La settimana del depresso 5

di Gianni Biondillo

 

Aiutatemi, vi prego, aiuto!

***

Morissi ora almeno avrei una scusa.

***

Ho avuto vent’anni troppo presto.

gianni biondillo

GIANNI BIONDILLO (Milano, 1966), camminatore, scrittore e architetto pubblica per Guanda dal 2004. Come autore e saggista s’è occupato di narrativa di genere, psicogeografia, architettura, viaggi, eros, fiabe. Nel 2011 il romanzo noir I materiali del killer ha vinto il Premio Scerbanenco. Nel 2018 il romanzo storico Come sugli alberi le foglie ha vinto il Premio Bergamo. Scrive per il cinema, il teatro e la televisione. È tradotto in varie lingue europee. 

  36 comments for “La settimana del depresso 5

  1. mag
    5 novembre 2006 at 08:02

    E’ una saga!

    non sarebbe meglio una sagra?

  2. 5 novembre 2006 at 09:02

    Ha una colica intestinale d’origine uterina. :-D

  3. 5 novembre 2006 at 09:45

    il futuro non è più quello di una volta.

  4. Dott. Felix Peyote
    5 novembre 2006 at 10:04

    Caro Dott. Biondillo, vista la sua situazione, soprattutto nei risvolti inquietanti che lascia intuire, credo non le restino, a questo punto, che due alternative: fare una capatina, quotidianamente, nel mio studio (ho appena messo a punto un cocktail formidabile!), oppure riprendere la sana abitudine di un passaggio settimanale all’accademia. Dato il continuo lievitare dei costi, io le consiglio vivamente la seconda…

    Alla prima, invece, immagino possa essere interessato il Dott. Iannozzi, che aspetto con impazienza già da un bel po’: il suo caso, da quanto ho capito, è molto intrigante sul piano scientifico. Anche il Dott. Carotenuto è dell’avviso che trattasi di un soggetto da studiare da vicino. Lo aspettiamo.

  5. 5 novembre 2006 at 10:33

    La gioventù è la peggiore forma di vecchiaia.
    Un saluto al Dott. Carotenuto.

  6. mag
    5 novembre 2006 at 10:40

    io volevo solo esprimere un concetto embrionale, una pulsione, una percezione di ordine molto volgare e animale:
    non è meglio organizzare una bella sagra del depresso piuttosto che la saga dei depressi? :-)
    così, per natale magari.

  7. Hannibal Lecter
    5 novembre 2006 at 10:42

    mi piacciono molto i depressi. vengo volentieri alla sagra del depresso.

  8. 5 novembre 2006 at 11:47

    Per me la mia mia merda puzza meglio, tranne quella di un cane.

  9. 5 novembre 2006 at 12:04

    Ma il problema è averli troppo tardi, vent’anni…! animo…!
    andrea

  10. hag reijk
    5 novembre 2006 at 12:35

    Depressando depressando siamo arrivati a Nervi…

  11. 5 novembre 2006 at 12:40

    Biondix, stacca la spina… alla lavatrice: smettila di guardare il cestello che gira e gira e gira, con Chet Baker in cuffia. E’ per questo che sei così depresso. ^_____^

  12. 5 novembre 2006 at 12:41

    La vita è una malattia degenerativa.

  13. 5 novembre 2006 at 13:31

    Biondillo, la prego:
    salvi se stesso
    ma ci liberi di Massimo Coppola.

  14. 5 novembre 2006 at 13:49

    il futuro è il campo di corvi di van gogh.

    a volte il soccorso della logica ospedalizza ancora più a lungo la depressione

    un saluto
    paola

  15. Azira
    5 novembre 2006 at 14:39

    Venite a cena, vi coccoliamo noi, che non siamo gli amici che per strada guardano altrove! E poi, me le fai leggere o no, le tue ultime fatiche?

  16. Dott. Felix Peyote
    5 novembre 2006 at 15:10

    Egregia Dott. Azira, le ultime fatiche le ho scritte direttamente sulla mia pelle e ormai ricoprono tutto il corpo: è l’unico rimedio che ho saputo escogitare per contrastare e vincere la depressione procuratami dalle depressioni del Dott. Biondillo. Leggermi è, quindi, esplorarmi: c’è la possibilità di farsi davvero una cultura.

    p.s.

    Lo so che non si rivolgeva a me, ma è sempre bello illudersi un po’…

  17. hag reijk
    5 novembre 2006 at 15:38

    Le sette fatiche di: Eccole -le mie fatiche!

  18. doct. Benedicte Dature
    5 novembre 2006 at 17:01

    Per Lacan, “sans pointe, point d’esprit”. Il pauvre depressé è mis 3 mal, parqué fa le battute mosce. Nous lacanettes parliamo alors d’IMPOINTENCE: il faut una cura da cheval + lotion x cheveux. ma si preferite, allez dal doct. young-ane, le Peyo-yote, che fa il massage alle pelote.

  19. Deleuze
    5 novembre 2006 at 17:05

    Ma che cosa avete contro la depressione? Perché non dovremmo essere depressi? C’è forse un imperativo morale che dice : siate felici?

  20. marco v
    5 novembre 2006 at 17:15

    …intanto mancano soltanto 2 giorni alla fine della settimana del depresso – se di settimana «e basta, chiusa lì» si tratta. Non è un’idea un po’ deprimente..?

  21. Felix Grattalì
    5 novembre 2006 at 17:18

    mon scèr gil, me chi ta dì che nu etòn la depression? si nus emòn biondilò, nus emòn ossì la dep, tu ne cruà pà?

  22. luisa sereno
    5 novembre 2006 at 17:27

    @ felix
    perche ? gianni e sempre depressivo ?
    @ gianni
    in questo caso “fare il terzo” non puo essere una cosa buona…

  23. NAZIONE ISTRIANA
    5 novembre 2006 at 17:34

    Accettiamo sulle nostre frequenze ogni sorta di messaggio (appuntamenti, dediche per compleanni, anniversari di nozze), accoppiato alla canzone del cuore. Qui a Capodistria invece non abbiamo ancora il personale per i casi patetici (ma c’è il 113, o la De Filippis)

  24. Felix Peyote
    5 novembre 2006 at 17:39

    Caro Dott. Deleuze, nessun imperativo (im)morale: combattere la depressione, non significa per forza voler essere felici: anche perché, voler essere felici a tutti i costi, è la peggior forma di depressione.

    Il problema del Dott. Biondillo, a quanto mi è dato capire, non sta propriamente in questi termini: egli è solo in una fase della sua nobile esistenza nella quale avverte in modo stringente la “mancanza”: ma non mi chieda di “cosa”, sto ancora analizzando le “tracce” poetiche che ha fin qui seminato. Credo di essere sulla buona strada…

  25. scrivano
    5 novembre 2006 at 17:52

    the c/o is when bion “Dillo!”: fujetavenne, come disse Eduardo interrogatolo su Naples. Danghiù so so match point off. Spegni ‘sta cazz e sicariettola… appesti a stanza dde fumm.
    Ei fu
    siccome immobile
    dato il mortal sospiro
    stette la spoglia immemore
    orba di tanto spiro
    accussì…
    ecco il de pre sso. Ah, no.
    Scusate, ho sbagliato: questo depresso è quando la capa è malatissima, come la mala sanità, ma più malata ancora. Ma di più. Una malattia pleonastica. Una Napoli dove sparano con proiettili nucleari. Una patia oftalmica che tutto l’orizzonte è a zig zag. Così è il depresso.

  26. io
    5 novembre 2006 at 19:57

    Ciao Azira! Quanto tempo…

  27. egli
    5 novembre 2006 at 20:44

    ciao, io, ma sei proprio tu?

  28. hag reijk
    5 novembre 2006 at 22:02

    Il treno tardava ad arrivare ed i minuti scorrevano lenti come le lancette dell’orologio le cui batterie si sono scaricate. Il capostazione mi guardò e sorridendo della mia impazienza mi battè sulla spalla dicendo: “È depresso, ma non soppresso”.

  29. hag reijk
    5 novembre 2006 at 22:07

    È più facile che attraverso la cruna di un ago passi un cammello che il filo di un depresso mentre cerca di attaccarsi un bottone.

  30. antonio sparzani
    6 novembre 2006 at 00:00

    Gianni, pronto, pronto!!!!! Gianni?!?!?!?
    Tuuuu, tuuuu, tuuuu
    Gianni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    (Cuneo ci attende, wow!)

  31. io
    6 novembre 2006 at 13:59

    E chi se no? Divertita ieri?

  32. 6 novembre 2006 at 14:55

    biondillo è un architetto e io so di cosa sta parlando.

  33. mariano aprilacella
    6 novembre 2006 at 15:14

    guardi signor tash che ormai lo sanno tutti: il dottor biondillo è in crisi perché il mio padrone (e paroliere di fiducia) gli ha chiesto il progetto per una villa in quel di quarto oggiaro: se accetta si sputtana agli occhi della nazione indiana; se rifiuta, ha perso l’occasione della sua vita per avere qualcosa di più spazioso di un monolocale.

  34. 6 novembre 2006 at 19:28

    l’architetto non può sputtanarsi di fronte a nessuno, perché è, già per statuto, una puttana pronta a tutto.
    qualora non fosse diaposto ad esserlo, meglio cambi mestiere da subito.

  35. 7 novembre 2006 at 00:29

    leggi “disposto” invece di “diasposto”.

  36. 14 novembre 2006 at 22:57

    Io parteciperò al ramadam del depresso, depressi dall’alba al tramonto, di notte felicità con moderazione

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