franz krauspenhaar

Fravecatore

di Lucio Lanzara

Quando sono nato io i vecchi erano già vecchi. E lo sono stati per una decina d’anni. Fino a che ho preso chiarezza che la vecchiaia è un percorso, è strada fatta.
Enrico dice che non è una questione anagrafica, è un fatto di fatica, di lavoro di tutti i giorni.… Leggi il resto »

Bella giornata

di Piero Sorrentino

“Ma bella giornata voleva dire bella per conto suo, come la natura che è indifferente al destino dell’uomo. Voleva dire una gioia che sembra sempre lì, a portata di mano, proclamata dall’azzurro raggiante del cielo, e che però non si può condividere.… Leggi il resto »

Sangue marcio

di Antonio Manzini

All’istituto il Natale era il momento più bello dell’anno.
Accompagnati dal professore ce ne andavamo in giro per Torino, in fila, a guardare le vetrine dei negozi e i bar. C’erano luci e macchine che suonavano senza senso.… Leggi il resto »

Problemi tecnici

Da ieri nel sito ci sono problemi tecnici che impediscono di entrare nelle colonne dei commenti, presenti negli “archivi del mese”. Faremo il possibile per sbloccare la situazione quanto prima.
Oltre a questo, in seguito alle uscite da NI verificatesi di recente, è in corso una discussione fra i membri sull’opportunità, i tempi e i modi del continuare l’esperienza.… Leggi il resto »

Percorsi di significato

di Sergio Garufi

Una delle immagini più suggestive, nel Trionfo della morte di D’Annunzio, è quella della scoperta del Duomo di Orvieto, quando il protagonista del romanzo percorre un dedalo di vicoli angusti nel centro storico della città e alla fine prova questa epifania scioccante (“d’un tratto, in fondo a una via, un miracolo: il Duomo“), come di un mostro sorto dal nulla.… Leggi il resto »

Non aprite quella porta

di Raul Montanari

Il titolo di un libro, si sa, fa parte del suo packaging; è parente della copertina, collabora con il nome dell’autore, viene spalleggiato dalle bandelle, dalla quarta, dal valore aggiunto dell’editore o della collana, dal prezzo; per un film possiamo citare la locandina, i trailer, la presenza di attori famosi, la collocazione strategica in un cinema centrale o specializzato, e così via.… Leggi il resto »

Quintetto d’archi

di Anna Setari

MARGINALE
Non ci sei, da secoli tu hai spento
la febbre intermittente della vita
nel sonno buono dove nessun male,
niente, ti può toccare. Mai. Per sempre.
Ma qui nel tempo mio resta e s’accende
questo andamento a fitte del ricordo
per cui dal bosco d’anni folto, nero,
tu emergi come fa la luna a volte
d’oltre gli squarci limpidi del cielo.… Leggi il resto »

Guarigione

di Franco Arminio

ti voglio guardare mentre hai gli occhi chiusi
guardare il sole che ti passa sulla fronte
le mani che toccano la rosa sul tappeto
diventare così teneri amici
e poi divampare
in altri luoghi
incollare le tue spalle alla parete
baciarti tra le gambe… Leggi il resto »

Oggi, ieri, domani

di Stefano Sanfilippo

OGGI…
Decise di telefonare a Davide solo quando il ricordo del momento in cui tutto aveva avuto inizio divenne preciso a tal punto da sentire ancora quelle quattro fottutissime parole nella testa:
Attenzione! Possibili pozze d’acqua.”
Fanculo.… Leggi il resto »

Capirci qualcosa

di Franz Krauspenhaar

Sto anch’io leggendo quotidianamente su NI, da qualche tempo, una quantità smisurata di lettere aperte. Cioè, non sono proprio aperte: sono lettere di Carla Benedetti a Giulio Mozzi, di Giulio Mozzi a Tutti, di Giuseppe Caliceti a Carla Benedetti eccetera eccetera.… Leggi il resto »

Una casa

di Raul Montanari

Cara Carla, ti rispondo subito su sette diversi punti:

1. Ti prego di smetterla di parlare di censura. Non è degno di una persona della tua finezza intellettuale (e tantomeno di una persona pronta a rinfacciare a Caliceti il mancato uso del vocabolario) accusare di censura uno che non ha nessun potere se non quello di andarsene.… Leggi il resto »

L’urlo

di Raul Montanari

Cara Carla, uno degli indiani è qui.

E’ qui da sempre, veramente, perché non si limita a postare pezzi ma interviene quando e come può, compatibilmente con le sue capacità, nelle colonne dei commenti, ovvero in ciò che rende vivo un blog.Leggi il resto »

Atei e agnostici

di Riccardo Ferrazzi

Da un po’ di tempo su Nazione Indiana è in atto una campagna pubblicitaria a favore della tesi: Dio non esiste.
Dico la verità: mi sembra logico che, se la Chiesa cattolica fa proselitismo (o apostolato, chiamatelo come vi pare), se gli Hare Krishna giravano per le città (ultimamente molto meno: che fine hanno fatto ?), se i Testimoni di Geova suonano i campanelli e si intrufolano nei condomini anche senza essere invitati, mi sembra normale che anche gli atei si diano da fare.Leggi il resto »

Gradi di scrittura

di Elio Paoloni

Sono uno scrittore di secondo grado. Intendo dire che la scrittura, per me, sta in secondo piano. “Mi occupo d’altro, io” scriveva Hemingway in Verdi colline d’Africa. “Le assicuro che faccio una gran bella vita” diceva all’interlocutore, e alla domanda scettica “Cacciando kudù?” rispondeva “Certo, cacciando kudù e facendo un sacco di altre cose”.… Leggi il resto »