Mese: maggio 2008

VivaVoce#03: Sylvia Plath [1932–1963]

Daddy

https://www.nazioneindiana.com/wp-content/2008/05/daddy-by-sylvia-plath.mp3

[ dalla viva voce di Sylvia Plath – che sorride ironia amara – con una cattiveria forzata e finale – quasi neutra – a tratti spezzandosi – in una registrazione per un programma della BBC del 30 ottobre 1962 – viva ancora per poco – il cuore nero di questa filastrocca di morte (di questa nursery rhyme che danza sull’orlo di un precipizio le sue rime in u come presagi di gufi) avrà il sopravvento pochi mesi dopo – l’11 febbraio 1963 – due tazze di latte e qualche fetta di pane di fianco ai lettini dei bambini – la finestra socchiusa – la porta sigillata con il nastro adesivo – la testa nel forno della cucina – niente più lotta d’acrobata contro il dolore – quel dolore dei bambini che si credono sempre colpevoli  loro per le disgrazie degli adulti – in quel suo you ripetuto per 23 volte si declinano e trasfigurano in figure mostruose il padre e la sua lingua nemica – figlio di immigrati tedeschi – amputato non in guerra ma per il diabete – morto troppo presto – per embolia – professore di entomologia – mai stato nazista – e il marito Ted Huges che anche l’ha abbandonata troppo presto – loro due e tutto il dolore storico del secolo del nazismo e dello sterminio – gridano insieme – scorrono nella stessa pellicola che va fuori quadro – giù di nuovo nello stesso sacco del delirio di morte di Ivan Il ‘ic di Tolstoj: Gli sembrava che volessero ficcarlo a forza in un sacco nero, stretto e profondo e che cercassero di spingerlo sempre più giù senza riuscirvi.… Leggi il resto »

“Volto d’angelo cuor di demonio!”- Chet Baker

Chet Baker: dopo vent’anni di stupefatto ascolto*
di
Ade Zeno

La sera del 29 aprile 1988, davanti alle svariate centinaia di persone che gremivano la Grosser Sendersaal di Hannover, sarebbe stata scritta una delle più belle e trascinanti pagine del jazz (della poesia) mondiale, pagina lunga meno di due ore, ma ormai incontestabilmente eterna, tanta è la meraviglia che ancora oggi riesce a muovere in chi ha l’avventura di imbattersi, pure distrattamente, anche solo in un breve passaggio di quella storica registrazione.… Leggi il resto »

La società turca tra esercito e partiti islamisti

di Niels Kadritze*

Dopo la spettacolare vittoria alle elezioni legislative dello scorso luglio, il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) ha intrapreso una profonda riforma della Costituzione. Ma il progetto si scontra con la volontà dell’esercito di mantenere la propria egemonia e con le divisioni della società in tema di definizione di nazionalismo e laicità.… Leggi il resto »

Rialzarsi e ripartire con gli illegittimi

di Stefano Gallerani

Tra i suoi coetanei, cioè dei nati negli anni cinquanta, probabilmente Eraldo Affinati è lo scrittore che più degli altri – e sin dall’esordio, nel 1992, con Veglia d’armi. L’uomo di Tolstòj (Marietti) – è andato costruendosi un mondo in tutto e per tutto riconoscibile, l’immagine rifratta di un’idea di letteratura, e dunque di vita; o meglio, insieme a Michele Mari e Gabriele Frasca è sicuramente quello che ha praticato con più accanimento, anche assumendosi il rischio di esiti alterni, la coerenza a un’idea come forma di ricerca, ossia come strumento di conoscenza.… Leggi il resto »

Dal buco al blog nella società dei sospiri virtuali

di Franz Krauspenhaar

Chi è Arvo, il protagonista del nuovo romanzo di Valter Binaghi, Devoti a Babele, Perdisa Editore, pagg. 122 euro 12,00? Un ragazzo del ’77, un sopravvissuto al piombo che cadeva sugli omonimi anni, che noi ragazzi nati all’inizio dei Sessanta o ancor meglio verso la fine dei Cinquanta, come il nostro autore, abbiamo assaggiato a lingua protesa, come cani masochisti affamati di quei tempi duri.… Leggi il resto »

Pubblico dormitorio Massuero alla Casa della Poesia di Milano

Casa della Poesia, largo Marinai d’Italia, Milano
13 maggio 2008, ore 21

Performance poetica & cinema
di
Pubblico dormitorio Massuero

Il “Pubblico dormitorio Massuero”, involuzione gerontica del Collettivo di Pronto Intervento Poetico “Altri Luoghi” è formato dal seguente personale: Marco Berisso, Guido Caserza, Marcello Frixione, Paolo Gentiluomo.… Leggi il resto »

Diorama dell’est #10

di Giovanni Catelli

Stazioni

Bratislava, Autobusova stanica

E di nuovo le strade sono vuote, la piazza reclama l’aria dei respiri, accelera la corsa degli affanni, verso il buio che preme le mura del tramonto, insegue la caduta della luce, morde quell’incendio d’esili finestre, quel perduto fremere di foglie ai transiti del cielo :… Leggi il resto »

Notti lontane che tornano per sempre

di Franz Krauspenhaar

Marino Magliani torna sulla scena letteraria con un romanzo, Quella notte a Dolcedo, Longanesi, pagg.262 euro 16.00 che, rispetto ai precedenti, soprattutto a Il collezionista di tempo uscito l’anno passato per Sironi, abbandona certe sperimentazioni (nel libro appena citato si registrava il connubio forma e contenuto tra una scrittura di frontiera con risvolti biamontiani e la fantascienza, come se il Fransé si fosse unito in sodalizio artistico con un autore di science-fiction).… Leggi il resto »

Paradise Lost

Una certa luce sulla storia
non può essere gettata,
ne sono persuaso, altro che
dalla creazione letteraria.
Victor Serge

Se esiste il paradiso
di
Andrea Bottalico

Sono parole infuocate. Parole che vanno masticate lentamente, come quando mastichi un fungo, impaurito eccitato.… Leggi il resto »

LA RABBIA E IL FURORE E QUELLE ROBE LÌ

( Il primo racconto italiano con un vero attacco all´americana!)

di Giorgio Mascitelli

Io sono Gian Gazzarra e di mio padre tutto ció che mi porto addosso è questo mio nome, che egli mi impose in onore del ben piú famoso Ben, un attore di prim´ordine, io mi chiamo Gian Gazzarra perchè cosí volle mio padre, Oronzo Gazzarra.… Leggi il resto »

Per chi suona la campana


Si muore una volta sola
di
Azra Nuhefendic
Editing: Ljiljana Avirovic

“Spero di morire da innocente, come Slobodan Milošević”, ha dichiarato Vojislav Šešelj, presidente del Partito radicale serbo (“Pravda”, 9 marzo, 2008).
Ormai da cinque anni detenuto nella prigione dell’Aia, Šešelj è accusato di pulizia etnica in Bosnia e in Croazia, di uccisioni di massa, di deportazione dei civili, di torture e comportamenti disumani, di distruzioni in Croazia e in Bosnia Erzegovina.… Leggi il resto »