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Istmi (2007)

presentazione della rivista
Istmi
(2007)
tracce di vita letteraria

 

Istmi (2007)

 

 

con
Enrico Capodaglio
Eugenio De Signoribus
Peter Kammerer
Feliciano Paoli

 

letture da Volker Braun
di Graziella Galvani

 

Fano giovedì 8 maggio 2008
Sala dei Globi
Biblioteca Federiciana 0re 17.30

 

 

n.19-20, 2007

La trama sonora – Poesia nella prosa

SOMMARIO

Nota introduttiva

Giancarlo Alfano – Il paesaggio che non c’è.
Un endecasillabo in Horcynus Orca
Gian Luca Picconi – La prosodia del mondo: Vento largo di Francesco Biamonti
Giovanni Maccari – Presenza della poesia nell’opera di Pontiggia
Manuela Manfredini – Dal labirinto al mosaico.
Sulle prose di Edoardo Sanguineti poeta
Flavio Santi – Fotoni di poesia nel nuovo romanzo italiano
Antonio Prete – Intorno al ritmo
Giorgio Luzzi – Riflessioni su Volker Braun
Volker Braun – Tumulus
Tiziana Mattioli – Di una forma. poesia come destino
Rodolfo Zucco – Aspetti della lingua poetica di Jolanda Insana
Giorgio Luzzi – I nomi e i luoghi del percorso in versi di Marco Ceriani
Paragrafo per un ricordo

INDICE DEGLI ARTISTI

Vitaliano Angelini – Circonferenza e segni – acquaforte a due colori, 2006, mm 160×78
Sante Arduini – Piccolo campo – puntasecca, 2007, mm 155×110
Erika Patrignani – Faces – acquaforte, 2007, mm 155×110
Bruno Mangiaterra – Sfero – acquaforte-acquatinta, 2007, mm 115×122
Salvatore D’Addario – senza titolo – incisione, 2007, mm 118×57
Stefano Mancini – senza titolo – acquaforte, 2007, mm 100×125
Roberto Stelluti – Convolvoli – acquaforte, s.d., mm 167×90
Lorenzo Bruno – Velata intensa – rotella e puntasecca, 2007, mm 195×125
Paolo Mario Paolucci – Piuma – vernice molle, 1995, mm 120×100

***

Biblioteca Federiciana
Via Castracane 1
61032 Fano
Tel.0721 887474 fax 0721 887470

 

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,\\' Nasce [ in un giorno di rose e bandiere ] Scrive. [ con molta calma ] Nulla ha maggior fascino dei documenti antichi sepolti per centinaia d’anni negli archivi. Nella corrispondenza epistolare, negli scritti vergati tanto tempo addietro, forse, sono le sole voci che da evi lontani possono tornare a farsi vive, a parlare, più di ogni altra cosa, più di ogni racconto. Perché ciò ch’era in loro, la sostanza segreta e cristallina dell’umano è anche e ancora profondamente sepolta in noi nell’oggi. E nulla più della verità agogna alla finzione dell’immaginazione, all’intuizione, che ne estragga frammenti di visioni. Il pensiero cammina a ritroso lungo le parole scritte nel momento in cui i fatti avvenivano, accendendosi di supposizioni, di scene probabilmente accadute. Le immagini traboccano di suggestioni sempre diverse, di particolari inquieti che accendono percorsi non lineari, come se nel passato ci fossero scordati sprazzi di futuro anteriore ancora da decodificare, ansiosi di essere narrati. Cosa avrà provato… che cosa avrà detto… avrà sofferto… pensato. Si affollano fatti ancora in cerca di un palcoscenico, di dialoghi, luoghi e personaggi che tornano in rilievo dalla carta muta, miracolosamente, per piccoli indizi e molliche di Pollicino nel bosco.
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