Un’altra logica con cui scegliere i libri da leggere durante le vacanze e lungo tutto l’anno nuovo

di Roberto Bolaño

Old man reading, Vincent van Gogh, 1882

Una volta Amalfitano gli chiese, tanto per dire qualcosa mentre il giovane cercava sugli scaffali, quali libri gli piacevano e cosa stava leggendo in quel momento. Il farmacista gli rispose, senza voltarsi, che gli piacevano i libri tipo La metamorfosiBarteblyUn cuore sempliceCanto di Natale. E poi gli disse che stava leggendo Colazione da Tiffany, di Capote. Anche trascurando il fatto che Un cuore semplice e Canto di Natale erano racconti e non libri, i gusti di quel giovane farmacista colto, che forse in un’altra vita era stato Trakl o a cui forse in questa era ancora riservato il destino di scrivere poesie disperate come il suo lontano collega austriaco, erano indicativi di una preferenza netta, indiscussa, per l’opera minore a scapito dell’opera maggiore. Sceglieva La metamorfosi invece del Processo. Sceglieva Bartebly invece di Moby Dick, sceglieva Un cuore semplice invece di Bouvard e Pécuchet e Canto di Natale invece di Le due città o del Circolo Pickwick. Neppure i farmacisti colti osano più cimentarsi con le grandi opere, perfette, torrenziali, in grado di aprire le vie dell’ignoto. Scelgono gli esercizi perfetti dei maestri. In altre parole, vogliono vedere i grandi maestri tirare di scherma in allenamento, ma non vogliono saperne dei combattimenti veri e propri, quando i grandi maestri lottano contro quello che ci spaventa tutti, quello che atterrisce e sgomenta, e ci sono sangue e ferite mortali e fetore.

[Da 2666, di Roberto Bolaño, Adelphi, p. 251]

2 Commenti

  1. NATALE 2012
    Oh! Stella stellina che brilli lassù.
    ravviva il tuo lume che nasce Gesù.

    I buoni sapori, i cari vecchi,
    le belle ragazze, festosa vita serena.
    Il paradiso è il Nulla profumato.
    Con pochi soldi si compra il Natale,
    senza soldi sei un problema!
    Babbo Natale ha la divisa come i carabinieri,
    se fa il comunista va sulla croce, come Gesù,
    Viva la croce, Viva la croce!
    L’inferno è il Nulla puzzolente.
    Milioni di buste paga, milioni di panettoni
    milioni di esistenze a norma,
    se rimani indietro sei un problema,
    Buon Natale problema.
    I nostri libri, i buoni odori
    gli amici migliori, serena vita festosa.
    Babbo Natale il tuo cuore esagerato
    ci assiste a tua insaputa come la luna:
    tu a chi vuoi più bene:
    a Gesù o all’Onorevole Barabba?
    Buon Natale al disagio mentale ed ai barboni,
    disabili a cui comprensibilmente nessuno vuole bene.
    Le brutalità e le brutture
    sono scomode e noiose, tipo le macerie.
    Buon Natale Quirinale che ci proteggi
    con i benevoli brutali
    salutari campi di concentramento
    nelle sacrosante carceri.
    Buon Natale al Signore delle Mosche.

    Angelo santo stammi vicino
    dammi la mano che sono piccino.
    (enrico dignani)

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giuseppe zucco
Alcuni suoi racconti sono apparsi su Nazione Indiana, Nuovi Argomenti, Rassegna Sindacale, Colla. Nel 2010 ha partecipato alle Prove d’Autore di Esor-dire, a Cuneo. Sempre nel 2010, nel numero 52, la rivista «Nuovi Argomenti» ha inserito un suo racconto nella sezione monografica Mai sentito, segnalando l’esordio di cinque nuovi scrittori.