Leggendo Robert Walser

8 luglio 2010
Pubblicato da

di Franco Fortini

Quanti mai mi attribuiscono sordità a scritture che hanno a proprio oggetto la condizione “limbale”, l’al di là dei nostri giorni intravveduto dall’Idiota dostoevskiano. E invece la proposta di chi riesce in qualche modo ad annunciare quella condizione, come paradossale contatto di presente/avvenire e di possibile/desiderabile, l’ho sempre udita. Vorrei non sentirmi scorato per non essere riuscito, almeno in prosa, a far capire o a capire io per primo che tutto un ordine, una schiera di verità, quali lo stato del secolo ha affidato in gestione a corpi intellettuali più o meno remoti da me, o anche remotissimi, sono sempre stati e continuano ad essere il fondo ma anche il sostegno e in definitiva la ragione di tutto quel che mi pare debba essere perseguito. O fede, se così si vuol chiamarla.«Lo sappiamo, hai sempre voluto essere contemporaneamente in due campi, avere l’approvazione di questi e di quelli, dei laici e dei clerici, dei “politici” e degli “spirituali” e così via. La tua ammirazione per il pensiero tradizionalista! Come se l’ammirazione fosse un pensiero! E come se fosse una verità! Vuoi il panino e insieme il soldino. Non è possibile. Sei punito e lo hai meritato». Resto senza parole. Fuori campo, o sorridono o ghignano quelli che mi commiserano come un tetro moralista, tragicista da comizio, retore. L’ultima illusione (ma senza troppa difficoltà) riesco ad evitarla: sarebbe di vantare la divaricazione, l’ossimoro. Tutto quel che ho potuto fare è stato, giorno dopo giorno e anno dopo anno, di osservare come si richiamassero le une dalle altre, si rispecchiassero e si confondessero nel brusio interiore, detto soggetto, coscienza, le voci dello Ich e dello Es e quelle dell’urlio detto mondo e storia.

[Franco Fortini, in Extrema ratio, Garzanti, 1990, pp. 104-105]

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6 Responses to Leggendo Robert Walser

  1. G. P. il 8 luglio 2010 alle 09:27

    “tragicista da comizio”: in effetti a Firenze nel ’68 arringò le folle sotto il nume di Mao: ah nziana guardia rossa!

  2. daniele giglioli il 8 luglio 2010 alle 09:32

    Che bello leggere Fortini su Nazione Indiana. Grazie.

  3. chi il 8 luglio 2010 alle 14:04

    presente/avvenire e possibile/desiderabile. che ritmo fortini. ogni volta. che arsura non averlo letto di più, arsura mia, si intende. grazie pintus!

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  5. Àlen il 9 luglio 2010 alle 16:18

    Lust zum Fabulieren… le “passeggiate” di Fortini ci mancano, eccome.

  6. liviobo il 12 luglio 2010 alle 19:31

    affascinanti inviluppi e sviluppi di pensiero di fortini, come sempre pinto fa leggere cose che vale leggere…



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