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Buone notizie dal Cile, Boric ha vinto

Trentacinque anni, a capo del Frente Amplio e del Partido Comunista, Gabriel Boric è il nuovo presidente del Cile. Ha battuto l’ultrareazionario José Antonio Kast (il “Bolsonaro cileno”), ottenendo più del 55% dei voti, e prende il posto di Sebastian Piñera.

È una notizia clamorosa e felicissima. Boric viene dalle rivolte del 2019, è figlio e protagonista di un movimento che sta cambiando il Cile, seppellendo vangata dopo vangata l’eredità di Pinochet.

Tra le proposte del programma di governo di Boric: un nuovo modello di sviluppo incentrato sulle energie rinnovabili, l’introduzione di una tassa patrimoniale, il rafforzamento dei diritti delle donne e delle minoranze, la fine del sistema pensionistico privato, un ruolo maggiore dello Stato nell’economia.

Sotto la presidenza “millennial” di questo giovane antifascista il Cile riceverà anche una nuova Costituzione. La Carta dovrebbe essere completata (in un’Assemblea costituente tuttavia lacerata tra l’anima reazionaria e quella radicale e progressista del Paese, e a volte divisa anche tra le forze del composito schieramento di sinistra, specie sui diritti delle minoranze indigene) e sottoposta a referendum popolare entro la prima metà del 2022.

Dopo quel giorno si potrà porre una lapide sul Cile di Pinochet, e scriverci sopra: “Morto per sempre”? Speriamo di sì.

3 Commenti

  1. Grazie Davide di aver segnalato qui questo evento cileno, che ci ricorda che le lotte per l’uguaglianza sono ancora davanti a noi, e particolarmente nei paesi dell’America Latina, dove esse hanno in passato pagato prezzi altissimi.

    Aggiungo un dato: è stata un’elezione record per il numero di partecipanti, il tasso più alto di votanti sicuramente nella storia delle votazioni libere in Cile. E una tale mobilitazione di voti sopratutto popolari era – ancora una volta – sfuggita del tutto ai sondaggi e alle previsioni sul voto.

  2. Grazie Davide: qualche mese fa, commentando il colpo di stato cileno, avevo scritto che non possiamo non dirci cileni. Speriamo che sia così anche nella speranza di questo momento

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davide orecchio
davide orecchio
Scrittore e giornalista. Vivo e lavoro a Roma. La maggior parte dei miei romanzi e racconti tradisce un certo interesse per la storia, ma una minoranza si rifiuta di farlo. Testi inviati per la pubblicazione su Nazione Indiana: scrivetemi a: d.orecchio.nazioneindiana(at)gmail.com. Non sono un editor e svolgo qui un'attività, per così dire, di "volontariato culturale". Provo a leggere tutto il materiale che mi arriva, ma deve essere inedito, salvo eccezioni motivate. I testi che mi piacciono li pubblico, avvisando in anticipo l'autore. Riguardo ai testi che non pubblico: non sono in grado di rispondere per mail, mi dispiace.
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