christian raimo

Passione indiana

di Christian Raimo

Devo scrivere questo post per dire una cosa che ho comunicato agli altri redattori ma che mi sembrava giusto mettere anche on-line. Ho deciso di non fare più parte della redazione di Nazione Indiana, che poi sarebbe questo blog collettivo che state leggendo.… Leggi il resto »

Il tempo di una foto

di Hyppolite Bayard


Louis Pierson, Ritratto della Contessa Castiglione e suo figlio, 1864

C’è il tempo interno dell’immagine e il tempo necessario per farla, l’immagine, sono due cose diverse. Ma, c’è il tempo necessario a pensare e arrivare all’immagine e poi c’è quello che fisicamente serve perché l’immagine esista, venga registrata sulla pellicola.… Leggi il resto »

Le forme imperfette del turismo della luce

di Christian Raimo

Che cos’è che volevi dimostrare?
Lo spacco sul labbro che continua a restituire sangue
a chi non ricordava neanche
di averne perso così tanto.
Tu una scatola sapiente, chi vince sempre
stando ferma ai giochi dei bambini,
la bella statuina, un due e tre stella,
come quei mendicanti
irlandesi che si piazzano al centro
di un marciapiede del centro,
i cartelli dicono semplicemente “Sto male”, “Ho fame”
e parlano di te: è il loro modo di fare amicizia,
di metterti in pari.… Leggi il resto »

Martina si allena

di Marco Mantello

Dal girone dei folgorati
all’aureola dei precipitati
dalle tegole di un capannone
ai piallati, agli schiacciati
sotto macchine troppo nervose
per mangiare le mani degli altri

i morti atipici o innominati
sono quelli non dovuti a violazione
delle regole di sicurezza.… Leggi il resto »

Hippolyte Bayard, un meraviglioso blog di fotografia

“… la fotografia non ha bisogno di essere garantita da qualcuno: la garanzia che quello che mostra è “vero” è radicata nella nostra coscienza al punto da confondersi con la propria libera volontà. Nella fotografia si crede di credere “liberamente”: si afferma addirittura che non possiamo rifiutarci di credere ai nostri occhi.… Leggi il resto »

Napoli bella? Napoli dannata? L’ultima parola di Ermanno Rea

di Cristiano de Majo

Napoli al centro di uno scontro tra verità e finzione. Ridotto all’osso, questo sembra essere il nucleo dell’ultimo non-romanzo di Ermanno Rea, Napoli Ferrovia, parte conclusiva della trilogia iniziata con Mistero napoletano e proseguita con La dismissione, nonché congedo finale e a quanto pare irrimediabile dello scrittore dalla sua città natale.… Leggi il resto »

Le cose vanno come vanno

di Christian Raimo

Da quando mi sono sposato, nel 1992, mi è successo di dormire con altre donne, di starci, di tradire mia moglie insomma, soltanto un paio di volte: la prima risale a una decina di anni fa, durante un periodo oscuro e avulso dal tempo che nella mia testa e forse anche nella realtà coincide con la presunta, o anche vera, malattia di nostro figlio Edoardo, che per un anno intero, prima che gli fosse finalmente accertata una forma rara ma piuttosto innocua di artrite reumatoide, fece dentro e fuori dagli ospedali tra accertamenti invasivi, diagnosi allarmistiche e cure sbagliate; al tempo dimagrii in modo innaturale e drastico di una ventina di chili, per la tensione, la fatica o semplicemente per l’osmosi del morbo immaginario, e – in nome di qualche tipo di compensazione, credo – alla fine di tutto, come per respirare dopo essere stato troppo tempo sott’acqua, non feci molto per evitare una storia abbastanza dimenticabile con una donna che già allora non consideravo neanche bella, una nostra amica delle vacanze estive, capace però di rimanere in silenzio, in mia presenza, quasi incantata, per ore.… Leggi il resto »

Era tanto tempo fa

di Christian Raimo

Da dove, quando, è cominciata la paura?, mi chiedevo, quel senso di mancata possibilità di speranza, di futuro sfocato, di rinuncia alla naturalezza, la sensazione di un cammino bloccato, di immobilismo che alle volte forse si perverte fino a diventare il famoso senso di insicurezza, da dove si è generata, mi dicevo, questa forma di ansia nucleare, che pure è una patologia diffusa, sociale, generazionale, quest’impressione di difetto emotivo che pare sia uno dei pochissimi elementi fondamentali che mi accomunano alle persone della mia generazione?… Leggi il resto »

Boccea come possibilità di ritorno

di Christian Raimo

Quando sento parlare di periferia periferia, di rivalutare la periferia, quasi subito sento puzza di bruciato, mi fa lo stesso effetto di chi insiste senza motivo a tessere le lodi di qualcosa di cui in realtà non finisce per far altro che marcare l’inferiorità.… Leggi il resto »

Fini

di Marco Mantello

Dall’epoca dei posti fissi
a quella dove i pupi di Falluija
sono pari ad un pupazzo tricolore
ricoperto di benzina che divampa

colleziona crocefissi
e la riga sui capelli non si muove.… Leggi il resto »

Un’orchestra che muore

di Christian Raimo

Con una tempistica quasi violenta, il 15 ottobre, all’indomani della costituzione del Partito Democratico e appena prima del concerto inaugurale della Festa del Cinema, nel momento in cui insomma agli italiani tutti veniva infusa una dose massiva di speranza solida in un futuro di progetto, innovazione, stabilità, ai musicisti di una delle due orchestre stabili (sic) dell’Auditorium Parco della Musica – l’Orchestra di Roma e del Lazio, la sorella minore di quella di Santa Cecilia – veniva recapitata una comunicazione semplice e drastica: la stagione concertistica autunnale è stata soppressa.… Leggi il resto »

Cos’è Roma

di Christian Raimo

Dieci anni fa stavo cercando di farmi nuovi amici. Frequentavo chiunque mi stesse vagamente simpatico a pelle. Naufragavo a giocare a freccette alle tre di notte con borghesotti arricchiti dei Parioli che mi portavano poi a fare il puttan tour e mi lasciavano dormire in macchina, facevo illimitate conversazioni etiliche sulle tendenze della poesia contemporanea con fuorisede dandy, mi ritrovavo con Maurizio (che disegnava fumetti porno, insegnava basket ai ragazzini delle medie e si era inventato una rivista intitolata in omaggio a Gabriel Pontello “Ifix tchen tchen” in cui dava in allegato disegni di bambini dell’asilo che si faceva regalare dalle maestre), io e lui spersi tra le poltroncine sdrucite, a vedere in un cine d’essai Amore Tossico di Claudio Caligari, e uscendo dalla saletta imboscata e ovviamente umidissima lui commentava: “Non te rendi contro il vuoto che c’era.… Leggi il resto »

Antrim, La vita dopo, e l’estetizzazione del dolore

di Christian Raimo

Perché un libro lacerante, divinamente scritto, narrativamente vincolante come La vita dopo di Donald Antrim (Einaudi, pag. 185, euro 17) è passato quasi del tutto inosservato in Italia, tanto che io, il 15 ottobre, in una delle librerie più grandi di Roma, ne ho comprato la seconda e ultima copia dall’inizio dell’anno, dato che delle ventuno che avevano ordinato a febbraio ne avevano già riconsegnate in resa diciannove?… Leggi il resto »

Contro i manifesti contro i manifesti

di Christian Raimo

Può fare uno strano effetto leggere quello che diceva oggi Doris Lessing su “Repubblica” se avete appena finito di parlare con un vostro amico che insegna al liceo, totalmente demoralizzato per il fatto che spiegare i principi più basilari di Marx si è dovuto impiccare un’intera mattinata.… Leggi il resto »

Per sempre

di Christian Raimo

Questa è una recensione a Per sempre di Edoardo Nesi.
Ma bisognerebbe fare prima un discorso articolato, complesso sul processo di “ferdidurkizzazione”, di infantilismo di ritorno, che sta avvenendo in Italia. Nel romanzo di Gombrowicz, Ferdydurke, un Gregor Samsa qualunque, un trentenne, si sveglia una mattina e si ritrova trasformato in un adolescente.… Leggi il resto »

Il libretto arancione

di Christian Raimo

Purtroppo è un libro abbastanza noioso questo “libretto arancione” di Walter Veltroni, La nuova stagione (Rizzoli, pagg. 142, 10 euro), che dovrebbe essere la piccola summa delle ragioni fondanti del Partito Democratico, ed è in realtà l’edizione per libreria – ottenuta con una semplice conversione dei file da Word a XPress – di cose che Veltroni aveva già pubblicato più o meno altrove.… Leggi il resto »

Politicamente corrivo

di Christian Raimo

La notizia è che tra i 400 nuovi lemmi dello Zingarelli della lingua italiana ci sia, oltre ”raga”, ”arrapato”, ”ciulare”, ”intrippato”, ”gufata”, anche ”e-worker”, ma soprattutto il non proprio eufonico ”precarizzato”. Così, finalmente, se fino a qualche anno era difficile per un genitore capire perché il proprio figlio trentenne fosse ancora pascolante nella sua cameretta adolescenziale, e avesse quella faccia sconsolata, oggi invece la comunicazione intergenerazionale procede sicuramente più spedita.… Leggi il resto »

La lettura del gas

di Marco “P.N.” Mantello

Il mio cane si chiama Schiller
e ha due occhi più rossi
della prima internazionale.
Con i calli sui gomiti sale
e gli tremano le zampe posteriori.

Dentro al bosco, al di là della case
le carcasse degli Schiller precedenti
custodiscono ancora i cuori
di padroni adolescenti.… Leggi il resto »