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Aiuto!

di Mariella Bettarini

I

 

occhi che chiedono

 

come dare – come chiedere aiuto nel rumore

del mondo (nel silenzio del mondo)?

come aiutare chi non possiamo aiutare

(adiuvànti) perché inconsolabili

                                                  perché

– essi e noi – desolati nel rumore del mondo

a domandare aiuto – impotenti – perché

non possiamo – non sappiamo – perché

saremmo anche noi da aiutare in questa maceria

di chi supplica “aiuto!” –

                                       e noi – insordìti –

a sentire che boato si leva

                                          noi

a chiedere aiuto per non poter dare aiuto

 

 

 

 

II

 

eppure gli occhi

                          ancòra gli occhi

chiedono aiuto

                        (e si accorre indistinti)

occhi chiedono aiuto

                                  poi

nel “che fare?” (senza risposta) i medesimi

occhi si chiudono in quel sogno parvente

di non-vedere

                       in quell’opaco sonno

di non sapere portare aiuto

                                            tutt’insieme

(adiuvàti-adiuvànti) sìmili-sìmili

nel chiedere aiuto

 

 

da “L’area di Broca” n. 86-87 (luglio 2007-giugno 2008)

4 Commenti

  1. L’Area di Broca è una bella rivista e i suoi numeri monografici propongono sempre autori interessanti. Bella questa scelta di testi di Mariella, quel loro domandare e trovarsi “simili-simili” nel chiedere un non facile aiuto. Non facile, ma non impossibile.

  2. tutti nudi dinanzi alle nostre paure, tutti a chiedere aiuto, pietà di noi, a chi poi?
    tutti nudi dinanzi alle nostre paure.

    la chiave è l’angoscia espressa nel ritmo, nell’incalzare delle ripetizioni, “occhi, occhi…” ti si incarnano dinzanzi, grandi, spalancati, atterriti.

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marco rovelli
marco rovelli
Marco Rovelli nasce nel 1969 a Massa. Scrive e canta. Come scrittore, dopo il libro di poesie Corpo esposto, pubblicato nel 2004, ha pubblicato Lager italiani, un "reportage narrativo" interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi e analizzati dal punto di vista politico e filosofico. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un'analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Sempre nel 2009 ha pubblicato il secondo libro di poesie, L'inappartenenza. Suoi racconti e reportage sono apparsi su diverse riviste, tra cui Nuovi Argomenti. Collabora con il manifesto e l'Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Fa parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Collabora con Transeuropa Edizioni, per cui cura la collana "Margini a fuoco" insieme a Marco Revelli. Come musicista, dopo l'esperienza col gruppo degli Swan Crash, dal 2001 al 2006 fa parte (come cantante e autore di canzoni) dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio, gruppo che spesso ha rivisitato antichi canti della tradizione anarchica e popolare italiana. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista. Nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell'ambito del Meeting Etichette Indipendenti. In campo teatrale, dal libro Servi Marco Rovelli ha tratto, nel 2009, un omonimo "racconto teatrale e musicale" che lo ha visto in scena insieme a Mohamed Ba, per la regia di Renato Sarti del Teatro della Cooperativa. Nel 2011 ha scritto un nuovo racconto teatrale e musicale, Homo Migrans, diretto ancora da Renato Sarti: in scena, insieme a Rovelli, Moni Ovadia, Mohamed Ba, il maestro di fisarmonica cromatica rom serbo Jovica Jovic e Camilla Barone.
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