Tiziano Scarpa intervista Giuliana Olivero
Il calcio di Grazia di Giuliana Olivero racconta la storia di un’invasione. L’invasa è Grazia, che diventa molto più che tifosa di calcio. Ha avuto un’infanzia crudele, e non solo quella. Ma da grande inizia a seguire gli allenamenti della Juventus, si affeziona, si innamora, fa regalini e manda telegrammi chilometrici ai calciatori, lettere, biglietti, cravatte, fazzoletti, raccolte di foto ritagliate fedelmente dai giornali per anni, fiori. Grazia si infervora per Marco Tardelli, per Michel Platini, poi per Sergio Brio, per Pasquale Bruno, infine per un allenatore, Francesco Guidolin.
Li segue con discrezione e con spavalderia, li stana negli alberghi dove dormono durante le trasferte, ma senza mai molestarli con qualcosa di più di una telefonata una volta ogni tanto, o un mazzo di fiori fatti consegnare in camera. Guadagna poco assistendo di notte vecchi e invalidi, spende tutto in viaggi per seguire l’idolo del momento, anche quando cambia squadra: a Firenze, a Lecce, fino in Scozia… L’invasore è il calcio, che si è annesso un intero popolo: in questo romanzo l’Anschluss si compie anche sulla parte femminile dell’Italia, che solo fino a pochi anni fa sbuffava al marito in poltrona davanti alla partita, e ora invece urla nella fossa degli ultrà.
Per Nazione Indiana ho fatto qualche domanda all’autrice, Giuliana Olivero.

La discussione – anche aspra e inelegante – in corso in questi giorni su Nazione Indiana in seguito a uno scritto di Massimiliano Parente, è a mio parere utile e interessante e permette di riprendere e approfondire alcuni degli argomenti che sono già stati affrontati più volte nel nostro primo anno di vita. Per quanto mi riguarda, ho già detto come la penso a proposito di alcuni degli argomenti sollevati anche adesso in uno scritto intitolato Lettera da Leuca, già pubblicato
Ragioni forti per dare un numero alle repubbliche ve ne sarebbero state ben più che da noi. Penso agli USA del periodo successivo alla guerra di secessione (1861-1865), definita anche, sulla base di interpretazioni storiografiche assai diverse, il secondo e decisivo round della rivoluzione americana, la guerra di liberazione degli Stati del Sud contro l’egemonismo industrialista e nordista, la guerra politica, religiosa e sociale contro l’infamia dello schiavismo, la guerra del liberoscambismo filobritannico sudista contro il protezionismo manifatturiero del Nord, la guerra dell’economia della piantagione contro il mondo urbano fondato sulla produzione di beni di consumo durevoli e sul factory-system.
[Ecco il racconto “fatto in casa” destinato ai visitatori di Nazione Indiana dotati di criature, siano esse reali o interiori.







Cara Nazione,
Oggi Maurizio Cattelan (nell’immagine, uno dei suoi lavori più famosi, La Nona Ora, 1999) riceve una laurea ad honorem in sociologia dall’Università di Trento. Per l’occasione, la rivista “Work. Art in progress”, mi ha chiesto un intervento.

Ricordiamo alla nazione che nella giornata di oggi è in corso l’ennesimo sciopero generale (che non verrà registrato per i dieci milioni di precari e atipici privi di contrattazione collettiva e di futuro pensionistico) contro le politiche peroniste di un governo che sta mandando allo sfascio il Paese, che ieri in un clima da stadio è stata divorata la parte seconda della Costituzione plasmata come pongo sugli interessi del plenipresidente e di leghisti e fascisti alla deriva, che 6000000 di italiani vivono con meno di 1000 euro al mese, che mediaset annuncia grazie alla Gasparri un aumento di ricavi di un paio di miliardi di euro, che pure il tempo fa schifo. Siori e siore, benvenuti in Italia.
Morpheus lascia che sia Neo a decidere. Se ingerisce la pillola azzurra, la sua percezione del mondo non cambierà e la vita di Neo continuerà come sempre. Se ingerisce la pillola rossa, il mondo gli si manifesterà quale esso realmente è: una realtà che va ben al di là di quanto Neo possa anche solo lontanamente immaginare. «Pillola azzurra: fine della storia; pillola rossa: resti nel Paese delle Meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio.» Neo fa la sua scelta e l’avventura comincia. 