Il grasso ci salverà?

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di

Marino Niola

Un carrello ferroviario sta per investire cinque persone legate sui binari. C’è un solo modo per salvarle. Dare una spinta a un grassone che sta sul cavalcavia e farlo precipitare sulla linea perché fermi il veicolo. Voi lettori lo fareste? Non mettetevi a ridere perché la cosa è molto seria. Si tratta infatti di un dilemma logico-etico che viene proposto abitualmente come esercizio nelle classi di filosofia morale inglesi. Ed è oggetto di un libro di David Edmonds. Uccidereste l’uomo grasso? Il dilemma etico del male minore (Cortina Editore). Un titolo che è tutto un programma. E l’autore, un noto divulgatore, ne è perfettamente consapevole. In realtà la carrellologia potrebbe essere un gioco innocente se non si poggiasse su un presupposto inconfessato. Cioè la lipofobia contemporanea. Perché la prima cosa che viene da chiedersi è come mai l’esercizio prevede che l’uomo sul cavalcavia debba essere necessariamente un oversize. Sul piano logico e su quello fisico un normopeso o un sovrappeso non dovrebbero fare differenza.

sid-250_f_02_1234888È chiaro che invece a fare la differenza è il peso simbolico dell’obeso. Che si porta dietro un carico di immoralità che rende morale porsi la domanda se sacrificarlo per salvare delle persone. Mentre buttare giù dal ponte una persona magra sarebbe evidentemente più grave.

Etica per etica, invece che dare una spinta all’obeso dovremmo essere noi a buttarci sul carrello. Se servisse a qualcosa. In realtà mai come in questo caso a far difetto sul piano della morale è la domanda e non la risposta. Perché per sviluppare l’aritmetica utilitaristica del male minore, finisce per liberare il demone dell’obesofobia. Parente stretta del razzismo.

pubblicato con un altro titolo  sul Venerdì di Repubblica  il 29-maggio 2015

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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