Articolo precedente
Articolo successivo

Live Grecia

7 Commenti

  1. Quella della Grecia è una tragedia. Mi sorprende la leggerezza con cui noi tutti ci diciamo “L’Italia non è certo la Grecia!”. Ci sentiamo sollevati di non essere gli ultimi della fila, quelli che vengono puniti dalla maestra (anche se sappiamo bene di essere i penultimi).
    Però non servono Pericle, Aristotele, Eschilo & co. come giustificazione per salvare la Grecia; la Grecia è da salvare perché siamo “stessa faccia, stessa razza” (e vale anche per tutti gli altri paesi europei, anche quelli senza pedigree classico).

  2. A me veramente non pare che il problema principale sia la solidarietà internazionale. Non dico ovviamente che questa solidarietà non si debba manifestare, ma dico che questo silenzio fa parte di un problema più vasto, di una vera e propria incomprensione della natura e della dimensione dei problemi in cui noi, e cioè non soltanto i greci, ci troviamo.
    Finchè non ci sarà una campagna a livello europeo che metta sui balconi, proprio come si è fatto in altre occasioni magari anche meno gravi, cartelli con su scritto “il sistema bancario globale criminale è fallito ed io non ho intenzione di pagare per mantenrlo in vita”, mi sa tanto che le grecie si moltiplicheranno in un irreale clima di falsa normalità.

  3. siamo più vicini di quanto non si pensi
     
    GRECIA:
     
    dal ⇨ discorso di Sonia Mitralia davanti all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa

    I salari e le pensioni sono stati decurtati del 50% o addirittura, in certi casi, del 70%. La malnutrizione imperversa fra i bambini delle elementari, la fame fa la sua comparsa soprattutto nelle grandi città del paese, il cui centro è ormai occupato da decine di migliaia di Senza fissa dimora (Sdf), affamati e cenciosi. La disoccupazione colpisce ormai il 25% della popolazione e il 45% dei giovani (il 49,5% delle giovani donne). I servizi pubblici sono stati ormai liquidati o privatizzati, con la conseguenza che i posti letto negli ospedali si sono ridotti (per decisione governativa) del 40%, che costa carissimo addirittura partorire, che gli ospedali pubblici sono ormai privi di bende o di medicine di base come l’aspirina.

     
    Athens: School Children To Get Free Meals – Thessaloniki: 500 Kids Go to School w/o Breakfast
     
    ITALIA:
     

    Salute: “sindrome da frigo vuoto”, 1 anziano su 10 si nutre male

    Il 10% degli anziani – circa un milione di persone – si nutre poco e male perché ha il frigo sempre vuoto, rischiando una vera e propria malnutrizione: in media mancano all’appello almeno 400 calorie al giorno, soprattutto dalle proteine. Anche un solo mese di dieta povera aumenta del 25% la probabilità di ricovero in ospedale e accresce la mortalità. È quanto emerge dai dati presentati durante il Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), tenutosi a Firenze, secondo cui è necessario perciò riconoscere la malnutrizione e intervenire per risolverla a casa e in ospedale, dove la percentuale di anziani malnutriti che mangia poco e male arriva al 55%. Due su tre ammettono di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese. E sono molti anche gli over 65 con problemi orali trascurati che incidono pesantemente sulla possibilità di alimentarsi in modo corretto: quasi due milioni di anziani hanno problemi di masticazione che richiederebbero cure immediate, ma ben otto milioni di over 65 non si sono fatti visitare dal dentista nell’ultimo anno.

    “Una nutrizione carente – afferma Niccolò Marchionni, Presidente SIGG – incide in maniera molto negativa sullo stato di salute: oltre ad aumentare la durata dei ricoveri, la malnutrizione accresce il rischio di infezioni, piaghe da decubito, depressione, deterioramento cognitivo ed è associata a una maggior mortalità. Per questo è molto importante riconoscerla, e non solo al momento di un eventuale ricovero, così da intervenire modificando la dieta e adattandola alle esigenze e alle difficoltà dell’anziano: vivere soli, avere pochi mezzi economici, soffrire di disturbi del cavo orale o di malattie reumatiche o neurologiche accresce moltissimo la probabilità di malnutrizione”.

    (05/12/2011)

  4. Stanno esagerando con la Grecia, quei burocrati venduti di Bruxelles. Sarebbe, per l’Italia, il momento di dichiarare una solidarietà totale ed una disponibilità ad aiutare senza fini di lucro – anche per girar pagina su quell’ignominiosa aggressione spezza-reni.. se non avessimo dei politicanti di merda, tecnici compresi.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Un classico a latere del Novecento: Thomas l’impostore

di Antonio Ghiberti
Pubblicato nel 1923, Thomas l’impostore è uno di quei libri che la storia letteraria tende a collocare ai margini, salvo poi scoprire che proprio da quei margini passano alcune delle sue linee più fertili.

Come fu che messer Francesco Petrarca maledì i medici nei secoli

di Greta Bienati
Quando messer Francesco Petrarca era ancora un ragazzo affamato di libri, il padre gli acquistò un Virgilio manoscritto, che divenne il fedele compagno a cui il poeta affidò lacrime e pensieri di una vita intera.

La vita infinita di frate Giordano

di Giuliano Tosi
«Filippo! Filippo!» chiamava la voce. Ma l’uomo piccolo e scuro sembrava non sentire. Aveva trascorso l’intera notte, l’ultima notte concessagli per la conversione, abbandonato sul pavimento umido della segreta, con le braccia e le gambe larghe a disegnare una stella.

La morte e il lambrusco

Perché insegnare Storia è una caccia nel fango
di Francesco Bertani
La strada è come quando c’è la neve: deve fare attenzione a dove lascia la prima impronta. Così sta fermo e attento. Ha una scarpa slacciata e da dietro le lenti spesse mi osserva con un timore coltivato dalla quinta elementare.

L’Europa davanti alla sua frattura

di Martina Mattia
Nell’Europa che implode nel culto del tempo misurabile, esiste un luogo in cui l’orologio si arresta: il Sud Italia, e in particolare la Basilicata, la più remota, la più spopolata, la più dimenticata delle regioni meridionali. Qui l’atemporalità raggiunge la sua forma estrema.

La natura ama il vuoto

di Giuliano Tosi
Un lampo. Il riflesso acuminato del sole. I due emisferi di bronzo scintillano, rotondi e lucenti, nel pomeriggio primaverile. Sono uniti a comporre una sfera metallica di circa sessanta centimetri di diametro e si comprende al primo sguardo che sono stati costruiti per combaciare in modo perfetto.
orsola puecher
orsola puecherhttps://www.nazioneindiana.com/author/orsola-puecher/
,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: