Articolo precedente
Articolo successivo

Teorie estetiche 1. L’Obliquomo.

di Dario Voltolini

Obliquomo (1).jpg Vorrei inaugurare una piccola serie di esposizioni di teorie estetiche. Comincerei da questa, che mi pare simpatica e singolare, e che oltre la sua apparenza strampalata ha un nucleo che a me personalmente incuriosisce parecchio.

Si tratta della teoria dell’Obliquomo.

L’Obliquomo è una figura temibile che abita il mondo obliquo. Il mondo obliquo non fa parte del nostro mondo, ma in qualche modo lo bordeggia, lo tallona. Rispetto al mondo obliquo ol nostro mondo è persino ordinato, lineare, soprattutto ortogonale. Il mondo obliquo invece è, nelle sue linee portanti, completamanente sconvolto.

Ora, l’Obliquomo riesce a intervenire nel nostro mondo, talvolta, portandovi scompiglio e disordine, inclinando ciò che è dritto, distorcendo ciò che è misurato, in generale caricando di espressioni ulteriori i nostri semplici dati di fatto.

Perché questa dell’Obliquomo è una teoria estetica? Perché è soprattutto nel campo dell’espressione – inclusa quella artistica – che l’Obliquomo porta la sua ventata di soqquadro e di esagerazione.

Sarebbe come dire che a un certo punto della storia, poniamo della storia dell’arte, dal mondo obliquo giunge a noi un scintilla che accende le tele degli espressionisti. Certo, la comparsa dell’Espressionismo è spiegabile in molti modi, ed è stata spiegata in molti modi. Ma in questo modo, mai.

Messaggi che ci giungono da un altrove sconosciuto, energie che ci toccano e che a noi paiono sorgere dal nulla, improvvise idee che ci balenano in mente senza essere state mai in gestazione presso il nostro pensiero. Chiunque ha vissuto esperienze simili, no?

E se fosse così? Se ci fosse un mondo obliquo e un suo emissario – l’Obliquomo – che viene a visitarci, a farci cadere in trappola, a disturbarci?

L’autore di questa teoria estetica è Sergio Ponchione. Il testo di riferimento è “L’Obliquomo!”, e lo si trova nella rivista Black, numero 4, autunno 2002, Coconino Press (? 15).

Va naturalmente menzionato come singolare e degno di attenzione il fatto che la teoria dell’Obliquomo è espressa a fumetti.

Link per indagare su Ponchione:

http://www.coconinopress.com/
http://www.maltesenarrazioni.it/

2 Commenti

  1. E’ uscito Black numero 5 con una nuova puntata dell’Obliquomo, dal titolo Peplum. Ponchione sul forum di Maltesenarrazioni risponde, circa Peplum, a un certo titonco o titocco (questi navigatori hanno una fantasia sfrenata per i nomi). Tra l’altro non so perché ma titocco gli parla in tedesco maccheronico e Ponchio sta allo scherzo. Lo Posto dato che dice qualcosa sul ponchiolavoro, sulla sua simpatia e sui fumettisti.

    Wunderbarr, Titonken ! Tua akkurata autopsien fa felice poveren fumettisten ke passa zua mizera esistenzen in oskura stanzetten…Konosko sekretissimo Italiano Ja, e aggiungo che la maggiore sobrietà grafica di Peplum è una scelta voluta, un’ ossigenazione una tantum dalla densità che in genere mi accompagna, e riguardo con soddisfaz. gli spazi bianchi che sono riuscito a mantenere. La sintesi è MOLTO importante, come da sempre sostiene Alex Toth: per poter togliere bisogna prima avere messo, o per aggiungere alla realtà sottrai da essa (lo conosci ? E’ L’Assoluto Maestro americano dello storytelling, che faceva nei ’40 quello che Mazzuchelli ha ottenuto dopo anni di lavoro mezzo secolo dopo…), anche se ritengo che la maggiore presenza di elementi grafici, purchè utili e funzionali all’insieme (non sterile decorativismo) abbia comunque una sua sensata ragione. Dopotutto il (di)segno è un veicolo che al pari della parola può essere usato sui registri più disparati e seguire un suo perfetto equilibrio. Tutto sta, come sempre, nelle capacità dell’autore…Mi distende sapere che il testo ti sia piaciuto, è sempre la parte su cui ho più dubbi e sensi d’inferiorità…
    Purtroppo non seguo l’arte (e la letteratura) come vorrei, l’impegno bonelliano mi impegna gran parte del tempo e quelli sono canali con cui è difficile farlo interagire, con conseguenti deboli stimoli per approfondirli a dovere. Intendo dire che probabilm. mi nutrirei di più da quei canali se riuscissi a dargli uno sbocco maggiore nelle cose che faccio, come forse in parte riesco su Black e sul Maltese.
    D’accordissimo sull’importanza della ricerca comunicativa e di linguaggio.
    Ora io dire danke e zalutare anke.

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Abbagli tra le rovine del mondo caduto

di Alice Pisu
Intrigato dalla vita nascosta nella materia morta, da ciò che è ormai privo di senso, Voltolini genera visioni nel gioco di accumuli utile a sostanziare una dimensione estranea al noto. La tensione alla vertigine esorta chi legge a concepire una cifra di inconoscibilità e al contempo di familiarità in luoghi infestati dalla solitudine: analogie con l’ignoto che ogni individuo sperimenta se osserva il proprio vuoto.

Note di lettura a «Invernale»

di Valentina Durante
Un figlio racconta gli ultimi anni di vita del padre, macellaio di Porta Palazzo, Torino, a partire da una malattia susseguente a un infortunio sul lavoro. Lo si potrebbe riassumere tutto qui il breve ma intenso romanzo di Dario Voltolini

Quattro libri – anzi sei – nel bagaglietto a mano (Bravi, Voltolini, Innocenti, Trevisan …)

di Marino Magliani
Quattro cinque libri per viaggio, insomma, è una storia che si ripete.

LIGURIA MON AMOUR

di Dario Voltolini (illustrazioni di Marco D'Aponte e adattamento di Andrea B. Nardi; da un romanzo di Marino Magliani) È...

Berenice e il tabù

di Dario Voltolini (Sempre perseguendo l'intento di far conoscere ai nostri lettori qualcosa della storia più significativa di Nazione Indiana,...

Lo “Shōbōgenzō” di Sergio Oriani disponibile online

, titolo sotto cui sono comunemente raccolti molti scritti di Dōgen (1200-1253). Su richiesta dell'amico Dario riposto qui quell'intervista,...
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: