Zona di non volo – 7 poesie

17 febbraio 2005
Pubblicato da

M_neon_2.jpgdi Maria Moresco

Il sole
è un tamburo
tribale
quando spacca
il germoglio
dell’albero
tum
tum
tum
mentre Baba
vola a portare neve
con le sue zampe
di gallina.

***

Passo
come il vento
nel fuoco
della rabbia
passo
tra zampe
alzate
di cani
senza preoccuparmi
di avere
paura
scordata
è la natura
della vita
di sempre
la maglietta nuova
e tutto quello
che può capitare.

***

Fammi
una foto
rossa
rossa di sangue
fammi
una foto
nera
nera di fumo.
Scure cornacchie
volano a otto.

***

Una stella
di fuoco
sotto la caffettiera
il gas
piccolo
è la bocca
di un bambino
con la febbre.

***

Tutta questa pioggia
dà un volto
sfiorito
alla città
da troppi giorni
sembra una vecchia
che va a teatro.

***

Uscire
dalla bellezza
perché
la bellezza
esca da me.

***

Gettarsi così
all’arma bianca
come la rosa
spina contro spina
come il mare
onda contro onda
e come la nuvola
si insanguina
al tramonto
gettarsi così
all’arma bianca
come il vento
contro il vento
e la luce
contro la luce
amore
contro amore
così
all’arma bianca.

18 Responses to Zona di non volo – 7 poesie

  1. Basso Profilo il 17 febbraio 2005 alle 13:56

    Bruttarelle. Anzi, insulsarelle.
    (Ma Maria è la sorella di Antonio?)

  2. andrea barbieri il 19 febbraio 2005 alle 08:35

    A me piacciono. Sarà sua figlia credo.

  3. alto profilo il 19 febbraio 2005 alle 13:45

    invece sono belle, l’insulso sei tu.

  4. andrea inglese il 19 febbraio 2005 alle 18:36

    per rendere più sicuri i giudizi sui testi, occorrerebbe forse accompagnarli con l”albero genealogico dell’autore (?!)

    “Io vado verso il fiume su un cavallo/che quando io penso un poco un poco egli si ferma”.

    Questo distico è di Sandro Penna. Insulso?
    Maria Moresco si incammina in una via quanto mai ardua e insidiosa: la via della “leggerezza”, di una certa “infantilità” e “cantabilità” a voler semplificare. Oltre a Penna vi troviamo Vivian Lamarque, Patrizia Cavalli, e la più giovane Francesca Genti.

  5. andrea barbieri il 19 febbraio 2005 alle 19:35

    Ue’, non è che il valore dipende dall’albero genealogico dell’autrice, solo che, se fosse per esempio sua figlia, ci sarebbe un legame-eredità delle parole che è anche un po’ commovente. Tutto qui.
    Il distico di Penna è bellissimo.

  6. Basso Profilo il 19 febbraio 2005 alle 21:13

    Inventariamo gli ingredienti dell’ultima: rosa/spina/onda/nuvola/tramonto/vento/luce/amore/bianca… ma per piacere!

    (Barbieri, esiste qualcosa che non ti piace?)
    (Andrea Inglese: sei giovane, maturerai col tempo e con le nespole)

  7. andrea barbieri il 19 febbraio 2005 alle 21:57

    Be’ sono più le cose che non mi piacciono, solo che in genere non ne parlo. Tra i libri che mi hanno deluso ultimamente c’è l’ultimo di David Peace, l’antologia Best Off (a parte i due pezzi che la aprono, qualche altro pezzo di non-fiction), Mason & Dixon che ho lasciato dopo cinquanta pagine. Forse mi ha deluso anche l’ultimo lavoro di Chester Browne, ci sto ancora pensando su.

  8. andrea inglese il 19 febbraio 2005 alle 22:28

    andrea b. non era tua la curiosità genealogica, ma dell’ottuagenario basso p. e comunque, per evitare pereclitanti speculazioni su avi e bisnonni, Maria Moresco è la figlia di Antonio

  9. Nick Names il 20 febbraio 2005 alle 19:41

    Puah! …nepotisti da strapazzo.

  10. Basso Profilo il 20 febbraio 2005 alle 23:22

    Ah, la figlia. Ho immaginato subito che si trattasse di un’alunna delle scuole medie. Scusa, Andrea, ma anche Maria ha la barba come suo padre?

  11. andrea barbieri il 21 febbraio 2005 alle 10:29

    Senti Basso, capisco la sofferenza di essere il gemello siamese di Lucio Angelini. Rivivo il dramma della condivisione della cistifellea con quel lamentone cronico. So che Lucio non ha pietà per te: quel pirata ti ha lanciato il game-boy nel canale facendoti piangere per cinque fermate di vaporetto, poi ti ha terrorizzato con la promessa di affidarti al chirurgo Jack Torrance. Lo so, sono brutti scherzi, ti hanno reso opaco dentro. Ma noi siamo tuoi amici. Ti offriremo tanti spritz. Tanti gelati con le palline. Apri la porta Basso, da bravo. Su Basso vuoi che la sfondiamo con l’ascia? Basssoooooooooooooooooooo!!!!

  12. Basso Profilo il 21 febbraio 2005 alle 11:50

    Scusi, Barbieri, ma lei è fuori come un balconcino!
    Non so chi sia questo Lucio Angelini di cui ella ciancia.

    P.S. Non abito a Venezia, ma nel Sonoran Desert, Arizona.

  13. trollkiller il 21 febbraio 2005 alle 13:28

    Seee, Arizona de ‘sti cazzi, Lucio/Basso, t’hanno sgamato, a’ rosiconeee!!!

  14. Basso Profilo il 21 febbraio 2005 alle 14:49

    Per quel che ne sai tu, potrei essere lo stesso English Andrew (in inglese l’aggettivo precede sempre il nome) a testa china (= profilo abbassato).
    Comunque, continuerò nel mio generoso lavoro di stimolo di alcune delle menti migliori (rispetto ai condominî di appartenenza)qui presenti.

  15. gabriella il 21 febbraio 2005 alle 14:58

    A me sono piaciute, non mi sembravano infantili, ma semplici e ricche di leggerezza…
    ma al di là di questo perchè insultare l’autrice chiedendo se ha la barba?
    @ basso profilo:
    basta fare un po’ di analisi del testo per capire chi sei, caro Angelini!
    sua compunta e contegnosa Gabriella Fuschini

  16. Basso Profilo il 21 febbraio 2005 alle 15:02

    Cara compunta e contegnosa, basta fare l’analisi delle tue reazioni (scambiare una giovialissima battuta per un insulto) per capire che sei doppiamente fuori strada:-/

  17. gabriella il 21 febbraio 2005 alle 15:20

    mhm, non credo… :-p

  18. andrea raos il 21 febbraio 2005 alle 17:30

    a me sembrano belle; forse “incomplete” (ma sono anche poche), ma belle. la semplicità in poesia è scelta rischiosa, mai abbastanza frequentata. senza contare che è una semplicità relativa; certi cortocircuiti “poundiani”, come in “tutta questa pioggia…” non mi paiono proprio ovvî. prima ancora che scorretto, trovo quindi sciocco, e per nulla “stimolante”, discettare sui cognomi anziché sui testi.



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