franz krauspenhaar

Il buio dentro gli occhi

di Marco Rovelli

Lo incontri in biblioteca, Said. Mi volete clandestino, ma non mi tagliate fuori dal mondo. Legge i giornali, parla, discute. Come ha sempre fatto, anche in Marocco. Devi mantenere il tuo sguardo, per salvarti, per non farti sommergere dall’inesistenza alla quale ti hanno condannato.… Leggi il resto »

Il tè

di Harold Pinter

(In occasione del Premio Nobel per la letteratura recentemente conferito al drammaturgo inglese, pubblico questo racconto del 1963. Un anno dopo la B.B.C. commissionò a Pinter una commedia per la European Broadcasting Union. L’autore decise di usare il medesimo argomento per la scena; a suo dire, il meglio riuscito è il racconto.… Leggi il resto »

Ancora su Edward Lewis Wallant – 2

di Leonardo Colombati

Edward Lewis Wallant iniziò a scrivere a trent’anni. Morì appena sei anni più tardi, nel 1962, per la rottura di un aneurisma. Fece in tempo a vedersi pubblicati due romanzi (The human season e The pawnbroker) e a lasciarne altrettanti, inediti, ai posteri.… Leggi il resto »

Canto del cigno

di Jacopo Guerriero

Qui di seguito una breve intervista che mi ha concesso Roberto Parpaglioni, editore gentiluomo che mi comunica in queste righe una pessima notizia: la chiusura di un’attività editoriale che è certo tra le più interessanti degli ultimi anni.… Leggi il resto »

Ancora su Edward Lewis Wallant – 1

di Tommaso Pincio

Tre anni appena. Soltanto per tre anni Edward Lewis Wallant si considerò seriamente uno scrittore. Un’avventura letteraria, la sua, iniziata relativamente tardi, dopo una gioventù trascorsa lavorando come art director pubblicitario, e troncata molto presto nel 1962, a soli trentasei anni, da un aneurisma.… Leggi il resto »

Gli inquilini di Moonbloom – un caso letterario americano

 di Franz Krauspenhaar

Lo scrittore Edward Lewis Wallant (1926-1962) prometteva benissimo, nel mondo letterario americano degli anni 50: ma a 36 anni morì improvvisamente, lasciando un paio di romanzi pubblicati (cito L’uomo del banco dei pegni, ridotto per il cinema da Sidney Lumet con uno straordinario Rod Steiger ) e un altro paio usciti postumi, tra i quali si annovera questo Gli inquilini di Moonbloom, appena pubblicato in Italia da Baldini Castoldi Dalai.… Leggi il resto »

L’astronave della parola scritta e Zio Demostene. Intervista ad Antonio Moresco

di Jacopo Guerriero

(Ieri il supplemento di «Liberazione», Queer, ha ospitato questo mio lavoro. Lo segnalo anche qui, si parla di un libro che non deve passare inosservato.)

Fotografie in bianco e nero affiancate all’«astronave della parola scritta», il diario di una civiltà rurale non ancora incalzata dal processo d’industrializzazione capitalista.… Leggi il resto »

Sul fallimento

di Franz Krauspenhaar

Non credo in alcuna realizzazione, se non nel fallimento. Ci sono fallimenti quasi perfetti, fallimenti mascherati da successi, fallimenti temperati, conclamati, raffinati, esorbitanti, timidi, quasi felici. E fallimenti rassegnati al suicidio, sicuramente i peggiori.… Leggi il resto »

Tecniche di suicidio

di Sergio Garufi

L’incipit di un libro è un tentativo di adescamento, e quello folgorante e lapidario de Il mito di Sisifo di Albert Camus è fra i più riusciti che io conosca. Vi si afferma in modo perentorio che esiste un solo “problema filosofico veramente serio: quello del suicidio.… Leggi il resto »

Malesia take-away

di Helena Janeczek

“Specialità cinesi e malaysiane”. Ero sicura di aver letto bene, lì sull’angolo di quel grigio palazzotto anni quaranta, subito oltre il sottopassaggio ferroviario sulla via per andare all’autostrada, casello di Gallarate? Però la volta dopo, appena si emergeva da sotto il tunnel, la scritta ricompariva: grande, in stampatello, rossa su bianco sopra la porta aperta che lasciava intravedere un banco in formica con un registratore e dietro l’accesso alla cucina.… Leggi il resto »

La crisi

di Franz Krauspenhaar

E’indubbio che Nazione Indiana sta attraversando una crisi. C’è chi parla di coma, chi di limbo. Dall’interno posso affermare con sicurezza che né l’uno né l’altro termine identifica correttamente il momento che stiamo attraversando: perché questa è una crisi congiunturale, inevitabile.… Leggi il resto »

Un film, precisione e correttezza

di Mario Bianco

Parto da un film:

Titolo: La regola del sospetto (The Recruit)2003
Regia: Roger Donaldson
Sceneggiatura: Roger Towne, Kurt Wimmer, Mitch Glazer
Fotografia: Stuart Dryburgh
Interpreti: Colin Farrell, Al Pacino, Bridget Moynahan etc.

Lo vedo su Sky, ambiente e scuola CIA per nuove reclute.… Leggi il resto »

Ritratto di Cassandra

di Ivan Roquentin

Si può dunque nascere da un mezzo dio e da una mezza cagna, per poi sentir raccontare strane favole su quel giorno in cui un re e una ninfa si davano alle nozze, sicuri del loro destino da favola e del mio da puttana.… Leggi il resto »

Vacanza

di Franz Krauspenhaar

eri felice nuda ispessita contro finestre al vento ti vedevo mostrare le natiche sciolte nel vento carezzevole/////tanto tempo fa////
/////felice eri felice io ero sabbia /////percossa///// io ero saliva /////sbandata///// io ero lo schiavo che adorava una stupida salsa di statua viva///// eri sazia mi piacevi nuda al sole di Fuerteventura nel vento, la sabbia/////… Leggi il resto »

Poesia di un sabato pomeriggio, e altre

di Franco Arminio

POESIA DI UN SABATO POMERIGGIO

ho scherzato con la mia vita
l’ho tenuta piccola
l’ho tenuta tra la madre e il paese
e questa moglie
che mi tiene come un naufrago
che mai finisce di asciugarsi.
l’essere è in onda, ma io sto qui nel camerino
mi trucco scrivendo
veramente non ho avvenire
se dovessi scoprire che era un trucco
perfino la paura di morire.… Leggi il resto »

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Come avrete notato è di nuovo impossibile accedere ai commenti del sito. Stiamo però lavorando per arrivare a una soluzione in tempi brevi. Ci scusiamo ancora una volta per l’inconveniente. Grazie per l’attenzione.… Leggi il resto »

Meno siamo meglio stiamo

di Elio Paoloni

Alla fine degli anni Ottanta Renzo Arbore fece delle comparsate in DOC, la trasmissione condotta da due suoi pupilli, Gegè Telesforo e Monica Nannini. Si fingeva svanito, nostalgico, un po’ rincitrullito. Teneva in mano una girandola e nei momenti (apparentemente) più inappropriati esclamava: “Abbasso l’autoreverse.… Leggi il resto »

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Come avrete notato è di nuovo impossibile accedere ai commenti del sito. Stiamo però lavorando per arrivare a una soluzione in tempi brevi. Ci scusiamo ancora una volta per l’inconveniente. Grazie per l’attenzione.… Leggi il resto »