Le scimmie … (2)

di Dario Voltolini

scimmia.jpg

chiudendo tutto
andandosene lungo una siepe secca di polvere e catrame
andare per le lunghe strade notturne
battute dal vento
sentire il freddo battere sulla mano
che tiene la borsa
sentirlo salire nel braccio
ritardando il rientro serale
per non salire subito
nella polvere della stanza
nessuno può averti visto
mentre ritornavi a piedi
questo pomeriggio
nessuno può sapere cosa hai fatto ieri
l’altro ieri
un mese fa
nessuno può fotografarti
chiamarti col tuo nome
farti voltare mentre passi
preferivano arrampicarsi
sulla grande pietra bruna
in mezzo alla radura
la pietra era spaccata in mezzo
e lì era il passaggio più comodo per salire
poi lungo un sentiero
c’erano i reticolati delle ville
e in una pozzanghera
hanno visto trascinarsi
gialla e nera una lenta salamandra
c’è lo scarabeo di pietra
vicino al topo sul tappeto
la stanza è ferma
ci sono vestiti
libri dappertutto
di là vi siete addormentate
il sonno è passato qui vicino
poi se ne è andato via
come negli anni del liceo
con stupore li conosco
come esperienza mia
io so di un uomo
che quando rientrava a casa
appartamento essenziale
mobili squallidi
appendendo il cappotto sull’attaccapanni
doveva pensare a qualcosa per distrarsi
altrimenti
la percezione della solitudine sarebbe stata
troppo intensa e l’avrebbe piegato
all’altezza dell’addome
e alle ginocchia
non si può dire che si trattasse
della sua solitudine in particolare
era piuttosto una cosa impersonale che stava ferma in certe zone della città
come una nebbia

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