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Lampo di genio: Pasquale Panella

lampo.jpg

Ho mentito che t’amavo
Capiscimi
avrei voluto versarmi
sul tuo viso, sul tuo petto
come crema umana
invece la mia voce parlava
Avrei voluto tu fossi
fango, una melma
nella quale affondare
soffocando
Invece, restando in superficie,
ci dicevamo a parole l’amore
come due vacanzieri nuotando
(nell’acqua le bracciate
sono come all’asciutto
gli abbracci: ci fanno
galleggiare…Anche le gambe
tu a delfino io a rana,
e nella stessa acqua)

Avrei voluto speronarti
entrando in te,
le braccia nelle braccia,
le gambe nelle gambe
come in una tuta
da meccanico con la chiusura
lampo serrata come il mare
sul nostro affondamento
Invece vociavo senz’acqua
nella bocca, anzi, ricordo,
poi, dopo, bevevamo
da una bottiglia l’acqua
che, fresca, accanto a noi
si intiepidiva sapendo
di temperatura umana…
Con l’acqua in bocca per volerla bere
perdemmo l’occasione di annegare
e di tacere…

Pasquale Panella
da poema bianco(IriEd, Roma)

14 Commenti

  1. Trovo l’immagine originale, rossa viva. Mi fa pensare al gesto sensuale dell’ uomo che va a toccare la pelle, l’apertura lenta del desiderio.
    Un amore di divorazione:
    “versarmi sul tuo viso;
    avrei voluto speronarti…”
    E’ un desiderio di fare pelle con l’amante, di scambiare pelle, di fare il corpo spirito.
    Un amore quasi religioso (hostie).

  2. Sinceramente, questi versi mi sembrano una broda a temperatura umana…

    Panella non mi ha mai convinto.

    Buona notte.

  3. canzonette. a un certo punto lucio battisti decise di fare una scelta alla ciccio ingrassia, il quale – dopo amarcord – lasciò franco franchi e andò incontro a un flop colossale. battisti lasciò mogol in cerca del suo fellini. credette di trovarlo in panella. credo che se ne avesse avuto il tempo sarebbe tornato con mogol, come alla fine, per la gioia di tutti, fece ciccio con franco.

  4. La poesia non mi piace molto, ma “ci dicevamo a parole l’amore” mi ha emozionato. Solo panella puo’ dire cose cosi’.

  5. @elio
    P.P. mi ha detto che in libreria si poteva ordinare. se non dovesse funzionare così glielo chiedo direttamente.
    effeffe

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francesco forlani
francesco forlani
Vivo e lavoro a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman . Attualmente direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Spettacoli teatrali: Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet, Miss Take. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Métromorphoses, Autoreverse, Blu di Prussia, Manifesto del Comunista Dandy, Le Chat Noir, Manhattan Experiment, 1997 Fuga da New York, edizioni La Camera Verde, Chiunque cerca chiunque, Il peso del Ciao, Parigi, senza passare dal via, Il manifesto del comunista dandy, Peli, Penultimi, Par-delà la forêt. , L'estate corsa   Traduttore dal francese, L'insegnamento dell'ignoranza di Jean-Claude Michéa, Immediatamente di Dominique De Roux. Ultimo romanzo pubblicato: L'amico spagnolo
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