di Andrea Bajani

Una buona notizia: il soggetto non è morto!
Il soggetto è vivo, in forze e si fa la lampada sovente!
Nessuno ha ucciso la soggettività, grazie al cielo! E se lo hanno fatto c’è chi si è preso il grattacapo di farla risorgere: Claudio Baglioni.
Vorrei ringraziarlo sentitamente, col cuore in mano.
Grazie Claudio, che hai riportato l’Io alla luce. Grazie Claudio, che hai cancellato in un album la logica terminale della scomparsa dell’autore. L’autore c’è e la sua ombra è ben più lunga del suo nome.
Grazie, Claudio. Per avere intitolato il tuo album “Sono io”.
Grazie, Claudio. Per avere scritto in copertina il tuo nome in questo modo: claudIO baglIOni. Sottolineando, maiuscolando l’Io, quello stesso io che in tanti avrebbero voluto abbattere a colpi di mascheramenti. Il tuo nome contiene due volte IO, a dispetto di tutto. Grazie, ClaudIO. Per essere uno e bino.
E grazie perché ti metti in gioco con tutto te stesso, nome e corpo. Grazie, ClaudIO. Per essere così performativo, per avere messo tutto di te, nel tuo nuovo album, “Sono io”. Grazie, ClaudIO. Perché il tuo corpo è un po’ dovunque, dentro, fuori, a lato dell’album. Grazie, ClaudIO, perché hai avuto il coraggio di trasformare il tuo nuovo album, Sono io, in una galleria dell’Io in tutte le pose, con e senza occhiali, con e senza sorrisi, con e senza malizia. Grazie, ClauDIO.
Grazie, ancora, per quel titolo. Perché il tuo IO visibile è così cambiato in questi anni, è stato teatro di una tale mutazione antropologica, che se non avessi messo quel titolo in copertina, “Sono io”, forse nessuno ti avrebbe riconosciuto.
Grazie, ancora. Sempre col cuore in mano. L’altra, però, di mano. Perché la prima si era un po’ stancata di tutto quel pulsare.

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bello il pezzo sull’ex prevert della canzone italIAna. bello, sì.
m.g.
Davvero folgorante quell’attacco
su un Io resuscitante ed abbronzato.
‘Contra Foucault’ l’esercito si ingrossa:
l’Autore e l’Io non ci hanno abbandonato;
eccoli qui con pelle troppo rossa
sorridere al moderno ed al suo scacco.
Baglioni = Bajani? La differenza non è molta, se si pensa a quante persone trovino difficoltà a pronunziare “gli” e rimedino dunque con un abborracciato “j” (Bajoni, dunque, al posto di Baglioni).
Il sospetto è legittimo.