Emily Dickinson: 5 poesie

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traduzione di Massimo Sannelli

1

Troppo vile la morte
Per te: un Greco lo può.
Vivere, Amore, è peggio –
E ti offro anche questo –

La Morte scarsa è morta,
Ma nella vita esiste
La Morte in molti modi,
Senza il Sonno dei morti.

*
Too scanty ‘twas to die for you,
The merest Greek could that.
The living, Sweet, is costlier –
I offer even that –

The Dying, is a trifle, past,
But Living, this include
The dying multifold – without
The Respite to be dead.

2
And this of all my Hopes
This, is the silent end
Bountiful colored, my Morning rose
Early and sere, its end

Never Bud from a Stem
Stepped with so gay a Foot
Never a Worm so confident
Bored at so brave a Root.

*
Di tutte le Speranze
Questa è la fine muta:
Molto ben colorata
Esplose la mia Alba;
Fu precoce e brutale
La fine – a lei. Un Fiore
Su Stelo non si apriva
Con un Atto migliore;

Né Verme fu più aspro
Incontro a una Radice
Che era così abile.

3
If Blame be my side – forfeit Me –
But doom me not to forfeit Thee –
To forfeit Thee? The very name
Is exile from Belief – and Home –

*
Se il Torto è mio – abbandonaMi –
Ma non dire «abbandonaMi» –
AbbandonarTi è il verbo
Che scaccia Fede – e Patria!

4
Elysium is a far as to
The very nearest Room
If in that Room a Friend await
Felicity or Doom –

What fortitude the Soul contains,
That it can so endure
The accent of a coming Foot –
The opening of a Door –

*
L’Eliso non è più
Diviso dalla Stanza
Vicina: oggi un Amico
Attende in questa Stanza
Il Piacere o la Pena –

Quanta fortezza
Contiene l’Anima
Per sopportare
Nel Passo il ritmo –
Nell’Uscio l’aria –

5
It’s like the Light –
A fashionless Delight –
It’s like the Bee –
A dateless – Melody –

It’s like the Woods –
Private – Like the Breeze –
Phraseless – yet it stirs
The proudest Trees –

It’s like the Morning –
Best – when it’s done –
And the Everlasting Clocks –
Chime – Noon!

*
È come Luce,
Delizia informe –
E come l’Ape –
Melodia eterna –

E come i Boschi
Intimi e l’Aria
Muta che agita
Gli Alberi alti –

Come il Mattino
Bello – alla fine –
E gli Orologi
Danno immortali

Il Mezzogiorno!

(immagine di Robert Rauschenberg, Memorandum of Bids, 1956)

andrea inglese

Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ha pubblicato uno studio di teoria del romanzo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e la raccolta di saggi La confusione è ancella della menzogna per l’editore digitale Quintadicopertina (2012). Ha scritto saggi di teoria e critica letteraria, due libri di prose per La Camera Verde (Prati / Pelouses, 2007 e Quando Kubrick inventò la fantascienza, 2011) e sette libri di poesia, l’ultimo dei quali, Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, è apparso in edizione italiana (Italic Pequod, 2013), francese (NOUS, 2013) e inglese (Patrician Press, 2017). Nel 2016, ha pubblicato per Ponte alle Grazie il suo primo romanzo, Parigi è un desiderio (Premio Bridge 2017). Nella collana “Autoriale”, curata da Biagio Cepollaro, è uscita Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016 (Dot.Com Press, 2017). Ha curato l’antologia del poeta francese Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008 (Metauro, 2009). È uno dei membri fondatori del blog letterario Nazione Indiana. È nel comitato di redazione di alfabeta2. È il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini. 

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  1 comment for “Emily Dickinson: 5 poesie

  1. andrea raos
    16 maggio 2004 at 21:52

    traduzione e telepatia (attraverso i secoli)… mi ha sempre colpito la perizia metrico/ritmica di sannelli, è bello vederla esprimersi anche nelle sue traduzioni. magari ne abbiamo qui, in e. dickinson, un antecedente possibile.

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