A tavola, purché sia proletaria

Massenzatico (Reggio Emilia), Teatro Artigiano, Via Beethoven 90
31 ottobre 2004
LE CUCINE DEL POPOLO
LA RIVOLUZIONE A TAVOLA
Convegno

Iniziato con gli orrori delle guerre, il terzo millennio scopre, di contro, il valore primario della terra e porta al mutamento sociale, come dimostra il movimento dei movimenti planetario. La globalizzazione, indotta dalle ricerche di una scienza quasi mai etica, va messa a frutto per il nostro vantaggio, con la possibilità di individuare i prodotti dei nostri territori dalla loro nascita e delle eventuali manipolazioni, sino alla tavola di ciascuno.

L’alimentazione è stata ed è, di gran lunga, l’arma utilizzata per la schiavitù dei molti a vantaggio di pochi pochissimi, sempre più ricchi, infami e monopolizzatori. Le multinazionali obbligano a culture indifferenziate e le impongono con mezzi sempre più illeciti e pericolosi, quale la modificazione genetica, ai popoli d’ogni luogo del mondo.

Su queste considerazioni si basa l’iniziativa proletaria per l’imposizione delle De.Co. (Denominazioni Comunali) che consentano ai nostri agricoltori, agli artigiani e ai consumatori, un maggior benessere e la conseguente messa al bando delle multinazionali, dei supermercati e dei vari McDonalds.

Ciò comporta il ritorno ad una tavola proletaria, resa migliore dalla presa di coscienza del diritto individuale di mangiare e bere meglio, e quindi anche più sano.

Luigi Veronelli

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Programma provvisorio e immaginario

Parte concreta

ore 10:
Esposizioni e comunicazioni di produttori eno-gastronomici con assaggi

Il divin porcello, Grana di vacca rossa, lambrusco e aceto balsamico, gnocco fritto, erbe estinte ed erbazzone, liquori proletari

ore 12:
Considerazioni politiche della Resdora

Parte teorica

ore 15:
Fiamma Chessa, La Locanda itinerante di Aurelio
Alberto Ciampi, Il bicchiere ribelle
Giorgio Sacchetti, Il cibo e la lotta. Mense comuniste e rivendicazioni gastronomiche: il caso dei minatori del Valdarno
Luigi Veronelli, I vini della libertà
Federico Ferretti, La cucina sociale della Via Emilia
Guido Andrea Pautasso, La cucina dell’Avanguardia artistica e letteraria
Marco Rossi, L’alimentazione della Resistenza

Parte pratica

ore 20:
Veglionissimo rosso

Menù: antipasti, cappelletti in brodo e con scodella, bolliti, salse di campagna, torte, liquori proletari, lambrusco a sfare.

ore 24:
Chiusura del convegno sulle note dell’Internazionale.

Nell’era della globalizzazione anche e soprattutto alimentare, è necessario ritornare alla tavola proletaria – là dove il capitale è debole, vulnerabile e privo di fantasia – per restituire ai nostri cervelli quelle sostanze essenziali, troppo spesso sacrificate sull’altare del perbenismo e della concertazione alimentare.

Siamo consapevoli che su questo terreno lo scontro con le multinazionali dei cibi transgenici e plastificati sarà durissimo, ma siamo altrettanto convinti che questa battaglia si può vincere, a patto che si ritorni, tutti, alla cucina sociale. Una cucina legata al nostro ambiente, fatta con i prodotti della nostra terra, realizzata secondo l’antica tradizione eno-gastronomica della tavola proletaria, che non accetta imposizioni dal capitale alimentare. Di più: la nostra cucina, con il suo ricco apporto nutrizionale, è in grado di alimentare – come già ha dimostrato in passato – anche le generazioni presenti e future, a differenza delle mode alimentari imposte dalle multinazionali che notoriamente avvelenano, inquinano e saccheggiano.

Per tutto questo e molto di più, proponiamo questo primo incontro di riflessione tra tutti noi, costruito dal basso, completamente autogestito, liberamente organizzato, senza fini di lucro e senza rete, per trascorrere una giornata insieme mangiando, bevendo e discutendo… in attesa del sol dell’avvenir.

Il comitato promotore
Archivio Storico-Libreria della FAI reggiana, “A – Rivista Anarchica”, Associazione Aprile di Reggio Emilia, Associazione Giustizia e Libertà, Associazione Socrate Reggio Emilia, “Carta – Cantieri Sociali”, Cooperativa La Collina, Cooperativa Mag 6, Federazione Anarchica Reggiana, FIAP – Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane, Infoshop Mag 6, Laboratorio Sociale AQ16, Partito dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Spazio Sociale Kronstadt, Verdi Reggio Emilia.

Gli sponsor
Azienda agricola La Collina – Codemondo, Azienda agricola Reggiana – Borzano di Albinea, Terraviva-Frutta e verdura secondo natura – Rondinara di Viano

Info e prenotazioni:

tel. 338.1868732

email: cucine@arealibertaria.org

WEB: www.arealibertaria.org

Il costo della cena è di 20 euro. E’ obbligatoria la prenotazione, utilizzando il C.C.P. n. 22324792 intestato a Federico Caprari, specificando la causale: cucine.
Confermare l’avvenuto versamento telefonando al 338.1868732 o spedendo un’email all’indirizzo cucine@arealibertaria.org

  2 comments for “A tavola, purché sia proletaria

  1. 27 ottobre 2004 at 15:57

    20 euro. Ottimo e abbondante, e c’è pure il “proletario” Veronelli. Prezzi proletari. Una volta si diceva prezzi popolari…;-)

  2. Gianni Biondillo
    27 ottobre 2004 at 18:07

    M’è venuta fame!

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