gianni biondillo

GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee.

Il caso Meursault

di Gianni Biondillo

Kamel Daoud, Il caso Meursault, Bompiani, 130 pag, 2015, traduzione Yasmina Melaouah

C’è un uomo, un algerino, che parla, in una bisca di Oran. E c’è un ragazzo che lo ascolta. Probabilmente uno studente francese, che ha nella sua borsa Lo straniero di Albert Camus.… Leggi il resto »

L’ultimo arrivato

 di Gianni Biondillo

Marco Balzano, L’ultimo arrivato2015, Sellerio editore, 205 pagine

Un uomo, sdraiato sul letto della sua cella, in attesa di scontare gli ultimi giorni della sua lunga pena, ricorda. Si rivede bambino, in una Sicilia antica e immobile, ricorda la curiosità che scaturiva ascoltando le storie del suo maestro elementare, ricorda la fame disperata, il lavoro nei campi, la madre malata, il padre anafettivo, l’abbandono forzato della scuola.… Leggi il resto »

Memoriale dell’inganno

di Gianni Biondillo

Jorge Volpi, Memoriale dell’inganno, Mondadori, 2015, 380 pagine, traduzione di Bruno Arpaia

Chi è J. Volpi? Il finanziere ebreo newyorkese che accusato di frode nel 2008 vive ora in un luogo segreto da dove ha spedito ad un agente letterario un libro, il Memoriale dell’inganno, che racconta la sua storia, in presa diretta?… Leggi il resto »

Ragno Tigre

di Federico Betta 

A vederlo così era come se stesse affogando. Si muoveva tutto veloce, saltava di qua e di là, dal suo manuale al video, e poi dal video ai suoi appunti e poi si fermava, tirava un respiro, guardava lo schermo e ricominciava a sbracciare coi suoi stupidi fogli.… Leggi il resto »

L’eco di uno sparo

 di Gianni Biondillo

 

Massimo Zamboni, L’eco di uno sparo , Einaudi, 2015, 186 pagine

È il febbraio del 1944, la guerra fratricida nel cuore dell’Emilia sta vivendo forse il suo momento di massima recrudescenza. Ulisse, fascista della prima ora, viene ucciso in una imboscata da un gruppo di partigiani.… Leggi il resto »

Parole sotto la torre – X edizione

Nόστοι, i ritorni

Da un approfondito esame delle sceneggiature delle pellicole di produzione hollywoodiana sembra che la battuta più ricorrente della storia del cinema di tutti i tempi sia “Back home”. “Tornare a casa”.

Tutta la narrazione occidentale è fatta, in buona sostanza, di due storie: una guerra fratricida durata dieci anni, e un ritorno a casa durato altrettanto.… Leggi il resto »

Atti osceni in luogo privato

 di Gianni Biondillo

 

Marco Missiroli, Atti osceni in luogo privato, Feltrinelli, 249 pagine

C’è un punto di non ritorno fra l’infanzia e l’adolescenza. Per alcuni può diventare un trauma. A Libero Marsell, dodicenne franco-italiano, capiterà di scoprire il tradimento della madre, una sera a cena, col migliore amico del padre.… Leggi il resto »

Amori e disamori di Nathaniel P.

di Gianni Biondillo

Adelle Waldman, Amori e disamori di Nathaniel P. , Einaudi, 2015 , 271 pag., traduzione di Vincenzo Latronico

Dopo la laurea ad Harvard, figlio della piccola borghesia di provincia, e una carriera da giovane scrittore che vive in un appartamentino scarrupato a Brooklin e si mantiene grazie agli articoli e alle recensioni che pubblica sulle riviste culturali (beato lui!), Nate ha finalmente raggiunto il punto del non ritorno che ogni intellettuale radical chic desidera nel profondo: ricevere un sostanzioso anticipo da un editore (beato lui, di nuovo!) per la pubblicazione del suo primo romanzo.… Leggi il resto »

Il conto che non torna

di Gianni Biondillo

Abbiamo imparato grazie alla televisione cos’è un “cold case”. Detto in inglese lo fa apparire come una cosa tecnica, persino indolore. Tradotto si mostra in tutto il suo cinismo: “caso freddo”. Fa venire i brividi. C’è una presa di distanza che sembra quasi indifferenza.… Leggi il resto »

Gambe in spalla

di Gianni Biondillo

Il “serpentone” della Maratown

Il 24 ottobre scorso – proprio mentre battevo chilometri a piedi con centinaia di persone attorno alle periferie di Milano per un evento che avevamo scherzosamente chiamato “Maratown” – il Ministro della Cultura Dario Franceschini dichiarava il 2016 anno nazionale dei cammini.… Leggi il resto »

Cattivo ragazzo

(ecco l’ultimo  – speriamo solo per ora – degli Incontri ravvicinati di tutti i tipi. Pronti a partire per Venezia?)

di Alberto Tonti

Il Codice “Della natura, peso e moto delle acque” di Leonardo da Vinci, dopo la morte del suo primo proprietario, lo scultore Guglielmo della Porta, giace in un baule per oltre un secolo dimenticato da tutti.… Leggi il resto »

Red west

Il buon vecchio Robert

di Gianni Biondillo

Da bambino me ne andavo in giro per il cortile del palazzone di periferia dove vivevo tutto orgoglioso della mia colt 45 nella fondina, della stella appuntata sul petto e dei baffi arricciati all’insù, disegnati con la penna bic da mia madre.… Leggi il resto »

Il monoscopio

(ecco il penultimo degli Incontri ravvicinati di tutti i tipi. Oggi andremo in casa addirittura di un premio Nobel! G.B.)

di Alberto Tonti

L’atmosfera al Politecnico di Milano è già bella calda. Si passano giorni interi in assemblea a discutere di tutto e di più, fondamentalmente contro qualcosa o qualcuno.… Leggi il resto »

Due calci al pallone

(il più breve, e a modo suo malinconico, fra gli Incontri ravvicinati di tutti i tipi raccontati fin’ora. G.B.)

di Alberto Tonti

Quando entro da Mauro il Bolognese sono già tutti a tavola da una buona mezz’ora. Le proteste per il ritardo si sprecano, mi giustifico raccontando che la riunione a Torino è durata più del previsto, che sull’autostrada c’era traffico, che ci ho messo venti minuti a trovare parcheggio, ma nessuno ci crede.… Leggi il resto »

Lune di miele

(proseguono gli Incontri ravvicinati di tutti i tipi. Questo è un po’ lungo, ma ne vale la pena arrivare fino in fondo. G.B.)

di Alberto Tonti

Seduto al tavolo da disegno nella zona dedicata agli ingegneri e agli architetti del Ministero all’Idraulica ad Algeri, attraverso una enorme vetrata che divide a metà l’open-space, incrocio per la prima volta lo sguardo dell’interprete russa che diventerà mia moglie.… Leggi il resto »

Non vorrei essere nei suoi panni

(A gentile richiesta, continuano gli Incontri ravvicinati di tutti i tipi. Spassoso e imperdibile l’incontro di questa settimana. G.B.)

di Alberto Tonti

Alla Facoltà di Architettura, dove sono iscritto da tre anni, già si sente odore di ‘68. Ho deciso con convinzione da che parte stare e, nel frattempo, giusto per tirar su due lire in più rispetto al vaglia mensile che arriva da mio padre, sono sempre alla ricerca di qualche lavoretto.… Leggi il resto »

Bastava saperlo prima

(Alberto Tonti – architetto, scrittore, critico, talent scout, persino cantante a Sanremo – ha conosciuto tutti nella vita. Sono anni che gli dico di scrivere un resoconto dettagliato dei suoi infiniti incontri, perché quando me li racconta al bar mi fa morire dal ridere.Leggi il resto »

La battaglia al contrario

di Romano A. Fiocchi

(“La battaglia” è il titolo del capitolo numero Sei di un bi-romanzo di trentaquattro capitoli ancora work in progress. Bi-romanzo in quanto si tratta di due romanzi intrecciati dove i capitoli si alternano sino a confluire in un unico finale.… Leggi il resto »

Allmenn e le dalie

di Gianni Biondillo

Martin Suter, Allmenn e le dalie, Sellerio, 2015, 215 pagine, traduzione di Emanuela Cervini

Credere che in un albergo ci si stia lo stretto tempo necessario significa non conoscere lo Schlosshotel, grande albergo svizzero un po’ in decadenza, dove, oltre ai fruitori di passaggio, è normale designare la propria residenza e viverci anche per molti e molti anni.… Leggi il resto »