Articolo precedente1945-2005
Articolo successivoIl lavoro capovolto

La luna dei Borboni

di Vittorio Bodini

muro.jpg

Quando tornai al mio paese nel Sud,
dove ogni casa, ogni attimo del passato
somiglia a quei terribili polsi di morti
che ogni volta rispuntano dalle zolle
e stancano le pale eternamente implacati,
compresi allora perché ti dovevo perdere:
qui s’era fatto il mio volto, lontano da te,
e il tuo, in altri paesi a cui non posso pensare.

Quando tornai al mio paese nel Sud,
io mi sentivo morire.

da Foglie di Tabacco (1945/47) in La Luna dei Borboni ed altre poesie (Milano, 1952)

7 Commenti

  1. non dovrebbe essere necessario venire nel salento per conoscere Bodini.. non trovate?!
    terribile il fatto che sia “quasi” un caso vedere un post del genere in un contesto del genere…beh quanto meno è un inizio…

  2. 1)Chi? Who?
    2) Cosa? What?
    3) Quando? When?
    4) Dove? Where?
    5) Perché? Why?

    1) Un tizio migrato al nord
    2) a) Capisce perché debba perdere qualcuno/a b)Si sente morire
    3) Quando torna al sud
    4) Appunto nel sud dove si è fatto il suo volto
    5) Perché il volto dell’altro/a si è fatto altrove

    Commento: ah, sì, moglie e buoi dei paesi tuoi.

  3. “La Luna dei Borboni col suo viso sfregiato tornerà sulle case di tufo, sui balconi”.
    …Tutto cambia perchè nulla cambi…

  4. comunque, attualmente, l’intera opera di Bodini è edita dalla “coraggiosa” Besa editrice di Nardò…
    scrivo questo visto che l’edizione citata credo non sia proprio una delle ultime … (foglie di tabacco ’45/47)…

I commenti a questo post sono chiusi

articoli correlati

Scrivere l’assenza: Filippo Polenchi, “Figlio fortunato”

di Andrea Dei Castaldi
Il suo sguardo vorrebbe essere distaccato mentre è attonito, disorientato. E da qui deriva non soltanto l'originalità della sua voce, ma la sua oggettiva bellezza

Dialogo assorto

di Antonia Santopietro Conoscere se stessi e gli altri è il modo più intenso di essere responsabili. Ma la vita è, insieme,...

LETTERA AL PRESIDENTE DELLE FERROVIE

di Paolo Codazzi
Caro Presidente, mi conceda il tono affettuoso e confidenziale apprendendo di recente che pure lei è originario della mia terra nella quale ancora serenamente vivo

Etty Hillesum: rose malgrado tutto

di Lorenzo Orazi I Una fede totale nei maestri Amsterdam, 1942: ottenere un impiego presso il Consiglio Ebraico rappresenta, per molti, la...

Il revival del teatro dell’assurdo nell’Italia contemporanea

di Giorgio Mascitelli Attualmente il dibattito pubblico del paese è saldamente incistato in una situazione nella quale una minoranza definisce...

Inavvertita luce

di Annachiara Atzei Dopo aver tentato tutto simulare la neve – essere neve. L’unico tuo segreto è fare a pezzi, asportare fegato rene cuore: qualcuno verrà a riconoscerti.