Quattro poesie da “Altre ombre”

24 ottobre 2004
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Di Marco Giovenale

Da natale piove.
Comiche – tv – poi fanno scorta –
per l’ontologia che si sviluppa
in casa. Produzione propria.

Come le api gli esagoni.
Così parlare conta

*

Matrum proprium est
impeto a schermare
luce – spezza da vetro
le forme nella stanza come sempre
dovessero rischiare madri a vuoto
la vista allora
no – tradotto dentro
tenuto giù – il feto –
con gli scuri

*

Cielo del cieco polvere, forse è
Bramante a tagliare il travertino
del Lazio, alla Cancelleria.

Aracne su corso Vittorio
spende pigolii fatti parole
a bugnato compatto, bianco – contro
i fòrnici, voci di Campo,
un po’ indietro. Il mercato
e il palazzo si parlano,
una severità tra fiere

*

Si compone il morto mentre
un disco gira saputo e no –
la canfora abbaglia
i canditi del centrino
i bambini della famiglia
ridono dei nostri
nodi nel patio per
fortuna fa buio.

Durante la veglia pare
che sputi l’anima
dallo sterno, una cosa bianca
che gli rotola sul petto e – no
era solo scivolata la dentiera.

Guy tira un sospiro –
materia di racconto

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Altre ombre, ed. La Camera Verde, Roma 2004, postfazione di Roberto Roversi.

Altre ombre può essere richiesto direttamente all’editore, al numero 06-5745085 [da martedì a domenica dalle 17:00 fino a tarda sera]

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