate sul loro conto e sul loro corpo, e questo non è un gran risultato.

  4. una volta ho sentito wole soyinka sostenere che la liberta di parola non ha senso se le parole appartengono a una lingua che è strumento del colonizzatore. che è una osservazione bella e spiazzante.

    movimento per la vita et alii sono solo spiazzanti. e di nessuna bellezza.
    uomini che abusano, con stupri argomentativi, del corpo femminile. colonizzatori incapaci pure di condurre seco un linguaggio di contrattazione.

    la campagna antiabortista è fatta dagli uomini con poche, errate, parole di uomini. le donne sono solo esempi, controesempi, casi particolari o clinici.

    bello e moto il componimento di de girolamo.
    ma io non sono certa che evocare parole trascendenti aiuti a risolvere o beffeggiare o identificare o atterrire la questione.

    lo dico con titubanza ché in uno dei miei primi racconti ho scritto
    Nessun dio è nato l’asino è fuggito e il bue è stato sgozzato, san Giuseppe per caso fabbricando una porta s’è tagliato una gamba e Maria in una stalla fredda, con la paglia umida e zeppa di insetti ha dato alla luce un fiume di sangue. Per mesi ha portato in grembo solo il sangue d’un terzo di dio che poi non s’è fatto carne.

    chi

  5. Poesia forte, fortissima, che contina a sottolineare quel che c’è ma non è visto, mentre si parla e si urla quel che si dice per il votare.
    I “fascisti” di Italia ed Olanda attentano a quella libertà di parola che è ormai stata ridotta un grumo di sangue dal semi monopolio televisivo.
    Di per me non ho soluzioni ma dolori.
    Complimenti in ogni caso al Poeta.

  6. Molto grato per gli interventi di tutti, realmente rivolti al testo ed alla
    sua tematica, per la quale anch’io “non ho soluzioni ma dolori”, ahimè.
    Sia le parole di consenso che quelle di dissenso hanno avuto toni determinati ma civili; e ne sono davvero confortato, di questi tempi.
    Un grazie particolare, naturalmente, all’impeccabile effeffe.
    francesco

  7. Dimenticavo un altro “grazie speciale” a 8avio, anche per quel
    “Poeta”, molto raramente maiuscolo, nella grafia e nel senso.
    La poesia è merce di scambio assai poco appetibile, oggi, sempre
    più; davvero difficile pensare si possa “prostituire”, utilmente,
    a qualcosa.
    Un saluto.
    francesco

  8. Ci vuole un bel coraggio a definire fascista il paese di Anna Frank…

    Caro Francesco, nel pieno rispetto della vita che, soprattutto, è tolleranza tra gli umani, ritengo che, ieri come oggi, sia la coscienza individuale di ogni donna ad avere il sacrosanto diritto di pronunciarsi al riguardo

    saluti

    Enrico

  9. The O.C. – “The End’s Not Near, It’s Here” –
    E’ passato più di un anno, ormai!!!
    francesco

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francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux