AzioneAtzeni – Discanto Ventesimo: Massimo Rizzante

Azione Atzeni – Discanto Ventesimo: Massimo Rizzante     Azione Atzeni – Discanto Ventesimo: Massimo Rizzante*

Sempre è triste la solitudine
ma tanto più in un circo
fra belle donne bionde,
scimmie ammaestrate
noccioline e risa di bambini.

da Due colori esistono al mondo. Il verde è il secondo. / Viaggio, in compagnia di Vincent, di Sergio Atzeni

 

Tre colori esistono al mondo
di
Massimo Rizzante


a Sergio Atzeni



Sempre è triste la solitudine,
ma tanto più in un’isola di tartarughe
fra belle nefertiti in topless,
sarcofaghi di anziani ammaestrati
da tate ucraine in fuga dalle rovine…

Il resto, una volta entrato nello stato di grazia,
lo dirai alle ombre, tra sonno
e stordimento, di notte, ma soprattutto all’alba,
quando la somma delle imperfezioni del corpo
si desta dal sogno della guerra e la cicatrice sul ventre
si trasforma in uno stretto sentiero del sottobosco,
alla fine del quale c’è solo un albero, un pesco, e le vedette
con cui avrai stretto un patto: sia maledetto
chi nega l’acqua ai vinti, peste a chi si rifiuta
di mostrare la via agli erranti, sterilità a chi lascia insepolti i morti,
la fortezza è malata, i vincitori non accettano sacrifici,
i fuochi fatui si sprigionano dalle vittime, mentre corvi
e falchetti si ingozzano del grasso dei feriti
che non emettono più suoni che si possono decifrare.
Così, secondo l’imperativo scritto non oggi non ieri,
ma nel trapassato del mare prossimo a bagnarti
verrai alla luce per sorvegliare le tenebre
da cui si intravedono le tane dei carnivori e i fucili
dei cacciatori, la roccia millenaria e le corde caduche
degli impiccati, membra di un grande corpo
che l’isola ha generato formandolo di nascosto
con gli stessi elementi e allo stesso scopo.
Sei nato e da allora nulla ti è estraneo,
nessun tradimento, nessuno sguardo, nessun vincolo
materno. Per tutti i giorni a venire
non dovrai più supplicare, né del resto lo hai mai fatto
Il Semper Solus, il fiore che non canta,
che non piange, che non spara e che non conquista,
per essere colto è destinato a immergersi
nel pensiero profondo come un tuffatore di frodo.


 

* Azione Atzeni- mode d’emploi

di

Gigliola Sulis e Francesco Forlani

‘E scoprirai quello che resta di un uomo, dopo la sua morte, nella memoria e nelle parole altrui’. Sergio Atzeni, Il figlio di Bakunìn Il 6 settembre del 1995, inghiottito dal mare come l’amato Fleba il Fenicio, Sergio Atzeni perdeva la vita nelle acque dell’isola di Carloforte. Sardo, appena quarantenne, era stato militante comunista, anarchico leader studentesco, impiegato insoddisfatto, sindacalista, pubblicista. Dopo la fuga dall’isola, tra l’Emilia e Torino, divenne correttore di bozze, lettore di manoscritti per case editrici, sontuoso traduttore – un testo su tutti: Texaco di Patrick Chamoiseau. Per tutta la vita fu intellettuale rigoroso, poeta e scrittore immaginifico, autore di romanzi-mondo come Apologo del giudice bandito, Il figlio di Bakunìn, Il quinto passo è l’addio, Passavamo sulla terra leggeri, e di una cascata di racconti tra cui Il demonio è cane bianco, I sogni della città bianca, e Bellas mariposas. Come nel Figlio di Bakunìn, pensando oggi a Sergio, ci chiediamo: che cosa resta di uno scrittore, dopo la sua morte, nella memoria e nelle parole altrui? Per rispondere a questa domanda, abbiamo invitato degli autori legati all’opera di Atzeni a dare nuova vita ai personaggi o ai luoghi o alle atmosfere della sua opera. Interpretando, riscrivendo, stravolgendo creativamente, in totale libertà. Un coro di voci diverse per una raccolta di racconti brevi, accompagnati dalle registrazioni dei podcast a cura di Orsola Puecher, una rifrazione e moltiplicazione di frammenti post-atzeniani. Assolutamente vietata l’agiografia, e ‘massima penalità per chi si prende troppo sul serio’, come scriveva Sergio in uno dei suoi ultimi articoli per “L’ Unione Sarda”. Nasce così il gioco del discanto*, da intendere sia come far decantare delle buone pagine in nuove storie sia come costruzione di voci in forma di polifonia medievale. * Francesco Forlani ‘Nella Sardegna magica in cerca di Sergio Atzeni, “Reportage”, n.10, 2012, ripreso nel 2017 da Minima Moralia Gigliola Sulis, Chi era Sergio Atzeni?’, “Le parole e le cose”, 22 novembre 2012

 

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francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux
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