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Barzelletta belga: «Vogliamo i nomi…» (nessuno ride)

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Sembra la barzelletta del Papa che va in Africa e chiede ai bambini africani se hanno mangiato e, quando i bambini africani rispondono che no, non hanno mangiato, il Papa: «Allora, niente giocattoli», dice…

Ecco, qualcosa del genere è accaduto a Crocetta, come si evince da questo pezzo postato su «Agoravox» con il titolo «Belgio: niente scorta a Crocetta, dovrà rinunciare al su mandato?»
L’autore è Sergio Bagnoli

Il Sindaco di Gela è risultato il primo degli eletti nel Partito Democratico, circoscrizione Italia insulare, alle europee dello scorso giugno con oltre 150.000 preferenze.

È stata considerata semplicemente vergognosa da tutto l’eurogruppo progressista che siede nell’emiciclo di Strasburgo e di Bruxelles, la decisione del Ministero degli Interni belga di non concedere all’europarlamentare siciliano Rosario Crocetta anche in terra straniera la protezione di polizia di cui lo stesso gode già in Italia a causa delle continue e pesanti minacce di morte che gli vengono costantemente indirizzate da Cosa Nostra. Crocetta è il Sindaco di Gela, la sfortunata città del nisseno meridionale completamente in balia dei clan mafiosi della zona, dal 2003 ed è stato rieletto nella funzione a furor di popolo nel 2007 grazie al suo forte impegno per lo sviluppo della città da lui amministrata nonché ai suoi ripetuti tentativi di liberarla dal giogo mafioso pretendendo, dalla Pubblica Amministrazione che ormai da più di sei anni dirige, l’assoluta trasparenza.

«Se non sanno neanche proteggere un Europarlamentare, i belgi farebbero bene a rinunciare ad essere sede delle istituzioni europeeı, ha amaramente commentato Crocetta, prontamente sostenuto dal verde Daniel Cohn-Bendit e dal suo capogruppo, il tedesco Schultz. Crocetta sin dall’inizio del suo mandato si è fatto notare per la sua intensa attività antimafia, tesa a costringere la Commissione europea ad emanare direttive che recepiscano buona parte della normativa italiana anti-mafia dimostratasi molto efficace soprattutto nel campo delle confische dei beni acquistati con il provento di attività criminose. In Belgio, come nelle confinanti Germania ed Olanda, la presenza mafiosa maliziosamente mimetizzatesi tra le numerose comunità di emigranti italiani colà insediate è infatti numerosa e pericolosissima come ha dimostrato la strage di Duisburg il Ferragosto di due anni fa. L’allarme delle autorità italiane allora non dovrebbe essere sottovalutato dai belgi come è stato.

3 Commenti

  1. grazie Evelina, ricordo che nazione indiana si è già occupata qui del sindaco di Gela, che davvero è un grande personaggio da proteggere accuratamente.

  2. Se non l’avete ancora capito i nostri illuminati governanti, italiani ed europei, vogliono la società multicriminale, quindi non proteggeranno mai chi combatte la mafia, anzi per loro sono i mafiosi che devono essere protetti…

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