Photoshoperò#46- Bye Baby Bozlen

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  17 comments for “Photoshoperò#46- Bye Baby Bozlen

  1. aparrag-aculnaig
    4 febbraio 2010 at 17:15

    maledetto forlani sei divertente e commovente. hai accarezzato quell’ultima isola buona del mio cuore (sempre più incancrenito e livido), (di) cose del genere (ci si può anche innamorare,) mi fanno odiare sempre di meno il divenire-maggioritario. :)) l’antropologia ci salverà dai noi stessi…
    basta! ora comincio a plagiarti. :)))

  2. véronique vergé
    4 febbraio 2010 at 18:06

    bellissimo viaggio tra ombra e realtà.
    L’ombra si china sulle pagine della scrittura,
    sul incontro dei mondi stranieri,
    in un dolore della misera,
    un solo bottone manca e ti senti già
    nella margine,
    e il fantasma della povertà
    è già sulle spalle.

  3. gianni biondillo
    4 febbraio 2010 at 21:27

    Io c’ero! ;-)

  4. francesco forlani
    4 febbraio 2010 at 23:32

    l’homo de le nevi!
    effeffe

  5. ***
    5 febbraio 2010 at 18:05

    “Solenne, paffuto Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale, portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio. Una vestaglia gialla, discinta, gli era sorretta delicatamente sul dietro dalla mite aria mattutina. Levò alto il bacile e intonò:
    -Introibo ad altare Dei.”

    C’era anche Lui.

  6. gianni biondillo
    5 febbraio 2010 at 18:10

    E’ vero, me lo ricordo!

  7. francesco forlani
    5 febbraio 2010 at 18:19

    e della fleuriste accanto ne vogliamo parlare?
    effeffe

  8. 5 febbraio 2010 at 18:38

    che c’entra Joyce?

  9. 5 febbraio 2010 at 18:47

    ma sono ancora più curiosa di sapere se l’albergo era lo Stadthotel

  10. gianni biondillo
    5 febbraio 2010 at 18:55

    Come fai a saperlo?!?

  11. 5 febbraio 2010 at 18:59

    ho visto cose che voi umani…

  12. 5 febbraio 2010 at 19:00

    avete visto anche voi

  13. francesco forlani
    5 febbraio 2010 at 19:02

    Alcor osserva bene le mani nel video, anzi il libro, anzi le mani, cioè le parole sul libro (sul finale v’è ascolto)
    L’hotel è proprio quello e infatti al mattino con biondillo abbiamo fatto razzia del buffet sulle note della fisarmonica di strudel
    effeffe

  14. 5 febbraio 2010 at 19:09

    vedo una mano su una pagina di libro, immagino che sia l’Ulisse, non si capisce, però mi fido

  15. francesco forlani
    5 febbraio 2010 at 19:15

    però -Introibo ad altare Dei.” l’hai udito? E la voce riconosciuta?
    effeffe

  16. 5 febbraio 2010 at 19:24

    adesso sì, ma portata per mano

  17. 12 febbraio 2010 at 12:18

    “Sulle note della fisarmonica di strudel”…grande effeffe, versione riveduta e corretta di Karl Valentin! …secondo me ne hai anche il physique du role per interpretarlo. Pensaci!

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