CERTI DIRITTI

8 settembre 2010
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di Certi Diritti

Il Parlamento europeo ha dibattuto ieri 7 settembre sulla base delle interrogazioni depositate dai gruppi liberale, verde, socialista e comunista sulla situazione delle coppie dello stesso sesso nella UE. L’Italia non ha mancato di fare la sua bella figuraccia grazie a Pdl e Lega.

Le interrogazioni chiedevano alla Commissione europea quali iniziative avrebbe assunto per cancellare le discriminazioni nella UE tra coppie dello stesso sesso e di sesso diverso, per assicurare il mutuo riconoscimento in tutti gli Stati dell’Unione delle unioni civili e dei legami matrimoniali tra persone dello stesso sesso contratti in uno Stato UE che li permettono, assicurando quindi la libera circolazione delle coppie gay. Il gruppo liberale ha anche chiesto – sulla base dell’interrogazione redatta dal responsabile delle questioni europee dell’Associazione Radicale Certi Diritti Ottavio Marzocchi – alla Commissione di elaborare una Roadmap contro l’omofobia e per i diritti LGBT, con una serie di misure a livello europeo ed internazionale.

Nel corso del dibattito gli interventi di tutti i deputati sono stati a favore di tali misure, tranne quelli dei deputati italiani del PdL e della Lega, che hanno difeso la famiglia “tradizionale” composta da un uomo ed una donna, al fine della riproduzione. Vari deputati favorevoli ai diritti LGBT li hanno interrogati sulla reale volontà della popolazione italiana rispetto alla maggioranza parlamentare ed al governo, chiedendo loro se non ritengano necessario promuovere il rispetto dei diritti umani nella UE e l’applicazione delle norme europee sull’eguaglianza tra tutti i cittadini.

La Commissaria Viviane Reding ha affermato che sta già sollevando con gli Stati UE, nel quadro delle discussioni sulla corretta applicazione della direttiva sulla libera circolazione, la questione dell’eguaglianza e della proibizione della discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale negli Stati membri: una coppia dello stesso sesso unita in matrimonio o unione civile deve essere riconosciuta da tutti gli Stati membri ai fini del diritto di circolazione e di residenza. Reding ha inoltre detto che vuole promuovere il principio per cui i cittadini UE e le loro famiglie in generale possano ottenere il riconoscimento dello status acquisito nel paese A (matrimonio, civil partnership) nel paese B (per es. l’Italia), creando un riconoscimento del matrimonio o della partnership dello stesso sesso in tutti gli stati europei, sulla base del principio di eguaglianza e di non discriminazione. La Commissaria ha anche affermato che i governi non possono discriminare, che sono spesso più arretrati delle loro popolazioni e che insisterà perché il diritto europeo sia applicato, pena l’applicazione di misure più severe (denuncia degli Stati membri alla Corte di Giustizia). La Commissaria ha inoltre chiesto all’Agenzia per i Diritti Fondamentali di aggiornare il suo studio sull’omofobia nella UE al fine di fornire maggiori informazioni alla Commissione al riguardo per meglio lottare contro le discriminazioni.

L’audio video degli interventi del dibattito al PE sono disponibili su: http://www.europarl.europa.eu/sed/speeches.do?sessionDate=20100907
Le interrogazioni orali dei gruppi politici sono disponibili su:
ALDE: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2010-0118+0+DOC+XML+V0//IT
Comunisti, Verdi ed altri deputati:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2010-0081+0+DOC+XML+V0//IT
Socialisti: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2010-0117+0+DOC+XML+V0//IT

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2 Responses to CERTI DIRITTI

  1. Ares il 8 settembre 2010 alle 15:14

    Pdl e Lega ” hanno difeso la famiglia “tradizionale” composta da un uomo ed una donna, al fine della riproduzione.”

    ..uhm..odddio .. anche i batteri, i funghi,i virus si riproducono.. mica intedono estendere qualche diritto anche a questi soggetti °_° .. vero?

    Io ero rimasto al fatto che “di fatto” alcune copie omosessuali figliano in continuazione..

  2. franco buffoni il 8 settembre 2010 alle 16:21

    Comunicato Arcigay
    Durante il dibattito al parlamento europeo sulla libertà di circolazione all’interno della Comunità Europea e i diritti delle coppie dello stesso sesso, l’Italia si è di nuovo dimostrata lo zimbello d’Europa in tema di diritti civili.
    Gli europarlamentari di PDL e Lega sono riusciti a distinguersi in negativo sul tema della libertà di circolazione e del rispetto dei diritti delle coppie dello stesso sesso sposate o che hanno contratto diverse forme di unione riconosciute all’estero, sul quale la stessa Commissione Europea si era già espressa nel 2004 con una specifica risoluzione che invitava gli stati membri a garantire tale diritto. L’Italia era stata chiamata a garantire diritti a quelle coppie di persone dello stesso sesso che, sposate o unite legalmente all’estero, si trasferisco stabilmente nel paese o vi si trovano a transitare per brevi periodi e che si trovano in condizione di oggettiva discriminazione per l’assenza di una legge di tutela dei diritti dovere delle coppie di persone dello stesso sesso. La maggioranza assoluta degli europarlamentari intervenuti nel dibattito, tra cui la Commissaria Vivian Reading, hanno chiesto e ribadito che la Commissione vigilasse sulla applicazione della risoluzione. Solo quattro interventi si sono chiamati fuori: quello del polacco dell’ECR (Conservatori Europei) e tre di europarlamentari italiani di PDL e Lega. In particolare, l’europarlamentare Oreste Rossi della Lega, ha lasciato sbigottito il Parlamento europeo con un sermone teologico sulla famiglia naturale povero di argomenti e così carico di accanimento verso le coppie dello stesso sesso tanto da mostrarsi più degno del più omofobio dei leader religiosi. A fine dibattito, la Commissaria Reading ha confermato che la Commissione Europea si impegnerà a verificare che la risoluzione sulla libertà di circolazione sia correttamente applicata in tutti gli stati dell’Unione e che tale applicazione non tralasci i diritti delle coppie gay e lesbiche. Arcigay accoglie con entusiasmo la verifica della Commissione e presenterà al Parlamento europeo un folto dossier sugli evidenti inadempimenti del governo Italiano in tema di libera circolazione delle coppie dello stesso sesso



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