franz krauspenhaar

Londra e vedersi dal di fuori

di Mario Bianco

Me ne andai a Londra quasi di brutto, scappai di corsa, vent’anni fa, perché non ne potevo più di famiglia, di esigenze paterne, di protezioni e sgonfiamenti materni, di cretinerie sororali e della mia facoltà. Non ne potevo più anche di me stesso, a pensarci bene, perché dentro mi si aggiravano delle cose oscure che allora non potevo né vedere né definire, preferivo ignorare, ma le ombre viscerali pungevano e chiedevano voce, volevano essere partorite ed urlare alla luce del giorno.… Leggi il resto »

Broken Barbie

di Alessandra Amitrano

Ho ricomprato il test di gravidanza ma esito da quattro giorni.
Non posso più prendere tempo.
Mi scappa la pipì. La faccio sulla striscetta.
È blu. Cazzo è blu.
Mi vuole restare dentro. È forte, è più forte di me.… Leggi il resto »

Carmina non dant panem

di Riccardo Ferrazzi

Su “Stilos” dell’8 febbraio Gianni Bonina esordisce così: “Vizinczey osserva che la maggior parte delle persone non può vedere meriti artistici in romanzi che contraddicano le loro opinioni”. E più avanti, rifacendosi ancora a Vizinczey supportato nientemeno che da Unamuno, arriva a dire chiaro e tondo che il romanzo deve consolarci e non inquietarci, e ci piace di più se ci conferma nelle nostre opinioni.… Leggi il resto »

Uno con Altri

di Giovanni Martini

(il linguaggio piatto dei Dolori Riproduttivi)

Ascoltate questo: la scrittura è fatta di strutture, non di contenuti. Quindi è fatta di stile. Lo stile non sono le parole, certamente. Nemmeno le parole come le fai girare quando scrivi.… Leggi il resto »

I dolori riproduttivi

di Giovanni Martini

Gianni Ciancola era un pessimo scrittore. Idee ne aveva, ma non riusciva a organizzarle. Potenzialmente era meglio di Hemingway, ma al mondo di scrittori potenziali ce n’erano già troppi. Era meglio essere modesti, ma pubblicare qualcosa. Agganciò il telefono.… Leggi il resto »

Edo

di Massimiliano Governi

Mi chiamo Edoardo Bortolotti e sono morto il 2 settembre del 1995. Forse qualcuno si ricorda ancora di me. Sono stato per diversi anni un promettente terzino del Brescia, ho giocato in serie A e in serie B.… Leggi il resto »

Best seller

di Riccardo Ferrazzi

La busta era troppo leggera. Brutto segno: un editore, se vuole pubblicare, telefona. Se scrive è per rifiutare. E infatti.
“Gentile Augusto Rossi, Le siamo grati, eccetera. Peraltro, il Suo scritto non rientra nell’indirizzo editoriale delle nostre collane, eccetera eccetera.”
Tutto ciclostilato.… Leggi il resto »

Sperando che non arrivi domani

di Vins Gallico

Sono le 4 e 17 della notte fra il 9 e 10 Febbraio; domani, fra poche ore, costringeranno Zahra Kameli a salire su un volo Lufthansa, destinazione Iran, spedendola probabilmente a morire.Faccio un passo indietro, prendo un caffè, provo a descrivere la situazione.… Leggi il resto »

Note maccheroniche e dell’assurdo

di Franz Krauspenhaar

“Soy muy grado a la buena suerte d’esser venido en possession, en una manera absolutamente casual, de las copias autenticas de los diarios de dos guapos milanés risalentes a los anos de la estrema crisis expiritual, economica y politica de la ciudad la mas grande del norte del pais, a nosotros muy querido, de los spaghettos, de Michelangelo, de la Mafia y de Raffaella Carrà.… Leggi il resto »

Fantato’s Trio

di Gabriela Fantato

in viale sarca

la linea a perdita di sguardo
si dà potentemente grigia
di cubi: facciata d’occhi
senza mani alla finestra
(superficie dissennata
nel ripetersi di case a deserto
in sempre passi, uno su uno,
uno su mille; a sorte)… Leggi il resto »

Versi in corso

di Paolo Rabissi

(da Lungomare)

4
Insulti sono in dialetto,
tono di voce e strepito di sillabe
bastano a confondere,
in caso di replica non serve senso
serve mulinare braccia e gridare,
come bestia ferita.… Leggi il resto »

Certe volte vorrei

di Mauro Mirci

Hanno portato il nuovo espositore e il signor Nino mi ha sorriso. E’ stato un sorriso sincero, di quelli che si fanno a chi si è affezionati.
Il giorno che sono arrivato qui ero un punto interrogativo, un quesito al quale solo il tempo poteva rispondere.… Leggi il resto »

Io slave to love (mi prostro a Berlusconi)

di Gemma Gaetani

Solo il dittatore parla d’amore.
Jacques Lacan

Ti amo, Berlusconi,
ce l’hai fatta.

Troppi anni di governo resistendo,
non gettando la spugna invero mai,
tu come noi, senza mollare mai,
da governata odianteti vieppiù
man mano che passavano le leggi,
i tuoi pensieri, le dichiarazioni,
gli show oltre frontiera, le intenzioni
– fantascienza pensavo, e poi realtà;
così sfiancata da godere un po’
(sai quando la pazienza perde essenza?)
da sporca (ed) anarchista
più che real pacifista
(che infine la pazienza perde essenza)

quando il treppiede ti ferì dal popolo.… Leggi il resto »

Lohengrin

di Riccardo Ferrazzi

“Ma è in tedesco ! Già le opere, anche in italiano, sono una noia micidiale. E poi, che palle, un teatro tutto ori e velluti rossi, giacca e cravatta, ingabbiati lì per tre o quattro ore !”
OK.… Leggi il resto »

Ecco a voi: mio padre (ucciso da me)

di Franz Krauspenhaar

22 Dicembre, oggi ucciso mio padre. Semplicissimo, atteso al varco dell’età mia e sua. Giovedì compiuti 18 anni. Ieri lui 59. Entrambi capricorni. Non voglio vederlo compiere sessant’anni, non voglio un altr’anno per la sua cifra tonda, ho pensato.… Leggi il resto »

I nuovissimi mostri

di Franz Krauspenhaar

La televisione ci mostra sotto varie forme il mostrabile, l’indimostrabile, il mostruoso, il mostro. Non rinuncio alla mia quotidiana dose di televisione. Non rinuncio, con una certa dose di masochismo, alla replicata dimostrazione visibile che i mostri sono vicini, che spesso i mostri sono i nostri vicini di casa, che gli assassini sono nostri ospiti.… Leggi il resto »