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Da “Cassandra a bruciapelo”

di Sandra Moussempès

Traduzione di Valentina Gosetti, Tommaso Santi e Adriano Marchetti

*

Oggetti femminili non identificati

 

Principesse cinematografiche fuggite da un convento orientato a Est da tempo già sanno dove possono andare

Si sono rifugiate in una casa stregata, abbandonata dal 1972, stanche d’aver camminato per ore nella foresta, adesso sanno che in qualsiasi istante il racconto si può fermare

Il film può smaterializzarsi, torneranno allora dalle loro famiglie benestanti di Beverly Hills o in una di quelle lussuose zone residenziali di Santa Monica in riva al mare

Per ora masticano chewing-gum alla fragola selvatica, ascoltano Dubstep ondeggiando in un corridoio dorato, stese su vecchi materassi sparsi sul pavimento polveroso

Sulla tavola della cucina rimangono dei corn-flakes fossilizzati dal 1972, la scatola è coperta di ragnatele, gli slogan pubblicitari hanno mantenuto i colori fuorimoda dell’epoca

Nell’atmosfera si sente qualche cosa di vaporoso, ectoplasmi alla ricerca della loro storia, corpi che cercano d’infiltrarsi in altri corpi.

Non sappiamo cosa stia succedendo qui, ogni spiegazione sarebbe incompleta dinnanzi alla vastità di dibattiti invisibili, le voci fuori campo s’intrecciano:

– Dove sono i ricordi che più non ricordi?

*

Similarità di capigliature

 

Una casa si staglia dal resto della foresta, da secoli sgombra dei suoi occupanti

Un lampadario oscilla, pronto a staccarsi dal soffitto

Vorrei ridurre l’immagine, ritagliarla, ma non riesco ad aprire il file sullo stato dei luoghi, sembra che questo momento non sia stato archiviato

Si possono intuire unità strutturali, un contesto sociale onnipresente, un languore più empirico che teorico illuminerà tutti gli schermi della sala esterna

La capigliatura dell’una copre il corpo dell’altra, certi corpi si sono incastrati, i respiri si diffondono nella stanza

Ecco la sensazione principale in questo village middle-class: niente e nessuno è veramente certo di cosa stia accadendo ma le cose torneranno alla normalità, concetti e drappeggi floreali per eventuali bagagli

Alle studentesse verrà chiesto di far attenzione quando escono, gli si spiegherà che qualche tipo losco vuole entrare nelle camere del campus

Alcune reclute si ricordano segmenti momentanei dei loro ricordi archiviati

Brandelli di discussione sono memorizzati su vecchi registratori che lasciano tracce sonore da trovare anni più tardi:

– Avevo i capelli lunghi che non cadevano mai in morbidi boccoli o in getti di luce dorata, preferivo filmare quelli delle principesse, con la mia telecamera in mano, dalla camera pre-matrimoniale

– Camminavano sempre in una foresta di abeti giganti, verde scuro, da cui nessuna ragazza bionda può uscire indenne

Ricordo un dipinto in un salotto deserto raffigurante personaggi pronti ad uscire dalla cornice

Ragazze che dormivano, raggomitolate l’una contro l’altra, nei loro maglioni, sembravano principesse hippie circondate dal fuoco

a volte la casa bruciava

Pellicole abbandonate in un magazzino, eroine cinematografiche che invocano, fra le loro compagne, entità rinvenute da vite precedenti

– avvolte da tessuto di cotone –

Che abbiano fatto voto di castità, o che siano attratte qui dalla lussuria, possono entrare

Sono finalmente riapparse nella casa abbandonata, piccolo salutare scompenso dopo aver conseguito il diploma di fine anno in tenuta da ragazza pom-pom

Questo diversivo indica capacità vocali eccezionali oppure permette di nuotare in un fiume di paillettes

Non hanno visto che un cartello gigantesco di DIVIETO D’ACCESSO a una proprietà privata può segnalare una futura impossibilità di abbandonare i locali

*

Laboratorio dedicato alla riappropriazione degli specchi

 

“Sono pronta” dice, nuda sotto una camicia da notte rosa confetto, una benda sul polso

La cornetta del telefono sul pavimento porta all’avvolgimento del filo su se stesso

Registrata è la conversazione di un film fantasma

– parlare nel vuoto è una sinecura –

Questa voce profonda e modulata sbatte contro i blocchi di cemento dietro le pareti rivestite di carta da parati

 

“È una camera oscura che mi guida”

“È quindi lei la donna in questione?”

“Per molto tempo, ho vissuto in una stanza rettangolare, da questa camera non uscivo mai”

“Volevo poter scegliere la mia lingua senza essere disturbata dal riassemblaggio di parole riparate”

*

Infiltrazione teorica

 

La qualità di questa sceneggiatura è a dir poco confusa

Seguire le orme di giovani ragazze dai lunghi capelli biondi

Rifugiate in una casa stregata dal 1972

È un passeggiare fittizio proprio come una camminata veloce sul tapis roulant

 

O queste ragazze se ne vanno e si perdono nella foresta

O si addormentano qui sul pavimento del salotto polveroso

 

La teoria non ci permette più di pretendere qualcosa di vero

La teoria è sempre più simile a un’attrice perfetta in fase meditativa

– che mai esisterà –

*

Lisieux (1)

 

Una casa con una santa invisibile al suo interno

Il suo letto è fatto, la moglie del sindaco del mio paese normanno ha interpretato il ruolo di Teresa a 15 anni negli anni 70

Mi dice “sono la sola ad aver dormito nel suo letto da quando è morta”

Nella cornice al di sopra del letto si trovano le ciocche di capelli di Teresa dai 5 ai 16 anni

*

Lisieux (2)

 

Il giovane volontario resta tutto il giorno nella camera di Teresa

Davanti al lettino dove è morta (di qualche cosa che non ha nulla a che fare con quello che pensavo)

Spiega ai visitatori che era una ragazzina molto civettuola dell’alta borghesia

Non sa se diventerà prete, nel frattempo fa l’insegnante di matematica & è il custode di una casa stregata

*

Lisieux (3)

 

Vorrei sempre raggiungere questo preciso momento in cui so che la poesia è finita

Non importa quanto mi sforzi, nella vita di tutti i giorni al di fuori della poesia

Mi spavento sempre di più, le case mi spaventano sempre di più

Le case sono troppo amate da specchi sgretolati

*

[Quando ho incontrato Emily…]

 

Quando ho incontrato Emily in costume svuotato

Aveva l’aria seria sotto un mantello color malva

 

Quando ho incontrato le dodici Emily brune e sospettose

La colonna sonora era la stessa

Sussurri di discepoli in un austero collegio di notte

 

Portavano lo stesso terzo occhio in mezzo alla fronte ma con sguardi        diversi

 

Verso il corridoio

Si trovava una cosa gigantesca che nessuno poteva vedere (tranne loro)

 

Morta vivente che non ce la faceva di fronte a questo specchio contestuale

Una bocca a forma di cuore che aspirava metodicamente la fisionomia della sua controfigura

*

[Oggi sono contenta…]

 

Oggi sono contenta di essere me

Che bevo una tazza di tè verde

Che leggo poesie coreane ben tradotte

Contrariata da altre cose ridotte in cenere

 

La contrarietà fa parte del reale mi avevano detto

Ho visto di peggio della contrarietà

Le ossa di un morto vivente in una ciotola di spaghetti di soia

 

Il buco nero che striscia sul pavimento

Mi invade come una tristezza passeggera

La festa degli alberi è già diventata una sfilata di moda

“You are so great!” in mezzo al bosco la mondanità ha la meglio sulla pulsazione

 

La sposina finale con il vestito di pizzo

È una suora che entra in scena e nasconde il buco col suo strascico

*

Kidnapping

 

Tutte le adolescenti rapite si rifugiano sotto la tavola

Sapendo che una ragazza divorata da una madre divorata da una madre

Non può arrivare a liberarsi da sola

 

Le scarpe senza lacci al vostro servizio

 

A due metri dalla piccola rapita che sorseggia un succo di pompelmo rosa

La luna e la paglia sono venerate dal proprietario di questa casa, basta vedere il numero degli affittuari che aspirano una luce rossa

*

[Vorrei uscire da un sogno…]

 

Vorrei uscire da un sogno su una donna che dorme con una donna senza essere una donna – né un uomo

Questa contusione degli stati provvisori è una forza infiltrata in se stessa

 

La donna che donna non è mi chiede di aspettarla nel sogno successivo oppure posso accompagnarla guardarla da lontano dovrei fabbricarle una collana di perle auto-finzionali

 

Proseguendo nel sogno il suo viso si rivela per poi scomparire totalmente

Rimane il corpo e l’accrocchio dei capelli, a volte un insetto attraversa il lato nascosto del viso

 

Vi descrivo ciò che sono dall’interno ma l’esterno mi è sconosciuto

Trecce di tutte le capigliature della mia vita sono aggrovigliate in uno story-board

 

Degli automi mi rappresentano in diverse età4, un piccolo libretto d’istruzioni in seta è inserito in ogni meccanismo che potete consultare

Le labbra falliscono con una pietra conficcata nella bocca: taceresti

 

Verserai olio sulla tua fronte, il tuo viso interiore riapparirà quando avrai scelto uno specchio a tema: buchi e linguaggio

 

*

NOTE

 

4 È Anie Besnard primo amore di Antonin Artaud (e compagna, un tempo, del padre dell’autrice) che collezionava automi nel suo appartamento dell’Ile Saint-Louis e offrì all’autrice una bambola di porcellana somigliante alla bambina di 6 anni che era, nonché un piccolo automa di orso chiamato dall’autrice Ben poi perso alla morte del padre nel 1981.

*

Nota bibliografica

Sandra Moussempès (Parigi, 1965) è poetessa e ha pubblicato quattordici volumi di poesia, per lo più edite da Flammarion.

Oltre alla scrittura poetica, si è dedicata alla fotografia e al canto, affermandosi come artista sonora e vocale all’interno di gruppi musicali di musica elettronica.

E’ stata finalista del Premio Bernard-Heidsieck – Centre Pompidou nel 2017 per la poesia performativa. Il suo lavoro sonoro è stato raccolto in quattro CD di poesia audio, tra cui Beauty SitcomVox Museum.

Sauvons l’ennemie è il suo ultimo libro uscito nel 2025 per Flammarion.

Cassandra a bruciapelo, edito per le edizioni Joker nel 2025 è il suo primo volume pubblicato in Italia.

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andrea inglese
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Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia e storia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ora insegna in scuole d’architettura a Parigi e Versailles. Poesia Prove d’inconsistenza, in VI Quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998. Inventari, Zona 2001; finalista Premio Delfini 2001. La distrazione, Luca Sossella, 2008; premio Montano 2009. Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, Italic Pequod, 2013. La grande anitra, Oèdipus, 2013. Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016, collana Autoriale, Dot.Com Press, 2017. Il rumore è il messaggio, Diaforia, 2023 (Premio Pagliarani 2024). Prose Prati, in Prosa in prosa, volume collettivo, Le Lettere, 2009; Tic edizioni, 2020. Quando Kubrick inventò la fantascienza. 4 capricci su 2001, Camera Verde, 2011. Commiato da Andromeda, Valigie Rosse, 2011 (Premio Ciampi, 2011). I miei pezzi, in Ex.it Materiali fuori contesto, volume collettivo, La Colornese – Tielleci, 2013. Ollivud, Prufrock spa, 2018. Stralunati, Italo Svevo, 2022. Storie di un secolo ulteriore, DeriveApprodi, 2024. Romanzi Parigi è un desiderio, Ponte Alle Grazie, 2016; finalista Premio Napoli 2017, Premio Bridge 2017. La vita adulta, Ponte Alle Grazie, 2021. Saggistica L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo, Dipartimento di Linguistica e Letterature comparate, Università di Cassino, 2003. La confusione è ancella della menzogna, edizione digitale, Quintadicopertina, 2012. La civiltà idiota. Saggi militanti, Valigie Rosse, 2018. Con Paolo Giovannetti ha curato i volumi collettivi Teoria & poesia, Biblion, 2018 e Maestri Contro. Brioschi, Guglielmi, Rossi-Landi, Biblion, 2024. Traduzioni Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008, Metauro, 2009. È stato redattore delle riviste “Manocometa”, “Allegoria”, del sito GAMMM, della rivista e del sito “Alfabeta2”. È uno dei membri fondatori del blog Nazione Indiana e il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini.
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