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Le scimmie… (58)

di Dario Voltolini

quando i treni si formano a Milano
non c’è da sperare in quei ritardi
da stazione di transito
il treno che la ragazza infine prende
non va a Genova
va proprio da un’altra parte
lei ora è libera
e fa quello che vuole
almeno per un po’
la polvere ha preso il posto degli odori di spezie nel cortile
il pomeriggio è piovoso
il viale degli ippocastani è fradicio
dalle scorze sgusciano lucenti le castagne finte
spaccate in mille pezzi dalle auto in corsa
frammenti chiari se ne stanno sfarinati sull’asfalto
alla finestra là sopra hanno applicato nastri adesivi
in attesa di farla riparare
i padri si preoccupano che i figli riescano a sistemarsi
bisogna però accettare di muoversi
viaggiare
spostarsi ora di qui ora di là
molti figli lo sanno
e quando è il momento di cercare una casa
devono prendere decisioni importanti
e lo stesso per il lavoro
e per tutte le cose che coinvolgono i familiari
alcuni figli erano partiti anni fa
da ovest verso est
dopo che i loro padri erano partiti anni prima
da sud verso nord
e la situazione del Paese
in entrambi quei periodi ormai passati
era diversa da come è ora
sebbene come sia ora non è facile da capire
in ogni caso l’incremento delle loro esperienze
personali
non si è accumulato
non è passato da padre in figlio
o forse sì
magari in qualche modo non semplice
diverso dal semplice accumulo
dalla semplice somma
qualcosa di contorto di difficile
come capita sempre in realtà
quando si tratta di persone
persino quando si trattasse di estranei
figuriamoci così
e poi le figlie
una già quadro d’azienda
l’altra ha sposato un tedesco e ora sta in Baviera
la terza se l’è cavata e se non nuota negli ori
almeno non è naufragata tra le spade
le loro strade
sempre comunque in salita
forse anche la moglie del tedesco

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