Articolo precedente
Articolo successivo

photomaton

12509687_10153839794932071_171064848312231746_n-1

Io lo guardai

Io lo guardai e guardai le tracce dei bambini nel fango, e pensai alle gocce di pioggia ed alle orme d’una certa creatura estinta secoli fa, che i geologi avevano identificato presso una scogliera; e riflettei: se questo fango potesse pietrificarsi in questo momento, e rimanere qui nascosto per diecimila anni, io mi domando se la stirpe di uomini che saranno allora i nostri successori sulla terra sapranno, da questi o da altri segni, usando per quanto possibile la forza dell’intelletto umano, privi dell’aiuto della tradizione, compiere una deduzione così sbalorditiva quale quella che esistesse una raffinata società che tollerava la pubblica selvatichezza di bambini abbandonati a se stessi per le strade della capitale e che andava orgogliosa del suo potere per mare e per terra, senza che mai facesse uso di questo potere per prenderli e trarli in salvo!
Charles Dickens, Il viaggiatore senza scopo

 

Alan Kurdi, bambino

Vieni, hai la scarpa slacciata, infilati il maglione, farà freddo,

che cos’hai in tasca, dove l’hai raccolto, svuota, via, come ti senti,
guardami negli occhi, la mamma ti vuol bene, Galip, vieni anche tu,
la mamma vi vuol bene, papà è fiero di voi, solo un’ora di mare, di là conosceremo altri bambini, domani dormiremo in un letto nuovo, l’Europa, il Canada, letti più grandi,
ma certo, un sorso d’acqua, bevi, attento a non bagnarti, sei già tutto sporco di sabbia, laviamo le manine,
così, perfetto, ora saliamo

II

È permessa l’immagine.
È permesso vedere l’immagine. È permesso non vedere l’immagine. Dire di non aver visto. Di non aver potuto. Di non aver dovuto. È permesso pubblicare l’immagine. È permesso oscurare l’immagine. Condividere. Dire mi piace. Dire non mi piace.
È permesso parlare di inquadrature. Di discrezione e riserbo. È permesso parlare di immagini.
È permesso rivedere l’immagine a mente. In altri vestitini così gettati. Nella riva più fortunata di un copriletto.
È permesso, davanti all’immagine, dire sì, ma. Rimanere coi piedi piantati nella sabbia. Non muovere un passo. Affondare.
È permesso dimenticare l’immagine. Chiudere gli occhi. Negare. Mentre ancora
quello che nell’immagine accade
(è accaduto, accadrà)
è permesso

III
Lo stato di salute o malattia della cosiddetta fede non è tale per cui

un padre costretto a portare a casa in braccio i tre quarti di quella che era la sua famiglia
un padre precedentemente costretto a portare via da casa per mano la stessa famiglia (moglie e due figli di cui resta una foto scattata sulla poltrona dei giochi al centro esatto di un doppio largo sorriso nonostante la bufera (in abiti non dissimili da quelli che avrebbero presto restituito)
contro l’onda montante della storia) all’ultima spiaggia
(egli stesso accusato di aver rovesciato la barca per)
un padre che ancora prega mentre seppellisce sé stesso assieme a
dicevo, lo stato di conservazione di questa inaspettatamente tenace
fede che intanto a Kobanî è sull’orlo di inghiottire sé stessa una volta per tutte
dicevo, non è tale per cui
requiem aeternam dona eis
dicevo
non lo so cosa stavo dicendo

Guido Cupani, poesie

 

1 commento

  1. buon giorno.
    la stanza II è la matrice Madre trattandosi di essere umani della I e della III
    anche senza il nome del bimbo soprattutto senza il nome del bimbo ma come stanza del bambino ignoto. i versi – confessional – confessano l’ accusa con garbo seminano secretando e rivelando le intenzioni, immagini che sono entrate ed entreranno nell’ immaginario collettivo. la stanza II mi piace come poesia le altre come narrazione estrinseca prosata di questa un po’ meno, che, seppure congrua al contesto suona ridondante leva sui sentimenti. a mia personale e opinabile lettura, naturalmente, di questo solo testo dell’ autore non conoscendo il corpo poetico da lui prodotto nella sua interezza.
    un saluto.
    paola

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Les nouveaux réalistes: Francesco Forlani

di Francesco Forlani
E accade che perfino ai più pavidi baleni l'idea in grado di ribaltare il risultato, di rompere le catene della fatalità, del destino che non ammette eccezioni, con un semplice gesto, una parola che trasforma le cose da come stanno in come potrebbero andare altrimenti.

Monumento Mori. La rimozione coloniale dell’Europa.

di Francesco Forlani
Le due anime dell'Europa, la sua evidente schizofrenia, nel pensarsi come il migliore dei mondi possibili senza al contempo rinunciare al peggiore dei modi possibili di esistere come potere economico grazie al suo passato e presente coloniale.

Overbooking: Alida Airaghi

di Luigi Toni
Alida Airaghi attraversa il Decalogo da non credente e lo restituisce alla sua zona più perturbante — quella in cui la legge non coincide più con il bene, e la colpa non produce alcuna catarsi.

I poeti appartati: Rosine Inspektor

di Rosine Inspektor
Sull’aereo incrocio lo sguardo di una ragazza che sta prendendo appunti su un quaderno. Le dico che non voglio essere nel suo diario. Lei: Allora che cazzo fai sul mio aereo?

Abécédaire comique: Alessandro Ciacci e Lorenzo Catalini #lettera C & D

di Alessandro Ciacci e Lorenzo Catalini
Due comici entrano in una rivista culturale per esplorare cosa succede quando l’umorismo si prende il tempo della pagina, quando la battuta diventa frase, la frase deriva, e il racconto, forse, inciampa. Lettera dopo lettera.

Les nouveaux réalistes: Mariana Branca

di Mirco Salvadori
La lingua di Mariana Branca è il vero elemento che rende tutto questo necessario. È una lingua densissima, stratificata, corporale, minerale, botanica, tecnica, ma sempre sorretta da un ritmo interno che la salva dall’inventario e dall’esibizione.
francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux. Ultimo romanzo pubblicato: L'amico spagnolo
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: