Tag: Francesco Filia

Emergenza poetica a Napoli. Appunti parziali e provvisori

di Bernardo De Luca

Emergenza Napoli. Questo sintagma s’è attagliato alla città come una vera e propria seconda natura; è noto come ogni aspetto della vita civile a Napoli diventi una emergenza: che si parli di miseria o classi dirigenti, malavita o urbanistica si arriverà prima o poi a quel punto di crisi dopo il quale i media sono autorizzati a parlare di “emergenza”, per cui nella mente di ogni individuo, e prima di tutto in quella dei suoi abitanti, si strutturano due rappresentazioni della città ben cristallizzate nell’immaginario comune.… Leggi il resto »

Auto-antologie-2. Francesco Filìa

di Francesco Filìa

 

VI

Creato in un luogo comune di fili sospesi, antenne

e asfalto di tetti addossati l’un l’altro. Sfuggo

all’agguato di bancarelle e ragazzi urlanti nel sole

cercando il freddo di travi che oscillano

nell’ultima stanza. Il grido delle strade si perde

nel grumo irrisolto del giorno, in un pensiero

aggrappato alla sua radice alla sua origine

oscura.… Leggi il resto »

Francesco Filia, “La zona rossa”

Francesco Filia, La zona rossa

Piazza Municipio

I

Un solo un unico immenso vortice

di teste e corpi tra cantieri infiniti

della metro e cespugli radi di birra e piscio,

l’umanità di tossici e barboni è scomparsa

– per quest’evento di inferriate e plexiglas

proiettili che rimbalzano sull’asfalto

e strie di gas e lacrime nell’aria –… Leggi il resto »

Una lettura de “Il cane di Pavlov” di Frungillo

di Francesco Filia

Il cane di Pavlov (resoconto di una perizia), Edizioni D’If , 2013 – ultima opera di Vincenzo Frungillo – è un’altra magnifica esplorazione nel rapporto tra bios e storia, questa volta visto nell’ottica del rapporto tra eros e scienza, o, meglio, apparato tecnico-scientifico. La scienza che si trasforma in apparato tecnologico è parallela all’eros che si trasforma in pornografia, nelle prime c’è una dimensione dell’uomo nella sua totalità, sia nell’eros che nella scienza classica l’uomo è il fine, nella pornografia e nell’apparato tecnico è una funzione, dal tutto alla parte (non più l’uomo nella sua interezza, ma la mano che muove la macchina, l’occhio che osserva la cavia, il sesso che si eccita o è eccitato). Ma questa condizione sembra dirci Frungillo è in aggirabile, non può essere rimossa, deve essere attraversata, perché è la nostra condizione epocale, il nostro destino, anzi va radicalizzata, colta alla sua radice, estremizzata, lì dove c’è un ipocrita dire e non dire deve emergere la cruda realtà.

Pierre Drieu La Rochelle. Morte di un delicato.

di Francesco Filia

Si scrive veramente con l’inchiostro o con il sangue? Che rapporto c’è tra vita e scrittura? Tra esistenza e parola1? Queste domande attraversano l’intera esistenza di Pierre Drieu La Rochelle (13 gennaio 1893 – 15 marzo 1945) fino al suicidio, avvenuto in una casa di campagna, nei pressi di Parigi, alla fine della guerra che lui, collaborazionista, ha interamente percorso dalla parte sbagliata e da cui trae le estreme conseguenze, senza cadere nel melodramma del pentimento.… Leggi il resto »

La neve

(I frammento, Napoli 2007)

di Francesco Filia

…noi siamo già quel che voi
sarete domani.

La neve, quella vera, non l’abbiamo mai vista
se non nella bocca a nord del vulcano
nei pochi giorni di cristallo dell’inverno come una minaccia
che ricorda quel che non abbiamo temuto abbastanza,
ma il gelo, quello sì, è dentro di noi fino alle ossa
e lo sentiamo che morde le giunture e crepa le ossa
fino al midollo.… Leggi il resto »