Il diritto di leggere

21 novembre 2009
Pubblicato da

di Richard Stallman

Da La strada per Tycho, una raccolta di articoli sugli antefatti della Rivoluzione Lunare, pubblicata a Città della Luna nel 2096.

Per Dan Halbert, la strada per Tycho cominciò al college, quando Lissa Lenz gli chiese in prestito il computer. Il suo le si era rotto, e non sarebbe riuscita a completare il progetto di metà anno senza trovarne un altro in prestito. E Dan era l’unico a cui avrebbe osato chiederlo.

Dan si trovò di fronte a un dilemma. Certo, doveva aiutarla, ma se le avesse prestato il computer, lei avrebbe potuto leggere i suoi libri. A parte il fatto che lasciar leggere i propri libri a qualcuno significava rischiare diversi anni di prigione, l’idea era scioccante di per sé. Come tutti, fin da piccolo aveva imparato a scuola che condividere libri era cosa cattiva, sbagliata, una cosa da pirati.

E non c’era da illudersi di sfuggire all’APS, l’Autorità di Protezione del Software. Nel corso d’informatica Dan aveva imparato che ogni libro includeva delle sentinelle software per i diritti di copia che riportavano alla Centrale Licenze dove e quando era stato letto, e da chi; le informazioni venivano usate per identificare i pirati della lettura, ma anche a costruire profili di interessi che venivano poi rivenduti. Appena avesse connesso il suo computer in rete, la Centrale Licenze l’avrebbe scoperto e lui, come proprietario del computer, avrebbe subito la pena più dura, per la sua negligenza nel prevenire il crimine.

Naturalmente, non era detto che Lissa avesse intenzione di leggere i suoi libri. Magari voleva il suo computer solo per scrivere il suo compito. Ma Dan sapeva che Lissa veniva da una famiglia della classe media e poteva a malapena permettersi la retta della scuola, figurarsi i diritti di lettura. Leggere i suoi libri poteva anche essere l’unico modo per lei per riuscire a laurearsi. Capiva bene la situazione: lui stesso aveva dovuto indebitarsi per pagare tutti gli articoli di ricerca che aveva letto; il 10% delle tariffe andava ai ricercatori che avevano scritto gli articoli, e siccome Dan puntava alla carriera accademica, poteva sperare che i suoi stessi articoli gli avrebbero reso abbastanza da ripagare il prestito, se citati abbastanza spesso.

Più in là Dan avrebbe imparato che c’era stato un tempo in cui chiunque poteva andare in biblioteca e leggere gli articoli delle riviste, e persino i libri, senza pagare. C’erano gli studiosi indipendenti che leggevano migliaia di pagine senza i sussidi del governo per i libri. Ma negli anni ’90, gli editori di riviste sia quelli commerciali che quelli senza fini di lucro avevano cominciato a riscuotere tariffe d’accesso. Nel 2047 ormai le biblioteche che fornivano accesso pubblico alla letteratura scientifica non erano che un pallido ricordo.

Ovviamente c’erano dei modi per aggirare la sorveglianza dell’APS e della Centrale Licenze, tutti illegali. Nel corso d’informatica Dan aveva un compagno, Frank Martucci, che si era procurato un debugger illegale, e lo usava per far saltare via il codice delle sentinelle per i diritti di copia quando leggeva i libri. Ma l’aveva raccontato troppo in giro, e uno dei suoi amici lo denunciò alla APS per intascare il compenso (era facile cadere nella tentazione di una spiata per uno studente squattrinato). Nel 2047, Frank si ritrovò in prigione, non per lettura pirata, ma per possesso di debugger.

Più tardi, Dan avrebbe appreso che c’era stato un tempo in cui chiunque poteva possedere un debugger. C’erano persino dei debugger liberi disponibili su CD o scaricabili dalla rete. Ma quando anche gli utenti comuni cominciarono ad usarli per aggirare le sentinelle per i diritti di copia, finì che un giudice sentenziò che proprio questo ne era diventato l’uso prevalente nella pratica. Significava che erano diventati illegali; gli autori di debugger furono imprigionati.

Naturalmente i programmatori continuavano ad aver bisogno dei debugger, ma nel 2047 i venditori di debugger distribuivano solo copie numerate, e solo ai programmatori regolarmente autorizzati. Il debugger che Dan aveva usato durante le lezioni di informatica era tenuto dietro una protezione speciale che lo confinava unicamente all’uso per gli esercizi in classe.

Un altro modo per eludere le sentinelle per i diritti di copia era sostituire il kernel di sistema con uno modificato, e Dan quindi arrivò ai kernel liberi, addirittura interi sistemi operativi, che erano esistiti attorno al cambio di secolo. Ma non solo erano illegali, come i debugger, ma per installarli dovevi conoscere la password primaria del tuo computer, quella più segreta di tutte, e né l’FBI né il supporto clienti della Microsoft te l’avrebbero mai svelata.

Dan si rese conto che non poteva semplicemente prestare il suo computer a Lissa. Ma come poteva rifiutarsi di aiutarla? lui la amava. Ogni volta che parlava con lei era una delizia. E lei lo aveva scelto nel chiedere aiuto, questo poteva voler dire che anche lei lo amava.

Dan risolse il dilemma facendo qualcosa di persino più impensabile, le prestò il computer e le disse la sua parola segreta. In questo modo quando Lissa avesse letto i suoi libri, la Centrale Licenze avrebbe creduto che fosse lui a leggerli. Era sempre un crimine, ma l’APS non se ne sarebbe accorta a meno che Lissa non lo denunciasse.

Naturalmente, se la scuola avesse scoperto che aveva dato la sua parola segreta a Lissa, si sarebbero subito chiusi tutti i cancelli per entrambi come studenti, indipendentemente dall’uso che lei ne avesse fatto. La politica della scuola era che qualsiasi interferenza con i loro mezzi per sorvegliare i computer degli studenti, faceva scattare un’azione disciplinare. Non importava nulla se avevi fatto qualche danno o meno, la colpa era l’aver reso più difficile agli amministratori sorvegliarti. Loro assumevano che questo voleva dire che stavi facendo qualcos’altro di proibito, senza bisogno di sapere cosa.

Gli studenti non venivano espulsi di solito per questo, non direttamente. Venivano invece banditi dai sistemi informatici della scuola, e inevitabilmente avrebbero fallito in tutti i corsi.

Più tardi Dan avrebbe imparato che una politica di questo tipo era cominciata solo negli anni ’80, quando gli studenti universitari cominciarono in gran numero ad usare i computer. Prima le università adottavano un approccio differente alla disciplina degli studenti, punivano le attività che causavano dei danni, non quelle che sollevavano solo sospetti.

Lissa non denunciò Dan all’APS. La sua decisione di aiutarla portò al loro matrimonio, come li portò anche a mettere in dubbio quello che era stato loro insegnato da bambini sulla pirateria. I due cominciarono a leggere sulla storia dei diritti di copia, sull’Unione Sovietica e le sue restrizioni alla copia, e persino la costituzione degli Stati Uniti com’era all’origine. Si trasferirono sulla Luna, dove trovarono altri che come loro s’erano sottratti al lungo braccio dell’APS. Quando cominciò la Rivolta di Tycho nel 2062, il diritto universale a leggere ne divenne presto uno degli obiettivi centrali.

Questo articolo è apparso nel numero di febbraio 1997 di Communications of the ACM (volume 40, numero 2) ed in in Free Software, Free Society: The Selected Essays of Richard M. Stallman.

Tradotto da Giorgio Padrin e Francesco Potortì, con contributi di Alessandro Rubini e Leonardo Taglialegne. Lievi modifiche mie JR.

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One Response to Il diritto di leggere

  1. Ferdinando Vino il 25 novembre 2009 alle 09:49

    Stallman rimane il più grande rivoluzionario dalla fine del ‘900 ad oggi.
    L’umanità lo capirà solo tra 20 anni.



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