in c – Terry Riley

inc.bmp 

di Franz Krauspenhaar

non ho voglia di canzoni di rolling di beatles
di manie morte di note di cantanti di scorci ugole
e balzi di piedi pari, di cose strane ma secche
di piscio e di cervello strizzato, di note adunche
e false voci fesse, e belle voci a birignai buone la prima,
non ho voglia di beethoven, di sinatra, di battiato
di purcell di henze di cuxniverden, di ghelamy, di khu,
di berio e di aaron copland, di tampakx di keith richards
di elvis costello, di elizabeth fucking, di nessun dorma
e di veglie funebri e trauermarsch e code di paglia patetiche
e di foxtrot, e tanghi lupestri e lugubri shimmy for dummies,
e steppenwolf al ballo cronenberg, e danze macabre –
e non ho voglia di mazurke e di sham 69 e sex pistols
e the cure e the eels e ive zanicchi e sannia golia bianche
e tombeau de couperin e adagios for strings e metamorfosi,
e jamesblunt occhiocerbiattici al balcone sul mare cozzato
e niente claudio villa in sistema solitario binario y final, anzi
filan und fonde, come mozzarelle bufalische a pesce ammare,
il chiarodainese, il londinese asperrimo a marinapizzichi und
button, le small faces basta allasta, pesce curangobilly,
e non ho voglia di cetre quarte, e quartetti cetre eccetera,
e commendatori de angelis che non sapevano dov’era
questa crisi, e stornellatori e posteggiatori e schiavi di
un berlusconi a marechiaro, come in una qualsiasi
postfascistissima pizzeria e friggitoria fini & berlusca in via
dei triBBBBunali, e non ho voglia di code belk, dei focus, di
thijs van leer e jan akkerman, dei popol vuh, di bernd schiss,
di kemel in amnio lizet insa, di remegio wampa, di ocean,
di pino strabioli vincente vidals, di burgo cartiere murgo,
di von brunossys mit salat, di kempes, di ardiles, di haan,
di marino zeewolf, di alambikki elsendrink, di twentenschede,
de di, di de, da du da da da, mit enkel, con parma sette,
di mino reitano da fiumara, di flumendosa botafoga, di dre
di doctor dry, di allegramente cosa beviamo gancia americano
gancia americano (io, tu, noi), di ammazzasette di quelli
grossi, di gregory corso minoico, di anquetil vertril, di cux
coi coglio, di sogliani, anquilletti e maldera, con zoff, di me,
di te, di voi, di scarpantibus, di malko milko, di fizzansoda
di jannacci alle virgoglie notuno, al tonno insuperabile alla
tashtego alimonda, di nilla pizzi e pizza al kebabbaro niuro
———————————————————————————
ma ho solo voglia, subito e per una ripetizione di duecento
sessantatre volte per i variabili – dai quattro minuti
e ventuno secondi
agli otto minuti o nove addirittura-
della composizione di

di

di

di

in c in c in c in c di terry

di terry in c in c in c di terry

di terry riley riley riley riley riley

in c in c in c in c in c di terry riley terry riley

terry riley terry riley terry riley terry riley

riley riley riley

terry riley in c in c in c in c in c

riley riley terry terry riley riley

R I L E Y T E R R Y T E R R Y I N C I N C

I N C I N C I N C I N C

IN C  (Ascolto facoltativo ma utile)

(Note dummies per immagini:IN C 82corrado.jpg non vuol dire “in Corrado“. Ed ecco l’opera d’arte perfetta in accoppiamento con questa musica:joseph-beuys-capri-batterie-1985.jpg Joseph Beuys,  Capri batterie,1985. Istruzioni per l’uso: spremere a tempo il limone guardando fisso la batteria sperando che si accenda.)

  32 comments for “in c – Terry Riley

  1. 23 marzo 2008 at 10:44

    Applauso.

    W Terry Riley Inc.

    In CD.

  2. luminamenti
    23 marzo 2008 at 11:31

    Ottimo ascolto. Allucinarsi fa bene

  3. niky lismo
    23 marzo 2008 at 11:35

    Come “scopo del mondo è un libro”, parimenti suono del mondo è la musica, sicché tutte le musiche (come tutte le scritture) hanno una dignità e una funzione rispetto a ciò che in quel libro è contenuto. La ricerca di Terry Riley ha acquisito al pop strutture musicali orientali (indiane particolarmente) incentrate sull’iteratività e sulla dimensione fortemente liberata e visionaria che ne scaturisce. Il rapporto fra tessitura armonica e costrutto melodico è innovativo per gli schemi occidentali, tanto più perché realizzato in buona misura attraverso strumentazioni elettroniche innovative per l’epoca. Una pietra miliare in tal senso fu l’album “A raimbow in curved air”. Il rock mitteleuropeo elettronico/spirituale (Tangerine Dream e Popol Vuh su tutti) nasce da lì. In letteratura, un qualche parallelo va forse instaurato con lo sperimentalismo di Gertrude Stein. Probabilmente sarebbe utile che la musica (soprattutto quella capace di allargare gli orizzonti percettivi) trovasse più spazio su N.I.

  4. 23 marzo 2008 at 12:35

    A rainbow in a curved air.

    Un trip.

  5. 23 marzo 2008 at 12:36

    Ma anche Seligpreisung e Hosianna mantra dei Popol Vuh.

    Niky lismo, mi sa che siamo parenti alla lontana.

  6. niky lismo
    23 marzo 2008 at 13:33

    Mi fa piacere, valter. I parenti non si scelgono, le musiche sì.

  7. bill
    23 marzo 2008 at 16:39

    orribile il tuo pezzo.
    e anche quello di riley.

    da far accapponare i testicoli….

    in fede.

  8. 23 marzo 2008 at 17:43

    Ora temo d’aver letto tutto l’impossibile. :-(((
    No, mi correggo: quasi sicuro che leggero in futuro ancora di più peggio. :-(((

  9. orsola puecher
    23 marzo 2008 at 18:09

    live in Detroit

    […ma dai… Riley è un classico ormai!]

  10. fem
    23 marzo 2008 at 18:32

    cin cin alla poesia per accumulo e cinc cinc anche qui, dopo il Blondil-post!

    all’inizio del pezzo musicale ho pensato ai Penguin, al minuto 3:33 molto apprezzai il violoncello, oh yeah! che dire del geometrico pulsare del point intorno a un quadrante d’orologio buio? ach il maledetto passar del tempo. Per quadrare il cerchio, consiglio Quad di Beckett (lì solo tamburi in sottofondo).

    quella bella fem citronico-acida in amplesso elettrotecnico con l’icona dell’idea gialla me la rubo e prossimamente copio nel mio blog. La vitamina C fa bene contro il raffreddore.

    (dopo di che, non disdegnerei anche un po‘ di buon Jarret, o c’era nella lista e non l’ho visto?)

  11. 24 marzo 2008 at 00:10

    scusate, intervengo per dire che, qualora dovessero apparire nuovi commenti di mio fratello giuseppe, siete abilitati dalla famiglia alla cancellazione. d’accordo con i medici che seguono il caso di giuseppe ormai da svariati anni. è un caso umano, di famiglia, prego quindi di comprendere.

    un grazie particolare a padre centofanti che sappiamo sensibile a simili casi.
    buone feste pasquali,
    dott.enrico maria iannozzi.

  12. Don Naiolo
    24 marzo 2008 at 01:09

    Beh, molto umilmente, se proprio né cessi tasse, un nostro caro confratello è anche un valente esorcista.

  13. 24 marzo 2008 at 07:49

    Al solito, i buffoni non mancano mai. Incredibile come ci sia tanta benevola tolleranza nei confronti di certi individui. Evidentemente qualcuno – e non tutti – appartiene alla stessa triste risma. Ma ridiamo dei buffoni: in fondo hanno solo il costume che natura gli ha dato e non altro. :-)

  14. Don Zelletta
    24 marzo 2008 at 08:51

    fratelli, preghiamo, liberiamo quest’uomo, gridiamo insieme la formula di rita:

    vade in retro, iannozze!

  15. 24 marzo 2008 at 09:54

    C’è una cosa che a me mi piace tanto: che i miei detrattori non possono davvero far a meno di parlare sempre e solo di me nel bene e nel male. Assomigliano a certi avvinazzati che senza il rosso nel bicchiere non hanno né voce né spirito. Alfine stanchi, non più buoni neanche a barcollare, abbracciati a lampioni rotti o riversi dentro cassonetti tracimanti immonda sporcizia, prendono sonno; e par quasi cadano in un sonno sì profondo che più non debbano vedere il dì appresso.

  16. 24 marzo 2008 at 10:00

    giuseppe, ragiona, si parla di te perchè tu entri in contatto con realtà per te aliene. si cerca, dalla famiglia che ha a cuore la tua salute mentale e il tuo decoro, di fare il tuo bene, di preservarti. parli di detrattori e dai a me e a tua madre un grande, enorme dolore.
    ciao, e rifletti.
    tuo
    enricomaria

  17. Don Lurio
    24 marzo 2008 at 10:08

    ti mancano due cose, essenzialmente, per ballare il tip tappo in rete e senza rete: il senso della misura e l’ironia

    *i miei detrattori*

    ah ah ah ah ah

  18. 24 marzo 2008 at 13:10

    Semplicemente non si può chiudere a un buffone di essere diverso da quel che è.

  19. Don Gianna
    24 marzo 2008 at 14:36

    chiudere?
    :-)))))))))))))))))))))))))))))))

  20. Don Bairo
    24 marzo 2008 at 16:25

    ma dài, giuseppe, lasciali perdere, fanno così perché sono tutti invidiosi di te, te lo assicuro. da bravo, rilassati e prendi un amaro. e poi, non vedi che, a furia di corrergli dietro, finirà che un giorno diventi completamente disgrafico e sgrammaticato?

  21. Don Zelletta
    24 marzo 2008 at 16:48

    un giorno????

  22. 24 marzo 2008 at 18:57

    scusate, scusate tanto. giuseppe, per favore, fa una telefonata a mamma. sono due anni che non la chiami manco a pasqua e pasquetta. e per favore non mettere il poster che c’avevi in camera da piccolo, che se lo vede mamma s’impressiona.

    ancora tante scuse
    dr.enrico maria iannozzi

  23. 25 marzo 2008 at 01:15

    La famiglia Iannozzi mi ha chiesto un pronto intervento.
    Dov’è il paziente?

  24. franz krauspenhaar
    25 marzo 2008 at 12:50

    Grazie a tutti, soprattutto a Iannozzi (una specie di opera d’arte vivente da esporre al MOMA).

  25. 28 marzo 2008 at 10:47

    Giovanotti,
    basta con questo giuoco al massacro!
    Lo scempio buffonesco che viene fatto alle spalle del giovanotto Iannozzi è vergonioso! Capito? VER-GO-NIO-SO!!!
    E lei Iannozzi, non dia retta! Lasci stare! Dimostri la sua superiorità!
    A parte le sgradevoli beghe legali legate al plagio dell’immagine del Fiunda, sappia che qui alla Stacchia la stimiamo tutti… il Longhi ha persino un poster del suo bel viso appeso al muro della sua stanzetta! Lasci stare questi miserabili!
    VERGONIA!!!

    Cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  26. Gabriello Iannozzi
    28 marzo 2008 at 10:48
  27. giovanni cossu
    29 marzo 2008 at 19:18

    Scusate,
    ero un po’ in giro per questo sito: volevo vedere come si comportano da questa parti gli abitanti della nazione.
    E pensavo che mi stavo divertendo un mare.
    Ma tenevo presente il pericolo che correvo:
    – Non è che diventerai logorreito?

    Poi ti trovo un Iannozzi e mi si apre il cuore.
    Ma non solo, si dialoga col mio amico Franz col quale dialoga quell’altro bastardo di amico ancora più caro, il Niky, che con un solo sguardo, da un’altra parte, mi ha spogliato completamente, lasciandomi in mutande.
    E allora mi dico:
    – Perchè non partecipare ancora se ti viene da dire?

    [Mi sento una merda quando vedo qualcun’altro parlare di musica e gruppi musicali di cui io conosco solamente il vago suono del nome.]

    Ma è che la discussione mi fa venire in mente che possiedo un cofanetto di dischi in vinile della Deutsche Grammophon.
    3 dischi 3.
    L’opera è di Steve Reich, si compone di: Drumming (1971). Six Pianos (1973). Music for Mallet Instruments, Voices and Organ (1973).
    Ho acquistato il tutto nel 1974 o 1975.

    Nello scritto di Franz gli Air non c’erano, vero? Posso continuare ad ascoltarli?
    E il Nicki accetta il mio suggerimento – solo in questo contesto, per carità – di affiancare alla Stein Nanni Balestrini?
    Il suo “Vogliamo Tutto” è del 1971.

  28. giovanni cossu
    2 aprile 2008 at 05:38

    Mi spiace che questa discussione sulla musica si sia arenata così in fretta.
    Ci dev’essere qualcosa che non va, se l’acuto Nichy Lismo trova che in N.I
    non venga dato spazio abbastanza alla Musica.
    Io ero estremamente curioso di sapere quali musiche suonano dentro ai miei giovani amici scrittori della Rete.
    Chissà, speravo, quali sorprese, come questa di Riley.

    Ma scrivo per segnalarvi una curiosa concidenza.

    Nella “Repubblica” di ieri, un articolo segnala la presenza di Steve Reich
    in Italia: A Roma un festival per Steve Reich.

    ” Ma io scrivevo in maniera diversa. Io faccio parte di una

  29. giovanni cossu
    2 aprile 2008 at 05:49

    generazione che ha rotto quelle regole: Riley, Young, Adams, Glass, Part. Ma oggi non c’è più alcuna regola da rompere, ovvero puoi fare quello che vuoi.”

    “Considerato da molti il maggior compositore americano” dichiara ” Poi ho incontrato Brian Eno, poi David Bowie, Pat Metheny. Ciò che cerco didire che è che mi piaccioni i Beatles, ma ache i Radiohead.”

    A me i Beatles non piacciono – li odio come odio Boccaccio, amo i Pink Floyd come Petrarca, manon vi dirò chi è Dante – ma a nessuno viene la pelle d’oca a pensare che nelle sue punte più avanzate
    il diaframma tra musica “alta” e musica “bassa” si sia infranto?
    Per quanto ne so, era avvenuto solamente un’altra volta inquesto modo radicale: con Schubert.

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